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SCHEDA ARTICOLO N. «00317»

CLASSIFICAZIONE: 5
TIPOLOGIA: AFFINE
AUTORE: S. R.
TITOLO: ANIMALI, FRATELLI MAGGIORI
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TESTO ARTICOLO

Animali, fratelli maggiori

(di S.R.)


Poco conosciuti, poco rispettati e poco valorizzati, gli animali sono
alleati, compagni di viaggio e di gioco su questo vasto pianeta in cui
l'uomo crede di essere padrone e scopre di essere semplicemente parte di una
collettività.

Siamo abituati a dare per scontato una nostra estraneità a quella che è la
dimensione animale. Espressioni dispregiative, dello stile "non comportarti
come un animale", "non dire bestialità", mettono in evidenza un sottinteso
senso di superiorità, rispetto a esseri che popolano il pianeta sicuramente
da più tempo di noi e che hanno linguaggi diversi dal nostro e non possono
ribattere a tutto quanto noi ci permettiamo di dire di loro.

La superiorità dell'uomo rispetto all'animale è innegabile per quanto
riguarda lo sviluppo della corteccia cerebrale. Questo si traduce nella
capacità di aver sviluppato un linguaggio complesso e articolato, una
migliore coordinazione tra mente e corpo, una maggiore velocità di
apprendimento, una grande flessibilità per quanto riguarda l'adattamento, e
una sempre maggior indipendenza da schemi di comportamento istintuali,
quindi una maggior libertà.

Ma le dimensioni della corteccia cerebrale non sono sufficienti per
determinare una scala gerarchica che rende un essere più o meno valido o
importante di un altro. Sarebbe come voler definire una scala di valori,
all'interno dell'umanità, basata sulla lunghezza dei capelli, piuttosto che
sulle dimensioni dei bicipiti.

Questa così radicata convinzione della nostra superiorità, oltre ad essere
il risultato di una evidente imposizione della legge del più forte, è data
in fondo soltanto da criteri che riguardano la dimensione mentale. Per
quanto riguarda la dimensione fisica non siamo né i più grandi, né i più
forti, né i più veloci, né i più belli; per quanto riguarda la dimensione
affettiva non siamo né i più fedeli, né i più affezionati, né i più
premurosi; e per quanto riguarda la dimensione spirituale è meglio tacere
rispettosamente, perché conosciamo già così poco della nostra, che è meglio
non disquisire sulla capacità di un animale di concepire altre dimensioni.
Vale comunque la pena di mettere in evidenza che alcuni principi che possono
essere definiti etici, sono più inviolabili presso alcune specie animali che
presso quella umana, come il lupo in lotta con un suo simile, che si arresta
non appena l'avversario gli offre la gola in segno di resa.

Queste considerazioni dovrebbero aiutarci a rivedere l'impostazione del
nostro rapporto col mondo animale, senza più dare per scontato la loro
sottomissione alla nostra prepotenza, ma imparando, se non altro, ad
esprimere riconoscenza ogni qualvolta questi vengono sacrificati per il
nostro benessere. Che sia l'animale da soma che ci aiuta nel nostro lavoro
pesante, che sia il selvatico che sacrifica la sua pelle per riscaldarci
durante l'inverno, o il bovino che si trasformerà in bistecca sul nostra
tavola, il minimo che possono esigere è rispetto e riconoscenza.

Un corretto rapporto tra uomo e animali non può venire definito solo da un
codice esterno. Scelte come quella di mangiare carne o di essere
vegetariani, di usare una pelliccia vera o una sintetica, di tenere in casa
un animale esotico piuttosto che un cucciolo nostrano abbandonato, devono
coinvolgere prima di tutto la coscienza individuale. In molte culture
tradizionali, come quella degli indiani d'America, ogni impresa di caccia si
conclude con una cerimonia di scusa e ringraziamento agli animali che sono
stati sacrificati per permettere la sopravvivenza dell'uomo! Forse abbiamo
ancora molto da imparare da popoli che sono stati superficialmente chiamato
"primitivi"!

Si tratta proprio di una diversa impostazione del rapporto uomo-universo.
Quando riconosceremo di non essere soli, su questo pianeta, e di non avere
necessariamente il diritto di prevaricare altre forme di vita solo perché
"noi pensiamo e loro no" (ammesso che sia davvero così), scopriremo che agli
animali dobbiamo come minimo rispetto, oltre a un profondo senso di
solidarietà, giacché è molto più ciò che ci accomuna da ciò che ci divide.

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