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SCHEDA ARTICOLO N. «00623»

CLASSIFICAZIONE: 4
TIPOLOGIA: CONGENERE
AUTORE: VARI AUTORI
TITOLO: LA FESTA DI BELTANE- CALENDI MAGGIO (MONOGRAFIA LUNGA)
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TESTO ARTICOLO

( 30 Aprile- 1° Maggio, Sabbat, Notte di Valpurga )

Beltane scandisce lo sviluppo del giovane Dio e il raggiungimento dell'età adulta. Risvegliato dalle energie all'opera nella Natura, egli desidera la Dea.
Si innamorano, giacciono fra l' erba ed i boccioli e si uniscono. La Dea rimane incinta del Dio. I Wiccan celebrano il simbolo della fertilità della Dea
con un rituale. Beltane è stato a lungo caratterizzato da feste e rituali. I pali di maggio, simboli spiccatamente fallici, erano il punto focale degli
antichi rituali nei villaggi inglesi. Molte persone si svegliavano all' alba, per raccogliere fiori e frasche verdi dai campi e dai giardini e li utilizzavano
per decorare il palo di maggio, le loro case e loro stessi. I fiori e la vegetazione simboleggiano la Dea; il palo di maggio il Dio. Beltane segna il ritorno
della vitalità, della passione e delle speranze consumate.

Tradizioni di Beltane

Cercate di celebrare Beltane in una foresta o vicino ad un albero vivo, se vi è possibile. Se non vi è possibile, portate un piccolo albero nel Cerchio,
preferibilemnte in vaso; potete sceglierne di qualsiasi tipo. Create un piccolo simbolo o un amuleto, in onore del matrimonio della Dea e del Dio, da appendere
sull'albero. Potete farne anche più di uno, se vi piace. Gli amuleti possono essere un sacchetto pieno di fiori profumati, collane di perline, lavori d'intaglio,
ghirlande di fiori...Tessere ed intrecciare sono le arti tradizionali di questo periodo dell'anno, perchè, unire insieme due materiali, per formarne un
terzo, è nello spirito di Beltane.

Beltane
Calendimaggio

Beltane significa splendente, fuoco brillante, ed e' la festa dedicata al Dio BEL, che molti accomunano con il DIO CERNUNNO, il Dio dell'amore.
Il Dio muore e rinasce come figlio della Dea dopo che esso l'ha fecondata.
Questa e' la festa della fecondita', della terra, dell'amore, della purificazione fisica e interiore. La terra rinasce e con lei anche noi ci rigeneriamo
con lo sguardo rivolto al sole estivo. Si festeggia con balli e danze nelle campagne, aprendo il nostro spirito alla forza che rinasce e ci circonda, con
passeggiate a contatto con la natura.
Nella notte del primo Maggio si saltano i fuochi ardenti (o piccoli braceri simbolici) che segnano il passaggio e la vittoria del bene sul male. Risorgiamo
come uomini con il nostro corpo rinnovato e con la nostra mente piu' limpida. Oggi possiamo godere dei piaceri della carne con il nostro compagno o compagna,
sapendo che questo atto compiuto in questa notte ci portera' piaceri e vittorie future se compiuto con profonda convinzione e in onore del Dio che rinasce.

I simboli del calendimaggio sono la Croce di S.Andrea o Croce decussata a forma di X, simbologia dell'unione tra il cielo e la terra e il cui centro e'
rappresentato dall'uomo, (S.Andrea fu inchiodato a questa croce a X, e l'albero anche'esso simbolo di unione tra cio' che e' quaggiu' e cio' che si trova
lassu' (le radici radicate a terra e le fronde spinte in alto verso il cielo). Fin dai tempi antichi in questo giorno venivano alzati i pali della cuccagna,
simboli fallici al cui vertice venivano poste mercanzie che, il primo ardimentoso che riusciva ad arrivare alla sua vetta, aveva il diritto di portarsi
a casa.

