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SCHEDA ARTICOLO N. «00413»

CLASSIFICAZIONE: 4
TIPOLOGIA: CONGENERE
AUTORE: HILARY PINDER
TITOLO: DISSOLVERE LA PAURA E LA SFIDUCIA: RINNOVARE LA PSICHE DELLE PERSONE E DELLE NAZIONI
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TESTO ARTICOLO

Dissolvere la paura e la sfiducia:
rinnovare la psiche delle persone e delle nazioni>

( di Hilary Pinder )

C'è un famoso detto nel Talmud: "Non vediamo le cose come sono, le vediamo
come noi siamo"

Questo grano di saggezza ha implicazioni di vasta portata. Ci dice che è la
nostra percezione di una data situazione che guida il nostro comportamento
in risposta ad essa.

Così, paradossalmente, se vogliamo cambiare ciò che vediamo nel mondo, il
modo più efficace per farlo è di trasformare quelle esperienze e
consuetudini interiori (quelle di paura e sfiducia) che condizionano la
nostra percezione.

Guarire il pianeta è un lavoro interiore!

La Psicosintesi ci può aiutare.

In primo luogo alcune informazioni: la Psicosintesi è stata sviluppata da
Roberto Assagioli, uno psichiatra italiano, nel ventesimo secolo. E' un
corpus di conoscenze e tecniche intese ad aiutare gli individui ad operare
la sintesi della loro personalità, per poi portarla sotto il controllo
dell'Anima.

Ritorniamo al tema della trasformazione personale.

La psicosintesi offre su questo punto due tecniche apparentemente semplici.

Assagioli chiama la prima "la tecnica di disidentificazione e
identificazione".

Essa è studiata per aiutare gli individui ad allentare progressivamente il
controllo dei propri modelli d'identificazione con alcuni aspetti della loro
personalità. Per alcuni è il corpo fisico; per la maggioranza è il corpo
astrale (o emozionale), la vita del desiderio; per altri è la mente.

Questa semplice tecnica, praticata quotidianamente, può aiutarci a trovare e
realizzare l'"IO", il centro permanente di coscienza e infine, al di là di
ciò, ad identificarci con l'Anima.

La seconda tecnica che possiamo adottare per cambiare la nostra esperienza
nel mondo esterno e quella di agire "come se" la situazione fosse diversa da
modo in cui la percepiamo: comportarci come se stessimo aspettando una
risposta positiva, anziché negativa, dall'Universo.

Poiché ci comportiamo positivamente, evochiamo una risposta positiva.e
incoraggiati, rispondiamo nuovamente in modo positivo.

Si rompe così un circolo vizioso e un altro, potenzialmente virtuoso, viene
creato al suo posto.

Tutto ciò sembra semplicistico ma funziona veramente, ammesso che ci sia la
VOLONTA' di cambiare quelle che spesso sono le abitudini di una vita.

Mi piacerebbe ora rivolgere l'attenzione agli scritti delle Chiese Cristiane
della Pace.

John Macmurray, filosofo di Oxford e scrittore quacchero, scrisse un
libricino intitolato "Salvare dalla paura". E' lungo solo dieci pagine, ma
sono le più potenti dieci pagine che io abbia mai letto. Egli spiega che la
cosa peggiore secondo lui riguardo alla paura è che, se ci diamo per vinti,
essa tende attraverso la proiezione a far verificare proprio ciò che temiamo
di più.

L'essenza del proposito di Cristo sulla Terra, secondo Macmurray è di
salvare l'umanità dalla paura. Egli dice: "La missione di Gesù era quella
di. riconoscere la paura nel cuore degli uomini e sostituirla con la fiducia
e la speranza: liberarci da una vita sulla difensiva per sostituirla con una
vita basata sulla libertà e sulla spontaneità: rendere la vita piena e ricca
al posto di una vita ansiosa e limitata, alla quale le nostre paure ci
condannano."

Ma in che modo?

Gesù, dice Macmurray, era convinto che l'unica cura per la paura fosse
l'Amore.
Gesù disse:"Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri,
come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri".

