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SCHEDA ARTICOLO N. «00410»

CLASSIFICAZIONE: 3
TIPOLOGIA: YOGA
AUTORE: SWAMI KRYIANANDA
TITOLO: IL MISTERO DI NATALE
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TESTO ARTICOLO

Il mistero di Natale

(di Swami Kriyananda - da un discorso del Natale 1991)

Noi esseri umani abbiamo la tendenza a guardare il mondo circostante in modo
superficiale: non vediamo al di là della realtà esteriore. Quando si tratta
di religione, la vediamo come una serie di atti esteriori, il cristianesimo,
l'induismo, il buddismo, le religioni ebraica e musulmana, e trascuriamo il
messaggio basilare di trasformazione interiore. Pregando in modo
superficiale, ci rendiamo ciechi di fronte alle profonde verità sulle quali
le vere grandi religioni sono state fondate.

La nostra realtà essenziale non è la nostra umanità esteriore: è l'anima
eterna. Non siamo, infatti, questo corpo con le sue trappole di nazionalità,
lingua, sesso e ambizione competitiva. Otterremo ancor meno cercando di
autodefinirci attraverso la religione cui aderiamo, qualche volta con
fanatica lealtà! La nostra realtà essenziale va la di là di ogni limite
fisico e mentale.

Questa unica realtà interiore, sebbene definita in vari modi da
cristianesimo, ebraismo e induismo, e sebbene appaia nella sua forma
esteriore nelle vesti di un uomo o di una donna, di un americano, un
africano o un asiatico, è per sempre oltre la forma. Sebbene, in quanto
esseri umani, nasciamo con imperfezioni e limiti, la nostra eterna, anzi, la
nostra unica missione nella vita è imparare, attraverso le lezioni della
vita terrena, ad unire le nostre anime alla Infinita Fonte di tutta la vita.

Quando Gesù nel Vangelo ha detto: "Io e mio Padre siamo Uno", stava dicendo
che aveva unito la sua anima con lo Spirito Infinito. Le sue parole, sebbene
veritiere, sarebbero potute sembrare presuntuose, se non fossero state
pronunciate come una sfida e un modo di ispirare noi tutti ad "andare e fare
altrettanto". Stava dicendo che era riuscito a compiere ciò che era venuto
ad aiutare noi tutti a fare: unire la nostra anima con la fonte infinita
dell'Amore Divino.
È proprio questo lo scopo di tutte le grandi religioni.

I teologi hanno cercato di definire le verità eterne secondo la logica, ma
nessuna affermazione verbale potrà mai sostituire l'esperienza vera,
nell'anima,
di quelle verità. Lo spirito religioso è quell'aspetto della natura umana
che ci spinge a cercare la realtà eterna. E la religione consiste in un
insegnamento e in un codice di comportamento, che ispira e guida l'umanità
verso la realizzazione di questo desiderio dell'anima.

In questo senso più profondo, una persona che si autodefinisce atea può
essere più religiosa di molti religiosi dichiarati, sebbene non se ne renda
conto. Infatti, se costui esprime amore disinteressato verso gli altri e li
serve con cura e umiltà, che cosa gli manca in essenza? Dio è forse così
dappoco da respingere un simile uomo solo perchè non crede in Lui con la
propria mente e da accogliere tutti i bigotti che Lo adorano con preghiere
altisonanti, mentre, nei loro cuori, non hanno carità per i Suoi figli? Il
genitore umano, ritrovando il proprio figlio dopo anni di ricerche, lo
respingerebbe se lui rifiutasse di accettare la loro relazione?

Ecco una buona domanda: i cristiani amano l'Amore perché Dio ha amato? O
piuttosto amano Gesù perché ha dimostrato il principio dell'amore così
perfettamente?

E gli indù amano le grandi verità presentate nella Bhagavad Gita perché è
stato Krishna ad insegnarle? O non amano piuttosto Krishna soprattutto
perché è stato una manifestazione così ispirante di quelle verità eterne?

Gli esseri umani conseguono la grandezza solo nella misura in cui
manifestano principi superiori. Sono sempre i principi che contano e non le
infinite forme di cui i principi, in momenti diversi nelle epoche, sono
stati rivestiti.

Vediamo allora, durante il periodo natalizio, la nascita di Gesù non solo
come un evento storico particolare, ma come una espressione particolarmente
dolce di una realtà universale. Lasciamo che la nascita dell'Amore Divino in
quella piccola forma di duemila anni fa ci aiuti a concepire e far nascere
quell'Amore dentro di noi, attraverso la verginale purezza della devozione
nei nostri cuori.

In questo modo il Natale può diventare un momento santo non solo per i
cristiani, ma per tutte le persone sulla Terra, al di là di ogni
affiliazione religiosa.

I tre saggi, con la loro visita, rappresentavano le altre religioni del
mondo, pieni di rispetto e adorazione per il Cristo bambino. Apriamo anche
noi, come loro, i nostri cuori e le nostre anime all'Amore Universale,
mentre Lui ci chiama dagli altari di ogni religione. In questo modo possiamo
finalmente riuscire a risolvere questa eterna sfida alla nostra capacità di
comprensione: il Mistero di Natale.

Il Mistero di Natale
Canto di Swami Kriyananda
C'era una volta una piccola capanna,
dove tre potenti re s'inchinarono
davanti ad un piccolo bimbo di umile origine
conosciuto da tutti come il figlio di Maria.
Chi mai mi svelerà questo mistero:
Come poté un bambinello, adagiato in una mangiatoia
trasformare così tanti cuori all'amore?
Quel santo figlio di Maria.
Vennero i pastori e s'inginocchiarono pieni di meraviglia,
Lo videro avvolto in una luce incomparabile,
e i suoi occhi rivelavano che era tutto amore,
Lui, figlio di Maria.
Meraviglioso fu quel giorno di Natale,
e quanti vennero per pregare, da vicino e da lontano,
a quale distanza colsero il bagliore della Sua maestà,
Lui, figlio di Maria.
È possibile che in quel bambino
splendesse l'amore universale dello Spirito?
Se questo è vero, Egli vive in me e in te,
Lui, figlio di Maria.
Chi mai mi svelerà questo mistero:
Come poté un bambinello, adagiato in una mangiatoia
trasformare così tanti cuori all'amore?
Quel santo figlio di Maria.

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