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SCHEDA ARTICOLO N. «00396»

CLASSIFICAZIONE: 5
TIPOLOGIA: AFFINE
AUTORE: S.TERESA DI LISIEUX
TITOLO: NASCONDERSI FRA LE BRACCIA DI DIO
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TESTO ARTICOLO

Brani da:

S.TERESA di LISIEUX



PIERO GRIBAUDI EDITORE

- Premessa -

viene presentata come
un cammino irto di ostacoli, sono assalita da una folla di vane illusioni, e
il mio piccolo
spirito non tarda a stancarsi. Chiudo il libro dotto che mi rompe la testa e
mi inaridisce il
cuore e prendo in mano la sacra Scrittura. Allora tutto mi appare luminoso,
una sola parola
spalanca nella mia anima orizzonti infiniti e la via della perfezione mi
appare facile: mi
rendo conto che basta riconoscere il proprio nulla e abbandonarsi come un
bambino fra le braccia di Dio>

In queste righe, scritte alcuni mesi prima di morire all'amico padre
Roulland, è racchiusa
tutta la freschezza, l'originalità e la potenza del messaggio spirituale di
santa Teresa di
Lisieux. Questo messaggio, fatto di vita e di dottrina, è, ancora oggi per
la Chiesa e per
tutti gli uomini di buona volontà, non solo un'icona da contemplare, ma una
parola di Dio da meditare in profondità.

--

- La via della semplicità -

Teresina non ha paura di rifiutare con decisione la fede dei sapienti e
degli intelligenti
(Nota:Mt 11,25). La sua via per giungere al cielo è la via della semplicità,
la via dei miti e
dei puri di cuore (Nota:Mt 5,5;5,8). I trattati spirituali complicati, dove
la fede sembra
essere riservata ai teologi e a pochi eletti, non la interessano, Ella non
si stanca di ripetere
che la Buona Novella è riservata ai piccoli (Nota:Mt 11,25) e che la Parola
di Dio dona sapienza ai semplici (Nota:Sl 119,130).

- La via dell'ascolto della Parola -

La via della semplicità porta alla via dell'ascolto: beati coloro che
ascoltano la Parola di Dio
e la mettono in pratica (Nota:Lc 11,28).Una sola parola della Scrittura
spalanca nel cuore
orizzonti infiniti. Tutta la predicazione di Teresina non è altro che un
accorato e struggente
invito a ritornare alla radice della nostra fede:al Vangelo.Teresa è
imbevuta di Parola di
Dio.Ogni pensiero, ogni preghiera, ogni supplica, ogni esclamazione sono un
richiamo ad un
versetto o ad un luogo biblico. Teresina è maestra di 'lectio divina'; cioè,
di quell'ascolto
sapienziale e orante della Parola di Dio che non si lascia inaridire da
ardite, o complicate
esegesi, ma che - nel silenzio e nella fede - si lascia guidare dalla
presenza dello Spirito.

Teresina sa che la Parola di Dio parla al cuore degli uomini, di tutti gli
uomini che
cercano con cuore sincero.Teresina ci insegna dunque a meditare la Parola:a
leggere e
rileggere, a ruminare e recitare, a fissare nella mente e conservare nel
cuore quel singolo
versetto, quel singolo brano, per farlo diventare preghiera, contemplazione,
offerta.



