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SCHEDA ARTICOLO N. «00928»

CLASSIFICAZIONE: 5
TIPOLOGIA: AFFINE
AUTORE: MADRE TERESA DI CALCUTTA
TITOLO: IL FRUTTO DELL'AMORE, È IL SERVIZIO
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TESTO ARTICOLO

"Il frutto dell'amore e' il servizio"
(Madre Teresa di Calcutta)

...............................

Sul muro della Casa dei bambini di Calcutta c'e' un'iscrizione che recita:

Trova il tempo di pensare
Trova il tempo di pregare
Trova il tempo di ridere

E' la fonte del potere
E' il piu' grande potere sulla Terra
E' la musica dell'anima

Trova il tempo per giocare
Trova il tempo per amare ed essere amato
Trova il tempo di dare

E' il segreto dell'eterna giovinezza
E' il privilegio dato da Dio

La giornata e' troppo corta per essere egoisti

Trova il tempo di leggere
Trova il tempo di essere amico
Trova il tempo di lavorare

E' la fonte della saggezza
E' la strada della felicita'
E' il prezzo del successo

Trova il tempo di fare la carita'

E' la chiave del Paradiso

. ............................

La preghiera attiva e' amore, e l'amore attivo e' servizio. Cerca in ogni
momento di dare incondizionatamente qualsiasi cosa di cui una persona abbia
bisogno. L'importante e' fare qualche cosa (per quanto piccola) e
dimostrare, con le proprie azioni, donando il proprio tempo, che si vuol
bene. A volte vorra' dire impegnarsi in un lavoro fisico (come facciamo
nelle nostre Case per i malati e moribondi), altre volte offrire sostegno
spirituale a chi se ne sta sempre chiuso in casa.

Se un malato vuole medicine, dagli medicine, se ha bisogno di conforto,
confortalo. Siamo tutti figlio di Dio, percio' e' importante condividere i
Suoi doni. Non preoccuparti di sapere il perche' dei problemi del mondo -
limitati a rispondere alle esigenze della gente.

Alcuni mi dicono che fare la carita' significa ridurre le responsabilita'
del governo verso i bisognosi e i poveri. Di questo io non mi preoccupo,
perche' i governi, di solito, non offrono amore. Faccio solo quello che
posso: il resto non e' affar mio. Dio e' stato tanto buono con noi, e le
opere d'amore sono sempre un mezzo per avvicinarsi a Lui.

Guarda cos'ha fatto Gesu' nella Sua vita sulla terra! L'ha passata tutta a
fare del bene. Ricordo sempre alle sorelle che i tre anni della vita
pubblica di Gesu' sono stati dedicati ad assistere i malati, i lebbrosi, i
bambini; ed e' esattamente quanto facciamo noi, che predichiamo il Vangelo
mediante le nostre azioni. Per noi, servire e' un privilegio e quello che
cerchiamo di dare e' un servizio vero, offerto con tutto il cuore. Ci
rendiamo conto che quello che facciamo e' solo una goccia nell'oceano; ma,
l'oceano senza quella goccia sarebbe piu' piccolo.

Per esempio: abbiamo avviato le nostre scuole per insegnare ai bambini
poveri ad amare il sapere e a mantenersi puliti. Se non l'avessimo fatto,
questi bambini sarebbero in mezzo a una strada. Se qualcuno puo' essere
assistito meglio da un'altra organizzazione, a seconda delle circostanze,
noi lo consigliamo in tal senso; ma dato che siamo al servizio dei piu'
poveri tra i poveri non cacciamo mai nessuno che abbia davvero bisogno.

Fratello Geoff lo spiega in questo modo: "E' molto raro che troviamo
qualcuno che si prenda cura delle persone abbandonate, soprattutto nei paesi
come l'India, dove il bisogno e' enorme. Le Case delle Missionarie della
Carita' spesso sono il capolinea per molti pazienti che sono gia' stati
respinti da tutti."

Per mostrare altri frutti dell'amore attivo (cioe', del servizio), ho
pensato che fosse utile prima di tutto dare un'idea del lavoro delle
Missionarie della Carita', e poi condividere alcune delle esperienze dei
volontari che ci hanno aiutato. In questo modo si potra' constatare che fare
qualcosa, per quanto poco, puo' avere un effetto, non solo sui bisognosi, ma
anche su chi fa assistenza.

