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SCHEDA ARTICOLO N. «00558»

CLASSIFICAZIONE: 4
TIPOLOGIA: CONGENERE
AUTORE: GUIDO DA TODI
TITOLO: IL SACRO GITANO
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TESTO ARTICOLO

IL SACRO GITANO

(di Guido Da Todi)

--

E' il piu' scanzonato e libertario tra i gitani!....E' l'Uno...

Ha gettato via ogni simbolo, ogni formalita', ogni sbarra, dorata o meno che
sia....E vive, racchiuso e felice, nel della materia
frammentata nell'ovunque...L'Uno..

E' la piu' affascinante delle star!...Il suo linguaggio muto, il suo sorriso
pulsante, le sue ali d'oro...non parlano ad alta voce...Sullo schermo della
Visione interiore, si squarcia e si riversa in tutti noi il possente
magnetismo della sua silente e sovrana presenza...

E' un Re che siede sul trono, rivestito dai piu' accesi diamanti, solo per
compiacere il suo popolo....Ma, vedete, li', all'angolo della strada, e'
disceso, silenziosamente, dalla lettiga preziosa, e si e' avvicinato a quel
mendicante, che sta accovacciato a terra, tra i sassi, e l' ha cinto, con
infinita dolcezza, tra le sue braccia profumate di santita' e di amore, e lo
ha deposto sul cuscino di seta, ove, poco prima, era seduto Lui medesimo...

Il mendicante eri tu!

Vuole giocare, divertirsi, parlare di gioia gioia gioia, con tutti noi!

Se non fosse per il fatto che e' Dio, potrebbe dimenticarsi di esserlo,
tanto e' deliziato che tu esista, e tanto e' felice dell'estasi eterna che
vi attende....

Ama tutti. Ma, ti ama intensamente, come se esisteste solo voi due, al
mondo...

Intensamente, ineluttabilmente, pazientemente sta riuscendo a sgretolare
d'attorno a te tutto il muschio pesante della monotonia e del dolore della
tua visione caduca e parziale dell'essere; ed ora, si insinua, magicamente -
serpente dorato e sacro - tra gli anfratti della tua noia, della tua
torpidezza e della tua negazione, alzandoti il mento chino a terra,
premendoti a guardarlo negli stupendi Occhi Assoluti...forzandoti a tornare
nel suo Seno...

Quando parleremo ancora, dolce Krshna?!...Quando tornerai ad affondare quei
due acuti denti benedetti, nella gola del mio maya, e mi inoculerai la nota
e desiderata paralisi di pazza e silente gioia, e mi inonderai ancora della
follia del , che balla nell'infinito?

E quando dico e urlo, nostalgico, il mio , mi giro,
allora, in me stesso e ti scorgo, li', al centro del mio essere e di tutti
gli esseri!

Ma - oppio sacro e sublime droga di ogni Guru -
com'e', che e' cosi' potente ed assoluto?!

Com'e' tanto infuocato il , che mi avvolge e mi
incendia, minuto dopo minuto?

Spesso, alla mattina, si ha il corpo e la mente intorpiditi, e si resta, in
quei momenti di struggente abbandono, a giocare con gli ultimi lacci di
Orfeo, e ci si trova derubati di ogni desiderio e forza d'occuparsi d'altro,
che non sia di ritornare nel , di cui Morfeo
ha le chiavi; cosi', ogni volta che tu sei con me, io mi ritrovo con l'animo
, torpido alle cose del mondo, e non riesco a muovere, ne' un
muscolo spirituale, ne' uno fisico, per tornare alle mie solite faccende
dharmiche....

E tu insisti, allora!....mi vieni a continuamente. Mi vieni a
chiamare; mi vieni a chiedere di giocare ancora al gioco dell'Uno che parla
alla sua particella....

Lo fai, mentre sto eseguendo la mia di uomo serioso, di uomo tutt'altre faccende affancendato>, di uomo dedito agli imperiosi doveri di
questa reincarnazione ...

Simile alle squame accartocciate, che cadono, leggere, dalla pelle di una
vecchia lucertola, mi sembrano allora tutti gli amori e carnali,
che io ebbi, in questa e in passate reincarnazioni, davanti all'accecante
fuoco, che divora ambedue, mentre ci fondiamo ancora, e ancora, e ancora!

E, in questa fiamma, vedo tutte le piccole luci e le piccole vampe, che
furono l'assieme delle mie passioni!

Come sto bene, con te!!

Non mi giudichi...Non mi neppure, perche' mai mi hai condannato.
Di fronte a te, sono ed appaio sempre puro e candido, come ero, prima della
...

Ma, cio' che m'impazza, e' che sei finalmente venuto!

E - tuttavia - riconosco da mille e mile segni e da infiniti richiami, la
tua Presenza in me, ed attorno a me, mentre la mia mente ritorna al passato;
quando ero immerso e chiazzato di maya e di inconsapevolezza di te...

E una gioia immensa mi prende e mi cinge, allora....Poiche' riscontro, con
inoppugnabile constatazione, che tu sei stato sempre con me, e con i miei
fratelli e le mie sorelle dell'umanita'; che tu mi hai attratto, silenzione,
umile e tenace, a Te..

E goisco...Poiche', nella tua Azione - che fa crescere i
fili d'erba, che ci immerge nella Sacra Provvidenza Cosmica, che riempie di
essenza vitale tutte le cose esistenti - nella tua Azione silente, esiste la
certezza del nostro risveglio finale!

Giochiamo ancora, mio Krshna! Continua a suggerirmi cosa debbo dire ai miei
fratelli ed alle mie sorelle, che leggono....

Quel Fuoco che scaturisce dalla nostra visione interiore, sei Tu! Perche'
non entri in essi, come sei entrato, divorandomi, in me!?

E va bene...Continuero'a stare qui - il povero - a cantare
questa Nota...E lo faro', sino a quando non mi vorrai portare via con Te -
se lo farai...E lo faro', sino a che essa non riesca ad estrarre fuori la
medesima, sacra risonanza in tutti i miei fratelli e sorelle, che stanno
assieme a me...

Perche' giungera' l'attimo supremo, per tutti voi - oh, se giungera' - in
cui Iddio - come fa il nostro Diletto ed Adorato Babaji, sulle montagne
nevose dell'Himalaya - pronuncera' finalmente il simbolico richiamo:

(Prendete il bastone da cammino, e andiamo...)

...Andiamo -definitivamente - da Dio!...

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