Questo, essendo il giorno e la notte dedicate alla natura e alla sua rifioritura, e' uso rinnovare il proprio giardino o il proprio balcone con fiori nuovi
e curare i vecchi che presto riprenderanno vigore nella nuova fioritura.

fonte:
http://www.bethelux.it

Assieme a Shamain, Beltane, chiamata anche Calendimaggio, Beltaine in Irlanda,Bealtunn in Scozia, Shenn do Boaldyn sull'Isola di Man e Galan Mae nel Galles,
è la più importante ricorrenza del Calendario celtico.
La parola Beltane letteralmente significa splendente e fa riferimento al falò acceso in onore del Dio Bèl, o Belenus. Si tratta della festa in onore dell'estate
che giunge a portare i suoi frutti.
Contrariamente a molte altre festività pagane, che sono state cristianizzate, Beltane non è stata sovrapposta ad alcuna altra ricorrenza, ma è stata semplicemente
demonizzata con il nome di notte delle streghe.
Per il cristianesimo la libertà sessuale, l'allegria sfrenata, l'ubriachezza e l'indulgere al peccato di gola che caratterizza beltane aveva origini sataniche,
quindi i seguaci del Dio morto hanno demonizzato questa festa, sostenendo che era il momento in cui erano massimamente presenti gli spiriti dei morti senza
pace e i poteri delle streghe.
Questi fenomeni malvagi potevano essere tenuti a bada pregando intensamente santa Valpurga, monaca inglese vissuta nell'VII secolo e badessa del monastero
di Heidenheim.
Era una festa dedicata a Bel, chiamato dai latini invasori Belenus, dio del fuoco, che, dopo essersi accoppiato con la Dea madre terra e averla fecondata,
muore e rinasce come suo figlio.
In un mondo incerto come quello celtico.
Era indispensabile attuare riti per proteggere le nuove piantine appena spuntate da eventuali gelate tardive e favorire la tranquilla gravidanza del bestiame,
per questo motivo si accendevano grandi falò per allontanare definitivamente il freddo dell'inverno e si attuavano forme di magia della fertilità.

Anticamente, infatti, tutti coloro che avevano un compagno(e chi non lo aveva se lo procurava per l'occasione) al termine della festa si appartavano e facevano
l'amore per rafforzare al fertilità della natura: i figli che venivano concepiti quella notte erano considerati dotati di potere magici e si credeva che
fossero i morti ritornati in vita.
Era consuetudine bruciare sui grandi falò un fantoccio di paglia, chiamato da alcuni "The Wicker man" che rappresentava l'inverno, il male la sofferenza.
Questa consuetudine è rimasta nelle feste popolari durante le quali si brucia la strega o la vecchia.
Sempre come simboli della fertilità venivano innalzati i cosiddetti alberi di maggio: si trattava di
I giovani del paese si sfidavano e chi giovani arbusti tagliati nei boschi e privati dei rami, che venivano infissi al centro del paese e addobbati con
ogni genere di golosità:dolci, bottiglie di vino e di sidro, frutta, salumi, dolciumi etc.
I giovani del paese si sfidavano e chi riusciva a salire sull'albero aveva il diritto di tenere tutto quello che vi era appeso.

In altre zone, ad esempio nel centro dell'Inghilterra, l'albero di maggio, che rappresenta il fallo del Dio, era sormontato da una ghirlanda di rami di
abete e di fiori, che simboleggiava la Dea.
Le ragazze da marito venivano legate con un lungo nastro rosso all'albero di maggio, che rappresentava il sesso del "green man", l'uomo verde, il Dio della
vegetazione.
Chi voleva danzare con una ragazza in particolare, si legava con un lungo nastro verde allo stesso albero, solitamente vi erano almeno cinque- sei coppie
legate allo stesso albero e l'uomo che desiderava unirsi alla sua amata, doveva cercare di attorcigliare il suo nastro a quello di lei senza legarsi a
nessun altro.
La caratteristica principale della festa di beltane resta comunque il falò, che è il calore della passione che genera la vita.
I fuochi erano accesi sulle colline e sulle alture per celebrare il ritorno della vita e della fertilità nel mondo.
In scozia, presso il Popolo della Vecchia Quercia, i fuochi di bel erano accesi con un attrezzo molto antico, chiamato" Needfire":
un asse tagliato da una quercia di un bosco sacro che veniva forata; nel buco veniva inserito un grosso piolo sempre di quercia che veniva fatto ruotare
da tre uomini che reggevano una corda al fine di sprigionare le scintille che avrebbero incendiato le esche poste sotto al catasta.

