Buona sera! oggi è Lunedì 23 Settembre 2019 ore 18 : 21 - Visite 576306 -

BENVENUTI SUL SITO WWW.ECROS.IT
Logo di Ecros.it con scritta a fuoco
divisore giallo animato
TestataYoga-510x151.jpg
MENU NAVIGAZIONE
SPAZIATORE bianco
Lineablu

SEZIONE: « ARCHIVIO ARTICOLI »

Lineablu
SPAZIATORE bianco

SCHEDA ARTICOLO N. «00185»

CLASSIFICAZIONE: 3
TIPOLOGIA: YOGA
AUTORE: AMADIO BIANCHI
TITOLO: IL "SUKHA PRANAYAMA" UNA FACILE PRATICA DI RESPIRAZIONE
SPAZIATORE bianco

TESTO ARTICOLO



(di Amadio Bianchi)

- Il "Sukha Pranayama" una facile pratica di respirazione -

La parola sanscrita sukha indica qualcosa di attinente al piacere alla gioia
o alla felicità. La traduzione corretta di Sukha pranayama potrebbe essere:
controllo (ayama) del soffio vitale (prana) in modo piacevole o anche facile
(sukha), mentre correntemente sono utilizzati i termini "respirazione"
piacevole o facile.

Premetto allora che questi esercizi devono essere eseguiti senza sforzo
eccessivo e con dolcezza. Per praticare il pranayama durante le sedute di
yoga, in generale, si sceglie una posizione di meditazione come il loto
(padma-asana) o la postura del perfetto yogin (siddha-asana) in caso di
difficoltà, tuttavia, piuttosto che non praticare, si può stare seduti
normalmente, anche su una sedia. Importante però è di avere colonna
vertebrale, collo e testa ben allineati in verticale e una volta ottenuta la
migliore posizione possibile è bene rimanere immobili fino al termine della
pratica.

Un atto respiratorio completo consta di tre fasi: inspirazione (puraka),
ritenzione (kumbhaka) ed espirazione (recaka). La ritenzione poi può
avvenire al termine di un'inspirazione (antara-kumbhaka) o a conclusione di
un'espirazione (bahya-kumbhaka).

Prima di iniziare l'esercizio vero e proprio è bene, per qualche minuto
prendere confidenza con questi aspetti attraverso un breve allenamento.
Cercare di scoprire un'agevole durata ideale valida per tutte e tre le fasi
e adottarla come unità di misura. Si può fare contando mentalmente ad
esempio: inspiro per sei secondi, trattengo sei, espiro sei e trattengo
anche a polmoni vuoti sei.

Il sukha-pranayama prevede quattro precise fasi della stessa durata (esempio
nove respirazioni per ogni tipo) ciascuna in grado di sviluppare una
qualità: nella prima fase si tende a sviluppare solo l'inspiro e l'espiro
bilanciandoli tra loro (esempio: inspiro sei, espiro sei) ed è questa la
fase comunemente chiamata sukha che sviluppa armonia ed equilibrio. Nella
seconda, la fase loma, s'inspira, si trattiene a polmoni pieni e si espira
(inspiro sei, trattengo a polmoni pieni sei ed espiro sei). La parola
sanscrita loma "può" significare positivo, assimilante, convesso,
riscaldante ecc.

Tale fase, proprio per la ritenzione a polmoni pieni, tende, infatti, a far
immagazzinare energia. La terza fase viloma prevede il seguente svolgimento:
inspiro sei (sempre ammesso che tale unità di misura sia l'ideale), espiro
sei e trattengo a polmoni vuoti sei.

Viloma sta per negativo, ossidante, concavo, rinfrescante ecc. Infatti,
questa respirazione è assai calmante. Nell'ultima fase catur (catur è il
numero quattro in sanscrito) si sviluppa la respirazione "quadrata" dove
tutte e quattro le fasi: inspiro, trattengo a polmoni pieni, espiro,
trattengo a polmoni vuoti, risultano perfettamente bilanciate tra loro in
relazione all'unità di misura.

Qui si sviluppa l'autocontrollo.

Vorrei concludere affermando che ognuna di queste quattro fasi, in caso di
necessità potrebbe essere usata separatamente per sviluppare le rispettive
qualità. In questo caso il numero delle respirazioni da effettuare potrebbe
essere deciso in seguito all'obiettivo da raggiungere.

Meglio, tuttavia, per non incorrere in spiacevoli sbilanciamenti, farsi
consigliare da un maestro esperto. Sarebbe inoltre consigliabile, al termine
delle pratiche, rilassarsi per qualche minuto sul pavimento in totale stato
d'abbandono, favorendo la ripresa della respirazione spontanea e naturale.

SPAZIATORE bianco

Manina indica Giù Spaziatore Manina indica Giù
Spaziatore