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SCHEDA ARTICOLO N. «00462»

CLASSIFICAZIONE: 3
TIPOLOGIA: YOGA
AUTORE: OSHO
TITOLO: IO NON SONO AFFATTO TIMORATO DI DIO.
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TESTO ARTICOLO

Io non sono affatto "timorato di dio".
di Osho

La paura non può condurre nessuno a
Dio. Solo una totale assenza di paura ti può condurre a lui. Né sono un
credente, da nessun punto di vista. Credere è di per sé cecità. Come può la
cecità condurci alla realtà suprema? E non sono neppure un seguace di una
qualsiasi religione, perché la regione non può essere racchiusa in
categorie, come fossero compartimenti stagni. E' una ed è indivisibile.

Ieri, quando ho affermato queste cose, una persona mi ha chiesto: "Allora
sei ateo?"

Non sono ateo, né sono teista. Queste distinzioni sono superficiali,
semplici giochi da intellettuali. Non hanno assolutamente nulla a che vedere
con l'esistenza. L'esistenza non è divisa in "ciò che è" e "ciò che non è":
queste distinzioni sono opera della mente.

Di conseguenza, sia l'ateismo che il teismo sono prodotti della mente, non
toccano affatto il regno dello spirito. Lo spirito trascende entrambe le
cose, il positivo e il negativo. Ciò che è, dimora oltre il positivo e il
negativo.

In altre parole, essi sono un'unica entità, e non sono divisi da alcuna
linea di demarcazione.

Nessun concetto accettato dall'intelletto può toccare quella dimensione. In
verità, il teista deve liberarsi dalla sua fede, e l'ateo dalla sua mancanza
di fede. Solo allora possono entrare nella dimensione del vero. Entrambe le
idee sono ossessioni dell'intelletto. E ogni ossessione è un'imposizione.
Non ci è richiesto di decidere cosa sia la verità, dobbiamo semplicemente
aprirci e vedere la verità, così com'è.

Ricorda che non dobbiamo decidere nulla, per ciò che concerne il vero,
dobbiamo solo vederlo. Colui che lascia cadere ogni supposizione
dell'intelletto, ogni concezione logica, ogni ossessione e presupposto della
mente, si apre alla verità, come i fiori si aprono alla luce. Ed è in questo
aprirsi che diventa possibile la visione

Pertanto, io chiamo religioso colui che non è teista, né è ateo. La
religiosità è un salto dalla nozione di dualità, all'unità.

Là dove non vi è pensiero, ma solo assenza di pensiero; là dove non vi è
scelta, ma solo assenza di scelta; dove non vi sono parole, ma totale
assenza di parole, là si entra nella sfera della religione.

(Osho)

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