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SCHEDA ARTICOLO N. «00333»

CLASSIFICAZIONE: 4
TIPOLOGIA: CONGENERE
AUTORE: GUIDO DA TODI
TITOLO: PENSARE E CREARE
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TESTO ARTICOLO

PENSARE E' CREARE

(di Guido Da Todi)

Il fulgore dei poteri umani ha dei confini che svincolano
definitivamente l'
individuo dalle argillose catene di quella dimensione temporale e
spaziale
in cui egli continua ad ostinarsi a vivere.

In altri articoli abbiamo già indicato l'orizzonte spirituale
dell'eterno
presente, vera patria dell'uomo.

Il ritmo coesistente dell'energia che si consolida, e della materia
che si
spiritualizza sono le due costanti che cadenzano l'espressione della
quotidianità celata in ognuno di noi. Nel nostro eterno presente ogni
situazione è il risultato ultimo di quel sottile solidificarsi di
pensieri,
umori, emozioni, desideri, volontà che costituiscono il respiro
stesso d'
ogni persona.

Ed ogni singolo essere è caratterizzato dall'ombra fedele di
quell'onda
vitale che lo sovrasta, tesa a tradursi, giorno per giorno, nel suo
destino
tangibile e materiale.

E' la percezione e la visione del mondo energetico, sottinteso da
ognuno di
noi, che rende i veggenti e i sensitivi consapevoli del nucleo di

tra esso e la sua materializzazione, nei riguardi di coloro che lo
hanno
emanato e lo emanano di continuo.

Ed è, appunto, intervenendo su codesta vitalità invisibile che i
Guru, o i
Santi ne deviano le coordinate di consolidamento, provocando quel
che sembra
un intervento sul karma (destino) degli uomini.

Il vero e puro veggente non è vincolato, quindi, da strumenti
materiali per
inserirsi nelle armoniche universali del cosmo. Egli contempla
direttamente
la bipolarità dell'esistenza, attorno a sé, che si esprime in un
continuo
intercalarsi dell'energia, la quale si consolida in atomi densi e
stabili, e
viceversa, e forma la natura delle cose tutte.

Noi tutti siamo lo snodo costante della materia e dell'antimateria.
I nostri
pensieri e le nostre pulsioni emotive costituiscono la radice d'ogni
nostra
situazione materiale; e quest'ultima è destinata a divenire la
radioattiva
giuntura all'immenso mare elastico di vitalità infinita da cui ogni
realtà
procede.

Conoscere questo basilare principio dell'esistenza offre la chiave
pratica
della felicità e del potere esoterici.
Se ognuno di voi riuscisse a scollare le due realtà che lo
compongono -
ossia, l'uomo, o la donna radianti, da quelli fisici e materiali - e
si
rendesse conto che è la sola entità interiore che produce
quell'esteriore
(con l'assieme delle situazioni in cui essa vive) potrebbe dare
inizio al
suo avvenire d'adepto della gioia e della libertà dai tre piani
illusori
dell'esistenza di maya (illusione).

Quanti di voi attraversano le proprie ore quotidiane sobbollendo in
una
pigra attività mentale ed emotiva, unta d'essenze melanconiche,
depresse, di
supina accettazione all'inerzia e al lamento muto ed inespresso?
Quanti di
voi si rendono conto che il non produrre alcun pensiero positivo e
creativo
determina un inflessibile appesantimento delle proprie essenze
energetiche,
che rendono sempre più spessa e torpida la propria aura personale,
proibendole il libero respiro ed immergendola sempre più in una
paralisi
occulta e malata?

La concreta e vera chiave alla nostra gioia non è rappresentata, di
sicuro,
da un santo Guru salvatore, che ci venga, infine, a prendere tra le
braccia
e ci innalzi in quel paradiso esistenziale e soggettivo che
attendiamo
pigramente. Essa invece risiede in quella prima decisione che
prenderemo e
che ci darà la completa autonomia dal dolore, a lungo andare; ossia,
la
tramutazione diretta delle nostre essenze umorali e di pensiero.

In effetti, la consuetudine ad una pratica meditativa quotidiana è a
questa
presa dinamica di coscienza e di reazione individuali che tende.

La meditazione insegna il giusto metodo di gestione del pensiero e
delle
emozioni, che parta direttamente dall'uomo e dalla donna soggettivi
e giunga
a controllare, d'abitudine, l'uomo e la donna materiali e le vicende
in cui
sono immersi.
Grande, quindi, è la saggezza racchiusa nell'assioma esoterico: "
L'uomo è
ciò che pensa di essere"

Ma come fare, allora, a sfuggire da quel circuito chiuso in cui ci
si trova,
ove pare che la morsa dei pensieri ottusi e pigri non riesca a
superare se
stessa e dove si pensa che mai si avrà la forza di sfuggire alla
vischiosa
argilla invisibile che c'inchioda quotidianamente?

Intanto, iniziando con l'invincibile metodo del piccolo seme.

Una ghianda può venire stritolata dalle mani di un uomo forte; è una
piccola
forma vegetale, che il pugno di un bimbo contiene interamente. Ma,
se la
piantiamo e la lasciamo crescere, si svilupperà nella maestosa e
possente
quercia, regina del regno vegetale.

Il principio, nella natura, è identico a quello del piccolo seme.

Immersi nelle nostre malinconie ed in una vita energeticamente non
creativa,
iniziamo, dunque, a rintracciare e ad identificare un pensiero, un
solo
pensiero che sia di natura felice e costruttiva. Un pensiero che
abbia la
caratteristica di portarci gioia e serenità. Potrà essere quello di
vederci
amati dagli altri; o di immaginarci fortunati, in generale; o di
visualizzarci mentre stimiamo i nostri contenuti, ed abbiamo fiducia
in noi;
o, anche, di vivere pienamente e realmente (nell'immaginazione) in
quel
mondo spirituale ed archetipo, che pensiamo ci attenda alla fine
dell'
evoluzione.

Non importa cosa rappresenterà il nostro piccolo seme. Importa che
noi lo s'
inizi a piantare e lo s'innaffi, portandovi sopra l'attenzione,
giorno per
giorno, con fedeltà, con costanza, con fede.

E, giorno dopo giorno, esso crescerà. Dovrà crescere, per la legge
stessa
degli sviluppi naturali! E non avrà certo bisogno di decine d'anni,
come la
magnifica quercia..

..Dopo un mese, o due, ci accorgeremo che il germoglio avrà
attecchito, in
modo sbalorditivo, e messo rami e foglie. E vivrà di vita sua. Il
nucleolo
sarà divenuto pianta. Pianta vivente e reale, com'è reale la nostra
vita
individuale.

Esattamente come un rigagnolo d'acqua pulita, immesso in uno stagno
inquinato da fetido fango, a lungo andare lo purifica e rende
limpido, così
questo figlio della nostra creatività riuscirà a tramutare il ramo
marcio su
cui poggia la nostra esistenza.
Sarà l'inizio di una nuova vita, di un nuovo uomo e di una nuova
donna!

Poiché la verità che ci fa simili a Dio è contenuta nella rivelazione
esoterica:

"Pensare è creare"

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