Buon giorno! oggi è Domenica 22 Settembre 2019 ore 10 : 34 - Visite 574935 -

BENVENUTI SUL SITO WWW.ECROS.IT
Logo di Ecros.it con scritta a fuoco
divisore giallo animato
TestataYoga-510x151.jpg
MENU NAVIGAZIONE
SPAZIATORE bianco
Lineablu

SEZIONE: « ARCHIVIO ARTICOLI »

Lineablu
SPAZIATORE bianco

SCHEDA ARTICOLO N. «00053»

CLASSIFICAZIONE: 3
TIPOLOGIA: YOGA
AUTORE: ANONIMI
TITOLO: MANTRA E GUARIGIONE
SPAZIATORE bianco

TESTO ARTICOLO

MANTRA E GUARIGIONE
Ci sono molte teorie relative alla guarigione, ma con l’osservazione e la crescente comprensione individuale ogni soggetto acquisirà intuizioni uniche.
Con la nostra mente limitata, che funziona soltanto su un piano tridimensionale, non possiamo effettivamente abbracciare tutta la legge del Divino, o la legge stessa della natura, e neppure comprendere le cause complesse delle malattie.
Cantando, o recitando i Mantra, concentrandosi con la mente, rinforzando tale concentrazione con l’azione e governando la volontà, la guarigione avrà tuttavia luogo in maniera naturale dentro di noi.
I Mantra possono esercitare un effetto risanante liberando le emozioni e determinando uno stato di calma e di profondo rilassamento tanto in chi li canta quanto in chiunque ascolti.
Con la mente rilassata, la fonte della malattia e le radici nascoste del conflitto possono emergere alla superficie, dove è possibile affrontarli. È necessario però sapere per quale motivo si vuole essere in salute, chiedersi come si intende impiegare il resto della propria vita nel caso che la salute venga ripristinata.
In una parola, si deve essere concentrati sul proprio desiderio.
Essere malati comporta talora dei vantaggi a cui il nostro ego non vuole rinunciare, anche se non lo ammettiamo a livello cosciente; rafforzando la nostra volontà e quella parte di noi che vuole stare bene, la polarità del desiderio mentale può essere sopraffatta, permettendo alla guarigione di verificarsi.
Esiste un Mantra, ‘Aham Brahmasmi’, il cui significato è “Io sono Brahman” oppure “Io sono Dio”.
Quest’affermazione può sembrare strana, ma in realtà una persona diventa davvero ciò che pensa di essere: se si pensa di essere un fallimento si diventa un fallimento e, al contrario, se si canta di continuo l”Aham Brahmasmi’ ci si rende infine conto della propria natura divina e non resta più spazio per il malessere a nessun livello, né fisico, né psichico, né mentale.
Se volete cantare questo Mantra è importante che facciate prima chiarezza nella vostra mente riguardo al significato che Dio ha per voi; inoltre dovete effettuare una seria purificazione dell’Io e riflettere tale purificazione in altre aree della vostra vita. Dovete sviluppare la capacità di arrendervi al Mantra e all’energia che deriva da esso, quindi avere l’umiltà di chiedere perdono e di scusarvi con gli altri, nel caso abbiate sbagliato.
A parte il bisogno di attenzione dell’Io, che tende a perpetuare il
malessere, e la mancanza di umiltà che indica un atteggiamento sbagliato, ci sono molti altri fattori che potrebbero interferire con le pratiche spirituali che mettete in atto per guarire.
È possibile che dobbiate trarre dalla malattia una lezione spirituale e che quindi il risanamento non sia la cosa migliore per voi, oppure è possibile che stiate seguendo un’alimentazione scorretta, che siate esposti a un ambiente tossico o che stiate violando certe leggi della natura a cui è soggetto il vostro corpo.
È anche possibile che siate preda della malsana convinzione di essere un peccatore troppo malvagio che non meriti di essere guarito, oppure che facciate del male agli altri senza neppure esserne consapevoli e che di conseguenza vi puniate, sempre a livello inconscio, per la loro sofferenza.
La complessità della mente umana e la sua capacità di sofferenza sono così terribili che dobbiamo guardarci dal semplificare eccessivamente: il dolore è un grande maestro, ma dobbiamo capire il suo messaggio e affrontarlo prima che la strada per il ripristino della salute sia sgombra.