Macmurray richiama l'attenzione sulla frase fondamentale "come io ho amato
voi",suggerendo che nel dire queste parole Gesù esprimeva la sua fiducia
nella naturale reciprocità dell'Amore. Egli contava sull'inclinazione della
natura umana, di rispondere all'Amore con l'Amore. Sembra esservi in ciò un
ordine naturale.
Macmurray vede come compito primario della Chiesa Cristiana quello
dell'Amore
che genera Amore su scala molto più ampia: quello della riconciliazione
umana universale. In ogni caso tra individui o nazioni, qualcuno deve fare
la prima azione positiva affinché vi sia la possibilità di trasformare un
circolo vizioso che si perpetua da sé, in un circolo virtuoso in grado di
organizzarsi da sé.

Nel contesto della riconciliazione internazionale piuttosto che
interpersonale, vorrei attingere all'opera di John Paul Lederach, un
attivista e accademico mennonita, che ha lavorato nel campo della
trasformazione del conflitto per molti anni e in molte culture.

Nel suo libro "Preparing for peace: conflict transformation across
cultures"(Prepararsi alla pace: trasformazione del conflitto attraverso le
culture), egli espone un quadro per costruire una pace sostenibile a lungo
termine, che unisca il lavoro sia degli attivisti che dei mediatori.
Entrambi i gruppi condividono il traguardo del cambiamento sociale e di una
crescente giustizia tramite strumenti pacifici.

I Quaccheri, un'organizzazione religiosa fondata in Inghilterra da Gorge Fox
nel 1652, furono dapprima chiamati "Figli della Luce". I primi visionari
quaccheri includono William Penn, che nel 1693 scrisse "Essay towards the
present and the future peace of Europe"(Saggio per una pace presente e
futura in Europa) nel quale fece proposte concrete per l'insediamento di un
Parlamento europeo, e questo 100 anni prima della Rivoluzione francese.

I quaccheri hanno una lunga tradizione di lavoro come mediatori nei
conflitti internazionali. I mediatori scelgono di mantenersi in contatto con
entrambe le parti in una disputa. La loro preoccupazione è che la verità
venga detta e ascoltata, cercando di creare un ambiente che possa includere
tutte le parti coinvolte nel conflitto in un dialogo aperto e creativo. Essi
facilitano i processi che rendono possibile la legittimazione degli
interessi di tutti coloro che sono coinvolti, e il progressivo
riconoscimento di un terreno comune.

Questo tipo di mediazione può richiedere molto tempo per ridurre la tensione
in un conflitto internazionale, riducendo il livello della reciproca
sfiducia e antagonismo. Creando nel problema uno spazio che includa una
chiara articolazione delle necessità e degli interessi di tutti coloro che
sono coinvolti e tenendoli fermi nella Luce, la mediazione può rimuovere
molti degli ostacoli astrali del pregiudizio e della sfiducia, al fine di
focalizzare l'energia e l'attenzione su aree che fanno una genuina e
sostanziale differenza.

Vorrei darvi un esempio tangibile di questo tipo di opera di mediazione in
cui sono stata coinvolta durante il 1998.

Una clausola particolare, in una soluzione d'intesa per il commercio, veniva
presentata per la rinegoziazione all'Organizzazione del commercio mondiale.

L'intesa era sui Diritti della proprietà intellettuale e garantiva, tra le
altre cose, i diritti dei contadini indigeni nei paesi in via di sviluppo
riguardo alle risorse genetiche delle loro piante.

In un dibattito che era diventato fortemente polarizzato tra nazioni
sviluppate e in via di sviluppo, il contributo dei Quaccheri fu di produrre
un certo numero di documenti da discutere, che presentavano chiaramente le
diverse prospettive su questa clausola chiave.

Il nostro scopo era di aiutare a dissolvere l'inutile paura e sfiducia e
focalizzare gli sforzi creativi sui temi concreti in questione.

John Paul Lederach parla dell'azione pacificatrice che coinvolge un certo
numero di energie apparentemente contraddittorie, o paradossi Se queste
energie fossero tenute insieme in tensione piuttosto che in antitesi, il
loro potenziale creativo potrebbe essere fortemente intensificato.

Vorrei toccare due di questi paradossi, in relazione al nostro tema di
dissolvere la paura e la sfiducia tra le persone e le nazioni.

Il primo è la tensione tra giustizia e compassione (energie di primo e
secondo raggio).

