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SCHEDA ARTICOLO N. «00607»

CLASSIFICAZIONE: 3
TIPOLOGIA: YOGA
AUTORE: ROY EUGENE DAVIS
TITOLO: LA BASE SPIRITUALE DELLA VERA PROSPERITÀ
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TESTO ARTICOLO

La base spirituale della vera prosperità

(di Roy Eugene Davis)

[Traduzione a cura di Furio Sclano]

La vita non deve essere per forza dolorosa, difficile o limitata.
Chiunque sia capace di pensare in modo
razionale può scegliere di essere spiritualmente sveglio e serenamente
felice. Può anche scegliere di vivere in
modo funzionale, di soddisfare i suoi desideri migliorativi e di
raggiungere scopi di valore in modo
consistente.

Per realizzare pienamente il potenziale più alto della vita dobbiamo
solo aspirare all’eccellenza,
essere decisi, avere o acquisire la conoscenza che può permetterci di
agire in modo saggio e abile, persistere
con ferma risoluzione e cooperare con volontà e in modo appropriato
con le leggi di causazione che
producono i risultati desiderati.

La base spirituale della vera prosperità è la consapevolezza vigile della nostra
realizzazione di esseri spirituali che dona una percezione chiara
dell’universo come manifestazione indivisa o
completa di forze cosmiche che si emanano e sono sostenute da un piano
di coscienza infinita. Se non siamo
sempre in grado di percepire noi stessi e l’universo in questo modo,
se circostanze limitanti sono comuni o se
le sperimentiamo occasionalmente in modo persistente, abbiamo bisogno
di chiarire la nostra
consapevolezza per ristabilirla nella completezza. I termini
prosperare e prosperità derivano dalla parola
latina prosperus: fortunato.

Prosperare significa star bene, fiorire, avere successo, essere affluente.
Quest’ultima espressione indica l’essere in un flusso continuo di
risorse ed eventi di supporto che assicurano
il proprio bene supremo. Si sperimenta la prosperità, quando si
integrano armoniosamente tra loro le
componenti spirituali, mentali, fisiche ed ambientali della vita.
Siamo realmente prosperi, quando:

· Siamo spiritualmente consapevoli
· Siamo in salute fisica, mentale ed emotiva.
· Abbiamo relazioni armoniose e soddisfacenti con le persone con le
quali ci associamo.
· Ci possiamo relazionare in modo appropriato e con sicurezza al
mondo, agli eventi che cambiano
e alle circostanze.
· Possiamo compiere con efficienza i nostri doveri e raggiungere scopi
di valore.
· Soddisfiamo facilmente i nostri desideri che migliorano la vita.
· Abbiamo sempre risorse disponibili per il nostro benessere che ci
permettono di vivere in modo
efficace.

L’unico piano di Coscienza che manifesta forme ed energie della natura
è completo in se stesso. Poiché è
l’unica cosa esistente, interagisce solo con se stesso. Ogni cosa
nella dimensione della natura oggettiva come
luce, piano quantico, atomi, molecole, elettricità, magnetismo, varie
forme di materia, esseri viventi e la
mente e il corpo di creature ed esseri umani è un aspetto del potere
creativo della Coscienza, prodotto dalle
sue interazioni.

Poiché tutte le anime che danno vita ai corpi sono aspetti espressivi
della Coscienza, mentre
la Natura è composta dalle sue forze emanate, perché creature ed
esseri umani sperimentano cattiva
fortuna, difficoltà e privazioni? Cellule, microbi, virus, batteri,
vita acquatica, insetti, uccelli e animali vivono
bene naturalmente, quando le condizioni sono ideali per i loro
bisogni; si sforzano, invece, di adattarsi a
condizioni che minacciano la loro sopravvivenza e soffrono o muoiono,
quando le circostanze dell’ambiente
non li supportano.

Gli esseri umani, allo stesso modo, tendono a sopravvivere, hanno
intelligenza, istinto e
capacità di adattamento e richiedono circostanze ambientali di
supporto, se devono vivere bene, soddisfare i
propri impulsi e raggiungere i loro scopi. Normalmente gli esseri
umani sono più coscienti delle forme più
semplici di vita. Sistema nervoso e cervello raffinati ci permettono
di avere il potenziale di essere più
coscienti, intelligenti e immaginativi, di scegliere i nostri
comportamenti e di avere un livello considerevole di
controllo su ambiente e circostanze.

