Buon giorno! oggi è Domenica 22 Settembre 2019 ore 10 : 31 - Visite 574930 -

BENVENUTI SUL SITO WWW.ECROS.IT
Logo di Ecros.it con scritta a fuoco
divisore giallo animato
TestataYoga-510x151.jpg
MENU NAVIGAZIONE
SPAZIATORE bianco
Lineablu

SEZIONE: « ARCHIVIO ARTICOLI »

Lineablu
SPAZIATORE bianco

SCHEDA ARTICOLO N. «00402»

CLASSIFICAZIONE: 3
TIPOLOGIA: YOGA
AUTORE: BROTHER ANANDAMOY
TITOLO: IL MATRIMONIO SPIRITUALE
SPAZIATORE bianco

TESTO ARTICOLO

Il matrimonio spirituale

DI BROTHER ANANDAMOY

ISTRUITO PERSONALMENTE DA PARAMAHANSA YOGANANDA,
BROTHER ANANDAMOY APPARTIENE ALL'ORDINE MONASTICO
DELLA SELF REALIZATION FELLOWSHIP DAL 1949.

COLLANA: "L'ARTE DI VIVERE"

Il matrimonio spirituale

DI BROTHER ANANDAMOY

Brani tratti da una conferenza tenuta il 5 luglio
1977 a Los Angeles, durante la Convocazione della
Self-Realization Fellowship

Ritengo che nella vita matrimoniale le difficoltà nascano soprattutto quando
le
coppie non comprendono veramente lo scopo o il significato del matrimonio,
né il
nesso profondo che intercorre fra il matrimonio e il sentiero spirituale. La
mia
conferenza si basa sugli insegnamenti di Paramahansa Yogananda, e si ispira
non
solo ai suoi scritti e ai suoi discorsi, ma anche ai consigli che il Maestro
ha
dato personalmente a coppie sposate nel corso di alcuni incontri a cui ho
avuto
il privilegio di assistere.

I princìpi fondamentali del matrimonio

Come prima cosa desidero illustrare i concetti generali dell'argomento. Il
Maestro [Paramahansa Yogananda] ha spiegato che
l'Uno, cioè Dio, nel Suo 'gioco' cosmico si è diviso nella moltitudine degli
esseri umani, e ora l'Uno - che dimora in tutti - cerca di riunirli affinché
ritornino nuovamente ad essere l'Uno. Questo è il meccanismo fondamentale
dello
spettacolo dell'universo. Se l'umano desiderio di compagnia - nel nostro
caso il
matrimonio - viene considerato da questa prospettiva, ci rendiamo conto che
non
consiste soltanto in un limitato istinto umano, ma in una forza universale.
È il
potere cosmico dell'attrazione e dell'amore insito in tutte le creature -
che
attira nuovamente ogni cosa verso quell'Unica coscienza.

Il Maestro faceva frequentemente questo esempio: l'oceano dello Spirito,
servendosi della tempesta dell'illusione, (1) ha suscitato le 'onde' di
tutte le
cose create - in questo caso gli esseri umani - e le onde vogliono fondersi
di
nuovo con l'oceano. Il punto più importante da comprendere è che l'onda non
vuole
soltanto fondersi con un'altra onda. Il suo vero fine è diventare una cosa
sola
con l'oceano. Questo non vuol dire limitare o sminuire il significato del
matrimonio. Se compreso e vissuto giustamente, il matrimonio costituisce una
fase molto importante dell'intero processo che porta al ricongiungimento con
l'oceano dello Spirito. Eppure molte coppie nutrono delle aspettative
sbagliate,
e pretendono di trovare nel partner l'appagamento completo e la perfezione
che
soltanto l'oceano della consapevolezza di Dio può dare. (2)

Sri Daya Mata ha detto spesso: "Non è realistico né giusto aspettarsi o
pretendere la perfezione assoluta da un altro essere umano quando noi stessi
siamo imperfetti". Un atteggiamento del genere mette l'altra persona con le
spalle al muro, non vi pare?

Daya Mata aggiunge: "Non dobbiamo aspettarci niente dagli altri, ma molto da
noi
stessi". Immaginate un matrimonio fra due persone che abbiano questo modo di
pensare, che non si aspettino niente l'una dall'altra, ma molto da se
stesse, e
che intrattengano un rapporto basato sulla generosità. Pensateci.

Aiutatevi reciprocamente a sviluppare le vostre innate qualità divine

Il Maestro ha sottolineato anche un altro principio basilare del matrimonio
spirituale Grazie alla legge della relatività, Dio si è diviso in uomo e
donna.
(3) Ma, essendo fatti a Sua immagine, essi erano fondamentalmente uguali e,
così, per distinguerli, Dio ha creato delle differenze sostanziali nel
corpo,
nella mente, nelle emozioni e nella costituzione psicologica dell'uomo e
della
donna. L'ideale della loro unione spirituale sta in questo: l'uomo può
riuscire
a fare riemergere nella donna la ragione insita in lei, e la donna può
aiutare
l'uomo a riscoprire il sentimento insito in lui. Il Maestro non intendeva
dire
con questo che la donna sia stupida o l'uomo privo di sentimenti; voleva
piuttosto dire che gli uomini e le donne maturi si aiutano reciprocamente a
sviluppare le pure qualità divine della ragione e del sentimento perfetti.

Questo che cosa significa? Prima di evolversi, la ragione non è pura in
quanto
esprime la capacità della mente sensoria La ragione perfetta non può nascere
dalla mente comune perché è una qualità più alta, è una qualità dell'anima,
è la
saggezza Neanche il sentimento è puro prima di evolversi, perché è frammisto
all'emozione. Il principale valore spirituale del matrimonio - come dice il
Maestro nell'Autobiografia di uno Yogi (4) citando le parole dello Swami Sri
Yukteswarji - è il seguente: "La responsabilità personale di ciascun essere
umano consiste nel riportare la sua. . natura duale ad un unico armonico
insieme
o Eden". Sri Yukteswarji voleva dire che, grazie alla profondità del legame
matrimoniale, l'uomo e la donna si aiutano reciprocamente a sviluppare sia
la
ragione perfetta, o saggezza, sia il sentimento perfetto, o amore.

Paramahansaji dice ancora che quando l'uomo e la donna raggiungono tale
traguardo trovano la liberazione, inizialmente unendosi l'uno all'altra, e
poi
immergendosi in Dio. Questo è il fine del matrimonio. Se consideriamo il
rapporto matrimoniale da tale prospettiva, è chiaro che esso deve basarsi
esclusivamente sull'amicizia divina, cioè sull'amore e sulla lealtà senza
riserve. È un impegno incondizionato. Diversamente non si può parlare di
matrimonio perché viene a mancare il suo scopo essenziale. Questi
insegnamenti,
che provengono da lontane ere illuminate, ci sono stati portati dal Maestro.

Il matrimonio è un rapporto fra pari

Il matrimonio è un rapporto fra pari. Questo è l'antico concetto, e i voti
che
si pronunciano nella cerimonia nuziale della Self-Realization Fellowship -
scritti dal Maestro - ne riflettono l'ideale: amicizia divina tra due
persone
che, pur avendo ruoli esteriormente diversi, cercano di adempiere il fine
vero e
profondo di aiutarsi reciprocamente a perfezionare le pure qualità divine la
cui
realizzazione permetterà loro di fondersi in Dio.