La legna bruciata nei falò di beltane proveniva da nove alberi diversi dichiarati sacri dalla tradizione druidica: Sorbo, quercia, salice, nocciolo, betulla,
biancospino, melo, tasso e ginepro.Ogni legno era raccolto da una persona designata dalla comunità che aveva l'incarico di cercare la pianta, tagliarla
trasportarla al centro del villaggio.

Anticamente i fuochi di Bèl erano due e venivano accesi uno di fronte all'altro e nel mezzo veniva fatto passare il bestiame, che era così benedetto dalla
potenza del falò, protetto dalle malattie e destinato a dare abbondante latte e buona carne.
Anche le persone e gli oggetti passavano fra i falò per lo stesso motivo purificatorio.

Un'altra caratteristica di beatane, era la danza: tutti, giovani e vecchi, danzavano attorno ai fuochi per propiziare la fertilità della Natura e la propria
salute e prosperità.
I giovani che si volevano unire in matrimonio, si prendevano per mano e saltavano insieme sulle braci del grande falò e questo era l'equivalente di una
promessa, di un fidanzamento .
Le coppie sposate che ancora non avevano figli compivano lo stesso rito per propiziare l'arrivo di una nuova vita.

Le ceneri del falò venivano in parte conservate come medicinali e in parte sparse nei campi per favorire la crescita del raccolto.

Un rituale molto sentito era l'elezione del Re di Maggio:
Veniva scelto un giovane forte, che si era distinto nel corso dell'anno per qualche peculiarità, veniva vestito con foglie e cortecce e sul capo gli veniva
messo un palco di corna di cervo, simbolo della fertilità;
questi doveva correre per i boschi e cercare la Giovane Dea, una sacerdotessa dell'Antica madre, vestita di una leggerissima tunica di mussola con ricamati
fiori e foglie, i due si appartavano e si univano ritualmente.

La mattina di Calendimaggio le donne uscivano molto presto per raccogliere la rugiada che era considerata dotata di poteri taumaturgici e veniva conservata
per scopi purificatori e medicinali in piccole boccette, solamente la mattina di beltane si potevano raccogliere i rami di biancospino senza far infuriare
le fate che li abitavano.
I fiori venivano fatti essiccare ed usati a scopi terapeutici mentre una piccola ghirlanda veniva intrecciata a e posta sopra la porta a protezione della
casa dagli spiriti malvagi.

Gli uomini che desideravano chiedere in moglie una fanciulla tagliavano dei rametti di biancospino e ne facevano dei bouquet che lasciavano poi sulla porta
di casa della donna amata, raccogliendolo, la fanciulla avrebbe accettato la proposta di matrimonio.Similmente i mariti donavano alle mogli un mazzetto
di biancospino per simboleggiare il rinnovarsi della promessa matrimoniale.
Solamente alle donne incinta era vietato regalare il biancospino, perché si supponeva che le spine potessero pungere il bambino e farlo soffrire.

Il popolo della vecchia Quercia, il mattino di Beatane appendeva nastri colorati agli alberi, su ognuno di questi era disegnato il sigillo personale ed
a ciascuno era affidato un desiderio o un proponimento.
Man mano che nel corso dell'anno i desideri si avveravano e si ottenevano gli obiettivi che si era preposti, si staccano i nastri e si seppellivano.

I bambini andavano di casa in casa organizzati in gruppi a cantare e ballare per propiziare la buona sorte, donando rami fioriti e ricevendo dolcetti e
frutti.
Questa tradizione è molto antica e si ritrova un po' dovunque.

