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SCHEDA ARTICOLO N. «00581»

CLASSIFICAZIONE: 5
TIPOLOGIA: AFFINE
AUTORE: BARBARA ROSSI
TITOLO: M'AMA O NON M'AMA? ALCUNE RIFLESSIONI SU DONNE CHE AMANO TROPPO E UOMINI CHE NON SANNO AMARE
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TESTO ARTICOLO

"M'AMA O NON M'AMA?"

ALCUNE RIFLESSIONI SU DONNE CHE AMANO
TROPPO E UOMINI CHE NON SANNO AMARE

(Dr.ssa Barbara Rossi)

L'amore è forse uno dei temi più gettonati nelle discussioni da salotto, nei
libri, nelle canzoni, nei film.eppure nessuno ha mai dato una definizione
precisa ed esaustiva di cosa sia questo sentimento.

I baci perugina alla domanda "amore è" rispondono con mille e una voce, ma
nessuna da sola contiene l'essenza dell'amore.

In effetti si possono solo descrivere alcuni aspetti dell'amore, come la
passionalità, il piacere della condivisione di varie esperienze, il bisogno
di "appartenere" l'un l'altro, la gioia dell'incontro con un'altra persona,
in parte simile e in parte diversa, a testimoniare la complessità di questo
sentimento.

Dell'amore già si parlava ai tempi di Adamo ed Eva, ed in effetti sembra un
fatto così naturale e così antico, così spontaneo che pare quasi
incomprensibile vedere così tante difficoltà oggi, nei rapporti di coppia, o
nella ricerca dell'altro.

Se guardiamo alla percentuale di divorzi, alle coppie che scoppiano, ai
rapporti strani e difficili in così rapida crescita, ci sembrerà quasi una
rarità la coppia "tradizionale", fedele e unita, appagata per tutta la
vita.

Vien da chiedersi che cosa succede alle nuove generazioni. E, come sempre
accade in questi casi, ascoltando le donne, queste diranno quanto sono
difficili gli uomini d'oggi, così infantili, incapaci d'amare, insicuri o
spavaldi, mammoni, così "mordi e fuggi".

Ma, anche gli uomini segnalano quanto siano difficili le donne d'oggi, così
aggressive, criticone, esigenti, soffocanti, così attaccate all'apparire in
un certo modo (che sia potente, ricco, forte, dolce, romantico...) da
lasciare di stucco.

Come psicologa e psicoterapeuta vorrei precisare che non ci sono "vittime
passive" nelle relazioni. Le interazioni nella coppia sono sempre così
complesse, con influenze che vengono da lontano, dal nostro passato, dal
contesto in cui viviamo, per cui sarebbe riduttivo parlare di innocenti e
colpevoli, anche se non è semplice vedere quali parti consce/inconsce
mettiamo in gioco.

Il disagio c'è, ed è diffuso. I motivi possono essere molteplici.

Alcuni sono cresciuti in famiglie così protettive, così pacificate al loro
interno, da non sentire realmente il bisogno di separarsi, restando
affettivamente dipendenti anche in età adulta.

Per loro, il punto di vista della mamma ,o del papà, consciamente o
inconsciamente, resta prioritario rispetto alla nuova famiglia, e questo fa
molto arrabbiare i partner. Altri sono rimasti così "scottati" da relazioni
passate che preferiscono non legarsi troppo a una persona, per evitare di
soffrire nel caso la storia finisse, così costruiscono solo relazioni
superficiali, "mordi e fuggi", "usa e getta"; relazioni, dove l'ansia,
l'aggressività, il bisogno di sfogare la tensione sono dominanti.

Altri ancora sono così abituati a vivere all'insegna della gratificazione
immediata dei propri desideri, sull'onda del piacere, da non porsi il
problema di cosa l'altro davvero pensa, desidera, sente.

Così lo si vuole disponibile quando lo si desidera e lontano quando si vuol
stare da soli (che telefoni, che abbia voglia di uscire in questo momento
piuttosto che in quello), come se si potesse pilotare il suo desiderio,
senza tollerare i tempi o le esigenze sue.

Qui rientrano le donne che amano troppo, così come i Don Giovanni, benché
possa sembrare strano questo accostamento.

C'è anche chi è talmente chiuso da lasciar poco trapelare i propri desideri
o sentimenti; magari, preferisce essere scelto piuttosto che scegliere,
vivendo poi "passivamente", non da protagonista, la relazione, delegando
all'altro parti e scelte importanti.

Questo non vuole essere un elenco delle categorie esistenti, ma solo uno
spunto per riflettere sulla propria relazione di coppia e sugli ingredienti
che contiene. Pensiamo allo scambio dei regali, a titolo esemplificativo,
visto il tempo di San Valentino, che dicono sia una festa inventata per
vendere fiori e cioccolatini.

Spesso lo scambio dei regali è utilizzato per comunicare affetto. Ma come si
sceglie il regalo? Quali requisiti e finalità deve avere?

Deve farci perdonare qualche mancanza, quindi serve per placare i nostri
sensi di colpa?

E' qualcosa che piace a noi o che indovina i desideri dell'altro?

Sapendo che all'altro piace, lo compreresti anche se non ne condividi il
piacere?

E' un regalo personale o no?

Tipici sono i regali per la casa in occasione del compleanno del marito,
come un bel centro tavolo o un servizio nuovo di piatti, o un oggetto
prezioso per farsi perdonare un'assenza, o come tecnica di seduzione, dove i
sentimenti e i desideri dell'altro non sono presi in considerazione.

In una società dove l'immagine di un certo tipo impera, dove il lavoro e il
dovere sono prioritari rispetto ai sentimenti e alle relazioni, è logico
aspettarsi che le persone trovino sempre più difficoltà a star bene insieme
e ad essere felici.

Abbiamo perso il contatto con le nostre emozioni, scambiamo dipendenza ed
amore, come nel caso della "passione" per le droghe, che è un'altra
testimonianza.

L' "amore" per l'eroina, ad esempio, offre emozioni inebrianti,
illusoriamente sotto il controllo del singolo, che crede di poter smettere
l'uso quando lo decide, e fatica a vedere il bisogno/dipendente della
sostanza stessa, che lentamente invade la sua vita condizionandola
pesantemente.

Mi auguro che ognuno, nel suo piccolo, possa accorgersi di questa triste
tendenza e cerchi di invertire la rotta

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