Parliamo ora del matrimonio. In un articolo ho letto: "Alcuni sociologi
hanno
fatto delle indagini per stabilire fino a che punto moglie e marito si
conoscano, anche nelle piccole cose. Nel corso di un esperimento veniva
mostrata
- alle mogli in una stanza e ai mariti in un'altra - una serie di oggetti:
guanti, sciarpe, cinture, portafogli, e così
via. Ciascuno di essi doveva indicare che cosa avrebbe scelto il proprio
coniuge. Nessuna delle coppie riuscì a indovinare l'oggetto preferito dal
partner". Proprio nessuna! E noi parliamo di amicizia divina, di unione
incondizionata? Questo significa che moglie e marito non fanno nessuno
sforzo
per immedesimarsi nell'altro e comprendersi - neanche nelle piccole cose -
perché non sanno in che cosa consista il matrimonio.

L'articolo continua: "Nonostante le argomentazioni di alcune femministe,
esistono delle differenze sostanziali tra l'uomo e la donna. Nessun uomo può
capire ciò che si prova quando si aspetta o si allatta un bambino. Ogni mese
la
donna reagisce a uno stimolo assente dal corpo dell'uomo. L'uomo non può
condividere né capire completamente in che modo questo calendario
fisiologico
possa influenzare profondamente lo stato d'animo di una donna, e neppure le
reazioni che suscita. Entrambi i sessi si osservano al di là delle barriere
create da sensazioni e modi di essere diversi".

"Sebbene non si riesca mai a spiegare adeguatamente questi modi di essere e
queste sensazioni - e la maggior parte dei mariti e delle mogli non ne
suppone
neanche l'esistenza - ognuno si sente ingannato quando l'altro non comprende
lo
stato d'animo o i comportamenti che nascono da una di queste differenze
sostanziali. Per quanto sia grande il desiderio di un'intesa completa,
ciascun
sesso invia soltanto i messaggi che è predisposto ad inviare, e riceve
soltanto
i messaggi che è predisposto a ricevere. Così, la donna che attraversa uno
stato
di depressione dovuto alla tensione premestruale si sente irritata e sola
quando
il marito, da cui desidera un gesto di tenerezza, le dice di 'smetterla'
perché
non riesce a comprendere la ragione della sua crisi depressiva. Con sistemi
trasmittenti e riceventi così diversi, non ci si può meravigliare che i
messaggi
spesso non vengano ricevuti".

Questa è la descrizione di un matrimonio comune, non di un matrimonio
spirituale. I sociologi non sanno che l'uomo e la donna possono capirsi, non
con
la ragione, ma con l'intuizione - cioè con il potere onnisciente
dell'anima -
cercando di comunicare spiritualmente, di comprendersi e di volersi bene
profondamente. Inoltre non sanno che, nel corso di innumerevoli vite
precedenti,
ogni donna ha vissuto come uomo e ogni uomo ha vissuto come donna.
Non intendo dire che tutti debbano cercare di scoprire quale fosse il
proprio
ruolo nelle incarnazioni passate. Ma l'esperienza e la conoscenza essenziali
che
provengono dalle incarnazioni precedenti sono sepolte dentro di noi, anche
se
non ne siamo consapevoli. Grazie all'intuizione, questa consapevolezza viene
di
nuovo alla luce. La conoscenza e la comprensione dell'intima natura
dell'altro e
di ciò che prova, nascono solo quando il matrimonio si basa sul profondo
impegno
di essere leali e di amare senza riserve.

Sforzatevi di comunicare

L'intuizione si sviluppa gradualmente nel tempo. E intanto che cosa potete
fare?
Sforzatevi di comunicare. Parlate. Non aspettate che il vostro compagno vi
legga
nel pensiero. Voglio raccontarvi un episodio: una signora stava facendo
colazione nel bar di un albergo e, finito di mangiare, chiese il conto alla
cameriera. "Ma io l'ho fatto pagare a quel signore seduto accanto a lei e
che è
andato via poco fa", rispose la cameriera. "Come ha potuto fare una cosa
simile!", esclamò la signora. "Non ho mai visto quell'uomo prima d'ora; non
so
neanche come si chiami". E la cameriera replicò: "Mi dispiace molto. Pensavo
che
foste sposati perché non vi siete scambiati nemmeno una parola". È proprio
molto
triste, non vi pare? Una psicologa di New York ha analizzato quarantamila
coppie
sposate, riscontrando che in tutti i casi marito e moglie si parlavano
mediamente ventisette minuti la settimana!

Esistono legami matrimoniali molto profondi, molto intimi, fondati su
un'intesa
interiore che non ha bisogno di troppe parole. Sono sufficienti uno sguardo
o un
gesto perché l'altro capisca. Ma per arrivare a questo è necessario
impegnarsi
seriamente. La maggior parte delle persone non fa nessuno sforzo per
stabilire
un'intesa; non raggiunge i più profondi livelli interiori. Perciò, parlate,
non
date per scontato che il vostro sposo o la vostra sposa possa indovinare ciò
che
pensate. Non lasciatevi andare alla malinconia e alla frustrazione, e non
risentitevi solo perché vostro marito o vostra moglie non comprende ciò che
provate. Potrebbe non saperlo. Come può saperlo? Dovete andarvi incontro a
vicenda, dovete comunicare. Questa è una delle ragioni per cui Dio ci ha
dato la
bocca!

Dimostrate il vostro affetto

Recentemente ho letto questa storia. Un giorno, rivolgendosi al marito, la
moglie gli dice: "Sai, mi piacerebbe che tu fossi più affettuoso con me. Ad
esempio, quando torni a
casa dall'ufficio, vorrei che mi baciassi". E il marito acconsentì. Il
giorno
dopo, appena arrivato a casa la baciò.
"No", disse la moglie, "questo bacio non è abbastanza lungo".

"Va bene, quanto deve durare?", domandò il marito.

"Otto secondi", rispose la moglie.

Il sistema si rivelò efficace! Questa piccolezza li aiutò a sentirsi più
vicini.
Ne fecero un gioco. Il marito tornando a casa dall'ufficio a volte diceva:
"Ho
avuto una giornata terribile; oggi il bacio durerà soltanto sei secondi".
Invece, in altre occasioni annunciava: "Oggi è stata una giornata ottima; il
bacio durerà dieci secondi". Questa storia chiarisce un altro principio:
siate
affettuosi. Non date per scontato che vostro marito o vostra moglie sappiano
che
li amate; dimostrate il vostro amore.

La stessa cosa vale anche per i figli. Specialmente in America, i figli
hanno
tante cose: giocattoli, denaro, automobili; ma molti non sono amati. Ho
veduto
personalmente le tragedie che nascono dalla mancanza di amore. Per un
bambino
l'amore è molto più importante di tutti i giocattoli, di tutto il denaro, di
tutti i regali del mondo. Qualche volta nei Paesi molto poveri i figli sono
coccolati e trattati amorevolmente; non hanno giocattoli costosi, ma sono
circondati di premurose attenzioni; e crescono così sani ed equilibrati.
Nella
nostra società, chi appartiene a famiglie molto ricche, in genere è stato
accontentato in tutto dai genitori, ma non sempre è stato amato abbastanza,
e
cresce deforme da un punto di vista emotivo. Alcuni mi hanno confidato: "Non
sono stato amato; vorrei esprimere il mio amore, ma non posso, non ci
riesco". È
tragico! Molti diventano dei criminali perché a casa non hanno conosciuto
nessuna forma di disciplina e perché non sono stati amati. Spinti da un
piacere
perverso, si trasformano in criminali per attirare l'attenzione della
società.
La mancanza di amore è una causa

delle alterazioni emotive. I bambini hanno bisogno di essere amati,
accarezzati
e coccolati. Manifestare l'amore è la cosa più importante di tutte.
Poiché nelle donne prevale soprattutto il sentimento, i mariti devono
ricordare
che le mogli hanno bisogno di manifestazioni di affetto. Se il marito non
riesce
a esprimere i propri sentimenti alla moglie, se il suo amore è in qualche
modo
inibito, almeno glielo faccia sapere! Le dica: "Vorrei poter esprimere ciò
che
provo, ma non ci riesco". Allora lei si renderà conto che il suo compagno
sta
compiendo un gesto amorevole e lo apprezzerà.

