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SCHEDA ARTICOLO N. «00007»

CLASSIFICAZIONE: 4
TIPOLOGIA: CONGENERE
AUTORE: GUIDO DA TODI
TITOLO: ARUNACHALA: DESCRIZIONE E SIGNIFICATO.
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TESTO ARTICOLO

Arunachala: descrizione e significato.

“ARUNACHALA”.. E IL VERBO SI FECE CARNE -

(di Guido Da Todi)
(Questa lettera è stata scritta dall’autore in ringraziamento al dono di un che un suo caro amico gli avrebbe portato da un viaggio in India.
Qui di seguito, per chi non conoscesse il sacro significato di Arunachala,
riportiamo alcuni brani di un articolo ospitato nelle pagine Web di Esonet
(
www.esonet.org)).

°°°°°°°°°

Descrizione e significato di Arunachala
A Tiruvannamalai, che è il capoluogo di un distretto di recente costituzione (1989), possiamo trovare:
1) Una collina venerata attraverso le ere storiche come Incarnazione dell’ Assoluto.
2) Un grande tempio dedicato alla divinità che presiede la collina sacra
“Arunachaleswara”
(la Collina è chiamata Arunachalam in Sanscrito e Annamalaiyar in Tamil).
3) Diversi piccoli santuari ed edicole votive dedicati alle varie divinità, situati intorno

alla collina (vedere appendice).
4) Innumerevoli vasche , stagni e sorgenti situate attorno alla collina e dentro la città.

