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SCHEDA ARTICOLO N. «00283»

CLASSIFICAZIONE: 3
TIPOLOGIA: YOGA
AUTORE: ROY EUGENE DAVIS
TITOLO: VIVERE DAL CENTRO DEL NOSTRO VERO ESSERE (MONOGRAFIA LUNGA)
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TESTO ARTICOLO

Vivere dal centro del nostro vero essere

(di Roy Eugene Davis)
(Ringraziamo il nostro Furio Sclano, fsyukteswarji@yahoo.com
per la traduzione e per la distribuzione del testo)



Il segreto per vivere coscientemente è di farlo dal livello della
consapevolezza dell’anima. La nostra vera natura è la pura coscienza.
Quando lavoriamo dal livello della personalità, siamo soggetti ai
cambiamenti interiori e alle influenze dell’ambiente circostante.
Nella Bhagavad Gita, Krishna afferma: “La Coscienza Suprema è
l’origine di ogni cosa e ogni forma nasce da essa”. I veri studenti
sul sentiero spirituale dirigono la loro attenzione sulla pura
coscienza, abbandonano la volontà del (piccolo) sé, si illuminano tra
loro con discussioni costruttive e sono felici nella verità. La
Coscienza Suprema, per compassione, elimina l’oscurità dalla coscienza
umana attraverso la luce di se stessa.

Dio non si manifesta solo nelle (e sotto forma di) anime, ma la Sua
grazia risveglia le anime stesse dall’illusione. E’ nostro dovere
spirituale, in ogni caso, fare la giusta parte per rimanere coscienti
e raggiungere permanentemente la comprensione. La promessa delle
scritture è: “Colui che manifesta la verità, raggiunge la luce”
(n.d.t. questa frase è riportata da scritture cristiane. Avendola
tradotta direttamente dall’inglese, siate consapevoli che la
traduzione esatta in italiano può essere differente). Quando siamo in
sintonia con i principi di base della vita e del vivere, siamo sicuri
di essere pienamente coscienti della natura di Dio e del rapporto che
abbiamo con Lui e con il mondo. Il Dr. Masaharu Taniguchi (1) scrisse
nel suo “sacro sutra”: “Chi realizza gli aspetti reali dell’uomo
interiore, può elevarsi sopra le limitazioni del karma e dimostrare la
libertà completa da tutte le relazioni intrinseche della vita in se
stessa”. Tutti i grandi saggi hanno insegnato che se si vive dal
centro del vero essere, si è eternamente liberi.

Non dobbiamo mai chiedere a nessuno di dirci quanto bene stiamo
andando sul sentiero spirituale. Sappiamo interiormente dove siamo
arrivati con la nostra comprensione. Sappiamo quali sono le nostre
mancanze e conosciamo il nostro potenziale. Sappiamo anche cosa fare
per sfruttarlo appieno. Non è vero che, quando riflettiamo
onestamente, sappiamo già qual è la nostra attuale relazione con Dio e
come sta andando la nostra vita? Cosa possiamo fare per diventare più
aperti all’influenza di Dio nelle nostre vite? L’unica cosa che è
disponibile a ciascuno di noi, che non richiede insegnamento, è la
preghiera. La preghiera è l’occasione di parlare con Dio e,
successivamente, di rimanere immobili e aperti alla Sua attività in
noi e attraverso di noi. (…)

Ralph Waldo Emerson (2) una volta affermò: Nessun uomo ha mai pregato
senza apprendere qualcosa”. Nella nostra sala di meditazione a
Lakemont, abbiamo un grande cestino dove mettiamo le richieste scritte
delle persone che chiedono preghiere (3). Quando ricevo queste
richieste con la posta del mattino, le tengo in mano e divento
consapevole della presenza di Dio. A quel punto, dico qualcosa come:
“Queste persone hanno chiesto aiuto. Tu sai i loro bisogni e le
conosci. Possa la tua volontà essere fatta attraverso di loro, in
accordo con il destino della loro anima”. Non preghiamo per effetti
specifici, ma portiamo le persone davanti a Dio (3).

