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SCHEDA ARTICOLO N. «00495»

CLASSIFICAZIONE: 4
TIPOLOGIA: CONGENERE
AUTORE: GUIDO DA TODI
TITOLO: IL LIBERO ARBITRIO: ESISTE?
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TESTO ARTICOLO

IL LIBERO ARBITRIO: ESISTE?

(di Guido Da Todi)

(Intervento del 21/XI/98 nella Mailing List Esonet-L)

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

(Scrive A.)

Ciao Guido!

Ti esprimo alcuni desideri che ho in merito ad argomenti che, se lo riterrai
opportuno e adeguato, mi piacerebbe che tu trattassi e/o approfondissi.
Innanzitutto la "questione" del libero arbitrio: c'e', non c'e', e' solo un
illusione o cos'altro; sinceramente ho le idee un po' confuse poiche' ho
trovato delle "discrepanze" (permettimi di usare questo termine anche se so
che e' la mia mente che fatica a comprendere l'unicita' di vedute su questo
argomento) tra gli scritti Teosofici e Rosacrociani (che ammettono
l'esistenza del libero arbitrio) e quanto detto dall'amato Sai Baba in
alcuni suoi discorsi (se ti occorre posso trovare le fonti ed i riferimenti
precisi) in cui rivendica
l'assoluta inesistenza ed illusorieta' di questo aspetto della vita umana.

Sai Ram

A.

°°°°°°°°°°°°°°°

(risponde Guido)

In effetti, e per quanto possa sembrare presuntuosa la mia affermazione, non
e'difficile accettare e comprendere l'apparente antinomia secolare tra
libero arbitrio o mancanza di esso, nella vita dell'uomo (e della natura
intera).

Potremo partire da orizzonti molto opalescenti e filosofici e sciogliere
questo nodo planando sullo stato di coscienza cosmica dell'unicita' dell'
essere, e, quindi, dedurre che li'ove esista una sola realta', evidentemente
non possa manifestarsi un qualunque dualismo di sorta: ed ogni arbitrio
allora si manifesterebbe come una delle infinite pulsioni di un'unica
corrente originaria. Si tratta solo di riuscire, allora, a raggiungere
questa lunghezza d'onda - che, in definitiva, e'il vertice a cui aspira ogni
ricercatore dello spirito - per vivere intensamente e magicamente l'assoluta
inesistenza di aspetti parziali, in seno ad un solo totale.

E' una risposta. Forse, la piu aristocratica che possa mostrarsi alla
meditazione dell'uomo. Ma, e' anche una risposta che resterebbe - per
molti - incomprensibile, in una quotidianita' composta di mille
sfaccettature ancora troppo individualistiche e distanti dal sommo bene di
una perfetta realizzazione.

La liberta' dell'uomo.

Intanto, in cosa consiste questo concetto?

Viene detto - con una magnifico buon senso - che la nostra liberta' termina
dove inizia quella degli altri. E in tale affermazione esiste un cosi' fitto
ed intricato contenuto di valori, che ha dato nascita ai massicci volumi
delle leggi dei Manu (i mitici fondatori di ogni civiltà) e di tutti i
codici che guidano le leggi dell'attuale società.

Quindi, gia' il libero arbitrio acquista dei confini naturali e spontanei.
Rispettare i quali non significa certamente avere un'amputazione di nostri
diritti morali, o cosmici, allo slancio esistenziale, bensi' espandere i
medesimi nel riconoscere quelli di ogni nostro prossimo.

Viene anche detto che le scelte dell'uomo si identificano alle direzioni che
puo' prendere un viaggiatore nel corridoio di un treno in corsa. Egli ha la
facolta' di andare alla buvette, di percorrere il treno in lungo ed in
largo; ma, deve restare nell'ambito dei dieci o venti vagoni del medesimo.

Quindi: siamo liberi, o qualcosa ci condiziona, comunque, alla fine?

Siamo liberi, amici miei.

Si tratta solo di comprendere alcune leggi insegnateci dai nostri antichi
progenitori spirituali.

Una tra di esse, e la più aderente al nostro dialogo, e' il karma. Che,
fondamentalmente, nasce come un potenziale di creativita', piuttosto che una
ragnatela di coercizioni, quale viene spesso dipinta.

Molti faticano a riconoscere e sperimentare la verita' che ogni azione (dall
'animale all'umana, ed oltre) costituisca l'innesco di successive espansioni
d'onda improrogabili, che ritornano sempre alla loro origine.

Ne accettano forse i suggerimenti teorici e letterari dei testi esoterici;
ma, continuano a seminare con leggerezza le loro espressioni vitali attorno
a se', fra i propri simili; amore, odio, simpatia, dolore, felicita',
fastidio, mancanza di aiuto, persecuzioni materiali e mentali, tutto cio'
viene prodotto da quella batteria carica di vitalita', di movimento e di
intelligenza che e' l'uomo. Ma, ricco anche della piena libertà di costruire
queste azioni, mentali e fisiche.

Ecco, il punto. Noi siamo liberi, e nasciamo liberi. E, quindi, e' giusto
dire che possediamo il libero arbitrio.

Tuttavia, non v'e' attimo in cui noi non si esprima una qualunque azione.
Anche quando dormiamo emettiamo delle sottili lunghezze d'onda, subconscie e
ultra razionali.

Dal mozzo della ruota che rappresenta il nostro io si irradiano
costantemente delle scelte attive (anche se, sovente, istintuali) che
rappresentano, con i loro raggi, l'intricato arazzo della nostra vita: del
nostro karma.

Ed e' dal nostro karma, finalmente, che nessuno di noi si puo' liberare,
sino a che esso non venga nuovamente estinto cosi' come e' nato. In tal
caso, non esiste certamente piu' libero arbitrio.

Tuttavia, e' necessario fare una considerazione, a questo punto. La mancanza
di liberta' sopraggiunge, nell'uomo, dall'uso errato della sua liberta'
originaria e naturale.

Come ha detto il Budda:" E' l'uomo stesso che crea le sue catene".

Comprendiamo adesso che chi afferma l'inesistenza di per la
natura debba fare riferimento - consapevolmente oppure no - ad un ente che
si dibatte nell'arena degli effetti, da lui causati. E chi, invece, difenda
la alle scelte dell'umanità debba forzatamente
riferirsi al potenziale creativo che ognuno di noi possiede. Un potenziale
che, immesso nelle armoniche regole delle Otto Verità di Budda, nei Precetti
dei Veda, nella Morale d'Amore dei Vangeli, e di ogni altra Scrittura si
perpetui ed espanda, in un continuo arricchimento ed in una continuo
allargamento di coscienza cosmica.

****************

Domattina noi ci sveglieremo. E ci troveremo di fronte ad un foglio bianco
ed immacolato: sara' una delle nostre mille e mille giornate reincarnative.

Verremo riconosciuti pieni proprietari e padroni di quella zolla di terra
simbolica. A meno che, si intenda, una qualunque vicenda karmica
sottintesa - e, ora, celata - prenda il timone della situazione.

Lasceremo quell'humus senza piantare un solo fiore?

Le conseguenza saranno quelle del karma dell'inerzia, che si oppone alla
sottile corrente creativa che proviene dal Logos, ed incita ogni cosa verso
un Piano comune.

Nutriremo quella serpe che si avvolge sotto il sasso?

Il karma la farà, con il tempo figliare, spalancandocene un nido pieno ed
agitato.

Semineremo, qui e là, dei fiori profumati e del grano?

Questo ci garantirà un mese di sopravvivenza in un prossimo e gelido
inverno.

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