Lederach dice: "Assicurare la giustizia implica sostegno per coloro che
hanno recato danno, per un chiaro riconoscimento dei torti fatti, e per
rimettere le cose a posto. La compassione, d'altra parte, implica perdono,
compassione ed un nuovo inizio. La compassione è orientata a sostenere le
persone che hanno commesso un ingiustizia, incoraggiandole ad andare
avanti.Il paradosso punta nella direzione di un processo ricostruttivo ,
caratterizzato dalla passione a stare con gli oppressi, abbracciare la
Verità e mettere le cose a posto, e nell'avere compassione per gli altri,
rispettando perfino i nostri nemici e ricostruendo i rapporti attraverso la
comprensione ed il perdono."

L'esempio di questa sintesi tra giustizia e compassione, che proprio ora mi
risulta molto chiara a livello globale, è il lavoro della Commissione per la
riconciliazione e la verità in Sud Africa.

Il secondo paradosso al quale Lederach si riferisce è la tensione tra vedere
il cambiamento sociale come un processo di trasformazione personale o
sistemica.
Da una parte esso dipende da ciò che Paulo Friere chiama coscientizzazione
(consapevolezza contestuale del sé) e l'impegno a cambiare a livello
personale, dall'altra parte dal cambiamento di sistemi oppressivi, per
raggiungere una più equa distribuzione delle risorse.

Ancora una volta non si tratta di uno o dell'altro: egli ci incoraggia a
considerarli entrambi contemporaneamente.

Precedentemente, nel mio discorso ho messo l'accento sulla necessità di
trasformazione personale e ho suggerito alcune semplici tecniche per
raggiungerla. Ora vorrei affrontare il tema della trasformazione sistemica.

A livello macro ciò di cui parliamo è il processo di sintesi planetaria: il
movimento evolutivo dall'identificazione con la nostra nazione-stato fino
all'identificazione con quel più grande tutto che è l'umanità.

Assagioli affronta la sintesi nazionale e planetaria da un punto di vista
psicologico. Egli descrive le nazioni come entità psicologiche, non
semplicemente come un aggregato di individui. Anch'esse hanno l'equivalente
nazionale del corpo fisico, emozionale e mentale. Questi, insieme, formano
una personalità nazionale con caratteristiche ben definite e relativamente
stabili.

Ma, poiché la nazionalità è un fenomeno relativamente recente, il grado di
integrazione che molte nazioni hanno raggiunto è relativamente basso.

Assagioli paragona il benessere delle nazioni a quello degli adolescenti,
che fanno valere i propri diritti, sono indipendenti ed aggressivi.

Pochi pensano che le relazioni internazionali siano attualmente
caratterizzate da quel g4enere di bisogni che troviamo alla base della
gerarchia di Maslow: sopravvivenza, sicurezza e identità, cioè quelle
relative ai tre chakra inferiori.

La parte di una nazione consapevole del sé è rappresentata da una minoranza
di artisti e pensatori che cercano di risvegliare e sviluppare la vera
coscienza della nazione, rappresentando il passato e mettendo in rilievo lo
sviluppo futuro.

Il sé di una nazione, il suo vero centro spirituale è il superconscio, come
quello di un individuo. Questo più alto livello di coscienza tende ad
apparire improvvisamente in individui eccezionali, come Gandhi o Mandela, e
in un periodo di crisi come quello attuale.

Assagioli vede il processo di sintesi planetaria come un movimento
progressivo dal gruppo alla nazione e a gruppi di nazioni in cerchi sempre
più ampi, finchè alla fine esso include l'umanità intera.

Se guardiamo all'Europa, possiamo vedere una chiara testimonianza del
realizzarsi di questo processo, con il suo sviluppo quale unità economica e
ora tendenzialmente come unità politica.

Assagioli ci ricorda che lo stesso ciclo mondiale ha un importante effetto
condizionante su questo processo di sintesi planetaria.

Siamo all'inizio di un nuovo ciclo mondiale (l'Era dell'Acquario). I periodi
di transizione tra un era e l'altra, sono sempre accompagnati da confusione,
caos e conflitti, poiché le vecchie forme vengono infrante e le nuove non
sono ancora pronte per prenderne il posto.

Con il ciclo mondiale e l'immaturità nazionale che stimolano costantemente
il contenuto astrale dell'esperienza, è fondamentale che tutte le persone
orientate mentalmente prendano la distanza da sentimenti ed emozioni
circostanti, che minacciano di intrappolarle.

L'esercizio di disidentificazione, che ho già menzionato, è un buon metodo
per realizzare ciò e per avere una giusta prospettiva.