Un'altra usanza di Old Oack molto comune anche altrove, era l'erezione del palo di maggio.
La sera precedente la festa i giovani celibi andavano nel bosco e sradicavano un albero dal fusto alto e diritto badando a non rovinare troppo le radici.
Questo veniva poi piantato in una radura dove gli uomini sposati avevano scavato una profonda fossa per accoglierlo.
Il fatto di ripiantare l'albero aveva una precisa connotazione legata al concetto di fertilità, in quanto rappresentava l'unione del fallo arboreo con la
Madre Terra.
La pianta veniva poi addobbata con dolciumi a forma di mandorla o rotondi con un buco nel mezzo tipo le ciambelle anche esse simbolo dell'organo sessuale
femminile.

Il Popolo della vecchia Quercia aveva un rituale bellissimo a completamento della festa di beltane,
un druido vestito bianco tracciava una circoferenza , le bambine vestite di fiori danzavano intorno alla Sacra Quercia e tutti sorridevano riuniti in cerchio,
consci del fatto che quel semplice gesto dell'uomo vestito di bianco, che impugnava una bacchetta di nocciolo aveva aperto una porta fra i Mondi, permettendo
alla Dea di mescolarsi fra gli uomini, sfiorando appena i loro volti con un alito di brezza nella sera.
Veniva poi acceso un grande falò in onore di Lug, Dio del Fuoco e della Luce, le cornamuse suonavano quindi il loro richiamo assieme ai grandi tamburi e
la Dea scendeva fra gli uomini per prendere possesso della più cara fra le sue figlie.
Molti fuochi illuminavano il grande cerchio di pietre e si sentivano antiche litanìe intonate da druidi dal vestito bianco.

Tratto da:
"La magia dei celti" di Laura Rangoni edizioni Xenia .

BELTANE, LA FESTA DEL DIO E DELLA DEA
Il momento
Rodmas - Beltane è un momento in cui le energie della luce e della vita si manifestano nel loro aspetto più gioioso e trionfale.
Questo è un tempo in cui celebriamo il ritorno dell'estate e della fertilità, periodo di scampagnate e feste all'aperto.
E' un periodo dell'anno in cui di solito ci sentiamo fisicamente bene, in cui i nostri bioritmi si sono adattati alle accresciute ore di luce e ci siamo
lasciati alle spalle i momenti critici della fine dell'inverno e dell'inizio della primavera.
Quindi è il momento adatto per operare, per condurre a realizzazione le cose che ci siamo prefissati di compiere.
Anche psicologicamente i nostri pensieri si volgono all'esterno, per fare e operare.
Questa estroversione stagionale fa sì che questa sia un'epoca propizia ai nuovi amori e alle nuove amicizie, come anche al rafforzamento delle relazioni
già esistenti.
E' il momento di passare più tempo con gli altri. E' anche tempo di stimolare la nostra creatività e la nostra fertilità interiore.

Origini e significati
Beltane (fuoco luminoso) o Primomaggio è il giorno con cui incomincia la fase estiva delle attività legate alla terra e una volta era il momento in cui
il bestiame veniva portato ai pascoli dopo lo svernamento e la benedizione dei falò accesi a Beltane, appunto i fuochi di Beltane - ricorda la Rede:

"Quando la Ruota incomincia a girare
comincino i fuochi di Beltain a bruciare."

Tradizionalmente si saltava attraverso i falò di Beltane per predire l'altezza del raccolto dai salti effettuati.

Beltane celebra l'amore, l'attrazione, il corteggiamento, l'unione, e tutti quei piccoli e grandi desideri istintivi che chiamiamo "febbri" o "amori" primaverili.
Molto prima che fossero inventate le elezioni di miss "quellochevolete" o, specialmente in USA, a fine corso venissero incoronati la reginetta ed il re
del Liceo (o simili), i villaggi eleggevano una bella giovane coppia per rappresentare il re e la regina di Maggio, che nei paesi anglosassoni venivano
chiamati John Thomas e Lady Jane. Comunque alla festa di Beltane il popolo danzava intorno al palo piantato al centro dello spiazzo dove si teneva la festa,
un palo ben piantato a terra che si innalzava verso il cielo, un palo simbolo di vitalità; e non serve che vi illumini su che simbologia traspare in un
palo piantato nel ventre di Madre Terra. Poi si raccoglievano i fiori e si passavano notti insieme sotto le stelle nel bosco.