Breve descrizione della collina:
La sacra collina di Arunachala, alta circa 2668 piedi (circa 800 metri), di forma irregolare, alla base ha una circonferenza di circa 10 km. Il pendio Orientale della collina è pieno di caverne, molte usate da sempre come luogo di meditazione da grandi saggi. Alcune di queste sono le ben note Skandashramam, la caverna di Virupakshi, il Tempio di Guhai Namasivaya, la caverna dell’Albero di Baniani, la Caverna dell’Albero di Mango, la Caverna di Vannathi e le caverne accanto alle sette sorgenti usate abitualmente dai primi ricercatori nelle loro intense pratiche spirituali.
I pendii a Nord e Sud di Arunachala, una volta pieni di alberi, ora sono quasi sterili - escludendo pochi cespugli e qualche rara macchia di alberi. C’è una piccola foresta vergine lungo il lato sud-ovest della collina. Dalla città si accede alla collina attraverso nove vie d’accesso e ci sono anche due sentieri che le corrono intorno. Uno è il sentiero interno che si trova interamente sulla collina, mentre l’altro, quello esterno, è una vera e propria strada (misura 13 km) che interessa in parte anche la città. Su questa strada c’è parecchio traffico nelle direzioni di Chengam e Vellore.
Descrizione del Tempio di Arunachaleswarar:
Il Tempio di Arunachaleswarar è lungo circa 1550 piedi (465 metri approssimativi.) per 700 piedi (210 metri approssimativi.) di larghezza. All ‘interno vi si trovano sei prakaras (cortili) separati da una serie di muri in pietra strettamente raggruppati e alti circa trenta piedi. Il tempio è situato sotto il pendio orientale della collina, ha nove torri (quattro esterne, quattro interne e una al centro). La torre orientale è la più alta (65 metri circa) presente in un tempio dell’India del Sud. All’interno del tempio oltre ai cortili, ci sono parecchi santuari, ciascuno dei quali è un piccolo tempio a se stante, due vasche, una sala sostenuta da mille colonne, una sala da cento colonne e alcuni giardini nei cortili esterni.
Storicamente il tempio si fa risalire al 750 d.C. e fu modificato fino al 1650 d.C. dalle Dinastie Chola, Chera, Pandiya, Hoysala, Rashtrakuta, Vijayanagara e Nayak. Le torri e le mura del Tempio sono piene di iscrizioni che narrano i le donazioni e i restauri fatti da Re, Regine, Ufficiali ecc.
Il Tempio è come un eterno monumento della profonda religiosità dei Re, Regine, capotribù e del popolo indiano in generale. Si crede che il Lingam di Arunachaleswarar nel Sancta Sanctorum si sia creato da sé. C’è un altro tempio dedicato a Arunachaleswarar sul lato Occidentale della collina - ma è molto più piccolo e anche più recente.
Significato Religioso di Tiruvannamalai:
L’adorazione del Signore Shiva è considerata la più antica e Sacra forma di pratica religiosa della religione Indù. Secondo vari testi sacri, l’ Adorazione del Signore Shiva è cominciata a Tiruvannamalai. Il Supremo Essere senza Forma, assunse il radioso splendore di una colonna per distruggere il senso dell’io degli Dei primitivi, successivamente assunse l’ aspetto senza lustro della collina e anche la forma dello splendido Lingam (ora messo in un santuario nell’enorme tempio del Signore Arunachaleswara).
Le varie incisioni sulle pareti del tempio sono state confermate da eminenti santi e saggi dell’India nei testi Tamil e Sanscriti. Inoltre alcune festività religiose indiane come Karthikai Deepam, Navratri, Shivaratri e Arudhra hanno avuto origine a Tiruvannamalai. Da alcuni antichi testi Tamil la festa di Deepam risulterebbe essere la più antica dell’India.
Il Significato Spirituale di Arunachala:
Tiruvannamalai non è solamente un luogo di pellegrinaggio religioso, avendo soprattutto un profondo significato spirituale. Infatti, da secoli Arunachala è considerata come il maggior centro di energia spirituale da Avatara, Realizzati, Santi, veggenti, saggi, etc.
Gli aspiranti spirituali da tutto il mondo ancor oggi continuano ad arrivare ai piedi di Arunachala.
Riferimenti nella Letteratura Devozionale:
Ci sono più di sessantacinque lavori in lingua Tamil e Sanscrito, consistenti in circa centomila canti, che coprono un’era di quaranta secoli partendo dal Periodo Tholkappiam. Infatti i vari popoli e i loro governanti, conoscendo il profondo significato spirituale di Arunachala, continuarono e continuano la sua adorazione; la loro sadhana, le preghiere e i loro sforzi sono testimoniati proprio dall’esistenza del Tempio di Arunachaleswarar; a quegli sforzi seguirono le donazioni e il mantenimento di terre e preziosi, etc. Questi testi furono composti dai più grandi Santi, Veggenti, Poeti e veri ricercatori le cui aspirazioni realizzative li condussero al loro destino finale qui, ad Arunachala.
Riferimenti nella Letteratura Tamil:
Il testo più vecchio disponibile in lingua Tamil (periodo Tholkappiar), di oltre 4.000 anni fa, menziona Tiruvannamalai e le festività “Deepam”. Inoltre, in altri classici Tamil, datati 2000-3000 anni come Seevaka Chintamani, Kar Narpathu, Kalavazhi Narpathu, Pazhamozhi, Aghananuru - esistono diversi riferimenti a Tiruvannamalai come un importante centro spirituale già in quelle ere lontane.
Riferimenti ad Arunachala in Letterature straniere:
Venuti a conoscenza dell’importanza di Tiruvannamalai, gli Inglesi e i Francesi hanno fatto degli studi particolareggiati delle iscrizioni sui muri del Tempio, le Torri e la Caverna e hanno catalogato tutte le epigrafi con dei codici di riferimento. Sono stati pubblicati diversi libri nelle principali lingue sulla grandezza e l’eredità spirituale di Arunachala.
Questa potrebbe essere la ragione per cui ricercatori spirituali di tutto il mondo, anche oggi, vengono a Tiruvannamalai senza distinzione di colore, credo o sesso, solo per stare col Signore Arunachaleswara.
Riferimenti ad Arunachala nel Mondo Moderno:
Venerata dai Saggi e dai popoli di tutte le ere, la santa collina di Arunachala oltre agli Indiani, continua a ispirare persone in tutto il mondo. Nel 1947, un “Gruppo Arunachala” fu fondato nel lontano Brasile. Oggi in tutti e cinque i continenti, sono presenti diversi gruppi di sadhaka (aspiranti spirituali) e ashrams (eremi, luoghi di ritiro) e il loro numero è in continuo aumento.
Durante la luna piena o nei giorni di Purnima, migliaia di persone affollano le zone adiacenti la Collina e il Tempio, girando (Giripradakshina) intorno ad Arunachala, questa pratica spirituale è antica quanto la Collina stessa. Tutti coloro che vengono per questo tornano indietro in pace, soddisfatti di avere “offerto” il meglio di loro al Signore, e tornano il successivo giorno di luna piena.
Unicità di Arunachala:
Alcune caratteristiche rendono Arunachala unica rispetto ad altri santuari
dell’India e del
mondo.
2) Nonostante Arunachala venga considerata una montagna sacra dalle religioni Indù, ha un significato sottile ben più profondo che va oltre la stessa religione. Citando: “Dove finisce il materiale, inizia la religione - dove finisce la religione, inizia la spiritualità e dove finisce la spiritualità - inizia l’adorazione di Arunachala”. Questa è l’esperienza di coloro che hanno compreso e vissuto la sua natura essenziale di luogo indescrivibile.
3) La collina viene considerata l’aspetto formale dell’Essere Supremo e proprio per questo non ha alcun specifico nome religioso. Perciò dà il benvenuto a popoli di ogni religione,

