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SCHEDA ARTICOLO N. «00351»

CLASSIFICAZIONE: 4
TIPOLOGIA: CONGENERE
AUTORE: GUIDO DA TODI
TITOLO: LA TECNICA DEL SORRISO INTERIORE
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TESTO ARTICOLO

LA TECNICA DEL SORRISO INTERIORE

(di Guido)

Sarà, forse, utile a molti di noi apprendere un metodo di visualizzazione
psichica, teso a plasmare i nostri stati d'animo in modo incredibilmente
positivo.

Si tratta della "Tecnica del Sorriso Interiore".

A tutti noi è nota la fisionomia soggettiva che continuiamo a costruire
nella mente, e che riguarda la stabile apparenza di come "siamo" e di "come
ci vediamo" giorno per giorno.

In effetti, è come se avessimo uno specchio a pochi centimetri sotto la
superficie della nostra psiche, sul quale si riflette non solo la nostra
fisionomia, il modo di apparire agli altri; ma, anche, ogni nostro stato d'animo
abituale, ogni tendenza, ogni latente istinto.

Tutti, a ben pensarci, saremo in grado di riconoscere questa immagine che ci
portiamo cucita dentro.

Ad essa facciamo riferimento per ogni nostra azione, per ogni nostro
progetto espressivo.

È ben difficile intervenire sullo spessore di questo .
Anzi, non si afferma alcunché di errato se si riconosce la forza che esso ha
nello stabilire una via di minor resistenza ad ogni nostra nuova ideazione,
progetto, azione quotidiana.

Noi ci conformiamo semplicemente alla visualizzazione che abbiamo di noi, o
di quel che crediamo sia il nostro modo di essere e di apparire, in ogni
momento della nostra vita.

L'immagine è tangibile, possiede una sua vita e delle sue resistenze
obiettive; possiede oramai una sua facoltà alla sopravvivenza.

Ma, sotto tale immagine - che, in fin dei conti è quella (falsa o vera,
positiva o negativa) che proponiamo anche agli altri - esiste anche (molto
spesso) un soggiacere abituale di stati d'animo. Quasi sempre i medesimi. E,
nella media, si tratta di latenti depressioni, di malinconie di base, di
angosce, di paure varie, ecc..

Poniamo fede solo alle cosiddette dovute
a fatti improbabili che attendiamo avvengano nel nostro destino, oppure a
nicchie di speranza che vediamo annidate nelle svolte del futuro; per il
resto, continuiamo ad alimentare sempre il medesimo Jeckill (oppure Hide)
immaginifico che ci rappresenta.

Provate, per un attimo, a rimuovere questa placenta vivente ed energetica,
modulata a vostra immagine e somiglianza, che soggiace al vero aspetto del
vostro Sé; vi renderete conto, sia di quanto essa mostri un reattivo
statico, inerte, ma ben reale, sia di come tale si
ribelli, con successo, ad ogni intervento volitivo da parte vostra, verso i
suoi riguardi.

Se volete, stiamo parlando del risultato dei tanti procedimenti emozionali e
mentali che l'uomo manifesta, e che alla fine lo incatenano alla pania
viscosa chiamata della "personalità triplice".

Da questa semplice analisi germinale sono derivate tutte le scuole
spiritualiste del passato e del presente, tese a rendere malleabile la
resistenza energetica e mentale di cui parliamo, sino a distruggerne il velo
che deforma ogni armonica e retta visione delle cose.
Molti sono i sistemi utilizzati, in proposito, e di complessa e raffinata
natura.

Si tratta, in fin dei conti, della del discepolo> che tutti ben conosciamo.

Ma, non è nostra intenzione affrontare la sintesi delle metodiche accennate.

Vogliamo solo parlare della "Tecnica del Sorriso Interiore", che ben merita
di essere conosciuta per i risultati sorprendenti che porta a tutti coloro
(profani di verità esoteriche, oppure no) che la conoscono e praticano.

Ogni scuola arcana ha come postulato fondamentale l'assioma:" Al pensiero
segue l'energia; all'energia la manifestazione fisica nei tre piani di
esistenza."

È da quella matrice vibrante ed elettromagnetica interiore, anche se
postulata su delle coordinate statiche di forma virtuale, che deriva ogni
stratificazione successiva di eventi, nel nostro tempo e spazio personali.

Si provi, quindi, ad intervenire su di essa. Si sovrapponga ad essa un nuovo
modello, una nuova struttura formale, tesa a renderne plastico il telaio, ed
a mutarlo.

Si costruiscano un uomo ed una donna diversi; un uomo ed una donna che
rappresentino il nostro volto desiderato: un volto disteso in un sorriso
radiante e convinto.

Questa è la "Tecnica del Sorriso Interiore"!

Nei momenti di noia esistenziale, di attese statiche; mentre il bus non
arriva, o quando guidiamo la macchina, oppure tra i colleghi, nel gruppo di
lavoro; o davanti alla tastiera del computer si affronti la volontà di
intervenire sulla di essenza mentale ed emozionale che
costituisce lo schema fisso di cui stiamo parlando.

E ci si immagini del tutto aperti in un sorriso, che provenga dall'intimità
del cuore!

Non sarà così facile come sembra, all'inizio. Una delle prime nostre
scoperte ci dirà quanto sia difficile rimuovere una stratificazione alla
"seriosità", che fa parte della nostra natura.

L'uomo, in linea di massima, non conosce ancora cosa sia il sorriso aperto
dell'anima. Egli si porta addosso, se non un malumore, almeno una "mancanza
di buon umore " e di "gioia esistenziale", che fanno parte della sua natura.

Non ha tutti i torti; spesso, la vita non è allegra, né facile, né buona.

Ma, sovente, egli crede, pure, che i pensieri di vita superiore, la
filosofia dell'essere, le verità metafisiche vadano affrontate quasi con
cipiglio; con una concentrazione continua che pare possa aiutare a..
digerire l'essenza delle cose..

Val bene qui ricordare un momento dell'Autobiografia di uno Yoghi, quando
Paramahansa Yogananda raccontava delle allegre risate del suo Sacro Guru,
che, sovente, risuonavano nell'Ashram..

La Tecnica del Sorriso Interiore, ripetuta giorno dopo giorno, costituisce
un comprovato volano al raggiungimento di stati d'animo inimmaginabili a chi
non la conosca e non la pratichi.

Ed è un esercizio di vera e propria visualizzazione creativa, tra i più
raffinati e potenti.

Con il tempo (e neanche, poi, tanto) un reattivo alla staticità torpida e
quiescente dei noti e macerati stati d'animo abituali prenderà il loro
posto.

E l'uomo e la donna si avvicineranno alla vera natura del Sé: che è gioia e
felicità costante.

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