Il lato fisico nel matrimonio

Alcune persone credono che l'affetto possa essere espresso soltanto
attraverso
il sesso. Questo non è vero, e perciò voglio parlare di un altro aspetto del
matrimonio: quello fisico. In molti casi, come ho potuto constatare dai
consigli
del Maestro, il successo del matrimonio dipende dal modo in cui viene
vissuta la
sessualità. Il Maestro insegnava la moderazione e dava una particolare
enfasi
all'amore, dicendo: "Nel matrimonio l'amore umano non può durare, a meno che
non
si esprima divinamente. Senza il potere magnetico dell'amore divino, i
coniugi
non riescono più a costituire un interesse l'uno per l'altro, né a
rispettarsi;
quando questo accade, il matrimonio va a rotoli. L'attrazione sessuale,
l'intelligenza, la bellezza, il denaro, la cultura e il fascino personale,
non
sono sufficienti a mantenere unite due persone in un rapporto matrimoniale
felice in cui manchi, però, l'amore divino. Le donne e gli uomini sposati
cercano l'amore perfetto nei propri compagni, ma non riusciranno a trovarlo
fino
a quando entrambi non esprimeranno l'amore divino in tutte le motivazioni,
le
azioni e le aspirazioni della propria vita".

Il Maestro aggiunge: "Il primo requisito fondamentale di un matrimonio
felice è
l'unità delle anime" - cioè l'affinità degli ideali e delle mète
spirituali -
"attuata grazie a una reale volontà di raggiungerla con lo studio, l'impegno
e
l'auto-disciplina", compresa la meditazione. "Il secondo è l'affinità degli
interessi intellettuali, sociali e così via. Il terzo - il requisito meno
importante, sebbene generalmente venga messo al primo posto dalle persone
non
illuminate - è l'attrazione fisica, che perde presto il suo fascino se non
coesistono il primo e il secondo requisito".

Perché? È molto semplice. L'uomo è l'anima. All'inizio abbiamo parlato degli
esseri umani che, come onde, sono scaturiti dall'oceano della coscienza di
Dio.
Quando ci riferiamo all'onda potremmo pensare che si tratti del corpo, ma
non è
così, anche se noi lo consideriamo tanto importante. Nell'analogia dell'onda
e
dell'oceano, sapete a che cosa il Maestro paragona il corpo? Soltanto alla
spuma
sulla cresta dell'onda. L'essenza dell'uomo sta nelle qualità interiori, e
nell'anima. Questa è la vera natura dell'onda.
L'anima è ricoperta da vari strati, come
una lampadina che sia coperta da diversi paralumi posti l'uno sull'altro. Il
'paralume' più esterno è il corpo fisico. Ora, quando due persone si
osservano -
in senso metaforico due lampadine coperte da questi paralumi - che cosa
notano
innanzitutto? Il paralume esteriore. Questo è un esempio sui generis, ma
serve a
chiarire il concetto! Perciò, quando le persone si incontrano per la prima
volta, l'attrazione che provano è soltanto fisica ed emotiva, e molti non
vanno
al di là di questo. Il matrimonio è un'altra cosa perché, per adempiere il
suo
vero scopo, deve essere soprattutto un'intesa basata su livelli più
profondi,
volta a stabilire l'unione di due anime.

Che cos'è la moderazione?

Adesso si pone un interrogativo importante. "Che cos'è la moderazione?". La
risposta è molto semplice. Non esiste una regola oggettiva perché le persone
sono diverse e hanno quindi esigenze diverse, ma esiste una regola interiore
che, per sua natura, agisce matematicamente. Questa regola è parte
integrante
della cerimonia nuziale della SRF; mentre la sposa e lo sposo si scambiano
una
rosa come simbolo del loro amore, promettono l'uno all'altra: "Ti offro
questa
rosa quale simbolo del mio amore che ti manifesterò con la gentilezza, il
rispetto, la fedeltà e la fiducia finché avrò vita". Questa è la regola,
perché
fino a quando si cerca di essere moderati coesistono le qualità divine del
rispetto, della gentilezza e della lealtà, espressioni dell'amicizia divina,
dell'amicizia e della lealtà senza condizioni. Se una coppia vive troppo sul
piano fisico, queste qualità divine scompaiono e, come tanto spesso vediamo,
il
matrimonio si trasforma in una parodia.

Perché l'eccessivo abbandono ai sensi ha questa conseguenza? L'uomo, pur
essendo
dotato di una maggiore energia sessuale, è biologicamente e sessualmente più
debole della donna. Per quale motivo? Perché, sebbene entrambi perdano una
notevole quantità di energia nell'atto sessuale, nell'uomo deve
ricostituirsi il
liquido seminale le cui cellule non sono cellule comuni essendo, infatti,
destinate a creare una nuova vita. È necessario un enorme apporto di energia
per
ricostituirle, e la natura farà qualsiasi cosa per reintegrare il liquido
seminale, anche a spese di altre sostanze vitali presenti nel corpo
dell'uomo.
Se una donna in stato interessante non dispone del nutrimento adatto, sia a
se
stessa sia alla creatura che sta crescendo nel suo grembo, la natura
preleverà
dal corpo della madre le sostanze necessarie alla formazione del bambino;
tutti
i medici, tutti i dentisti potranno confermarlo. All'uomo accade più o meno
la
stessa cosa. Se eccede nell'uso dei sensi diventa di cattivo umore,
irritabile e
violento, perché il suo sistema nervoso ne risente. È tipico della natura
maschile manifestare la forza che, in un uomo dotato di autocontrollo, si
esprime attraverso le qualità migliori (o satviche): calma, comprensione,
lealtà, gentilezza e così via. Anche un uomo privo di autocontrollo può
manifestare la propria forza, ma in questo caso si tratta di una
pseudo-forza,
di un'espressione, cioè, delle qualità peggiori (o tamasiche), in una
parola,
della brutalità.

La gentilezza: la principale qualità divina

La gentilezza è la più importante delle quattro qualità divine alle quali
abbiamo accennato. Prendiamo ad esempio un marito che torna a casa dal
lavoro.
In ufficio deve mostrarsi controllato e gentile, altrimenti perderà il
posto. In
molti casi porterà a casa tutta la tensione, l'irritazione, il risentimento
e la
rabbia che ha represso durante la giornata e li scaricherà sulla moglie.
Questa
è una chiara mancanza di riguardo e di gentilezza.

La stessa cosa vale per la moglie, che può avere avuto dei momenti difficili
con
i bambini e non vede l'ora che il marito rientri a casa per scaricargli
addosso
l'irritazione e la tensione accumulate durante il giorno, come se lui fosse
stato in vacanza e ritornasse a casa proprio a tale scopo! Ma questo non è
un
vero matrimonio.