di ogni credo, ai ricercatori di ogni cammino e non occorre alcuna
particolare osservanza
pratica spirituale o religiosa per sentirsi i benvenuti. I monasteri
Jainisti esistenti
nelle vicinanze della città insieme ai templi e ai santuari delle maggiori
religioni
testimoniano proprio questa apertura e libertà.
4) Non esistono né sono prescritti riti particolari o orari per “adorare” o officiare in

questo luogo. Tuttavia molti credono che il Giripradakshina (il giro attorno alla collina)
sia la forma più adatta per adorare la collina sacra ed è una delle pratiche più diffuse.
5) Dei sessantotto santuari dedicati a Shiva, solo quattro sono considerati tali da

concedere direttamente la Moksha (Illuminazione o liberazione dal Samsara o
ciclo di
nascite e morti). Di questi, Arunachala è considerato il più sacro da molti
eminenti saggi
e Maestri. “Concentrarsi su Arunachala stessa, concede la liberazione”
questo è quanto
credono milioni di persone che adorano Arunachala e sono stati molti, oggi e
in passato, i Maestri che hanno sostenuto e confermato la possibilità di
conseguire la realizzazione qui
e molte anime altamente evolute vi hanno vissuto.
6) Aspiranti spirituali di tutto il mondo hanno sperimentato come ogni pratica sia più

facile e intensa ad Arunachala rispetto ad altri posti, anche quelli di
meditazione
abituale. La sacra collina di Arunachala è considerato il luogo ove Shiva
risiede in
permanenza e qualunque pratica effettuata qui favorisce l’interrompersi del
corso della
mente di un sincero praticante, benedicendolo con la verità.
7) È difficile spiegare il “sentire” a chi non si è mai recato ad Aruna, così come è

difficile spiegare a chi accetta solo motivazioni oggettive o scientifiche.
Eppure chi è
stato ad Arunachala sa di cosa si parla: una sensazione strana, di pienezza e profondità.
Sorda e ottundente che lascia centrati su se stessi. Ci si sente avvolti e
presi ma non da
un qualcosa di esterno, da una profondità interiore in cui ci si viene ad
immergere sempre più. Sensazioni simili si provano di solito nelle vicinanze
di grandi esseri o nei rari
stati di silenzio interiore ottenibili durante i tentativi di
concentrazione. Noi, i
traduttori di queste pagine, siamo stati ad Aruna, non mossi da alcun
intento religioso,
che rispettiamo senza seguire, né per ricerca spirituale, ma semplice
percorso interiore
nella Consapevolezza. [NdT]
Dalla sua cima... si ha la sensazione di sedere sul cuore del mondo, un
centro dove ogni
comprensione può essere facilitata. Sono sensazioni soggettive e pertanto
non se ne può dare una spiegazione scientifica, però in troppi che sono
stati qui le hanno ripetutamente
confermate. Chi vi si reca una sola volta non riesce a dimenticare le notti
sulle sue
pendici, o i colori delle farfalle che vi si trovano sulla cima. Non ci sono
parole capaci
di descrivere Arunachala, nonostante tutti i tentativi fatti nelle pagine che qui leggete.
Arunachala è Aruna. Se si volesse sentire Dio o l’Assoluto o l’Essere da
qualche parte nel mondo, se non lo si volesse sentire attraverso una persona
sia essa un Santo o un Saggio,
questo è uno dei luoghi ove ciò è possibile. Per questo è importante che
questo luogo e le zone limitrofe siano preservate da ogni
genere di cambiamento, affinché rimanga come è
per tutte le generazioni future. [N.d.T.]

