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SCHEDA ARTICOLO N. «00180»

CLASSIFICAZIONE: 4
TIPOLOGIA: CONGENERE
AUTORE: GUIDO DA TODI
TITOLO: LA "TORRE D'AVORIO"
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TESTO ARTICOLO

LA "TORRE D'AVORIO"

(di Guido)

Un grande numero di spiritualisti continua ad immaginare il Sentiero che
percorrono, da più o meno lungo tempo, come una "scala dorata" che
appartenga solo a relativamente pochi privilegiati. Loro tutti compresi.

Da una parte essi collocano il "consorzio degli illuminati"; dall'altra il
complesso di quella massa umana, composta da coloro che riempiono le strade,
che incontriamo nei negozi, o che popola il mondo al di là del nostro
santuario soggettivo.

Sovente, malgrado le continue indicazioni all'amore ed alla fratellanza, "l'
oscura massa" del globo, che "impreca, pecca, è sporca"; che non vive nella
luce della conoscenza, che "non è degna di noi", ebbene questa gente è in
modo subconscio tenuta in disparte e collocata ben distante dal raggio
diretto dei nostri riflessi egoici.

Spesso, la stessa famiglia dello "spiritualista", i mariti, le mogli, i
genitori ed i fratelli, tutti costoro subiscono le "bizze" degli
"illuminati", a causa del senso di gestione e di padronanza che si crede di
avere verso coloro che ""...ci conoscono troppo bene, per capire che, io, in
fondo, li amo""

In definitiva, la forbice tra il mondo esterno del neofita e le sue comunque
sincere aspirazioni spirituali può, per molto tempo, indurre quest'ultimo ad
una falsa esistenza e ad illusioni di evoluzione individuale.

Cerchiamo di fare luce in proposito.

L'unità delle cose non è sicuramente un concetto astratto e benevolo. Ma
contiene anche dei risvolti esoterici che è necessario, di tanto in tanto,
approfondire.

Il grande scrittore Hemingway, nel suo magnifico romanzo "Per chi suona la
campana", inizia con le parole:

"..Essa suona per tutti; essa suona anche per te"

Ogni minuto componente della nostra vita è indissolubilmente legato al resto
del circuito planetario (compresa l'umanità) da una fitto reticolo di legami
karmici (legge di causa e di effetto) che risulta sbalorditivo, una volta
conosciuto.

Il nutrimento che, giorno dopo giorno, giunge sulla tavola proviene da
fatiche, a monte, che sono state fatte da altri, al posto nostro. Contadini
hanno lavorato, prodotto, venduto; commercianti hanno acquistato all'
ingrosso; dettaglianti ci hanno reso comoda la vita, con il negozio sotto
casa.

Ed il piatto fumante che nutre ogni famiglia è il risultato di un'immensa
organizzazione di gruppo che sicuramente deve essere tenuta in conto, da
ognuno di noi; e che ci ha allontanato in modo definitivo quel lontano
ricordo millenario in cui, giorno dopo giorno, si doveva uscire per
cacciare, oppure essere cacciatià

Per quanto riguarda il nutrimento emotivo e mentale, siamo tutti legati,
sempre ed ancora, ad un debito costante e quotidiano con quell'"umanità
esterna" di cui si parlavaà

La televisione ci tiene aggiornati e fa crescere la nostra cultura
personale, grazie ai suoi programmi giornalieri; la stampa, l'editoria fanno
lo stesso, issandoci fuori, di peso, da un mondo interiore piatto ed oscuro.
Senza quello scrittore, e l'editore, e il tipografo, e le edicole e le
librerie quando mai avremmo potuto avere "i doni spirituali" che possediamo,
dovuti alla lettura dei nostri testi preferiti?

I mezzi di collegamento (filobus, macchine, treni, aerei) ci permettono
spostamenti quotidiani, o periodici, liberandoci da una fatica che abbiamo
dimenticato oramai da decenni.

Sfido qualunque lettore a scoprire una sua esperienza che non sia in qualche
modo, sottile o manifesto, diretto o indiretto, legata ad un'azione
risultante da un "lavoro di gruppo".

In effetti, per una inflessibile legge di contrappasso, gli strumenti della
liberazione individuale vengono sempre da quella direzione che il neofita
tende a rifiutare con altezzosità orgogliosa: dall'intero consorzio umano di
cui egli fa parte indissolubile.

Se volessimo fare un esempio che aiuti a comprendere il fitto e serrato
legame che lega ognuno di noi, nelle sue esperienze vitali quotidiane, al
resto del'umanità dovremmo immaginare di strappare il nocciolo di una pesca
acerba dal suo frutto; il risultato sarebbe quello di vederlo, una volta
estirpato dall'alveolo naturale, come una massa informe, da cui non si
distingue la polpa dalla sua parte centrale.

Questo è il legame che ognuno di noi ha con il resto dell'umanità.
Racconta una parabola che, tremila anni fa, uno voghi si rivolse a Gotamo il
Buddha, pregandolo di intervenire nel proprio destino:

"Padre, ogni volta che io mi pongo a meditare, per una ragione o per l'altra
sono costretto ad interrompere la mia pratica. O sono disturbato da un
bambino, o da un nuvolo di mosche, o da rumori improvvisi"

Il Budda gli rivelò, allora, che nelle vite passate, quando ancora, era
lontano dall'ascesi egli si era divertito a punzecchiare ed infastidire
degli uomini santi, immersi nella preghiera. Ora il karma stava pretendendo
l'estinzione del debito.

Sarebbe, allora, troppo, da parte mia, suggerire ad ognuno di noi che "Paolo
Rossi", l'anonimo tipografo di quel libro che tanta importanza ha avuto
nella nostra esistenza, comparirà nelle prossime nostre reincarnazioni,
sotto una forma o sotto un'altra, a pretendere inconsapevolmente quanto gli
dobbiamo?..

Il vero realizzato guarda con melanconia l'atteggiamento di queste "Torri d'
avorio", consapevole dell' incalcolabile universo di gioia, amore,
arricchimento a cui esse rinunciano, giorno dopo giorno, negandosi all'Uomo.

Un atteggiamento che continuerà ad allontanare la realizzazione misteriosa
dell'assoluto in ogni individuo e della sua natura divina; dal più modesto,
al genio più sublime.

Si dice che il dio si "immetallizzi" nel mondo minerale; si "risvegli" nel
vegetale; si "muova" nell'animale; si "manifesti" nell'umano.

Di conseguenza, solo attraverso mondo umano, identificati e fusi interamente
in esso, riusciremo a coglierne la Nota più piena e liberatoria.

Il Volto di Dio è il volto dell'uomo!

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