Esiste un modo completamente diverso per affrontare il problema; per
liberarsi
da tutte queste tensioni è assolutamente indispensabile avere dei periodi di
svago da dedicare ai divertimenti, allo sport e così via. E quando tornate a
casa siate premurosi, l'uno nei confronti dell'altro. Una persona mi ha
detto:
"Evito accuratamente di portare i miei problemi in famiglia". Questo può
avvenire soltanto se fra i due partner esiste una vera, generosa e profonda
amicizia e se, immedesimandosi profondamente l'uno nell'altra, si rendono
conto
di avere avuto entrambi dei momenti difficili o una giornata faticosa, e che
per
sopravvivere hanno dovuto sostenere delle battaglie di cui portano ancora le
ferite. Non sarebbe più logico che si aiutassero reciprocamente e si
trattassero
da amici? Invece di mettere il sale sulle ferite, dovrebbero incoraggiarsi a
vicenda e tentare di guarirle; dovrebbero sostenersi amichevolmente e
cercare di
ricostruire la propria immagine che è stata così danneggiata. Questo è il
matrimonio spirituale, e può esistere soltanto quando è presente un minimo
di
autodisciplina.

Il rispetto è un'altra qualità essenziale del matrimonio spirituale. Pensate
ai
giorni del corteggiamento. Non cercavate forse di apparire amabili,
mostrando il
vostro 'lato migliore'? Ma subito dopo il matrimonio molti 'si lasciano
andare'.
Non voglio dire che non ci si debba rilassare; questo fa parte
dell'amicizia.
Con un amico intimo, come accade nel matrimonio, dovreste sentirvi a vostro
agio. Ma c'è una grandissima differenza fra sentirsi rilassati e a proprio
agio
ed essere, mi spiace dirlo, trasandati. Siate spontanei nel vostro rapporto,
ma
rispettatevi reciprocamente.

Pensate ad esempio ai genitori del Maestro; erano una coppia super-ideale.
Come
avrete letto nell'Autobiografia di uno Yogi, prima che il marito tornasse a
casa, la moglie faceva il bagno, indossava un bell'abito, cambiava il
vestito ai
bambini e poi accoglieva il marito con grande rispetto come fosse un re. E
credete forse che una volta a casa egli riversasse su di lei la tensione e
l'irritazione di una giornata di lavoro? Mai! Lei lo trattava come un re;
lui la
trattava come una regina, con grandissima considerazione. Come tutte le
altre
divine qualità di cui stiamo parlando, anche questa richiede una certa
autodisciplina.

Il legame fra la lealtà e la moderazione

Il punto seguente è la fiducia, che in sostanza si traduce nell'assoluta
lealtà
fra i coniugi. La lealtà incondizionata è una delle qualità essenziali, non
solo
del matrimonio, ma anche del sentiero spirituale. Fra l'uno e l'altro esiste
un
legame profondo perché, come ha detto il Maestro, l'atteggiamento che avete
nei
rapporti umani si rifletterà anche sul sentiero spirituale, sul rapporto con
Dio
e con il Guru.

È molto difficile essere leali nel matrimonio, a meno che marito e moglie
non
mettano in pratica la moderazione, che non consiste nel reprimere
l'attrazione
fisica, ma nel sublimarla trasformandola in sentimenti più elevati. Il
rapporto
fisico deve essere un'espressione di amore. Il sesso per il gusto del sesso
abbassa il livello della coscienza e allora non si vede più il proprio
compagno
come un tempio di Dio, ma soltanto come un oggetto di piacere. Poiché il
sesso
non può dare l'appagamento completo che tutti cerchiamo, alcune persone si
convincono che debba esserci qualcosa che non va con il proprio partner.
Così si
rivolgono altrove, e la lealtà scompare. Senza lealtà, non c'è fiducia;
senza la
fiducia, viene a mancare il necessario senso di sicurezza, e tutto va
all'aria.

Mi sono trovato presente proprio mentre il Maestro consigliava alcune coppie
sposate sui rispettivi problemi matrimoniali. A ciascuno suggeriva
esattamente
ciò di cui aveva bisogno. Ricordo che una volta, molto gentilmente, molto
dolcemente, disse: "Avete perso il rispetto l'uno per l'altra. Cercate di
non
eccedere nei rapporti sessuali, allora il vostro legame diventerà più
profondo e
l'amore più forte".

Aver fede nel proprio compagno: un sostegno senza riserve

Un altro requisito indispensabile è l'aver fede nel proprio compagno,
offrendogli così un sostegno morale, spirituale, psicologico e affettivo.
Supponiamo che un marito attraversi dei momenti difficili nel lavoro, ad
esempio
che non sia riuscito a portare a termine con successo una determinata
cosa.Una
moglie fedele dice: "Non hai avuto successo e perciò pensi di essere un
fallito,
e anche la gente può pensarlo; ma io credo in te. Ti darò tutto il sostegno
di
cui hai bisogno". Può anche non dirlo apertamente, ma glielo dimostrerà con
il
suo comportamento e il suo affetto. Il marito deve dare lo stesso sostegno
alla
moglie: "Sto dalla tua parte perché sei mia moglie, perché sei la mia più
cara e
intima amica". In questo consiste l'amicizia e in questo consiste il
matrimonio
spirituale.

Ma in molti matrimoni accade esattamente il contrario: marito e moglie,
invece
di incoraggiarsi e sostenersi a vicenda, si distruggono reciprocamente. Che
tristezza! Il mondo fa già abbastanza per demolire l'immagine che abbiamo di
noi
stessi; l'amicizia consiste nel costruirla in modo che ciascuno creda in se
stesso. Questo è aver fede in un altro. Questo è il sostegno che il Maestro
dava
ai suoi discepoli. Non eravamo certamente perfetti, ma egli ci rassicurava:
"Vi
starò vicino, qualunque cosa accada, senza riserve!".
Anche se marito e moglie hanno perduto la gentilezza, il rispetto, la lealtà
e
la fiducia, non significa che il loro matrimonio sia finito per sempre.
Potranno
ricostruirlo, se cercheranno di esprimere nuovamente queste qualità. In
alcune
circostanze, quando
marito e moglie si sono rivolti a me per un consiglio, mi sono trovato di
fronte
a un matrimonio praticamente distrutto; eppure non appena essi hanno
cominciato
a comprendere questi princìpi spirituali e a metterli in pratica, sono
riusciti
a ricostruirlo su nuove e più profonde basi.

Risposte ad alcune domande

Risponderò adesso ad alcune delle domande più frequenti riguardanti i
problemi
che comunemente nascono nel matrimonio. Nell'affrontare questo argomento non
si
vuole né criticare né giudicare, ma semplicemente esaminare alcuni princìpi
generali per favorirne la comprensione. Ciò è particolarmente importante in
questi tempi di follia nei quali la società in generale ha idee molto
confuse
sui valori morali e spirituali.

Una difficoltà comune è dovuta al fatto che molti devoti erano già sposati
prima
di trovare il sentiero spirituale. Accade spesso che il marito o la moglie
siano
contrari agli insegnamenti [della Self-Realization Fellowship] e si
risentano
quando l'altro coniuge vuole meditare. Che cosa fare in questa difficile
situazione?

