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SCHEDA ARTICOLO N. «00388»

CLASSIFICAZIONE: 4
TIPOLOGIA: CONGENERE
AUTORE: LOREDANA FILIPPI
TITOLO: LE MANI CHE PARLANO DELL'ANIMA
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TESTO ARTICOLO

Le mani che parlano dell'anima

(di Loredana Filippi)

Nello yoga, come in tante altre culture, il gesto di unire le mani palmo
contro palmo racchiude nella sua semplicità un grande potenziale simbolico,
riverberando nel mondo esterno una predisposizione interiore.

Saluto, preghiera o segno di devozione, l'atto di unire i palmi delle mani
all'altezza del petto compare in tutte le più antiche culture, non
unicamente orientali. E' chiamato Anjali mudra nello yoga e gashò nel
buddismo, dove per mudra si intendono le numerose posizioni che mani e dita
possono assumere con diverse valenze simboliche.

Tuttavia l'essenza di un mudra va molto al di là di qualunque significato
possa essergli attribuito. Ogni forma che si manifesta nello spazio induce
in esso una risonanza sia fisica che psichica, sia "interna" che "esterna".
Pertanto, ogni "posizione" che il corpo assume genera non solo un'eco
interiore, quanto un'eco che si riverbera anche nel mondo intorno: le mani
inoltre, sono vere e proprie antenne e, se utilizzate con la giusta
consapevolezza o secondo le conoscenze del sapere antico, possono farsi
vettori di particolari energie.

Assumere un mudra dunque, significava inviare un messaggio ben preciso, un
messaggio che, oltre la componente simbolica più immediata, si fa portatore
di una precisa informazione energetica, che la mente razionale in sé non può
da sola decodificare. Molte "guide" spirituali o guru utilizzano tali
possibilità comunicative non sempre con le migliori intenzioni.

Anjali mudra o, più semplicemente, gashò racchiude in sé la magia potente
del gesto puro, di una forma che, al di là di ogni parola, si fa veicolo di
un sentimento davvero universale: riconoscimento, accettazione e
ringraziamento che si rivolge all'altro non per una qualunque formula di
convenzione sociale, ma per nobilitarlo nella forma e nell'essenza,
riconoscendo in esso la sua più intima natura divina. E fa questo
avvicinando, "ri-unendo" ciò che (in questo caso le mani, con la loro enorme
risonanza simbolica) è simile e complementare, anche se si manifesta come
opposto.

"Riunisco cielo e terra, dinanzi al mio cuore" per creare Collaborazione e,
quindi, Fertilità. Il vero significato di Gashò posso però coglierlo solo
dinanzi ad un nemico: esso non passa mai inosservato, ma può anzi sospendere
un dialogo - e forse anche una guerra - e, come per magia, comprenderlo in
sé. "E' un'arma incredibilmente potente" diceva Gandhi: "gashò è più potente
di un'atomica: peccato che non sia possibile sganciarlo da un aeroplano".

Per percepirne l'incredibile intensità, non basta però il semplice gesto,
come descritto dalle sole parole: devo "sentirlo" dentro; anzi, devo
percepire che è il sentimento a muovere il gesto, più che non il contrario.
Se ben allineato con il mio intento, anche la colonna vertebrale si
allineerà (soprattutto le vertebre cervicali) e tutto il corpo parlerà con
sincerità ed emanerà un sentimento di nobiltà radiante, una "goccia di
bellezza della vita".

Praticare Gashò è un'arte, a volte anche molto difficile. Ma i tempi dicono
che il momento è buono.

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