E' anche di vitale importanza che i leader nazionali siano capaci di aiutare
la loro nazione a disidentificarsi dai limitati interessi settoriali che
minacciano di dominare la vita nazionale, deviare i valori nazionali e
distorcere la loro espressione nel mondo.

E' necessario che essi siano capaci di creare una coscienza nazionale che
possa accettare ed integrare tutti gli elementi separati e in competizione,
una coscienza che possa dimostrare il suo impegno per il bene di quel più
grande tutto che è l'umanità.

Le Nazioni Unite sono la manifestazione, finora imperfetta e parziale, del
vero Centro Spirituale dell'Umanità: il Sé Planetario.

Ancora sul tema della trasformazione sistemica, mi piacerebbe ora parlarvi
di un nuovo emozionante approccio nel quale sono stata coinvolta negli
ultimi due anni, chiamato Lavoro delle Costellazioni. Ha le sue origini
nella terapia familiare.

Questo approccio ha avuto origine in Germania ed è stato sviluppato da Bert
Hellinger, un tempo prete cattolico.

Sebbene sia scaturito dalla terapia familiare, viene ora applicato ad ogni
genere di problema relazionale difficile e a situazioni di conflitto:
familiari, interculturali, organizzative, comunitarie ed internazionali.

E' fondamentalmente un approccio sistemico, che ritiene il comportamento
individuale come prodotto di forze sistemiche operanti in noi a un livello
che va oltre la nostra consapevolezza cosciente. Queste forze sistemiche
sono descritte come ordini.

Chi ha un problema mette in scena una rappresentazione virtuale della
propria situazione, utilizzando volontari che non hanno alcuna conoscenza,
né coinvolgimento con il sistema in questione.

In questo modo si crea una mappa fisica vivente del sistema e delle forze
che vi operano.

Chi guida il lavoro di gruppo, lavora con le rappresentazioni (che riportano
solo le sensazioni somatiche e le emozioni) per scoprire i legami sistemici
e la fonte del dolore che viene portata all'interno del sistema.
Successivamente, attraverso un processo di riequlibrio, il sistema viene
portato in un nuovo stato di equilibrio o di soluzione nel quale i rapporti
sono stati corretti, ogni persona ha trovato il proprio posto e l'Amore può
fluire di nuovo liberamente.

Può essere un processo profondamente commovente sia per chi ha il problema,
che per i volontari che lo rappresentano.

Quando partecipai per la prima volta ad un seminario sulla costellazioni
familiari, circa nove anni fa, sentii di essere stata testimone di un
miracolo.

Potreste chiedervi: che cosa ha a che fare tutto questo con il dissolvimento
della paura e della sfiducia?

Una delle osservazioni fenomeniche che emerge continuamente nel lavoro delle
costellazioni è che sembra che molti di noi vivano in un mondo di emozioni
secondarie e cioè: paura, ansia, sensi di colpa, ecc. Queste emozioni
secondarie, viene suggerito, sono una copertura ed una difesa rispetto ad un
emozione primaria di perdita.

Questa è invariabilmente la mancanza di connessione, la mancanza di Amore.

Il processo delle costellazioni rende possibile la scoperta di una perdita
primaria e il ristabilire quella connessione spontanea, la reciprocità
dell'Amore
dato e ricevuto, che Macmurray chiama "Linfa vitale della Comunità Umana."

Il processo delle costellazioni ci permette di andare oltre la paura e la
sfiducia ristabilendo i legami di Amore.

Riassumendo, vi invito a chiedervi: "Che cosa è per voi l'opposto della
paura?"

E' la fiducia.?

E' l'amore.?

Potrebbe essere la speranza.?

Mentre scrivo improvvisamente realizzo che queste sono le grandi virtù
cristiane:

fede, speranza e carità o amore.

.e la più grande di tutte è l'Amore!



Hilary Pinder è diventata quacchera nel 1998 e ha fatto carriera nella
consulta per lo sviluppo organizzativo e delle relazioni industriali,
spendendo ultimamente due anni della gestione delle relazioni internazionali
della Società degli Amici, i Quaccheri, in Britannia. E' anche presidente
della Fondazione di educazione e psicosintesi. Dal 1998 è direttrice non
esecutiva della Scott Bader Company. Ella descrive il suo attuale lavoro
esaminando dal punto di vista organizzativo il passaggio dall'Era dei Pesci
all'Era dell'Acquario e i meccanismi del settimo raggio che sta
sopraggiungendo.

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