Si può sempre trovare il tempo, almeno qualche minuto, per meditare.
Dobbiamo
inoltre ricordare che vi sono numerose maniere per crescere spiritualmente.
Una
delle più importanti è l'altruismo, perché l'ego deve assolutamente essere
superato. Questo è l'ultimo e il più grande ostacolo.

Desidero farvi un paio di esempi. "Quando ho trovato il sentiero
spirituale", mi
raccontò una signora, "mio marito non voleva neanche sentirne parlare e si
irritava se cercavo di meditare. Di conseguenza io mi irritavo terribilmente
con
lui. Successivamente, ebbi occasione di leggere qualcosa negli insegnamenti
del
Maestro che mi colpì come un fulmine a ciel sereno, facendomi chiaramente
comprendere che, a causa dei sentimenti negativi che nutrivo nei confronti
di
mio marito, trascorrevo l'intera giornata provando un senso di rancore. Ero
così
orgogliosa di essere 'una devota', mentre mio marito non lo era affatto. Ma
capii che questo atteggiamento mi rendeva meno spirituale di lui. Allora
cambiai
sistema; invece di passare tutte quelle ore sempre risentita, le dedicai a
vivere la presenza di Dio e a pregare per mio marito".
E aggiunse: "Non può sapere... ".

Le risposi: "Sì, so bene quello che vuole dire!".

"La mia vita è cambiata e, non ci crederà, ma anche mio marito sta
cambiando".

"Ci credo", le dissi.

Cercate di cambiare voi stessi, non le circostanze

Vi è mai capitato di leggere, proprio al momento giusto, una frase negli
insegnamenti del Maestro che vi abbia colpito personalmente? Mentre leggevo
gli
scritti di Gyanamata, (5) mi è accaduta proprio la stessa cosa. Gyanamata
stava
pregando per superare una grande difficoltà. "Improvvisamente", ha scritto,
"Dio
mi ha suggerito la preghiera che voleva ascoltare, e l'ho recitata subito:
'Non
cambiare le circostanze della mia vita. Cambia me"'. Ho letto queste parole
negli anni in cui avevamo un ristorante a Hollywood. (6) Lavoravo in cucina,
cucinando, lavando i piatti e così via. Facevamo dei turni perché la
giornata
lavorativa era molto lunga e finivamo a notte inoltrata. Nel pomeriggio
avevo un
paio d'ore libere e potevo andare a meditare nella mia stanza che si
affacciava
su un'autofficina. I meccanici battevano in continuazione sulle lamiere
delle
macchine e, per non sentire il rumore assordante dei colpi, tenevano la
radio
accesa a tutto volume!

E così mi trovavo in questa situazione: il mio sé interiore diceva: "È una
questione di disciplina", e la mia mente replicava: "Lo so, sta zitto. Ho
capito!". Malgrado tutto quel rumore, cominciai a meditare. Sapevo
perfettamente
che si trattava di una prova: dovevo scegliere fra ascoltare il rumore,
combattendolo e irritandomi, o cercare di fare uno sforzo eccezionale per
interiorizzarmi. Non mi diedi per vinto e, credetemi, quello sforzo si
trasformò
in una delle più grandi benedizioni del mio cammino spirituale, perché mi
costrinse a concentrarmi profondamente nel centro Cristico, (7) a
distogliere
l'attenzione dal mondo e a rivolgerla a Dio. In uno di quei pomeriggi,
nonostante tutto quel baccano, ebbi una delle più profonde esperienze che
avessi
mai avuto. Siamo sempre ricompensati quando perseveriamo nei nostri sforzi.
Malgrado tutti gli ostacoli, è possibile meditare profondamente.

La cerimonia nuziale è necessaria?

Un'altra domanda molto comune è la seguente: "Perché un pezzo di carta, cioè
il
'certificato di nozze', è così importante? Perché non è sufficiente vivere
insieme?". Oggi molte persone prendono con estrema leggerezza i voti del
matrimonio. Alcuni dicono: "Sposiamoci pure, e poi, se le cose non dovessero
andare bene, possiamo sempre separarci". Ma questo non è un matrimonio. Come
ho
detto prima, il vero matrimonio deve fondarsi su una promessa senza riserve.
Non
c'è altro modo per adempiere il suo vero scopo. Pertanto, un certificato di
nozze non è soltanto un pezzo di carta; è un impegno; è un voto.Qualcuno
potrebbe obiettare: "Ma noi siamo sinceri". Come ministro della SRF ho
potuto
osservare coloro che, avendo questo modo di pensare, dicono: "Abbiamo fatto
una
promessa solenne di fronte a Dio, non abbiamo bisogno delle formalità di una
cerimonia esteriore". Ma quando sopraggiungono le difficoltà, se non esiste
un
impegno ufficiale, la tentazione di abbandonare tutto è più grande.

Tale modo di pensare è sbagliato anche quando una coppia è veramente
sincera.
Sapete perché? Perché non viviamo soltanto per noi stessi. Facciamo parte
della
società e l'esempio delle nostre azioni esercita la sua influenza sugli
altri.
In massima parte il mondo si è allontanato dalle leggi morali. Nel vostro
cuore
potete credere di comportarvi bene agli occhi di Dio, ma se esteriormente
date
l'impressione di comportarvi male, gli altri penseranno:

"Questi sono yogi; seguono un grande insegnamento. Se loro non osservano le
leggi morali, perché dovremmo farlo noi?". Anche se siete completamente
sinceri,
il vostro esempio influenzerà gli altri". Noi siamo i custodi dei nostri
fratelli.

Un'altra domanda: "La condotta matrimoniale dovrebbe cambiare adeguandosi ai
tempi? Gli insegnamenti di Paramahansaji sul matrimonio saranno superati
quando
entreremo in un'altra era o quando dovessero cambiare le consuetudini della
nostra epoca?" Che illusione! Le leggi degli uomini sono mutevoli, mentre le
leggi di Dio sono eterne e immutabili. Il matrimonio non è un'istituzione
voluta
dagli uomini, come molti pensano. È una legge di Dio. È una legge sacra.

L'atteggiamento giusto nei confronti del sesso

Oggi il sesso è considerato con molta leggerezza. Il playboy è un esempio di
questo modo di comportarsi. Che cosa è un playboy? È un uomo rimasto ragazzo
che
vuole continuare a giocare. È immaturo, insicuro, egoista e nevrotico; deve
dimostrare al mondo e a se stesso di essere un uomo, un eroe, un vincitore.
Ma
un vero e maturo vincitore non rende vittime gli altri. In un rapporto
sincero,
i partner vanno avanti insieme e l'uno non abbandona l'altro lungo la
strada.

La stessa cosa accade per le playgirls anche se, generalmente, il
comportamento
femminile è diverso. In linea di principio, il sentimento è più profondo di
quanto non lo sia nell'uomo perché vengono coinvolti livelli più intimi, e
la
donna è più incline all'amore e meno ai rapporti esclusivamente fisici.
Tempo fa
una ragazza mi parlò delle sue numerose relazioni e poi mi disse: "In realtà
sto
cercando un marito". Le risposi: "Non riuscirà mai ad attrarre un uomo
maturo e
serio in questo modo. Attirerà soltanto un certo tipo di uomini che non
prova
per lei nessun interesse, ma desidera soltanto usarla". In seguito, la
giovane
donna cambiò il suo modo di vivere e ora è felicemente sposata a un uomo,
non a
un ragazzo immaturo.