- La via dell'umiltà -

L'ascolto della Parola conduce inevitabilmente ad incontrare
l'ineffabile Mistero
dell'Amore dell'Incarnazione, Morte e Resurrezione di Dio. Di fronte ad un
Dio che sceglie di
abbassarsi fino all'uomo per assumerne la carne e di lasciarsi annientare
nel supplizio del
Calvario e della Croce, Teresina sente di dover riconoscere tutto il proprio
nulla e di non
poter far altro che inginocchiarsi e abbassare lo sguardo. «Proprio
dell'amore è umiliarsi»
scrive Teresina nella sua autobiografia. Sarà bene non fraintendere il
significato autentico di
questo amore: la via dell'umiltà non è, infatti, la via di coloro che
scelgono la paura,
l'autolesionismo, la mediocrità - si tratterebbe infatti di un'umiltà
ipocrita e vigliacca - ma
è la via dei poveri di spirito (Mt 5,3), cioè di coloro che non si lasciano
andare a deliri di
onnipotenza, ma riconoscono di aver bisogno degli altri e di Dio. Nel
Vangelo il contrario di
povertà non è solo ricchezza, ma anche e soprattutto
onnipotenza.Quell'onnipotenza superba che
pretende di realizzare grandi progetti - un mondo migliore, un regno di pace
e di prosperità -
senza affidarsi e sottomettersi totalmente alla volontà e al disegno di
Dio.La via della
povertà di spirito è la via della stoltezza e della debolezza: quella
stoltezza di Dio che è più
sapiente degli uomini e quella debolezza di Dio che è più forte degli uomini
(1 Cor 1,25). La
via dell'umiltà non è neppure la via della morte, ma è, paradossalmente, la
via della vita e
della Resurrezione, l'unica via che conduce alla porta del cielo. Teresina
ci insegna a non
rifiutare la morte, ma ad accettarla serenamente come l'ultimo atto di
umiltà di fronte
all'immensità dell'Amore di Dio che allarga le braccia per offrirci la
felicità eterna.



- Abbandono -

Piccola canna

Che importa alla piccola canna se deve piegarsi? Non ha paura di spezzarsi,
perché è stata
piantata in riva alle acque. Invece di andare a sfiorare la terra, quando si
piega, non incontra
altro che un onda sferzante che la fortifica e infiamma in lei il desiderio
di nuove tempeste. La sua debolezza è tutta la sua forza.

Biglietto indirizzato a madre Agnese di Gesù, senza data (maggio 1889?)

--

- Nelle braccia di un tenero amico -

La mia via è tutta fiducia e amore e non comprendo le anime che hanno timore
di un cosi tenero
amico.

Talvolta, quando leggo certi trattati spirituali, nei quali la perfezione
viene presentata come
un cammino irto di ostacoli, sono assalita da una folla di vane illusioni, e
il mio povero
piccolo spirito non tarda a stancarsi.Chiudo il libro dotto che mi rompe la
testa e mi
inaridisce il cuore e prendo in mano la sacra Scrittura.Allora tutto mi
appare luminoso, una
sola parola spalanca nella mia anima orizzonti infiniti e la via della
perfezione mi pare
facile:mi rendo conto che basta riconoscere il proprio nulla e abbandonarsi
come un bambino fra le braccia di Dio.

Lasciando le anime grandi, ai grandi spiriti, i bei libri che non sono
capace di comprendere, e
meno ancora di mettere in pratica, ringrazio Dio di essere piccola, poiché
solo i fanciulli e
quelli che sono come loro saranno ammessi al banchetto celeste(Inizio
nota:Mt 18,4;Mc 10,14;Lc
18,16 Fine nota).

Lettera a padre Roulland, 9 maggio 1897

--

- Come un fragile uccellino -

Io mi considero un fragile uccellino, protetto da un lieve piumaggio; non
sono un aquila, ho
dell'aquila soltanto gli occhi e il cuore; infatti, nonostante la mia
infinita piccolezza, oso
fissare il Sole divino, il Sole dell'Amore, e il mio cuore prova tutti gli
slanci
dell'aquila...L'uccellino desidererebbe librarsi verso quel Sole che incanta
gli occhi,
vorrebbe imitare le aquile, sue sorelle, che vede levarsi fino alla dimora
divina della
santissima Trinità... Ahimè! Tutto ciò che può fare è agitare le sue alucce,
ma volare fin
lassù non è nelle sue possibilità. Pensate che si lasci abbattere vedendosi
cosi debole? No!
L'uccellino non se ne affligge affatto.Con abbandono audace continua a
fissare il Sole
divino: nulla lo intimorisce, né il vento, né la pioggia, e se nuvole scure
eclissano l'Astro
d'Amore, l'uccellino non si sposta, sa che al di là delle nubi il Sole
continua a splendere e
che la sua luce non si affievolisce nemmeno per un attimo.

Manoscritto autobiografico

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