Tutto questo deve essere tenuto presente anche riguardo alla guarigione degli altri.
Può essere necessario che la persona sperimenti dolore o viva una malattia al fine di avere il tempo di riflettere, di sviluppare l’umiltà e la devozione e di sopraffare il proprio egoismo.
Forse il risanamento fisico può avere luogo soltanto dopo che è stata guarita la mente; non potete infatti conoscere lo scopo di un malessere o la sua possibile causa o ciò che è meglio per la persona in questione.
Potete però offrire una preghiera o cantare un Mantra, lasciando operare il potere stesso del Mantra. Cantarlo può essere un’espressione della vostra sincera preoccupazione, anche se non dovete decidere in che modo porgere aiuto.
Quando cantate o recitate un Mantra per qualcuno, visualizzate quella persona come sana e in stato di benessere; non l’immaginate malata, in quanto un’immagine del genere ha un potere notevole.
Invocate invece l’immagine di Tara o di Krishna o di Siva o di Gesù e, pieni di aspettativa, contemplate la persona in questione immersa nel bagliore della Luce.
Lasciate quindi che la forza terapeutica fluisca attraverso voi e mai da voi e pensate all’energia del Mantra come a Luce risanante.
Avviluppate l’individuo in una spirale di questa Luce in modo che diventi a stento visibile e lasciate che l’immagine della spirale risalga alla fonte di ogni Luce. A questo punto focalizzate la vostra attenzione sul canto.
Se avete parlato negativamente di qualcuno, potete eliminare la negatività che avete prodotto cantando rapidamente un Mantra e circondando la persona con la Luce e con il potere che ne derivano.
Chiedete che la vostra debolezza non influenzi la persona e chiedete di essere perdonati; a mano a mano che diventerete più consapevoli, potrete ritrattare quello che avete detto rivolgendovi a quanti lo hanno sentito con queste parole:
«Per favore, dimenticate quello che ho detto. È soltanto un punto di vista
soggettivo.»
Potete usare il Mantra anche per aiutare persone che non conoscete.
Per esempio, quando sentite la sirena dei pompieri o di un’ambulanza dite:
«Om Namah Sivaya. Qualcuno è in stato di bisogno. Fa’ che riceva aiuto.»
Se su un giornale o alla televisione vedete immagini di persone uccise o ferite in zone di guerra, avvolgetele nella luce del Mantra.
Quando cantate per gli altri, siate certi di agire per compassione e non per sola simpatia, siate consapevoli del desiderio di influenzare il risultato degli eventi e della vostra potente reazione emotiva. Dovete tenere a bada la vostra personale forza di volontà e arrendervi al potere del Mantra.
Cosa accade quando si canta un Mantra?
Si attrae il potere spirituale e ci si offre come canale, in modo che attraverso di noi questo potere possa raggiungere la persona malata o ferita e fare ciò che è necessario. Non dobbiamo richiedere la guarigione e neppure dire a Dio come, quando o con quanta rapidità realizzarla. Non sappiamo infatti quale debito karmico debba essere ripagato o quali lezioni debbano essere apprese grazie alla malattia. Risanare non è un’azione che occorre realizzare subito o mai più, anche se così può valutare la percezione umana.
Per molteplici ragioni la maggior parte dei guaritori dello spirito scopre che non tutti traggono benefici dal loro intervento.
A volte una persona che sembra essere incredula viene risanata mentre lo stesso non accade a un credente; questo può dipendere dal fatto che i convincimenti inconsci di questi soggetti sono esattamente l’opposto di ciò che essi affermano. L’elemento importante è infatti la ricettività dell’individuo malato.