Oggi molte persone non considerano il sesso più importante di una cena al
ristorante, e i risultati sono tragici. Alcuni dicono: "Dobbiamo convivere,
dobbiamo avere rapporti sessuali per sapere se stiamo bene insieme". Vi
leggo
una lettera scritta a Cara Abby: (8) "Sono una ragazza emancipata di
ventidue
anni e prendo la pillola". Indubbiamente, le varie interpretazioni che la
gente
dà al concetto di emancipazione sono molto strane! La lettera continua:
"Finora
ho comprato io le pillole, ma credo che il mio ragazzo dovrebbe pagarne la
metà". Non è tutto, ascoltate! "Il mio problema è che non lo conosco
abbastanza
bene da parlare con lui di soldi. [Firmato] Timida". Non l'ho inventata io
questa lettera!

Il principio fondamentale è quello che le scritture e i saggi hanno
insegnato
nel corso dei secoli: se si vuole veramente costruire un rapporto
matrimoniale
basato su princìpi divini, come prima cosa fra l'uomo e la donna
deve esistere una profonda amicizia. Questo significa una profonda intesa
interiore; cioè, poter parlare di tutto. Non è necessario infrangere le
leggi
morali per imparare a conoscersi.

Le leggi morali sono scientifiche

Non voglio certo dare l'impressione che il sesso sia peccaminoso, impuro,
sacrilego o altre cose del genere. Il sesso è stato creato da Dio, ed è
contro
l'abuso del sesso che le Scritture mettono in guardia. Perché? Non certo al
fine
di porre dei limiti all'umanità, ma allo scopo di aiutarla a raggiungere più
velocemente la Mèta divina. Sto parlando da un punto di vista strettamente
scientifico. Se qualcuno prende il sesso superficialmente o ne abusa, qual è
la
conseguenza? La sua coscienza rimane concentrata nella parte inferiore della
spina dorsale, nel centro della sessualità. (9) Ma il centro della
beatitudine -
lo stato di coscienza che tutti abbiamo cercato per migliaia e migliaia di
vite
- è situato all'apice della spina dorsale, nel midollo allungato, nel centro
Cristico, e nel loto dai mille raggi del cervello. Così, se qualcuno vive
concentrandosi nei centri situati nella parte inferiore della spina dorsale,
è
matematicamente impossibile che riesca a trovare Dio e a conoscere la
beatitudine.

Questa è la ragione per cui tutte le Scritture - inclusi gli Yoga Sutra di
Patanjali, che costituiscono la base del Raja Yoga e del Kriya Yoga -
sottolineano l'importanza delle regole morali ed etiche che rappresentano le
fondamenta su cui costruire la realizzazione spirituale. Senza le fondamenta
la
costruzione può crollare innumerevoli volte. Per questo motivo, i santi
raccomandano la moderazione e la sublimazione, e considerano la sessualità,
non
fine a se stessa, ma come un'espressione dell'amore. In questo caso viene
coinvolto il centro del cuore (anahata chakra) che, come spiega Sri
Yukteswar ne
La scienza sacra, (10) è la porta che conduce ai centri più alti e allo
stato di
coscienza della beatitudine. Tutto questo è rigorosamente scientifico. La
creazione intera è governata dalla legge divina e l'uomo non può cambiare la
legge di Dio.

Le leggi morali sono la base della civiltà

Il professor J.D. Unwin dell'Università di Cambridge ha condotto uno studio
su
ottanta fra le civiltà che si sono avvicendate negli ultimi quattromila
anni. La
sua conclusione è che la società può scegliere la promiscuità sessuale, che
la
porta al declino, o il controllo della sessualità, che suscita invece un
impulso
di energia creativa. Secondo i suoi studi, "Ogni società umana può
liberamente
scegliere di produrre una grande energia o di abbandonarsi alla libertà
sessuale. È evidente che non si possono seguire entrambe le strade per più
di
una generazione".

Quando nel mondo di oggi osserviamo una tale decadenza delle leggi morali,
stiamo in realtà assistendo all'inizio del declino della nostra civiltà.
Paramahansa Yogananda ha detto: "Il potere distruttivo dell'uomo si è
sviluppato
in maniera maggiore del suo potere creativo". Il Maestro non si riferiva
soltanto alla guerra e agli armamenti, ma anche ai nostri pensieri e alle
nostre
azioni. "Siamo proprio voi ed io a influenzare gli eventi mondiali, nessun
altro. Siamo noi a dover agire per primi. Non sottovalutate le vostre
capacità.
Fate qualcosa in questo mondo, salvate gli altri". Salvateli non a parole,
ma
con l'esempio della vostra vita. Il devoto che segue il sentiero spirituale
ha
la grande responsabilità di arrestare la degenerazione della società. Siamo
noi
a dover agire per primi; abbiamo gli insegnamenti, abbiamo la capacità di
comprendere e abbiamo la scienza dello Yoga, cioè le tecniche più elevate
per
trasformare spiritualmente la nostra vita.

Il divorzio

Un'altra domanda ricorrente è questa: "Qual è il punto di vista della SRF
sul
divorzio? Nelle Self-Realization Lessons il Maestro dice: "Marito e moglie
devono essere leali l'uno nei confronti dell'altra e cercare di rendersi
felici
in tutti i modi. La moglie spirituale non deve abbandonare il marito non
spirituale, e il marito spirituale non deve abbandonare la moglie non
spirituale; dovrebbero, per quanto possibile, cercare di influenzarsi e
aiutarsi
spiritualmente". Se le cose vanno veramente male, allora il divorzio è
giustificabile, ma solo dopo aver compiuto uno sforzo sincero per riportare
l'armonia nel matrimonio.

Voglio mostrarvi quanto questo punto sia strettamente collegato con il
sentiero
spirituale. Il Dottor Sidney Sharmin, psichiatra e consulente matrimoniale,
ha
scritto: "Nella mia qualità di consulente matrimoniale ho riscontrato alcuni
casi in cui il divorzio e un successivo matrimonio hanno rappresentato una
soluzione positiva. Esprimo questo parere esclusivamente come medico, avendo
constatato che i sintomi nevrotici sono scomparsi". (Cioè, non dal punto di
vista della morale o delle leggi spirituali, ma della scienza).

E poi continua, "Devo però sostenere che per ogni caso in cui un paziente ha
tratto beneficio dal divorzio, ho riscontrato dozzine di situazioni nelle
quali
questo tipo di soluzione non ha determinato alcun giovamento. Molti uomini e
molte donne portano in un secondo o in un terzo matrimonio le stesse
componenti
che hanno provocato la rottura del primo - lo stesso egoismo, le stesse
nevrosi,
la stessa immaturità emotiva - alle quali si aggiunge un ulteriore
impedimento a
farlo funzionare, perché già una volta sono fuggiti di fronte alle
difficoltà e
ai problemi della vita matrimoniale". Queste sono parole dure, che non
vengono
da un predicatore, ma da un medico, da uno scienziato.

La stessa cosa accade ad alcune persone che seguono il sentiero spirituale.
Iniziano con grande entusiasmo e dopo qualche tempo si accorgono che è
necessario fare uno sforzo, che è necessario essere pazienti, perseveranti e
generosi. Allora si guardano intorno per cercare un insegnamento facile,
sperando di trovarne uno in cui non debbano impegnarsi troppo. Tutto questo
è il
frutto della stessa immaturità emotiva che spinge a evitare le difficoltà
del
matrimonio piuttosto che a cercare di risolverle. Ma non possiamo
abbandonare la
scuola. Siamo nella scuola voluta da Dio dove dobbiamo imparare le lezioni
necessarie alla nostra evoluzione spirituale. Non possiamo eludere le
condizioni
del karma. Dobbiamo affrontarle e superarle.