Dio fa tutto

Poiché Dio è l’unica realtà esistente, solo Lui compie ogni azione.
Tutta l’energia è una frequenza speciale dell’energia divina. Anche
mentre stiamo coscientemente facendo qualsiasi tipo di lavoro con le
nostre capacità e talenti, è per noi utile riconoscere interiormente
che siamo semplici agenti di un potere e di un’intelligenza più
grandi. Anche Gesù ammise: “Non faccio nulla di mio. Il Padre fa il
lavoro”.

L’io personale è limitato, ma il vero “Io” (grande Sé) non ha nessuna
limitazione. Quando ero molto giovane, sapevo interiormente che sarei
diventato un ministro su scala globale. Non avevo idea su come la cosa
si sarebbe sviluppata, ma avevo questa certezza interiore, unita alla
volontà di essere guidato e di rispondere alle opportunità. Passarono
gli anni e intensificai le mie preghiere. Ad un certo punto, lessi il
libro “Autobiografia di uno yogi” di Paramahansa Yogananda e le cose
iniziarono ad andare al loro posto. Fui ordinato ministro da Lui poco
meno di due anni dopo averlo incontrato e, durante gli anni, la
maggior parte dello sviluppo del mio ministero è stata dovuta ad
avvenimenti inaspettati. Sono sicuro di essere sempre stato attivo, ma
non ho mai fatto accadere nulla. Ho solo risposto a ciò che sembrava
necessario.

E’ mia testimonianza personale che accadono cose utili, quando siamo
aperti all’attività di Dio nelle nostre vite. Un’altra cosa che posso
condividere, per esempio, è che è sempre meglio affidarsi a Dio per
dirigere la nostra esistenza, piuttosto di chiedere consiglio a
persone che possono non conoscere il nostro vero destino interiore.
Sono andato da persone per avere consigli pratici, ma sono sempre
rimasto da solo con Dio per ricevere istruzione interiore. Come ci
istruisce Dio? Poiché Dio è la nostra natura interiore, riceviamo
istruzione attraverso senso di guida, idee creative e osservando come
la nostra vita si sviluppa per conformarsi alla nostra ricettività.

Per ricevere istruzione dal livello profondo del nostro essere,
dobbiamo imparare ad essere calmi e rispondenti (n.d.t. in grado di
ricevere e rispondere). Quando siamo agitati e impulsivi, il messaggio
dell’anima non può infiltrarsi nella mente in modo chiaro. Quando la
mente è calma, il bisogno dell’anima può esprimersi sotto forma di
idee o rivelazioni. La fiducia è un elemento essenziale, se vogliamo
essere aperti alla guida interiore. Necessitiamo di fede in Dio e
della sicurezza che Egli provveda per noi e ci supporti totalmente.
Dio completa se stesso in noi e attraverso di noi, quando siamo
rilassati e aperti a questa Sua tendenza innata.

Per sperimentare la conoscenza totale di Dio, l’uomo deve immergersi
nell’oceano della Sua coscienza. Come possiamo conoscere la realtà
dell’oceano, se ci accontentiamo di giocare sulla riva? Ciò che è
visibile ai limiti dell’oceano è solamente una frazione di ciò che
l’oceano stesso contiene. Pensate a che cosa hanno fatto molti maestri
della perfezione per sperimentare la consapevolezza chiara. Leggiamo
nella Bibbia di come i saggi dell’antico testamento pregassero e
passassero attraverso periodi estremi di esame interiore. Nel nuovo
testamento leggiamo di come Gesù si recasse spesso in luoghi solitari
per rimanere da solo con Dio. So di un santo in India che ha passato
venticinque anni in isolamento totale, contemplando la natura della
Realtà Assoluta, prima di sentirsi in grado di venire “nel mondo” a
condividere il suo sapere. Swami Muktananda (4) passò molti anni in
meditazione e studio, prima che il suo guru lo ritenesse in grado di
condividere con altri la sua conoscenza. Il mio guru, benché fosse
nato da una famiglia religiosa e fosse stato battezzato da Lahiri
Mahasaya all’età di un anno, dovette essere addestrato da Sri
Yukteswar per dieci anni, prima di iniziare il suo lavoro pubblico.

