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SCHEDA ARTICOLO N. «00923»

CLASSIFICAZIONE: 4
TIPOLOGIA: CONGENERE
AUTORE: ANNA POLETTI
TITOLO: VEER BHADRA MISHRA: UNA VITA PER IL GANGE
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TESTO ARTICOLO

Veer Bhadra Mishra: una vita per il Gange

(di Anna Poletti)

Ogni mattina, quando volge lo sguardo al Gange, il 65enne Veer Bhadra
Mishra - sacerdote indù e custode del tempio di Sankat Mochan di Benares -
vede l'immensa difficolt? della sua lotta per la pulizia del fiume sacro.
Ancora prima del sorgere del sole, le rive brulicano di varia umanit?: donne
avvolte nei sari variopinti fanno le abluzioni, ossuti monaci mendicanti e
pellegrini compiono il bagno rituale.

Per queste persone prova un misto di dolore e simpatia: venerando il fiume
sacro come fonte di vita, mettono in pericolo la loro salute. Per gli indù,
il Gange è il più puro dei fiumi. Ma in realt?, lungo i ghat di Benares - i
gradini sui quali si celebra il rito della purificazione - il fiume è una
vera e propria cloaca, con oltre 50 mila batteri fecali per 100 ml d'acqua.
La colpa è del profluvio di escrementi che si riversano nel Gange.

Mishra conosce bene i pericoli di una simile situazione. Oltre che
sacerdote, è infatti anche professore di ingegneria idraulica alla "Banaras
Hindu University". Due posizioni antitetiche, causa di un dilemma
quotidiano: per l'ingegnere Mishra i batteri fecali sono indicatori di un
inquinamento, di cui il religioso Mishra non vuole sapere nulla. L'idea che
il fiume sacro dell'India possa essere impuro equivale infatti a un
sacrilegio. E proprio questa incongruenza nel 1982 indusse Mishra a
costituire la "Sankat Mochan Foundation", un'organizzazione che lotta per
tenere pulito il Gange.

Questa iniziativa gli è valsa la simpatia della popolazione e il titolo di
"eroe del pianeta" della rivista americana Time. E' anche diventato
l'antagonista
della burocrazia indiana. Nel 1984, il primo ministro Rahjiv Gandhi aveva
dichiarato obiettivo nazionale la pulizia dei 2.525 chilometri del corso del
fiume sacro. In un piano d'intervento su larga scala, 25 citt? furono dotate
di canali, di impianti di depurazione e di pompaggio, con una spesa di 640
milioni di dollari, 40 milioni solo per Benares (12 milioni di abitanti). Ma
senza successo.

"Al fiume è stata somministrata la medicina prima di fare la diagnosi",
afferma Mishra. Le stazioni di pompaggio furono dotate di potenti motori,
per raccogliere nel canale di scolo principale le acque luride che dalla
citt? affluiscono sull'argine del fiume, però i motori funzionano a
singhiozzo, perchè a Benares la corrente elettrica manca spesso durante la
giornata. E senza elettricit? non funzionano nemmeno i tre impianti di
depurazione. Così i batteri fecali continuano a defluire nel Gange e la
popolazione soffre di eruzioni cutanee, colera, epatite e dissenteria.

"Il piano d'intervento va drasticamente modificato", afferma Mishra. Insieme
con l'americano Oswald Green - un pioniere nella tecnica di depurazione
senza l'impiego di elettricit? - ha sviluppato un progetto accolto con
favore sia da esperti indipendenti sia dai consiglieri comunali di Benares.
Ma non dalle autorità responsabili del piano d'intervento fallito, che hanno
tentato di mettere tutto a tacere. Mishra ha dovuto rivolgersi alla corte
suprema dello stato federato di Uttar Pradesh, perchè il suo piano fosse
almeno visionato. Nell'agosto del 2001 gli ? stato comunicato che era stato
giudicato irrealistico.

Contro tale decisione, l'amministrazione comunale di Benares ha inoltrato
ricorso alla corte suprema di New Dehli, ottenendo un primo successo: i
giudici hanno congelato il rigetto del piano fino alla decisione finale. E
Mishra intanto spera, perchè il Gange è di fondamentale importanza non solo
per l'esistenza di 500 milioni di persone, ma anche per la sopravvivenza
della tradizione induista: "Se non potremo pi? bere la nostra acqua,
perderemo la nostra identit?".

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