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SCHEDA ARTICOLO N. «00491»

CLASSIFICAZIONE: 4
TIPOLOGIA: CONGENERE
AUTORE: GUIDO DA TODI
TITOLO: CI ATTENDE LA FINE DEL VIAGGIO, OPPURE...
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TESTO ARTICOLO

La fine del "viaggio"?...

(di Guido)



L'obiettivo dell'uomo, lungo lo sforzo della sua ricerca e della sua
evoluzione, è di raggiungere la liberazione dal mondo del dolore, di maya, e
può farlo seguendo l'ottuplice, nobile Sentiero del Budda; oppure, le regole
morali della religione a cui appartiene; oppure, se abita nel profondo di
una foresta amazzonica, amando semplicemente, con tutto sé stesso, i propri
simili.

Insomma, esistono certamente delle vie che accelerano l'evoluzione
interiore; ma, quella regale resta pur sempre la via dell'Amore splendido e
totale, per tutto ciò che ci circonda.

Cosa stiamo cercando, in ultima analisi?

La pura e semplice cessazione del dolore?

No. Questa l'ha già trovata la scienza medica. Vi sono le droghe, gli
interventi sui lobi del cervello. Insomma, l'uomo, tramite una solerte serie
di narcosi già può eliminare il dolore dalla sua vita.

Ma, con il dolore, elimina anche la sua coscienza.

Cosa cerchiamo, allora?

Vorremmo, in prima ipotesi, affrontare il complesso argomento, affermando
con una certa validità di logiche - e sicuri di trovare molti lettori d'
accordo con noi - che vi è poca chiarezza soggettiva, nella media dei
ricercatori, su cosa essi stiano effettivamente sforzandosi di realizzare,
come l'ultima visione della .

La cosiddetta "Meta" è rappresentata sotto molteplici forme. Le religioni ne
fanno uno stato di esistenza raffinato, ma di una materia sottile: il
paradiso cattolico e quello delle "urì" (donne) maomettano ne sono degli
esempi.

Si tratta di una simbologia che, in effetti, fa traslocare un povero, stanco
mendicante nei quartieri alti della città, ove la natura intrinseca
dell'esistenza non cambia, ma offre e dona, tuttavia, un frigorifero pieno
(l'assoluta mancanza di ogni necessità materiale), una terrazza elegante,
piena di un sole lucente (la visione sempre pura della "perfezione"), ed una
congrua, definitiva somma mensile, che supplirà ad ogni esigenza individuale
(la pensione delle "realtà celesti").

Evidentemente, quanto sopra ha forzato un concetto, per esigenze di
ragionamento. Tuttavia, lo sviluppo culturale medio delle religioni, oggi
come oggi, stenta a sollevarsi da una visione, comunque e sempre,
dello spirito.

Esiste, per contro, il ricercatore che considera la "Meta" uno stato di
coscienza, e non un luogo che attende tutti noi. Già egli rappresenta uno
sbalorditivo salto di qualità, a fronte di coloro che abbiamo appena
analizzati.

Vediamo di chiarire, per quanto possibile, la situazione. E, nel farlo, non
ci discosteremo dai principi cardinali dell'antico Esoterismo delle
Tradizioni. Forse, tuttavia, occorrerà penetrarne più profondamente alcuni
concetti usuali.

La reincarnazione.

E' stata poco compresa. E' pur vero che essa rappresenta un ritmo
individuale e di gruppo, che porta l'anima a ricalcare un piano predisposto
dalla divinità, e la inserisce sulla terra in apparizioni sempre diverse,
con diverse personalità, che sintetizzano, ognuna, le precedenti esperienza
vitali. Ma, è anche vero che rappresenta, pure, un principio universale
increato, il quale appare, negli universi, sotto la forma di quegli eterni
cicli di respiro cosmico, che i Sacri Veda chiamano del Manvantara e del
Pralaya.

La spirale del movimento innato dell'essere conduce, senza posa, "Purusha a
salire in groppa a Prakriti", come dice Helena Petrowna Blavatsky; ossia,
spinge lo spirito a controllare la materia, in una continuità priva di fine.

Coloro che continuano a credere nel concetto proposto da alcune precipitose
teorie, secondo le quali vi sarà una sospensione all'attuale nostra
esistenza (o coscienza), in cui si immagina una stasi "felice" e definitiva
ai nostri cicli di vita individuale contrastano sicuramente la realtà dell'
eterno movimento di Parabraham (ciò che è di ogni atto
cosciente), rappresentato da Mulaprakriti (la materia universale, eterna, in
costante vibrazione).

