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SCHEDA ARTICOLO N. «00764»

CLASSIFICAZIONE: 5
TIPOLOGIA: AFFINE
AUTORE: ANTONELLA LUCATO
TITOLO: COME CAMBIARE L'IMMAGINE DI SE
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TESTO ARTICOLO

COME CAMBIARE L'IMMAGINE DI SE'

(di Antonella Lucato)

Primavera, simbolo di rinnovamento. I raggi del sole si fanno più caldi
sulla nostra pelle, la natura si risveglia dal sonno dell'inverno insieme
alla nostra energia. E' la stagione ideale per trasformare la nostra
immagine, far fiorire noi stessi e i nostri progetti, così come in natura il
seme si trasforma in fiore. Proviamo a guardarci allo specchio con occhi
nuovi.

Ciascuno di noi, a qualsiasi età, può trasformare l'immagine di sé. Tutti
desideriamo essere accettati, amati, apprezzati, rispettati, ammirati.
Quando questi bisogni primari non vengono soddisfatti possono portare ad
un'immagine negativa di se stessi.

CHI SIAMO VERAMENTE?

Il Dottor Roy Martina, medico e psicologo, ha lavorato molto su questo tema
e propone nei Seminari che conduce in molti Paesi, ed anche in Italia, le
tecniche che l'hanno aiutato a realizzare i suoi obiettivi e a diventare
campione europeo di karate e judo. Nel suo libro "Chi siamo veramente"
(Tecniche Nuove, £ 29.000), scrive: "Gran parte della nostra immagine viene
determinata dalle informazioni che riceviamo da bambini. La qualità della
nostra immagine nella nostra mente si basa sulla qualità delle immagini di
noi stessi che esistono nelle menti dei nostri genitori e da come veniamo
fisicamente trattati da loro. E' importante conoscere quanto influisce
l'ambiente su di noi. A circa sedici anni ad una persona è già stato detto
mediamente 180. 000 volte che cosa non sa fare, che cosa ha fatto in modo
sbagliato e che cosa non deve fare. I vissuti possono portare ad avere
un'immagine negativa di sé, alterare la propria identità, il senso del
proprio valore e l' autostima. L'immagine è raccolta in ciò che pensiamo di
noi, modifica il nostro atteggiamento verso la vita, influenza il nostro
entusiasmo, la nostra creatività e anche le nostre possibilità di ottenere
il meglio dalla vita".

Abbiamo bisogno di circondarci di persone che non distruggano la nostra
immagine; ma, che, anzi, grazie a saggi consigli, ci guidino verso una
profonda e vera comprensione di noi stessi. Senza nasconderci la realtà, ci
ispirino, ci sostengano nelle nostre idee, nei nostri progetti, nei nostri
sogni.

LE PAURE CHE CONDIZIONANO LA NOSTRA IMMAGINE

Attraverso le seguenti domande, si definiscono alcuni dei principali
comportamenti caratteristici di un'immagine negativa di sé:

1) Quanto ci fa paura il rifiuto? Essere rifiutati è una delle paure più
profonde. Ha a che fare con il modo con il quale siamo stati educati. Un
neonato ha dentro di sé un istinto innato di farsi amare. Essere amato
equivale a sopravvivere ed essere rifiutato rappresenta un pericolo. Il
nostro subconscio ha costruito efficaci meccanismi per non essere rifiutati.
Il rifiuto è una minaccia diretta alla nostra vita. Gran parte dei nostri
comportamenti sono influenzati dal desiderio di essere accettati e benvoluti
dagli altri.

2) Come ci comportiamo con le persone arroganti, sgradevoli o aggressive? Se
viviamo questi comportamenti come un attacco personale, ne soffriamo o ci
sentiamo sminuiti e ci mettiamo sulla difensiva. Spesso gli altri ci "usano"
in modo inconsapevole per sfogare le loro frustrazioni, anche quando non
hanno minimamente a che fare con noi. Ci sono persone sempre insoddisfatte
che non riescono a far altro che scaricare sugli altri le loro frustrazioni.
Quanto ci facciamo condizionare? Riusciamo a mettere delle sane distanze
emotive e considerare solo ciò che ci è utile?