Benché i nostri comportamenti determinati possano, a volte, crearci dei
problemi, quando si scelgono con saggezza possono essere mezzi
attraverso i quali possiamo creare o
scegliere circostanze ideali per noi stessi e per gli altri. Avere
risorse materiali in abbondanza non è un segno
evidente di prosperità. Possiamo avere un surplus di beni materiali e
altre risorse, eppure essere
spiritualmente impoveriti, avere salute fisica mediocre, essere
psicologicamente disturbati o dover affrontare
problemi seri e sfide di vario genere. Possiamo essere felici e avere
relazioni confortevoli, eppure essere
incapaci (o non avere la volontà) di relazionarci con efficacia al
mondo materiale e avere una quantità
adeguata di risorse.

Sintomi di mancanza di consapevolezza spirituale, nevrosi, psicosi,
cattiva salute,
comportamenti di dipendenza, confusione mentale, agitazione emotiva,
immaturità, insicurezza, solitudine e
disperazione possono essere sperimentati sia da chi ha sicurezza
finanziaria, sia da chi non ce l’ha. Quando
dirigiamo l’attenzione sul denaro, alcune domande possono sorgere
nella mente. Perché molte persone
oneste, sinceramente inclini a livello spirituale, non sono in grado
di avere successo nei loro sforzi o di
dimostrare un grado generale di prosperità nelle loro vite? Perché,
invece, altri individui che non sono
spiritualmente svegli e i cui comportamenti sono molto ordinari (o,
addirittura, nevrotici) sono benestanti?

Qualsiasi cosa è possibile sperimentare alle persone egocentriche
(consapevoli solo di se stesse) avviene e
può avvenire perché la loro coscienza è come un sogno, ossia sono
coscienti solo parzialmente. Problemi e
cattiva sorte o l’esatto contrario non sono sempre relazionati ai loro
pensieri superficiali o alle azioni casuali
che compiono.

Gli stati abituali di coscienza determinano primariamente le
circostanze personali e
prevalgono persino sugli eroici tentativi di pensare costruttivamente
o di agire in modo efficace. Alcune
persone che non sanno nulla dei principi metafisici di causa ed
effetto possono avere capacità sviluppate di
concentrazione, essere molto motivate e avere capacità che permettono
loro di raggiungere i loro scopi.

Altre, invece, che sanno come agire in modo funzionale, non hanno il
desiderio di farlo o possono essere
inibite da problemi psicologici o di altro genere. Anche solo con un
grado modesto di consapevolezza
spirituale e conoscenza dei principi di causa ed effetto possiamo
imparare presto come determinare le nostre
circostanze attraverso scelte sagge e azioni costruttive. Come possono
essere prospere persone che vivono
in condizioni di oppressione a livello politico, sociale ed economico?
I principi di causa ed effetto che
determinano le circostanze sono impersonali e universali, ossia
operano per tutti, sempre e in ogni luogo.

Anche quando le condizioni sono opprimenti, quando si diventa
consapevoli di poter fare delle scelte e si
fanno, le correzioni costruttive degli stati di coscienza e di quelli
mentali (rinforzate dalle eventuali azioni
costruttive) porteranno sempre ad un miglioramento delle circostanze.
Negli ultimi anni sono stati scritti un
gran numero di libri, dove gli autori hanno dissertato sull’idea
dell’abbondanza: “L’universo è una
manifestazione del potere creativo di Dio e puoi avere quante risorse
desideri, se impari ad essere in una
relazione armoniosa con esso”.

Anche se è vero che l’universo può provvedere per i nostri bisogni, non è
spiritualmente utile coltivare un atteggiamento arrogante di
acquisizione caratterizzato da aggressione,
avidità e sforzi compulsivi di attaccamento, possesso e controllo. E’
più benefico e soddisfacente al livello
dell’anima determinare quali sono i nostri scopi più importanti nella
vita e imparare in che modo essere
sufficientemente prosperi in tutto per poterli raggiungere. Pochissimi
lettori di libri sulla prosperità hanno
benefici a lungo termine.

Le cause possono essere diverse. E’ possibile che non comprendano il messaggio,
oppure possono non cambiare il loro punto di vista dallo stato
condizionato centrato sulla personalità a
quello della consapevolezza di loro stessi come esseri spirituali.
Possono anche essere distratti facilmente dai
loro obiettivi, oppure essere soddisfatti dei loro stati mentali
prevalenti e di processi di pensiero esistenti,
comportamenti di dipendenza, circostanze familiari e relazioni
acquisite. Abbiamo la coscienza della
prosperità quando siamo assolutamente consapevoli della completezza,
ossia di avere. Gli sforzi di
manifestare gli effetti di una coscienza della prosperità (salute
fisica, mentale ed emotiva oppure
discernimento intellettuale, creatività, circostanze ordinate,
relazioni di supporto, eventi nelle giuste
tempistiche e risorse abbondanti) senza la consapevolezza viva della
completezza della vita, non
raggiungono i risultati dovuti o non danno risultati permanenti.
Perché succede questo? Perché non
possiamo sperimentare o manifestare ciò che non è ancora nella nostra
coscienza. Quando la
consapevolezza della completezza, ossia di avere, è il nostro stato
normale, i suoi effetti sono espressi
naturalmente.

