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SCHEDA ARTICOLO N. «00926»

CLASSIFICAZIONE: 5
TIPOLOGIA: AFFINE
AUTORE: ANTHONY DE MELLO
TITOLO: PER ACQUISIRE LA FELICITA', NON BISOGNA FAR NULLA
SPAZIATORE bianco

TESTO ARTICOLO

di A. De Mello

> Brani da "Scopri te stesso e riprenditi la vita", di Anthony De Mello
>
> ETICHETTE
>> L'importante non e' sapere chi o cosa sia l'"io". Non ci riuscirete mai.
> Non
> esistono parole che possano esprimerlo.
>
> L'importante e' dimenticare le etichette. Come dicono i maestri giapponesi
> dello Zen: "Non cercate la verita'; abbandonate i vostri giudizi".
> Abbandonate le vostre teorie; non cercate la verita'. La verita' non e'
> una
> cosa da cercare. Se smetteste di essere dogmatici, ve ne accorgereste."
>
> Qui accade qualcosa di simile. Se dimenticherete le vostre etichette, lo
> scoprirete. Cosa intendo per etichette? Ogni etichetta che vi venga in
> mente, eccetto forse quella di essere umano. E' vero: questa definizione
> non
> dice molto. Ma quando dite:
>
> "Sono una persona di successo", e' una follia. Il successo non e' parte
> dell'"io". Il successo e' qualcosa che va e viene; oggi c'e', domani
> potrebbe essere finito. Non e' l'"io". Quando si dice: "Sono uno di
> successo", si e' in errore: significa che si e' precipitati nelle tenebre.
> Ci si e' identificati col successo.
>
> E lo stesso vale per chi ha detto: "Sono un fallimento, sono un avvocato,
> sono un uomo d'affari". Sapete cosa vi accadra', se vi identificherete con
> queste cose? Vi abbarbicherete ad esse, avrete paura che svaniscano, ed e'
> da qui che deriva la vostra sofferenza.
>
> Intendevo proprio questo, quando vi ho detto, poco fa, "Se state
> soffrendo, siete addormentati". Volete un segno evidente del fatto che
> siete
> addormentati? Eccolo: state soffrendo. La sofferenza e' il sintomo
> dell'allontanamento dalla realta'. La sofferenza vi viene data perche'
> possiate aprire gli occhi alla realta'; perche' possiate capire che da
> qualche parte regna la falsita', proprio come un dolore fisico si fa
> sentire
> perche' si capisca che da qualche parte c'e' una malattia o un morbo.
>
> La sofferenza indica che da qualche parte c'e' del falso. La sofferenza
> sorge quando ci si scontra con la realta', quando la vostra falsita' si
> scontra con la verita': allora scatta la sofferenza. Altrimenti, non c'e'
> sofferenza.
>
>
> OSTACOLI ALLA FELICITA'
>
> Cio' che sto per dirvi vi sembrera' un tantino pomposo, ma e' la verita'.
>
> Quelli che seguiranno potrebbero essere i minuti piu' importanti della
> vostra vita. Se riusciste ad afferrare quel che verra' ora, potreste
> carpire il segreto del risveglio. Sareste felici per sempre. Non sareste
> mai
> piu' infelici. Niente avrebbe piu' il potere di farvi del male. Lo dico
> davvero: niente. E' come quando si getta in aria della vernice nera:
> l'aria
> resta incontaminata. Non e' possibile verniciare l'aria di nero. Qualsiasi
> cosa accada, si rimane incontaminati, si rimane in pace.
>
> Ci sono esseri umani che hanno raggiunto quest'obiettivo, cio' che io
> definisco essere umani. Niente a che vedere con l'assurdita' di essere un
> pupazzo, strattonato in tutte le direzioni, che lascia che siano gli
> eventi,
> o altre persone, a dirgli cosa deve provare. E cosi' uno prova' quel che
> gli
> dicono gli altri, e lo definisce essere vulnerabili. Ah! Io lo definisco
> essere un pupazzo.
>
> Volete essere dei pupazzi? Si preme un pulsante, e voi andate giu'; vi
> piace? Ma se voi vi rifiutate di identificarvi con qualsiasi etichetta, la
> maggior parte delle preoccupazioni si volatilizzeranno.
>
> Piu' avanti parleremo della paura delle malattie e della morte, ma in
> genere si e' preoccupati della propria carriera.
>
> Un insignificante uomo d'affari, di cinquantacinque anni, sta
> sorseggiando una birra in un bar, e dice:
>
> "Guarda i miei compagni di classe: loro si' che sono arrivati!"
>
> Che idiota! Cosa intende dire con quel "sono arrivati?" Vedono il proprio
> nome sul giornale. E questo vi sembra che significhi che sono arrivati?
>
> Uno e' presidente di una societa'; l'altro e' stato nominato giudice capo;
> qualcun altro e' diventato questo o quello.
>
> Scimmie, scimmie tutti quanti.
>
> Chi decide cosa significa avere successo? Questa stupida societa'! La
> principale preoccupazione della societa' e' mantenere la societa' stessa
> in
> uno stato di infermita'! E prima lo si capisce, meglio e'. Malati, tutti
> quanti. Sono lunatici, pazzi. Uno diventa presidente del ricovero dei
