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SCHEDA ARTICOLO N. «00183»

CLASSIFICAZIONE: 5
TIPOLOGIA: AFFINE
AUTORE: FABRIZIO FERRETTI
TITOLO: AYURVEDA: "LO SHILAJIT - UNA DIVINA PANACEA"
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TESTO ARTICOLO

Ayurveda:

"Lo Shilajit - Una divina panacea"

- di Fabrizio Ferretti -

Lo Shilajit è uno dei farmaci più importanti della medicina ayurvedica.
Nella sua forma grezza si presenta come una sostanza bituminosa, un massa
compatta di materia organica vegetale formata da una matrice gommosa rosso
scuro. È di sapore amaro e l'odore ricorda quello dell'urina stantia dei
bovini. Il nome botanico è Asphaltum, ossia pece minerale.

Lo Shilajit si raccoglie generalmente sul terreno e spesso lo si vede
fuoriuscire tra le fessure delle rocce nei mesi estivi, complice il forte
calore del sole. In India lo si trova nelle zone himalayane, in Afghanistan,
Bhutan, Cina, Nepal, Pakistan e Tibet, e in Europa persino in alcune zone
della Norvegia. Campioni di Shilajit provenienti da differenti regioni del
mondo, possono mostrare una diversa percentuale in minerali poiché questa
varia a seconda delle zone geografiche, delle piante e della composizione
del terreno. Tante sono le ipotesi sull'origine dello Shilajit: riassumendo
si può affermare che si tratti essenzialmente di un essudato di gomma resina
di piante provenienti dalle rocce delle montagne in presenza di caldo
torrido.

Indagini recenti hanno anche cercato di identificare la specie di pianta che
dà origine allo Shilajit: si è abbastanza concordi nell'affermare che le
responsabili siano alcune briofite, che all'analisi hanno rivelato una alta
percentuale di minerali e metalli raffrontabile con la composizione dello
Shilajit stesso.

Dello Shilajit ne parlano anche i più antichi testi ayurvedici. Nel Charak
Samhita è descritto come un composto di quattro minerali: oro, argento, rame
e ferro mentre un altro testo, il Susruta Samhita ne contempla altri due: lo
zinco e il piombo. Le moderne tecniche di analisi hanno rilevato la presenza
di ben 85 minerali e di acido fulvico componenti lo Shilajit.

È un farmaco che viene utilizzato fin dalla notte dei tempi in particolare
come tonico e ricostituente. Affascinante è anche la leggenda che sta dietro
alla sua origine, leggenda che lo vuole prodotto dal corpo di Shiva stesso
per accondiscendere alle preghiere del re Chandra Varma ormai consapevole
della perdita della propria giovinezza e dei piaceri ad essa connessi.
Tradizionalmente, infatti, lo si utilizza come afrodisiaco o meglio per
aumentare l'energia vitale responsabile della potenza sessuale e spirituale,
quella stessa energia che si indebolisce con lo stress e l'ansia.

Lo Shilajit venne scoperto in epoca moderna da un esploratore inglese, Sir
Edward Stanley, nel 1870 quando l'India e il Nepal facevano parte
dell'impero
britannico. Egli notò che le scimmie che abitavano quelle zone vivevano più
a lungo perché regolarmente si nutrivano di una sostanza che trovavano sul
terreno vicino alle rocce. Questo comportamento insospettì Sir Edward in
quanto le scimmie generalmente non mangiano nulla che sia a contatto diretto
col terreno, e fu così indotto a compiere ulteriori approfondimenti. Questa
sostanza era lo Shilajit che serviva alle scimmie per "stare in forma".

Lo Shilajit costituisce un rimedio importantissimo e in particolare:

- accelera il metabolismo delle proteine e degli acidi nucleici e stimola
l'energia
che provvede alle reazioni biochimiche

- contrasta il diabete e regola la glicemia

- purifica il sangue, incrementa le funzioni del pancreas e rafforza i
processi digestivi

- riduce i grassi andando a riequilibrare il dhatu Meda

- promuove l'assorbimento di minerali e specialmente del calcio, del fosforo
e del magnesio nei tessuti e nelle ossa

- stimola il sistema immunitario e migliora il recupero dopo sforzi fisici.

- aumenta i livelli di ormone della crescita in pazienti diabetici e agisce
come anti-ulcera.

- presenta una attività antiossidante, ringiovanente e aiuta in casi di
inattività o anche "impotenza" sessuale poiché riequilibra il dhatu Shukra.

Una panacea, se vogliamo, di origine divina.

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