Il guaritore si deve arrendere a Dio, alle forze curative del Cosmo, accertandosi di non avere nessuna opinione personale e di non formulare nessun giudizio. Soltanto appellandosi a tutta la compassione di cui si è capaci è possibile essere in grado di invocare in maniera diretta o di applicare il potere risanante del Mantra.
Come si fa a sviluppare la compassione? Osservate voi stessi, al fine di arrivare alla comprensione del vostro Io.
È necessario eliminare, non condannare, i comportamenti sbagliati: quando vedete e perdonate i vostri difetti siete infine pronti a perdonare quelli degli altri e ad avere maggiore comprensione per coloro che desiderate guarire.
Nel processo di risanamento incontriamo noi stessi. Quando ci ha invitato a perdonare “sette volte sette”, Gesù intendeva dirci di perdonare sempre e di non ergerci a giudici di noi stessi e degli altri.
Allorché si tenta di risanare qualcuno, bisogna in primo luogo invocare tutta la compassione possibile e mettere il malato a proprio agio, aiutandolo ad accettare se stesso senza avere la sensazione di essere appesantito dal peccato, in quanto la guarigione non avrà luogo fino a quando l’interessato mantiene l’atteggiamento di “indegno peccatore”.
A questo punto si canta il Mantra e si pervade tutto il proprio essere della sua vibrazione, in modo da attirare le forze del Mantra e da incanalarle verso la persona malata. Se si sente fluire questa vibrazione dalla punta delle dita o dal palmo delle mani si possono protendere le mani sopra l’infermo, oppure si possono aprire mentalmente le porte del cuore e lasciare che questa forza ne fluisca. Con la vibrazione si libera infatti anche l’amore di chi sta risanando, la cui presenza è la prova della disponibilità ad aiutare.
La sicurezza viene con il successo, ma non bisogna diventare eccessivamente sicuri di sé e pensare che la guarigione sarà sempre garantita. Il Mantra può vincere qualsiasi ostacolo se la persona lo recita o lo riceve come compenso di un debito karmico, con la fiducia nel perdono e la disponibilità ad alterare la rotta della propria vita, dedicandola al servizio di Dio.
Quando la guarigione si verifica, però, la malattia può ugualmente tornare con forza ancora maggiore nella persona che una volta riabilitata non cambia il proprio modo di vivere egoista o dannoso per gli altri. La gratitudine verso il Divino deve essere dimostrata sotto forma di carità e di altruistico servizio nei confronti del prossimo.
Registrate i risultati dei vostri sforzi al fine di aumentare la vostra comprensione della legge della guarigione. Quando facciamo appello alle forze spirituali attraiamo attraverso la vibrazione di un certo suono o di un Mantra un particolare aspetto della Luce Divina che è adatto per quella specifica guarigione, ma forse non è valido per tutti.
Molto dipende dalla persona malata, in quanto l’influenza di un raggio risanatore può essere rifiutata da chi si aspetta di riceverlo; non è detto che il rigetto avvenga necessariamente a livello della mente cosciente, perché si può trattare di un rifiuto inconscio dovuto all’idea di essere indegno di tale aiuto, oppure di essere un peccatore troppo malvagio per poter ricevere il perdono. A volte ci si aspetta che la guarigione avvenga troppo in fretta e si cede prima che avvenga. Non ogni risanamento può o deve essere istantaneo.
Quando cantiamo il Mantra cambiamo in maniera definitiva la condizione mentale della persona malata. Possiamo farla rilassare e sondare con gentilezza nelle profondità della sua anima o della sua mente per scoprire il tipo di resistenza con cui possiamo avere a che fare; poi possiamo cercare di soccorrerla, magari facendole notare che ci si può davvero fidare del Divino, in quanto abbiamo molte buone ragioni per nutrire tale fiducia.
Possano tutti coloro che leggono queste pagine diventare canali di aiuto, di guarigione e di bontà per molti altri. Siate tutti benedetti.

SPAZIATORE bianco

Manina indica Giù Spaziatore Manina indica Giù
Spaziatore