> pazzi
> e ne e' orgoglioso, anche se non significa niente. Essere presidente di
> una
> societa' non ha niente a che vedere con l'avere successo nella vita.
>
> Si ha successo nella vita quando ci si sveglia! Allora non devi chiedere
> scusa a nessuno, non devi spiegare nulla a nessuno, non te ne frega un bel
> niente di cosa pensi o dica la gente di te. Non hai preoccupazioni: sei
> felice. Ecco cos'e'per me, avere successo.
>
> Avere un bel lavoro, o essere famoso, o avere una splendida reputazione
> non
> ha assolutamente nulla a che fare con la felicita', i successo. Nulla! E'
> totalmente irrilevante.
>
> Quell'uomo di successo ha in realta' come unica preoccupazione cosa
> pensano di lui i suoi figli, cosa pensano di lui i suoi vicini, cosa pensa
> di lui sua moglie. Avrebbe dovuto diventare famoso. La nostra societa' e
> la
> nostra cultura ce lo trapanano in testa, giorno e notte.
>
> Persone arrivate! Arrivate dove? Arrivate a rendersi ridicole. Perche'
> hanno impiegato tutte le loro energie per ottenere qualcosa che non ha
> alcun
> valore. Sono spaventate e confuse, sono pupazzi come tutti gli altri.
> Guardateli, mentre passeggiano sul palcoscenico. Guardate come si turbano
> nel notare una macchiolina sulla camicia. E questo lo chiamate successo?
> Sono controllati, manipolati. Sono persone infelici, miserabili. Non si
> godono la vita. Sono costantemente tesi e ansiosi. E lo chiamate umano?
> Sapete perche' accade tutto questo? Per un'unica ragione:
>
> si sono identificati con un'etichetta.
>
> Hanno identificato l'"io" con il denaro, il lavoro, la professione. E'
> stato
> questo il loro errore.
>
> Avete mai sentito parlare di quell'avvocato che aveva ricevuto la fattura
> dell'idraulico?
>
> L'avvocato disse all'idraulico: "Ehi, ma tu mi costi duecento dollari
> all'ora. Non li prendo nemmeno io che sono avvocato!".
>
> E l'idraulico: "Nemmeno io li prendevo, quando facevo l'avvocato!".
>
> Potreste fare l'idraulico, l'avvocato, l'uomo d'affari o il prete, ma
> questo non tocca l'"io" essenziale, non tocca voi.
>
> Se domani cambio professione, e' come se cambiassi abito. Rimango intatto.
>
> Voi (siete) i vostri abiti? (Siete) il vostro nome? (Siete) la vostra
> professione? Smettetela di identificarvi con queste cose, che vanno e
> vengono.
>
> Quando lo capirete davvero, nessuna critica vi potra' toccare, e nemmeno
> la lode o l'adulazione.
>
> Quando qualcuno dice: "Sei un tipo in gamba". di cosa sta parlando? Sta
> parlando di "me", non dell'"io". L'"io" non e', ne' forte, ne' debole; non
> e', ne' di successo, ne' fallito.
>
> Non e' nessuna di queste etichette.
>
> Queste sono cose che vanno e vengono, e dipendono dai criteri stabiliti
> dalla societa', dal condizionamento a cui si e' stati sottoposti. Queste
> cose dipendono dall'umore della persona che vi parla in quel dato momento.
> Non hanno niente a che vedere con l'"io".
>
> L'"io" non e' alcuna di queste etichette. Il "me" e', in genere, egoista,
> sciocco, infantile - un vero asino.
>
> E cosi', quando dite: "Sei un asino", lo sapete da anni!
>
> Il se' e' condizionato - cosa vi aspettavate? Io lo so da anni. E perche'
> vi
> identificate con il se'? Stupidi! Non si tratta dell'"io": quello e' il
> "me".
>
> Volete essere felici? La felicita' ininterrotta non ha cause. La vera
> felicita' non ha cause. "
>
> Voi non potete rendermi felice, non siete la mia felicita'. Se chiedete
> alla
> persona che si e' svegliata: "Perch, sei felice?, lei risponde: "Perch,
> no?".
>
> La felicita' e' la nostra condizione naturale. La felicita' e' la
> condizione naturale dei bambini piccoli, a cui il regno appartiene,
> finche'
> non vengono inquinati e contaminati dalla stupidita' della societa' e
> della
> cultura.
>
> Per acquisire la felicita' non bisogna fare nulla, perche' la felicita'
> non
> puo' essere acquisita.
>
> Qualcuno sa perche'?
>
> Perche' l'abbiamo gia'. Come si fa ad acquisire qualcosa che gia' si
> possiede?
>
> E allora, perche' non la provate?
>
> Perche' dovete abbandonare qualcosa. Dovete abbandonare le illusioni. Non
> dovete aggiungere niente, per poter essere felici: dovete invece
> abbandonare
> qualcosa. La vita e' facile, e' meravigliosa. E' dura solo con le vostre
> illusioni, le vostre ambizioni, la vostra avidita', le vostre richieste.
>
> Sapete da dove arrivano queste cose? Dall'essersi identificati con tutti i
> tipi di etichette!
>
> (Anthony De Mello)

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