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SCHEDA ARTICOLO N. «00883»

CLASSIFICAZIONE: 3
TIPOLOGIA: YOGA
AUTORE: OSHO
TITOLO: PRESENTI EPPURE ASSENTI: OSHO PARLA DELLA MEDITAZIONE
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TESTO ARTICOLO

Presenti, eppure assenti
- di Osho -
(Tratto da: Satyaw, Shivam, Sundram)

Domanda:

Senza contare i tuoi discorsi, venti minuti di meditazione al giorno sono sufficienti perché io mi incammini sul sentiero e giunga all'esperienza di verità,
bene e bellezza che tu ci stai indicando con le tue parole?

Risposta:

In primo luogo, non ti è permesso non contare i discorsi, in quanto le tue meditazioni non possono avvenire senza di essi: i discorsi sono le fondamenta
della tua meditazione.

Io sono pazzo, ma non pazzo al punto da continuare a parlare per quattro ore al giorno, se questo non ti aiutasse a meditare! Pensi forse che io cerchi
di distrarti dalla meditazione?

E poi, sei veramente avaro... non avrei mai pensato che tu fossi così avaro da meditare solo venti minuti in ventiquattro ore... neppure ventiquattro minuti!

Hai mancato completamente il mio presupposto fondamentale. lo non voglio che tu pensi alla meditazione in un ambito limitato: voglio che la meditazione
diventi la tua stessa vita.

In passato, questo è stato uno degli errori più comuni: si medita venti minuti, oppure si medita tre volte al giorno, oppure si medita cinque volte al giorno,
a seconda delle diverse religioni, ma in ogni caso l'idea di fondo è che ogni giorno si dovrebbero dedicare alcuni minuti alla meditazione. E cosa farai
nel tempo che resta? In quei venti minuti conseguirai quello che potrai... cosa farai nelle restanti ventitré ore e quaranta minuti? Qualcosa di anti-meditativo;
e ovviamente i tuoi venti minuti di sforzo verranno annullati. I nemici sono troppo forti. e tu dai una quantità enorme di energia e di attenzione ai tuoi
nemici, mentre dedichi alla meditazione solo venti minuti. No, in passato la meditazione non è riuscita a dar vita ad alcuna ribellione nel mondo, proprio
a causa di questo errore.

Visto che ragioni in modo distorto, voglio che guardi la meditazione da un punto di vista totalmente diverso. Puoi imparare a meditare per venti o quaranta
minuti l'apprendimento è una cosa - ma poi devi portare con te, per tutto il giorno, ogni giorno, ciò che hai imparato. La meditazione deve diventare simile
al battito del tuo cuore.
Non mi puoi dire: "Non è sufficiente respirare venti minuti al giorno?" Non arriveresti mai al giorno dopo!

Perfino mentre dormi, continui a respirare: la natura non ha lasciato nelle tue mani le funzioni essenziali del corpo e della vita: non si è fidata di te,
perché se la respirazione fosse nelle tue mani, inizieresti a pensare quanto respirare, oppure a discutere se è giusto respirare mentre dormi. Sembra un
po' strano fare due cose nello stesso tempo: dormire e respirare; respirare sembra una sorta di disturbo, durante il sonno. Ma in questo caso, il tuo sonno
sarà eterno!

Il battito del cuore, la circolazione del sangue, non dipendono dal tuo controllo; la natura ha tenuto nelle sue mani tutto ciò che è essenziale. Tu non
sei affidabile; puoi dimenticartene, e in quel caso non ci sarebbe neppure il tempo di dire: "Mi spiace, mi sono dimenticato di respirare. Dammi un'altra
opportunità!" Neppure quel minimo di errore è possibile. non esiste una seconda opportunità.

Ma la meditazione non fa parte della tua biologia, della tua fisiologia, della tua chimica; non appartiene al normale flusso vitale. Se vuoi restare un
comune essere umano per tutta l'eternità, puoi restare nello stato in cui ti trovi. Così come sei, la natura ha raggiunto un punto dell'evoluzione in cui
non occorre altro: sei perfettamente in grado di procreare, e questo è sufficiente. Tu morirai, e i tuoi figli, a loro volta, perpetueranno la specie,
continueranno a fare le stesse idiozie che stai facendo tu. Qualcuno entrerà a far parte di una congregazione, si affilierà a una chiesa; qualche altro
idiota terrà prediche, sermoni, e l'intero gioco continuerà... non c'è nulla di cui preoccuparsi.

La natura è arrivata a un punto oltre il quale, a meno che tu non ti assuma una responsabilità individuale, non puoi crescere. Più di così la natura non
può fare, ha fatto a sufficienza: ti ha dato la vita, ti ha dato un'opportunità; ora dipende da te come usarla.

