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SCHEDA ARTICOLO N. «00012»

CLASSIFICAZIONE: 4
TIPOLOGIA: CONGENERE
AUTORE: GUIDO DA TODI
TITOLO: LA MUTAZIONE ESTATICA
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TESTO ARTICOLO

LA MUTAZIONE ESTATICA di Guido Da Todi

Credo che sia opportuno - tra le altre nostre meditazioni - risolverci ad affrontare quella che ha le caratteristiche di mostrare il nostro esatto punto di evoluzione interiore.
Invito voi tutti a fare, assieme, un breve esame di alcuni panorami di pensiero che sono sicuramente noti ad ognuno. E di studiarne le caratteristiche, in rapporto alle nostre acquisizioni spirituali.
Sarà, certamente, un viaggio interessante; e, di sicuro, ci lascerà diversi di come lo eravamo, prima di compierlo.
Esiste , abitata da uomini simili a noi; ma, tutti, di un’ altissima evoluzione evolutiva.
Vengono chiamati: Santi, Guru, Jivan Mukta, Nirvani, Avatar.
Lasciamo, pure, da parte l’impatto indicibile ed inarticolato che la loro esistenza produce sul ricercatore della Luce. E cerchiamo di esplorare alcune qualità che essi possiedono e possedevano.
Intanto, tutti parlano di Dio.
Resta da decidere, prima di continuare il nostro viaggio, se - attraverso i millenni - costoro fossero, nessuno escluso, dei poveri mentecatti, con una idea fissa, che ne abbia decomposto l’animo ed il conseguente modo di agire.
Ma, purtroppo, rispondere in senso affermativo dovrebbe, pure, risolvere l’ arcobaleno di fatti, fenomeni e amore incomprensibile che avvolse i santi di cui parliamo.
Questo, credo sia impossibile.
Ogni Anima di cui parliamo incise fortemente sul tessuto planetario e su tutti gli uomini. Dette gioia e liberazione. Allargò i confini ristretti di qualsiasi panorama soggettivo. Fece avanzare in modo indiscutibile l’intera struttura portante della terra.
Non erano sicuramente dei pazzi e degli illusi. Al contrario.
Tra le qualità prioritarie che esprimevano, una - ripetiamo - si mostra evidente e basilare: la visione di un orizzonte, del quale essi - nessuno escluso - riproducono la medesima eco. Dio.
Ognuno di loro ci viene descritto e tramandato, dalla storia, attraverso un gruppo - più o meno grande - di discepoli.
Ecco, in codesta implicita rappresentazione - Guru e discepoli - si evidenza, con fortissimo urto concettuale, la rappresentazione di una prima diversa qualità, tra i primi e la restante umanità.
Mentre nessuno dei Guru si su un qualunque aspetto formale e parziale della Luce, ognuno dei discepoli aderisce, invece, e con forza inversamente proporzionale, a Lui, nel quale vede una rappresentazione totale di quella Luce stessa.
Tralascerei, per il momento, amici miei, di esplorare i significati che esistono nella visione monistica, o dualistica, che può avere, a riguardo della Luce, ogni Guru, o Santo, o Spirito liberato.
Se non si è ancora pervenuti al sicuro riscontro dell’amore di Dio, da parte di chi è identificato nel tutto senza secondi, o nella forma che il tutto medesimo assume verso il devoto è inutile immergersi ancora in speculazioni ulteriori.
Tuttavia, vi esorto a continuare nell’analisi iniziata, che sottolinea la differenza di vedute e di sperimentazione esistenziale tra lo Spirito liberato e l’uomo comune.
Il Guru, si immerge in una realtà unitaria, che non prevede aspetti successivi e secondari: che la si chiami Dio, oppure Assoluto non importa. Questa Realtà parla al Guru, e lo guida - in modo indicibile - in ogni sua azione.
Il discepolo, invece, si abbranca spasmodicamente, amorevolmente, devotamente ad un’asse del vascello universale, che chiama: Maestro, Guida, Aspetto dell’Uno; tuttavia, ancora non ha alzato gli occhi verso il significato che trapela in ogni cosa, e che, di ogni cosa, fa una sola attualità indivisa.
La diversità delle nature che stiamo contemplando - Guru e discepolo - si riflette anche su altre prospettive, che ne sono delle conseguenze dinamiche e speculari.
Il Guru - in grazia a questa - ha realizzato quanto ognuno cerca, di vita in vita, di conquistare: la libertà cosmica, la gioia assoluta dell’essere, la pienezza esistenziale, l’identificazione con l’ universo.
La sua realtà è quasi incomprensibile a mente limitata. Il contatto con il totale, e l’indipendenza dal particolare, esprimono, tra complessi fattori non ancora scoperti dal mondo, quelle fenomenologie affascinanti, miracolose e coinvolgenti che tutti conosciamo.
Ma, a cuneo di ogni azione dello Jivan Mukti, vi è l’amore e la pietà infinita per l’universale.
Il discepolo, invece, rappresenta l’arrampicatore che è giunto alla rarefatta vetta del monte della Forma. Egli ne è ancora prigioniero, anche se per poco ancora. Ed è prigioniero, pure, del figlio di Essa: il dolore.
Voi, a che punto vi trovate?
Siete interiormente disponibili a staccarvi da quella roccia finale dei , che ne sta a sigillo? Una roccia rappresentata dal vostro desiderio innato di ancora e comunque sugli iridescenti ed affascinanti simboli che la Direzione Magnetica delle cose? Il Nord Cosmico della Vita intera? E la Vita Intera?
Siete disponibili ad accertare la differenza che corre tra le due grandi corsie umane: i Maestri ed il resto dell’umanità?
E, una volta scoperta la natura dei primi - e che noi abbiamo indicato nell’ articolo - siete pronti a chiedere di percepire, a vostra volta, la vellutata ed inconfondibile Voce del Silenzio?
È scritto nella , di Mabel Collins:” Lascia ogni appiglio della forma, o ricercatore. Abbandonati nello Spazio Uno. Forti Mani ti sorreggeranno, allora; e tu troverai, finalmente, la stabilità ultima e la libertà finale.”
Sono profondamente convinto che ai propri confratelli spirituali si debba parlare solo per . Se in essi esiste la luminosa intuizione di quel che viene chiamato il non vi sarà, di certo, bisogno d’ altro.
Ma, di una cosa sono, anche, sicuro. La è la meta di ogni ricerca metafisica.
Intanto, volgetevi verso di essa. Poi, avremo tempo e maniera -se lo vorrete - di spiluccare gli acini della , per dettagli “vedici, monistici, o dualistici”.
Volgetevi verso l’incantevole richiamo dell’Uno. Ed inizierà quella magnifica in voi, che vi trasformerà in Suoi figli consapevoli.
Vi prego di credere che solamente avendo in voi sarete utili all’uomo, ed a voi stessi, nella vita di servizio che tutti percorriamo.
A lungo andare, il ricercatore si allontana dalle grandi che oramai pullulano lungo il Sentiero dello spiritualismo. E viene attratto solo da coloro che, anche in minima parte, possiedono, nella cavità del loro cuore, la dolce fiamma della Comunione con l’Uno.
L’uomo è non solo capace di riconoscere chi possiede Dio, in sè, ma lo ricerca costantemente.
Vi prego, fratelli miei, effondetevi nel cosmo; e , di conseguenza, l’amore dell’Uno si rifletterà in voi.
Siete giunti in cima al monte. Abbiate il coraggio di fissare il vuoto infinito che appare attorno a voi. Scoprirete, allora, cosa esso cela.
E sarà nato il germoglio di un nuovo Guru!

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