Beltane è il tempo del latte e del miele, il periodo che più degli altri i Pagani dedicano al piacere. Dopo il risveglio primaverile i corpi sono pieni
di energia. Adesso siamo nelle ore del mattino immaginario dellla Ruota dell'Anno. Il tempo migliore per sbocciare e fiorire, desiderio e soddisfazione.
Quindi la mucca e l'ape sono entrambe i simboli più conosciuti della Dea per questa nostra festa pagana.
La grande capacità della mucca di produrre latte in quantità per il vitello e per la gente rispecchia il prodigio e la meraviglia per l'allattamento al
seno delle madri con i loro bambini. La bellezza della Dea e di tutte le donne che allattano è vividamente illustrata in un mucchio di dipinti dal Rinascimento
in poi, basti pensare alle Marie che allattano il bambin Gesù.
E la creazione del miele da parte delle api una volta era considerata una vera meraviglia della natura. La spiegazione scientifica della produzione del
miele che coinvolge enzimi ed il polline dei fiori non era stata chiarita fino al 19° secolo. E il miele è la sostanza naturale che veniva considerata
come la più buona del mondo.
Il simbolo dei corni della mucca è collegato con la Madre Terra, la Dispensatrice di Latte - linfa vitale, nella maggior parte delle culture.
Nell'Egitto Iside portava una specie di copricapo che faceva parte dell'acconciatura con una luna racchiusa ed abbracciata da due corna vaccine.
Invece Hathor è la mucca celestiale, e le gocce del suo latte spruzzate qua e là hanno dato origine elle stelle che illuminano la notte: la Via Lattea.
Che dire poi della cornucopia di origine romana? Un corno pieno di ricchezze, simbolo della fertile Madre Terra; simbolo di Fortuna e in genere simbolo
di ringraziamento.

Un importante ritrovamento degli scavi archeologici di Marija Gimbutas è la figura d'argilla di testa e corna bovine circondate da api. La figura è oltretutto
da rimarcare per la rassomiglianza con gli organi interni della riproduzione femminile: utero, trombe di Fallopio e ovaie visti di fronte ricordano schematicamente
proprio la testa di una mucca, vedi il Linguaggio della Dea, della stessa Gimbutas, illustrazione 411.

Meredith Stricker dice che la radice verbale ungherese per "madre", anya o meh, può essere ritrovata in svariate maniere nelle espressioni magiare per ape,
ventre, utero, concepire, pungiglione, ape regina, cervice, embrione, feto e molte definizioni simili.

In Lituania, l'antica arte della Divinazione (eseguita per lo più da donne) consisteva nel versare cera d'api nell'acqua e nell'interpretare le forme che
vi apparivano.
Api, miele ed oro sono stati per lungo tempo associati alla Dea, come simboli di lavoro armonioso, cooperazione, modestia, regalità, e come benedizioni
o favori meritati. Gli apicoltori europei credettero che le api fossero custodi della moralità, e che quella virtù fosse necessaria per la produzione del
miele, e che le api non avrebbero dato il miele se il produttore non fosse stato anche lui buono ed onesto. Lottare, rubare e mentire davano un alveare
abbandonato. Si attiravano le api in molte maniere come lasciando una scrofa (simbolo divino della necessità della morte che, comunque ineluttabile, portava
e faceva susseguire una rigenerata fertilità) mangiare da un alveare vuoto, oppure pulendo lo stesso alveare con fiori freschi. In entrambi i casi osserviamo
una coincidenza di simboli dell'alveare come luogo di dolcezza, ma anche come simbolo di qualcosa che dona la vita, come utero.
Come molti altri insetti, le api simboleggiano inoltre l'immortalità e la longevità. Il re franco Childric I si fede seppellire con trecento api dorate
finemente lavorate. Le stesse api furono intessute sullo strascico che Napoleone I indossò il giorno dell'incoronazione.
Inoltre, anticamente si credeva che cera d'api e miele preservassero da invecchiamento e morte. Nella tradizione germanica, si riteneva che le api sbucassero
sulla terra da un paradiso sotterraneo, dove vivevano con le fate; e l'idromele - il liquore che si ottiene dal miele fermentato - dava il dono della profezia
e del canto. Zeus bambino fu nutrito dalle api nella grotta del Dio. In Grecia, i tempi dedicati a Demetra erano curati da sacerdotesse conosciute come
le "melisse", cioè le api.
Il dio indiano Vishnu è spesso visto come un'ape blu appoggiata su un fiore di loto, che rappresenta la Dea. Secondo la leggenda cristiana, le api furono
generate dalle lacrime di Cristo, il che ricorda la divinità nordica Freya, le cui lacrime erano dorate. I Babilonesi costruirono templi che consacrarono
poi con il miele ed in Perù veniva offerto miele al Dio Sole.
Ad un neonato in India si dava questa benedizione:
Ti dono questo miele, che gli Dei ti proteggano, e che tu possa vivere centinaia di autunni in questo mondo.