Lo Spirito dell'uomo è eterno. Ed eterne saranno le conquiste di altrettanti
Porti Cosmici, che si celano dietro il suo destino.

Tuttavia, cerchiamo di fissare alcuni sani principi fondamentali, che ci
aiutino a trovare un giusto equilibrio tra l'attuale nostra situazione e
quel solare, infinito futuro di cosmica creatività che attende tutti noi.

Parlare di un "obiettivo assoluto e fisso all'Essere", di conseguenza, non
ha senso. Parlare, invece, del raggiungimento di quelli che sono i traguardi
di una serie di cicli individuali e di gruppo, è del tutto pertinente,
invece, all'equilibrato discepolo della Via Iniziatica.

Uno dei "codici ermetici" che rivela molto, in proposito, all'uomo è
contenuto nell'ideogramma che mostra il coesistere di Yinn e Yang: ossia, la
sfera che contiene le due "virgole esistenziali" combacianti specularmente,
ognuna delle quali ha un frammento dell'altra nel proprio centro.

La materia (staticità) e l'energia (vibrazione). L'essere ed il non essere.

La vita unica pervade e livella ambedue; ma, come nella leggenda di Castore
e Polluce, essa costringe i due opposti a divenire coscienti di un loro
inconsapevole legame originario.

L'uomo, "matierato" nel ciclo delle sue incarnazioni ha, quale primario
obiettivo, quello di rintracciare in sé il frammento di spirito che
contiene, e di dilatarlo; fino a quando quello non lo sbalzerà nella
dimensione opposta dell'"ideogramma".

Ed ecco i sistemi di Yoga, lungo la storia dei Figli di Adamo; ecco le
dottrine che gli parlano dello Spirito, di ciò che è celato nell'esistenza
solida. Ecco, in definitiva, i mille richiami al Sentiero, che sono,
soltanto ed unicamente, la sollecitazione ad ampliare l'aspetto spirituale
in sé: un aspetto che egli contiene già in lui, da sempre.

La Vergine Maria (la Materia Archetipica) dovrà partorire il Cristo (quel
frammento di Yang), che Ella possiede già nel suo utero, per eredità innata.

Il richiamo si farà ascoltare, con prepotenza, anche nei mondi sottili,
quando lo spirito sarà liberato; ma, per spingerlo a ritornare verso il suo
frammento Yinn, che ora è divenuto il protagonista di una nuova sequenza..

Nessuna scelta, quindi, e nessun sacrificio, da parte di coloro che, una
volta "liberati", tornano verso l'umanità: solo, piuttosto, l'insostenibile
risposta naturale ad una esigenza irrinunciabile della natura universale.

Uno degli obiettivi del ciclo attuale, per l'uomo, è lo sviluppo della sua
"natura radiante".

In tale asserzione si assommano tutte le scienze applicate della
Rivelazione.

La conoscenza dei suoi organismi sottili fa parte del Piano Divino.

L'uomo possiede un corpo eterico, con dei centri occulti (chakras) lungo la
colonna vertebrale.

E possiede altri organismi, svincolati da quello semplicemente materiale: il
corpo astrale, il corpo mentale concreto ed il causale (anima).

Le facoltà di intuizione e di miracolistica dei santi e degli yoghi nascono
semplicemente dall'utilizzo di questi organismi nascosti.

I metodi della concentrazione, della visualizzazione e della meditazione
pongono in evidenza la natura di queste energie virtuali nell'iniziato e ne
dilatano quella spirituale, compressa e annidata nella sua profonda
interiorità.

Mano a mano, l'uomo penetra in una dimensione - non già diversa, ma
ampliata - ed inizia a percepire dei ritmi energetici condizionanti, che
egli prima non conosceva.

Egli muta radicalmente anche il suo modo usuale di concepire le cose ed i
concetti della vita.

Comprende, all'inizio, e realizza in pieno, in seguito, la libertà non
teorica dai tre piani di maya. E l'esperienza lancinante del dolore fisico,
emozionale e mentale non lo raggiunge, oramai, più.

Abbiamo un "jiva" liberato.

Oramai, l'amore in lui è una forza scatenata e scatenante, simile ad un
uragano costante, equiparabile a quelli degli atolli oceanici.

Altre esperienze di un prossimo ciclo (a noi precluso anche nell'
immaginazione) dovrà fare colui che oramai è un Sacro Guru; ma, ogni sintesi
di realizzazione e di perfezione, da noi conosciute, sono state, da Lui,
raggiunte e superate.

E la rivelazione sta nel termine "superate".

Un termine che indica , ma anche di una nuova
successione, nell'avventura del sacro "ebreo errante" verso l'eterna
espressione di quanto già esiste in lui.

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