Tuttavia, in certi casi è giustificabile separarsi, ma non prima di aver
compiuto un vero sforzo. Vorrei ricordare, a chi fra voi ha già fatto questa
esperienza, alcune parole di Sri Yukteswarji, Maestro di saggezza e di
infinita
comprensione umana: "Dimenticate il passato. Le vite ormai spente di tutti
gli
uomini sono oscurate da molte colpe... Tutto migliorerà nel futuro se farete
uno
sforzo spirituale adesso''. (11) Non voltatevi indietro. In passato abbiamo
compiuto molti errori perché non capivamo. Ora dobbiamo guardare avanti e
cominciare a coltivare in noi una nuova comprensione dei princìpi
spirituali,
una nuova determinazione. Non solo per il nostro bene, ma anche per il bene
della società e della civiltà.

Il matrimonio e la ricettività spirituale

All'inizio di questa conferenza ho detto che senza l'intuizione, frutto
dell'evoluzione spirituale, l'uomo non può capire completamente la donna e
la
donna non può capire completamente l'uomo. Ora vi farò un esempio per
dimostrare
quanto la percezione intuitiva sia importante e quanto sia profondamente
collegata al matrimonio e al sentiero spirituale.

Una giornalista europea si recò in India per scrivere un articolo su una
santa
ed ebbe l'opportunità di assistere ad uno dei suoi satsanga. Poiché i
partecipanti erano numerosi, non riuscì a trovare un posto di fronte a lei
e,
così, si sedette dietro. Dalla sua posizione poteva vedere i volti dei
devoti,
due dei quali erano europei e gli altri indiani; constatò allora che sui
visi e
negli sguardi degli europei appariva un'eccessiva e avida curiosità, mentre
i
volti degli indiani esprimevano un senso di profonda ricettività. Il
contrasto
era così forte che la giornalista ne rimase molto colpita.

Questo vi dice tutto. Non potremo mai conoscere Dio se assumeremo un
atteggiamento avido, se saremo soltanto curiosi dal punto di vista
intellettuale! I filosofi occidentali hanno tentato per secoli di
comprendere
l'Assoluto servendosi della ragione. Nessuno ci è riuscito, e nessuno ci
riuscirà mai, perché la ragione è un mezzo molto limitato.

Le tecniche Yoga ci conducono al silenzio interiore, cui seguono la
meditazione
e la comunione con il Divino. Tutti i santi, cristiani, indiani e così via,
asseriscono che a questo punto dobbiamo soltanto affermare: "Taci, ragione!"
C'è
solo un modo per ottenere una risposta da Dio e consiste nel dire: basta con
l'avidità e l'egoismo! basta con l'ego! basta con la ragione! Nella quiete
interiore che subentra, percepite, siate ricettivi; allora incontrerete Dio.
Lo stesso principio è valido anche quando si cerca di conoscere un'altra
persona.
Ora mi rivolgo soprattutto agli uomini perché il loro tipico atteggiamento è
la
curiosità; affrontano ogni relazione in modo razionale. Con la ragione
vediamo
solo la superficie delle cose e, come il Maestro ha detto, gli uomini non
hanno
idea di che cosa perdono quando guardano le donne esclusivamente da un punto
di
vista esteriore. L'uomo non comprenderà mai una donna per mezzo della
ragione o
dell'avida ed egoista natura dell'io. Neppure la donna potrà capire l'uomo
in
questo modo anche se, di solito, ha un approccio diverso perché si avvicina
a
lui attraverso il sentimento. All'inizio del sentiero spirituale la donna è
più
intuitiva dell'uomo, e questo fino a quando entrambi non avranno sviluppato
le
pure qualità divine.

Il vero matrimonio conduce alla coscienza universale

Il matrimonio spirituale, quindi, significa andare verso l'altro, cercando
di
vedere oltre quei 'paralumi' esteriori che nascondono la luce dell'anima: il
corpo, le emozioni e
la mente superficiale e inferiore (la mente sensoria, manas, come si dice in
sanscrito). Per raggiungere i livelli di comprensione più profondi, per
conoscere veramente l'altro, deve scomparire l'io, avido ed egoista, e
devono
essere trascese la ragione e la curiosità.
Uno scrittore ha descritto in modo meraviglioso 'il ponte' che unisce due
anime
protese l'una verso l'altra: "Questo ponte invisibile sta a significare che
fra
due creature esiste un'intesa perfetta, una vera amicizia. Tale legame può
sbocciare soltanto nel terreno del rispetto, dell'ammirazione,
dell'apprezzamento, della lealtà, della cortesia e del desiderio reciproco
di
condividere le proprie qualità migliori". Questa è la vera amicizia; questo
è il
vero matrimonio, questo è il matrimonio spirituale. "Così si crea una magica
alchimia nella quale ciascuno, senza sacrificare la propria originale
individualità, è in armonia con l'altro, ed entrambi vivono come fossero una
cosa sola".
Vediamo perciò che ritorniamo esattamente a quanto ha detto il Maestro:
l'uomo e
la donna devono aiutarsi a sviluppare le vere qualità spirituali. Quando
questo
accade, l'uomo e la donna, il marito e la moglie, raggiungono la liberazione
fondendosi prima l'uno nell'altra, e poi immergendosi in Dio. Questo è il
fine
del matrimonio. Grazie alla meditazione e all'altruismo - cercando di
conoscersi
profondamente e di comprendersi - l'Uno presente nell'uno incontra l'Uno
presente nell'altro, dando così vita all'unione di due anime. Allora si
genera
automaticamente l'espansione divina insieme alla realizzazione che l'Uno
presente in me e l'Uno presente in te (mio marito o mia moglie) è il
medesimo
Uno presente nella vita tutta.

Questa è l'universale consapevolezza di tutti i santi. San Francesco, ad
esempio, ha parlato delle 'mie sorelle Stelle', della 'sorella Luna', del
'fratello Sole', dei 'miei fratelli Fiori', dei 'miei fratelli Uccelli',
della
'sorella Pioggia', del 'fratello Lupo', della 'sorella Morte'. Quando ci si
sente uniti in questo modo a Dio, la morte non esiste, tutto è Uno. Come il
Maestro ha detto: "Quando Ti troverò dentro di me, Ti troverò in tutti e in
tutte le circostanze".

Gli insegnamenti del Maestro ci fanno comprendere in che cosa consista il
vero
matrimonio, quale sia il suo vero scopo, e come possiamo raggiungerlo. Ecco
le
sue semplici parole: "Fate qualcosa in questo mondo; salvate gli altri".
Pensateci. Non soltanto per voi e per la vostra famiglia. Il vostro esempio
aiuta anche a salvare gli altri, a farli ritornare alle leggi di Dio, a Dio
stesso.

--

Questa conferenza di Brother Anandamoy è stata registrata in lingua inglese
in
una cassetta intitolata: 'Spiritual Marriage'. Per ogni informazione, siete
pregati di scrivere a:
Self-Realization Fellowship 3880 San Rafael Avenue LOS Angeles, California
90065-3298 U.S.A.