Beltane è una delle feste principali nel calendario popolare ed è celebrato con miele, focacce di farina d'avena e formaggi. Il motivo di questo è ovvio.
Cercando simboli per l'altare di Beltane, ricordate che la mucca e l'ape saranno le immagini della Dea; loro creano il miracolo del latte e del miele.

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Tra i simboli che tradizionalmente lo rappresentano due in particolare ci possono essere di grande aiuto per meglio comprendere il collegamento con quanto
detto sopra. Questi simboli sono la "coniuctio" e la Croce di Sant'Andrea. La coniuctio (congiunzione, unione) è di solito rappresentata nell'iconografia
ermetica con un Re (Sole) ed una Regina (Luna) nell'atto di unirsi sessualmente, ma la didascalia avverte che si tratta di un Coniunctio sive coitus, cioè
è un'unione di tipo spirituale e non materiale. Questa congiunzione è anche detta coincidentia oppositorum, ovvero unione dei contrari. Molto eloquente
è una figura - molto nota - di un autore indiano che mostra questa unione come un improbabile abbraccio tra un essere di Fuoco e uno di Acqua. Nella Scala
del Loto questo grado evolutivo corrisponde alla via che porta all'apertura del quinto chakra (vishudda, il purificato), di cui nel testo tantrico Shatchakra
Nirupana viene detto: "Questa regione è la porta verso la Grande Liberazione", luogo che in tutti i miti e leggende è descritto come quella soglia custodita
da spaventosi Guardiani, l'Isola dove cantano le Sirene, il passaggio tra Silla e Cariddi, il Giardino delle Esperidi, o il Roseto dei Filosofi e la Terra
dell'Eterna Giovinezza.

Nello Yoga Tibetano esiste una disciplina che ben illustra la coniuctio, che è detta "yoga del calore" o "yoga del fuoco", secondo la quale il fuoco di
Dumo che scaturisce dai chakra inferiori, a livello dell'ombelico, sale come filo sottile rosso (della natura di Pingala, maschile) fino ai centri cerebrali;
qui si libera una bianca rugiada, della stessa natura di Ida (femminile), che cola nel fuoco di Dumo. Lo scopo di questa tecnica è di raggiungere la Grande
Estasi per porre sotto controllo il sistema dei chakra inferiori. Unire ciò che è in alto con ciò che in basso come recita la Tavola Smeraldina: "Ascendit
a terra in coelum, iterumque descendit in terram, et recipit vim superiorum et inferiorum. Sic habes gloriam totius mundi. Ideo fugiet a te omnis obscuritas.
Hic est totius fortitudinis fortitudo fortis, quia vincet omnem rem subtilem; omnemque solidam penetrabit: SIC MUNDUS CREATUS EST. Hinc erunt adaptationes
mirabiles, quarum modus hic est." (Sale dalla Terra al Cielo e poi ridiscende in Terra, in modo da raccogliere le forze superiori e inferiori. Tu avrai
così la gloria di tutto il mondo e fuggirà da te ogni oscurità. In ciò consiste la forza forte di ogni fortezza perché vincerà tutto quel che è sottile
e penetrerà tutto quello che è solido. Così fu creato il mondo. Da ciò deriveranno adattazioni mirabili il cui segreto sta tutto qui.).