So che molti cercatori della verità staranno pensando: “Io ho
famiglia, delle responsabilità e dei bisogni da soddisfare!!” Le
responsabilità possono essere gestite con amore in modo corretto. I
bisogni personali possono essere soddisfatti e Dio non farà altro che
assisterci, se apriremo noi stessi a Lui. Non dobbiamo pensare a “Dio,
oppure famiglia e rapporti sociali”. Dio è tutto ciò che è. Dio
interpreta tutti i ruoli. Se abbiamo delle responsabilità verso altre
persone, le possiamo affrontare onestamente e queste non
interferiranno mai con la nostra coscienza di Dio. Troppo spesso si
pensa che, per essere spirituali, è necessario vivere isolati e non
avere relazioni personali. Le relazioni non sono distruttive per la
vita spirituale; ciò che è spesso distruttivo sono l’interazione
emotiva centrata sulla personalità e la mancanza di ordine e
disciplina nella vita di tutti i giorni (…). Dio è propenso ad
esprimersi in noi e attraverso di noi. Nei primi anni della nostra
ricerca spirituale, possiamo essere sinceramente coinvolti nel
cercarlo, senza sapere che è “noi e in noi”. Quando iniziamo a
risvegliarci, iniziamo a comprendere che tutto ciò che dobbiamo fare è
abbandonare il senso di esistenza separata e, a quel punto, emergerà
la realizzazione del vero Sé.

Per rimanere centrati e consapevoli, parlate con Dio tutti i giorni

Parlare verbalmente con Dio tutti i giorni è una pratica utile. A
volte le nostre conversazioni mentali non sono specifiche, perché non
sappiamo regolare i nostri pensieri e non abbiamo il rinforzo della
conversazione verbale. Avete mai sentito la differenza profonda tra il
pensare a qualcuno e dirgli mentalmente “Ti amo” e il dirglielo
realmente? Parlare sembra più reale, perché possiamo sentire le parole
che diciamo ed esprimerci pienamente. I maestri della perfezione ci
dicono che più parliamo con Dio, più camminiamo insieme a Lui e più
Egli ci è reale. Dio è sempre presente e il nostro riconoscimento di
questo fatto attraverso la conversazione verbale risveglia la
consapevolezza dell’anima e apre i nostri organi di percezione
(intelligenza e intuizione). L’intelligenza è l’organo sottile del
discernimento ed è parte del processo mentale. L’intuizione è
l’abilità dell’anima di conoscere direttamente (n.d.t. senza
apprendimento da fonti esterne) (…).


--

Note:

1 – Masaharu Taniguchi, scomparso ultraottantenne nel 1984, era un
insegnante spirituale giapponese che Davis conobbe negli anni
settanta. Fondatore della “Seicho No-Ie”, una chiesa giapponese di
stampo “New Thought” radicata nella cristianità metafisica, era molto
conosciuto nel suo paese in ambito spirituale. La sua organizzazione
esiste ancora e ha sede anche negli Stati Uniti. L’opera principale di
Taniguchi, utilizzata anche come testo base dell’organizzazione, è il
“sacro sutra” (Holy Sutra). Davis scrisse nel 1973 la biografia di
Taniguchi, intitolata “Miracle man of Japan” (Traduzione letterale:
“L’uomo dei miracoli del Giappone”). Stando al racconto del sig.
Davis, Taniguchi era un personaggio di indubbia elevazione spirituale.

2 – Ralph Waldo Emerson era un mistico americano che visse nel
diciannovesimo secolo. Nelle cronache dell’epoca gli si attribuivano
poteri di chiaroveggenza.

3 – Anche se sono passati 25 anni da quando il sig. Davis scrisse
questo articolo, il cestino delle preghiere si trova sempre nella
stessa posizione all’interno della sala di meditazione del CSA a
Lakemont. Non esitate a chiedere al sig. Davis delle preghiere, se
ritenete di averne bisogno.

4 – Swami Muktananda (1908 – 1982) fu un guru molto famoso in India e
negli Stati Uniti. Insegnava il percorso spirituale del Siddha Yoga.
Fonte:l. sadhana

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