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SCHEDA ARTICOLO N. «00349»

CLASSIFICAZIONE: 5
TIPOLOGIA: AFFINE
AUTORE: SONIA ANGIOI
TITOLO: VOLERSI BENE PER RECUPERARE UNA CONSIDERAZIONE PERSA DI SE...
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TESTO ARTICOLO

Volersi bene - Per recuperare una considerazione persa di sé...

(di Sonia Angioi)

-

"Non è abbastanza fare dei passi che un giorno ci porteranno ad uno
scopo; ogni passo deve essere lui stesso uno scopo, nello stesso tempo in
cui ci porta avanti." (Goethe)

Per recuperare una considerazione persa di sé a volte è necessario staccare
con dei gruppi di riferimento (vedi amici, o altro), che ci rimandano un'
immagine di noi stessi e della nostra personalità che non ci appartiene più,
che non ci corrisponde: un Mario, una Elisabetta, un Giovanni che non
vogliamo più essere, che ci è quasi diventato estraneo, o semplicemente un
pò antipatico. Non preoccupiamoci più di come gli altri ci vedono, ma
cominciamo a vederci noi.

Non potremo mai essere altro che un riflesso di ciò che siamo convinti di
essere: lavoriamo dunque su questa nostra convinzione. Pensiamo che la
realtà è dentro di noi, non fuori; quello che succede fuori non è
nient'altro che il riflesso di come ci sentiamo dentro.

Avete notato come certe persone che sicuramente conosciamo si comportano?
Cosa succede se un nostro amico pensa e si comporta come una persona molto
intelligente? Cosa accade a quell'amico che si sente sicuro e preparato
quando si presenta davanti ad una commissione d'esame?

Sentirsi "come se" generalmente porta a comportarsi in quel preciso modo,
ossia come persone "sicure", "intelligenti", "preparate" e, di conseguenza,
comporta l'essere visti, vissuti e percepiti dagli altri come una persona
sicura, intelligente, preparata.

È dunque quello che naturalmente ci sentiamo di essere dentro di noi che ci
porta a comportarci in quel modo; se non ci sentiamo intelligenti,
determinati, preparati, o interessanti per gli altri, automaticamente non lo
saremo. Ricordiamoci che il livello di stima che abbiamo di noi stessi
deriva moltissimo dai condizionamenti dal nostro passato; ad esempio, se da
piccoli, o da adolescenti, eravamo etichettati come i soliti "maldestri",
forse oggi il sentirsi poco adeguati in certe attività deriva da questo e
non da una reale nostra incapacità.

La nostra autostima d'oggi può dunque essere la conseguenza di
condizionamenti, pensieri e frasi ripetute o, addirittura, può essere la
conseguenza di "piccole" torture che parenti o amici ci hanno inflitto per
tanti anni; questo, ovviamente, è vero sia in negativo, che in positivo.

Spesso, infatti, gli altri ci stimolano, ci incitano, ci danno fiducia e
aumentano in questo modo le nostre reali capacità, ampliando con una forza
fatta di parole, gesti o sguardi la stima che abbiamo di noi stessi e,
dunque, la possibilità di "farcela" nelle diverse occasioni della vita.

Il sistema di riferimento di un individuo è composto da una miscela di
impressioni infantili, di condizionamenti familiari e ambientali, oltre che
dalla sedimentazione di giudizi espressi da persone ritenute autorevoli.
Questi elementi sono soggettivi, ma è da questi condizionamenti che nasce
l'immagine di sé, la quale può contenere un minimo o un elevato grado di
autostima.

Chiediamoci quali sono le convinzioni che abbiamo sulle nostre abilità, sui
nostri talenti. Solo quando saremo convinti delle nostre doti potremo
acquistare autostima. Quante volte ci troviamo a dire di sì, mettendo a
tacere la nostra vocina interiore che ci diceva "no".

Lo abbiamo fatto per il quieto vivere, per non contrastare il capo, per non
metterci in disaccordo con qualcuno. Poi ci siamo sentiti non bene, non
onesti con noi stessi.

Una sana autostima comporta la capacità di esprimersi liberamente, non
troppo preoccupati delle reazioni altrui, dissentendo, se è il caso,
dall'opinione della maggioranza e mantenendo, allo stesso tempo, una forte
consapevolezza di sé.

Se " cediamo", se preferiamo aderire all'opinione altrui, è perché abbiamo
sviluppato un timore per le conseguenze; in qualche momento passato della
nostra vita abbiamo ricevuto il messaggio che la nostra sopravvivenza
dipendeva dal non esprimere completamente i sentimenti che provavamo.

Le circostanze negative di allora oggi magari non esistono più, ma
continuiamo a comportarci sulla base del vecchio programma.

È più facile andare d'accordo con gli altri, essere una persona "sempre sì",
uniformarsi all'ambiente e, in questo modo, danneggiare la nostra autostima.

Esprimiamo con franchezza le opinioni personali, affrontiamo la paura del
rifiuto, della disapprovazione, del non essere accettati. La nostra
autostima ci amerà per questo.

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