E' sorprendente vedere come ogni cultura esoterica, antica o nuova, vicina o lontana, dica sempre le stesse cose, e come il cammino, sia sempre lo stesso.
Ermete Trismegisto conclude la sua esposizione della coniunctio facendo notare che così fu creato il mondo, cioè l'uomo, che come "microcosmo" è specchio
del "macrocosmo", nel quale, alla nascita, ovvero nel momento dell'incarnazione, le "acque superiori" sono separate da quelle "inferiori", ossia la coscienza
è separata dall'inconscio. Ricollegando le due parti deriveranno "adattazioni mirabili", cioè nuovi schemi di comportamento. Il Mondo allude anche al rotundus
alchemico ovvero allo Sphairos di Platone, il quale raffigurava l'uomo immerso nella beatitudine paradisiaca, prima della caduta, come sferico e androgino;
similmente le sfere cristalline nel Giardino delle Delizie di Bosh ospitano le coppie di amanti come tanti "vasi dell'alchimista" in cui si abbia la ricongiunzione
delle parti.

Questa "coniunctio" è laconicamente espressa anche dal secondo grande simbolo di Beltane che è la Croce Decussata (o Croce di Sant'Andrea), cioè la "X".
La quale va vista come l'unione di due triangoli aperti sia verso il basso che verso l'alto. Nel Timeo di Platone è singolare che il Demiurgo incaricato
di ricomporre l'Anima del Mondo operi una cucitura proprio a forma di Croce di Sant'Andrea. La Croce Decussata sta significare un ponte sempre aperto tra
ciò che è in alto con ciò che è in basso, e viceversa. Nella tradizione esoterica ciò va visto sempre in una duplice luce, da un lato questa congiunzione
ribadisce il maggior scambio tra IO-cosciente e IO-inconscio, ma ad un livello più elevato indica anche l'apertura verso la dimensione trascendente, ultraterrena,
come possiamo cogliere anche nella Grande Estasi della disciplina yoga descritta sopra. Una "via che mi ricongiunge al Maestro", così chiamò Andrea la
sua Croce.

Questa figura non è certamente nuova per chi si occupa di scienze esoteriche. E' la seconda immagine del codice di Flamel: "una croce a cui era attaccato
un serpente", la quale si rifà al leggendario serpente che Mosè inchiodò alla croce "perché tutto il popolo lo vedesse e potesse guarire dai propri mali".
La figura non è nuova neanche per chi si occupa di filosofie orientali, in quanto basta sdoppiare il serpente per avere la Kundalini degli insegnamenti
tantrici che risale lungo la catena dei chakra. L'attuale simbolo dei farmacisti, come il Caduceo di Ermete, è formato da due serpenti avvolti attorno
ad un tirso alato, come compariva anche nei Misteri Eleusini. Erich Zimmer afferma che già i popoli della Mesopotamia nel 2600 a.C. (come si rileva da
una coppa sacrificale del Re Gudea di Lagash) consideravano questo simbolo l'emblema dell'arte medica. Insomma un simbolo antichissimo e diffuso in tutto
il mondo, che però, senza le opportune conoscenze esoteriche, può essere erroneamente interpretato. La Scienza Esoterica insegna che la "doma del serpente",
primo passo per iniziare un cammino spirituale, non è impresa semplice, anzi è degna di eroi, ma è indispensabile per entrare nel "sacro recinto", cioè
per accedere alla cittadella nel nostro IO. La "doma del serpente" consiste nella purificazione del dolore e nella rimozione degli schemi di comportamento
sbagliati, seguite dall'induzione di schemi nuovi. Inoltre, come ha fatto notare di recente Coué (o se preferite Mesmer), nel Serpente, cioè nel nostro
IO-inconscio, vi è una grande potenzialità di rigenerazione, quel potere cioè che gli alchimisti chiamavano "Elixir" o "Pietra Filosofale". Allo stesso
modo in Grecia si pensava che il caduceo di Mercurio avesse la capacità di trasformare in oro tutto ciò che toccava. Inoltre il Caduceo ha le ali perché
apre le porte della dimensione spirituale più elevata. Si ricordi il motto ermetico che afferma che l'uomo è un aquila a cui sono state tarpate le ali
e che non ricorda più di saper volare.

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