La meditazione è una tua libertà, non una necessità biologica. Puoi imparare, usando ogni giorno un po' di tempo, a rafforzare la tua meditazione, a renderla
più salda nel tuo essere, ma poi devi portarne con te la fragranza, per tutto il giorno.

Come prima cosa, fallo quando ti svegli: nel momento del risveglio, afferra immediatamente quel filo di coscienza, e persevera nel restare all'erta, perché
quello è il momento più prezioso in cui afferrare il filo della consapevolezza.

Molte volte, durante il giorno, te ne dimenticherai: ma nel momento in cui te ne ricordi, inizia immediatamente a stare all'erta. E non pentirti mai, perché
sarebbe pura e semplice perdita di tempo. Non pentirti mai, non dire mai: "Mio Dio, me ne sono scordato di nuovo!"

Nei miei insegnamenti non c'è spazio alcuno per il pentimento. Qualsiasi cosa sia accaduta, è finita, ora non è più necessario perdervi un solo attimo di
tempo... torna ad afferrare il filo della consapevolezza. Pian piano, sarai in grado di stare sveglio e all'erta per l'intero arco della giornata. Sarà
una corrente sotterranea che accompagna ogni tua azione, ogni tuo gesto, tutto ciò che farai o che non farai. Qualcosa di sotterraneo continuerà a scorrere.

Anche quando vai a dormire, abbandona quel filo solo all'ultimo momento, quando non puoi fare più nulla, perché stai cadendo nel sonno: l'ultima cosa che
fai prima di addormentarti, sarà sempre la prima cosa che affiorerà in te, quando risvegli: provaci. Basterà un qualsiasi esperimento per verificarlo.

Mentre ti stai addormentando, prova a ripetere il tuo nome; sei già mezzo addormentato, ma persisti, ripeti il tuo nome. Pian piano ti dimenticherai di
ripeterlo perché il sonno ti sopraffà, e tu perderai il filo della coscienza. Lo perdi solo perché sei addormentato, ma al di sotto del sonno, persiste;
ecco perché, al mattino, quando ti svegli e ti guardi intorno. la prima cosa che ricorderai sarà il tuo nome. Stupirai: come mai? Cos'è successo? Hai dormito
otto ore, ma è rimasta una costante e continua corrente sotterranea.

Man mano che le cose diventeranno più profonde e più chiare, perfino nel sonno potrai ricordarti che stai dormendo. Il sonno diventerà qualcosa di fisiologico.
mentre il tuo spirito, il tuo essere, diventeranno una fiamma di consapevolezza, separata da esso. Questa nuova situazione non disturberà affatto il tuo
sonno, semplicemente lo renderà più leggero. Non sarà più il sonno di un tempo, quando la tua casa poteva bruciare, ma tu non ti svegliavi, tanto eri inconsapevole:
quello era praticamente uno stato di coma.

Il tuo sonno diventerà sottile, uno strato leggerissimo, e il tuo essere rimarrà sveglio. Così come è rimasto all'erta per l'intera giornata, lo sarà ancor
di più nella notte, e finalmente, poiché sarai immerso nel più profondo silenzio, nel più intimo rilassamento. Di notte, tutto il turbinare frenetico del
mondo si acquieta.

Patanjali, il primo uomo al mondo che ne ha scritto, dice che la meditazione è un sonno senza sogni, con un'unica differenza: nel sonno senza sogni non
sei consapevole, nel samadhi, nello stato di meditazione supremo, esiste questa piccolissima differenza: sei consapevole.

Certo, puoi continuare a imparare, a rinvigorirti con venti minuti al giorno, dando così più energia e più radici alla tua meditazione, ma non accontentarti,
non pensare che basti... è così che l'intera umanità ha fallito. Sebbene l'intero genere umano ci abbia provato, in un modo o nell'altro, pochissime sono
le persone che hanno avuto successo, al punto che la maggioranza, col tempo, ha abbandonato ogni tentativo, perché ogni possibilità di successo sembra
essere del tutto remota. Ma il motivo è semplicemente questo: venti minuti, o dieci minuti al giorno, non serviranno a nulla.

Posso capire che tu abbia molte cose da fare, per cui trova il tempo per impratichirti nella tecnica. Ma quel tempo non è meditazione, serve solo a rinfrescarti.
Poi, di nuovo, dovrai lavorare, guadagnarti da vivere, fare il tuo lavoro e mille altre cose... in tutto questo, resta semplicemente attento, osserva se
quello spazio di meditazione permane dentro di te, oppure è scomparso.

Allora questa continuità diventa come una ghirlanda di luce che ti accompagna nell'arco delle ventiquattro ore. E solo allora sarai in grado di sperimentare
la verità, il bene, la bellezza, non prima.

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