--

Sull'autore

Brother Anandamoy, uno dei discepoli che Paramahansa Yogananda ha istruito
personalmente, è nato a Zurigo (Svizzera). Poco tempo dopo il suo arrivo
negli
Stati Uniti, dove si era recato nel 1948 per studiare architettura con Frank
Lloyd Wright, lesse l'Autobiografia di Uno Yogi e decise di andare a Los
Angeles per incontrarne l'autore. Alcuni mesi più tardi entrò a far parte
dell'ashram di Paramahansa Yogananda per prendere i voti nell'Ordine
monastico
della Self-Realization Fellowship; per parecchi anni Sri Yogananda ha
guidato e
consigliato spiritualmente il giovane monaco.

Brother Anandamoy serve attualmente sia nel Consiglio Direttivo della
Self-Realization Fellowship sia in qualità di ministro del Tempio SRF di
Pasadena (California). Assolve anche l'incarico di direttore spirituale dei
monaci che fanno parte delle comunità monastiche dell'associazione. Come
monaco
dell'Ordine della Self-Realization Fellowship ha tenuto numerosi cicli di
conferenze sulla scienza e sulla filosofia Yoga negli Stati Uniti, in Europa
e
in India.

Il Secretariat News delle Nazioni Unite, nel riportare un articolo sul ciclo
di
conferenze che Brother Anandamoy ha tenuto al Waldorf-Astoria di New York,
ha
precisato: "Brother Anandamoy sprigiona il calore e la spontanea naturalezza
degli svizzeri. Il suo sottile senso dell'umorismo e la sua acutezza
mentale, lo
rendono un autentico oratore che affascina qualsiasi pubblico... L'uditorio
era
elettrizzato e felice di sapere che esistono dei metodi pratici capaci di
portare armonia e benessere al corpo, alla mente e all'anima, un traguardo
che
non si raggiunge facilmente in questa era atomica di attività frenetica e di
latenti pressioni".

Conferenze registrate di Brother Anandamoy:
(In inglese)

Is Peace Possible in Today's World?

Spiritual Marriage

Kriya Yoga: Portal to the Infinite

The Importance of a True Guru

Devotion: Understanding Its Deeper Aspects in the Search for God

Paramahansa Yogananda

"L'ideale dell'amore per Dio e del servizio all'umanità trova la massima
espressione nella vita di Paramahansa Yogananda... Sebbene abbia trascorso
la
maggior parte della vita lontano dall'india, tuttavia, egli ha il suo posto
fra
i nostri grandi santi. La sua opera continua a crescere e a risplendere
sempre
più luminosa, attirando da ogni dove gli esseri umani sul sentiero del
pellegrinaggio dello Spirito".

Con queste parole il Governo Indiano ha reso omaggio al fondatore della
Self-Realization Fellowship/ Yogoda Satsanga Society of India, emettendo in
suo
onore un francobollo commemorativo il 7 marzo 1977, venticinquesimo
anniversario
della morte.

Nel 1920 Paramahansa Yogananda si recò negli Stati Uniti d'America in
qualità di
delegato all'international Congress of Religious Liberals. Nel 1925 fondò a
Los
Angeles la Casa Madre Internazionale della Self-Realization Fellowship, dove
si
cura la stampa e la divulgazione in tutto il mondo delle Self-Realization
Lessons sulla scienza della meditazione Kriya Yoga e sull'arte di vivere
secondo
i princìpi spirituali. L'aspetto principale di questi insegnamenti mette in
rilievo l'importanza dello sviluppo equilibrato del corpo, della mente e
dell'anima; il loro fine è la diretta e personale esperienza di Dio.
L'opera spirituale e umanitaria intrapresa da Paramahansa Yogananda continua
oggi sotto la guida di Sri Daya Mata, Presidente della Self-Realization
Fellowship. La vita e gli insegnamenti di Sri Yogananda sono descritti
nell'Autobiografia di uno Yogi.

NOTE AL TESTO:
(1) Maya, l'illusione cosmica, il potere mediante il quale l'Uno Infinito
appare
suddiviso in molti.

(2) "Noi siamo onde di coscienza umana scaturite dall'oceano della Sua
coscienza. L'unico modo per distruggere le imperfezioni dell'uomo sta nel
fondere la coscienza umana, temporaneamente separata, con l'onnipresente
coscienza di Dio". Paramahansa Yogananda (Self-Realization Fellowship
Lessons).

(3) "Dio è saggezza infinita e sentimento infinito. Quando Dio si manifestò
nella creazione fece assumere alla Sua saggezza la forma del padre [uomo] e
al
Suo sentimento la forma della madre [donna]. Ciascun essere, singolarmente
preso, è imperfetto; è soltanto un aspetto della natura di Dio, perché il
padre
è spinto ad agire dalla ragione e la madre dal sentimento... L'uomo divino
fa
evolvere in se stesso le qualità del padre e della madre". Da L'eterna
ricerca
dell'uomo di Paramahansa Yogananda, Casa Editrice Astrolabio, Roma.

(4) Casa Editrice Astrolabio. Roma.

(5) Gyanamata, 'Madre di saggezza', è stata una grande discepola americana
di
Paramahansa Yogananda. Lo ha servito fedelmente per ventisei anni, fino alla
morte avvenuta nel 1951 all'età di ottantadue anni. Le sue lettere
indirizzate
al Guru e ad altri devoti di Paramahansa Yogananda sono state pubblicate nel
volume God Alone: The Life and Letters of a Saint (edito in inglese dalla
Self-Realization Fellowship).

(6) Il ristorante, che si trovava vicino al Tempio della SRF a Hollywood, è
stato chiuso nel 1969 perché si è preferito utilizzare diversamente il
personale
e i locali per far fronte a nuove esigenze della SRF in continua espansione.

(7) Il centro della coscienza spirituale che si trova fra le sopracciglia,
sede
dell'onnisciente occhio singolo e della coscienza Cristica universale. "Se
perciò il tuo occhio sarà singolo, tutto il tuo corpo sarà pieno di luce"
(Matteo 6, 22). Durante gli stati della profonda meditazione, nel centro
della
fronte appare l'occhio spirituale, o occhio singolo. Le Scritture si
riferiscono
in vari modi all'occhio onnisciente definendolo di volta in volta il terzo
occhio, l'occhio interiore, la stella d'Oriente, la colomba che discende dal
cielo, l'occhio di Siva, l'occhio dell'intuizione e così via.

(8) Famosa rubrica di corrispondenza americana. [N. d. C.].

(9) Lo Yoga insegna che nel cervello e nei plessi spinali dell'uomo ci sono
sette centri sottili di vita e di coscienza che vengono così denominati:
muladhara (coccigeo), svadhisthana (sacrale), manipura (lombare), anahata
(dorsale o centro del cuore), vishudda (cervicale), ajna (midollare e centro
Cristico fra le sopracciglia) e sahasrara (loto dai mille petali nel
cervello).
Senza i poteri specifici insiti nei centri sottili, il corpo sarebbe una
massa
inerte di argilla. Gli istinti e gli impulsi materialisti dell'uomo hanno i
loro
corrispondenti poteri nei tre centri sottili situati nella parte inferiore
della
spina dorsale. I centri più alti sono la fonte del sentimento e
dell'ispirazione
divini e della percezione spirituale. In funzione dei nostri pensieri e dei
nostri desideri, la coscienza di ognuno di noi è attirata dal corrispondente
centro di potere e di attività in cui rimarrà concentrata.

(10) Casa Editrice Astrolabio, Roma

(11) Autobiografia di uno yogi.

SPAZIATORE bianco

Manina indica Giù Spaziatore Manina indica Giù
Spaziatore