3) Come ci sentiamo quando qualcuno ci critica? Il nostro modo di reagire
alle critiche è determinato dall'immagine che abbiamo di noi stessi. Spesso
non siamo disposti ad accettare che qualcuno ci rivolga delle critiche e ci
mettiamo subito in difesa o ci ritraiamo. Indipendentemente dal modo in cui
sono espresse, possiamo cercare di non vivere ogni critica come un affronto
personale e trarne ciò che può esserci utile. Anche saper muovere una
critica è importante. Riusciamo a dire onestamente all'altro ciò che vediamo
e che pensiamo potrebbe essere migliorato?

4) Siamo capaci di chiedere aiuto? Dipende dall'immagine che abbiamo di noi
stessi; quando siamo disponibili ad aiutare gli altri, ma non "osiamo"
chiedere qualcosa anche se ci troviamo in difficoltà. E' importante imparare
ad essere indipendenti, ma anche, se ne abbiamo bisogno, a saper chiedere
aiuto agli altri. Diventare più consapevoli migliora la nostra immagine e
cambia il nostro modo di relazionarci con gli altri. Chiedere ciò che ci
spetta diventa più facile.

5) Ci preoccupiamo troppo dell'opinione degli altri? Teniamo troppo conto di
come gli altri ci possono considerare, dell'impressione che possiamo dare e
stiamo ansiosamente attenti a fare bella figura? Potremmo avere una debole
immagine di noi stessi che ci spinge ad agire in modo da renderci sempre ben
accettati anche a costo di sacrificare noi stessi.

6) Abbiamo il coraggio di dire "no", quando va detto? Quando non siamo
d'accordo con ciò che qualcuno dice, o fa, oppure il suo comportamento non
ci piace, o ci fa male, ci sabotiamo se non lo esprimiamo, se non sappiamo
dire "no" per piacere agli altri, per paura che l'altro ci rifiuterà e
smetterà di accettarci o di amarci.

7) Sappiamo assumerci le nostre responsabilità? Addossare sempre agli altri
le proprie responsabilità è un atteggiamento che testimonia un'immagine
debole, o negativa di se stessi.

8) Riusciamo a farci valere? A farci rispettare in famiglia, nel lavoro, in
un gruppo sociale? Ad esprimere i nostri sentimenti e le nostre emozioni? A
chiedere attenzione e rivendicare ciò che sentiamo essere per noi
importante?

9) Parlate a raffica, o conoscete qualcuno che lo fa? Travolgere gli altri
con una valanga di parole è segno di scarsa immagine di sé e di insicurezza.
Cercare di attirare l'attenzione in questo modo e monopolizzare la
conversazione dimostra di non essere minimamente interessati a ciò che
l'interlocutore ha da raccontare e di non saperlo ascoltare.

RIPROGRAMMARE LA MENTE

Possiamo riprogrammare la nostra mente subconscia con un nuovo modo di
pensare, sentire e immaginare noi stessi, come un "software" scelto da noi
per raggiungere la nostra realizzazione.

Bisogna lavorare sulla causa, non sui sintomi. Insuccesso, fallimento,
infelicità, malessere, frustrazione, macanza d'energia sono alcuni sintomi
causati da scarsa ,o cattiva immagine di sé. Pensare positivo non è
sufficiente se non modifichiamo l' immagine che abbiamo di noi stessi.

Un segreto, è cominciare ad ascoltare, a sentire ciò che desideriamo.

"Creiamo ciò che vogliamo essere". Proviamo a plasmare, a modellare nella
nostra mente la nostra immagine fino a trasformarla e poi manifestarla.
Saremo così artefici consapevoli dell'affascinante progetto di creare chi
siamo o chi vogliamo ESSERE.

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