Gli stati mentali e di coscienza producono effetti corrispondenti in
accordo con i principi
naturali (e, pertanto, affidabili e prevedibili) di causazione.
Esperienze personali, comportamenti e
circostanze sono sempre perfettamente corrispondenti a stati
soggettivi abituali di coscienza, stati mentali,
pensieri dominanti e desideri conosciuti e/o subliminali. Poiché gli
stati mentali e di coscienza possono
causare effetti, ogni persona – felice o infelice, malata o in salute,
di successo o non di successo, ricca o
povera – determina da sola sempre in modo inesorabile le sue
esperienze e circostanze. Una persona di
mente sana ed emotivamente in salute che desidera migliorare le sue
circostanze, risponderà favorevolmente
quando si tratterà di imparare a contare su stessa e a vivere in modo
efficace. E’ possibile, invece, che altri
soggetti le cui azioni sono state improduttive o che preferiscono
credersi vittime di destino, karma, influenze
planetarie avverse, fattori genetici, tendenze economiche o sociali
negative oppure pensieri e azioni malevoli
di altri, possano non voler sentirsi dire che stanno loro stessi
contribuendo alle proprie sofferenza e cattiva
sorte.

E’ possibile che queste persone si lamentino e che asseriscano che Dio
non le ama, che la vita non è
giusta, che gli altri sono più fortunati, che nessuno si prende cura
di loro e li capisce…o che non sono in
grado di aiutare se stesse, perché sono vittima di circostanze oltre
la loro capacità di controllo. La verità,
quando si apprende, è liberante: ogni persona in grado di fare delle
scelte può imparare ad essere
responsabile per ciò che pensa, fa e sperimenta. E’ possibile essere
completi, facendo ciò che è necessario
per riuscirci. Se non siamo spiritualmente consapevoli, quando ci
sforziamo di dimostrare o sperimentare
l’evidenza della prosperità, possiamo avere la propensione ad essere
manipolativi o a nutrire idee
superstiziose.

La propensione ad essere manipolativi e a controllare altre persone,
eventi e circostanze per
scopi egocentrici, indica una mancanza nella consapevolezza della
completezza. Idee di superstizione e
comportamenti relazionati alle stesse indicano, invece, una
comprensione incompleta della natura di
coscienza, mente e legge di causa ed effetto. Non possiamo avere ciò
che desideriamo o di cui abbiamo
bisogno, se non ce l’abbiamo già nella nostra coscienza. Questo
principio è indicato nel Nuovo Testamento:
A chi ha (la coscienza della prosperità) sarà dato di più. A chi non
ha, sarà tolto anche quel poco che ha.

Qualsiasi cosa reclamiamo o possediamo nella nostra coscienza è, di
fatto, nostro. Ciò che non reclamiamo
nella nostra coscienza (o che non possiamo o desideriamo reclamare)
non è sostanziale. Niente e nessuno al
di fuori di noi può toglierci ciò che è stabilizzato nella nostra
coscienza. Niente e nessuno al di fuori di noi
può provvedere per noi in modo permanente ciò che non è già
stabilizzato nella nostra coscienza. Quando si
realizza (conosce chiaramente e sperimenta in modo vivo) la
completezza, la stessa pervade coscienza,
mente, corpo e ambiente. Quando credenze ed illusioni di mancanza o
limitazione sono allontanate per
sempre da mente e consapevolezza, non possiamo sperimentare carenze e
non può prevalere nessun
ostacolo nei confronti di espressione personale, sforzo creativo e
raggiungimento di qualsiasi scopo. Se ci
sembra che le risorse che abbiamo, incluso il denaro, non sono
adeguate per soddisfare i nostri bisogni e per
permetterci di fare ciò che dobbiamo, il problema non è la mancanza
delle risorse stesse. La mancanza di
qualcosa in un universo completo è impossibile. L’unico problema può
consistere nel fatto che dobbiamo
ancora diventare spiritualmente consapevoli, utilizzare in modo
efficiente tempo, energie e talenti che
abbiamo a disposizione e gestire in modo saggio le nostre risorse.

(…..)


Questo testo è tratto dal libro di Roy Eugene Davis “The spiritual
basis of real prosperity”; attualmente in
fase di traduzione. L'uscita è prevista per fine 2009 o inizio 2010.

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