°°°°°°°°°°

Sento il piacere interiore di lasciarmi andare a qualche confidenza che attiene alle caratteristiche più soggettive e profondamente mie, in riferimento al magnifico dono spirituale che mi porterai dall’India.
Un frammento del corpo mistico del nostro Signore Shiva, espresso pienamente nella Collina di Arunachala.
Tessera dopo tessera, un’amicizia peculiarmente creativa e spirituale come quella che sento nei tuoi riguardi vede sfogliarsi le caratteristiche dell’ uno e dell’altro amico - per la durata della stessa.
Sarebbe troppo lungo, oggi, ripercorrere le ragioni che mi convincono dell’ unità delle cose. Un fiore è un mandala ed un mantram - se saputo cogliere nella sua più pura essenza. È il Verbo di Dio, tuttora vibrante e legato ad esso.
I miei amati e intensi studi sulla vibrazione, sul suono e sulla sua controparte - l’immagine, il mandala - mi hanno definitamente reso consapevole di ciò.
e l’approfondita analisi dei suoi significati mi immisero nello studio dei mantrams e dei mandala, sino dall’età dei 18 anni. Uno studio che non ho più abbandonato, scrivendone, poi, e spiegandone a molti allievi i chiaroscuri..
Oggi emetto quel solo, lungo e prolungato mantram (che non ho mai cessato di cantare da qualche decina d’anni, quotidianamente e durante ogni mia attività lavorativa e dharmica). Si tratta del Nome Occulto di Dio (rappresentato dalla che ne identifica il circolo universale).
Guido la macchina, faccio la spesa, sto seduto in poltrona, o davanti al computer, lavoro con la mente occupata in quel che faccio, insomma, sempre e comunque, emetto con la matrice interiore - controparte di quella fisica - il suono, che è il nome di Dio.
Spesso, mentre ti scrivo.
Sì, ti confesso che la mia principale attività spirituale è quella di quotidianamente, durante l’intera giornata, il Suono del Nome di Dio.
Che è, poi, anche il mio, il tuo, e quello degli altri - nelle naturali variabili precipue di ogni individuo.
Un Suono, infiniti suoni.
Se guardo dietro di me, mi stupisco addirittura di come sia stato possibile - e sia ancora possibile - sostenere questo mantram, senza posa, da decine di anni, durante la mia attività lavorativa.
Ma, non voglio annoiarti.:-)
Ho creduto sempre che il Grande Gabbiano Sacro (il Dio personale planetario), mio sempre più adorato fratello, privilegiasse posare il suo corpo ed il suo volo, in particolari situazioni e località, piuttosto che in altre.
È ovvio che parliamo dell’animo di Uomini e Donne Santi, come anche delle località che essi abitarono.
Chi potrà mai negare che la casa di Sri Sri Sri Sri Sri Lahiri Mahasaya, a Benares, non sia tuttora abitata dallo Spirito della Grande Incarnazione della Yoga; ma, pure, dall’Immenso Gabbiano sacro, che è Dio..?
Solitamente, non avverto - grazie al cielo - la necessità di per unirmi ai parametri spaziali , essendomi abituato a fluire nella panteistica ed olistica realtà del pianeta.
Ti confesso - caro fratello - che una delle mie preferite attività-rifugio (il .) è, molto, molto spesso (oramai si tratta di un’azione consolidata nelle mie abitudini esistenziali) quella di nella casa Ashram di Sri Sri Sri Sri Sri Yukteswarji, e sedermi su che dista pochi metri dall’uscio. E lì restare (mentre il mio corpo fisico si diletta nelle sue molteplici manifestazioni, in occidente.).
In quei momenti sacri, il vortice passionale del mio rovente amore si fonde nella Colonna di Fuoco che è l’adorato Guru, e amore, amore, amore, amore, amore sgorga dalle mie vene, dal Suo Amplesso, dalla Sua obiettiva e caratteristica Presenza..
Il Sacro Guru non delude mai il proprio discepolo, nella sua ansia di .
Lasciamo che il che vive a Giugliano esprima i suoi movimenti oramai tinti di morte e di vuote arterie cave, nell’ultimo esaurirsi di un dharma e di un karma boccheggiante.
Il mio Signore Krishna (ed offenderei la tua intelligenza se pensassi che tu non abbia capito quanto io ne sia supremamente devoto.) non abbandona un attimo il mio cuore..
Che debbo dire a questo fratello X - talmente certo del suo equilibrio - parlando della fusione che ho con Lui?..
Il Signore Krishna io lo vedo, come un loto profumato al centro di ogni cosa. Ne sento l’acuta fragranza.Ed il cuore mi si scioglie in calde gocce di fusione eucaristica, ogni volta che la Sua Carezza mi sfiora il volto..
Ed allora, ogni ansia, ogni problema, ogni limite si frantumano, in quei sovrani minuti, nel Suo Sorriso.
Come convincere l’uomo che Krishna è una realtà, come reale è la tua mente che sta assimilando e saggiando quanto ti sto dicendo...
Ma, come al solito, il Volo mi ha preso la mano..
Volevo solo dirti questo..Il Gabbiano si posa in tutto il pianeta. Ma, ad Arunachala ha nidificato.
E tu mi porti il frammento del suo Nido!
Perché io so che Arunachala è il suo Nido privilegiato, in terra.
O, Arunachala è Lui?.
Grazie, caro e diletto fratello!
Grazie!

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