Oggi il lavoro delle Missionarie della Carita' e' molto vario e puo' essere
suddiviso nei seguenti filoni:

LAVORO APOSTOLICO con scuole di catechismo, seminari sulla Bibbia, gruppi
di azione cattolica, e il compito di visitare chi si trova in ospedale, nei
centri di assistenza e in prigione;

ASSISTENZA MEDICA nei dispensari, lebbrosari, centri riabilitativi per
lebbrosi; e, inoltre, nelle Case per i bambini abbandonati, o disabili dal
punto di vista fisico o mentale, per i poveri malati e moribondi, per i
pazienti affetti da AIDS, o tubercolosi, i centri per la malnutrizione, le
cliniche mobili;

SERVIZIO EDUCATIVO per mezzo di scuole elementari nelle periferie degradate,
corsi di cucito, di tecnica commerciale, di artigianato, attivita'
prescolari e di doposcuola nelle campagne;

SERVIZIO SOCIALE con programmi per il benessere e l'istruzione
dell'infanzia, scuole materne, Case per i senzatetto, gli alcolizzati e i
tossicodipendenti, Case per le ragazze madri, asili notturni, centri per la
pianificazione familiare naturale;

SERVIZI DI SOSTEGNO, nel cui ambito disponiamo di centri alimentari e di
abbigliamento, distribuiamo razioni secche, pasti cucinati e sostegno di
emergenza per le famiglie.
...................................................... "

Gandhiji Prem Nivas, Titagarh, Calcutta" .

Oggi i lebbrosi, sapendo che possono ricevere aiuto e guarire, fanno una
vita quasi normale. Non e' piu' necessario, se si ha la lebbra, scomparire e
nascondersi; e questo significa che tutta la famiglia ora puo' vivere
insieme, senza timore di infezioni. Il figlio di un lebbroso non e' piu' un
lebbroso.

Oltre quarant'anni fa abbiamo deciso di fondare sotto un albero di
titagarh, molti chilometri fuori da Calcutta, una clinica mobile per
lebbrosi. Vedevamo i pazienti due volte a settimana e negli altri giorni ci
occupavamo di chi soffriva di malnutrizione e ci recavamo a casa dei malati
a visitarli.

Poi, di sabato, facevamo le pulizie per loro. Oggi abbiamo un meraviglioso
centro che si chiama Gandhiji Prem Nivas, che e' quasi un villaggio vero e
proprio. Distribuiti lungo la linea ferroviaria, tutti gli edifici sono
dipinti di colori sgargianti, allegri: rossi e azzurri e verdi.

Ci sono laboratori, dormitori, cliniche, ambulatori, una scuola, un day
hospital e anche capanne individuali per le famiglie - oltre a serbatoi che
forniscono d'acqua l'intera comunita'. Dentro il cortile interno c'e' una
statua di Gandhi. Prem Nivas e' stato costruito dai lebbrosi stessi ed e' un
luogo dove possono sia vivere sia lavorare.

Il terreno per costruire il centro quando ci e' stato dato, nel 1974: era
una discarica delle ferrovie; noi abbiamo cominciato a costruirvi semplici
capanne col tetto di paglia e a poco a poco si e' trasformato in qualcosa di
davvero bello. Fratelli Vinod, che gestisce Prem Nivas, ci da' altre
informazioni su com'e' oggi questo luogo: "Abbiamo millequattrocento casi di
lebbra in cura regolare ogni mese e, dal 1958, ne sono stati registrati
trentottomila. Molti sono stati dimessi, ma le persone che assistiamo ora
vivranno altri venti-trent'anni, percio' le Missionarie della Carita'
avranno da lavorare almeno per questo periodo.

Ora che la lebbra puo' essere controllata, sono sicuro che in futuro non
vedremo piu' tante malformazioni - il piano del governo e' di eliminare la
lebbra dall'India entro il Duemila. La diagnosi precoce e' fondamentale, e
per questo la nostra clinica e' cosi' importante.

La malattia attacca il sistema immunitario del corpo e si diffonde per via
aerea, percio' non occorre stare a lungo a contatto con un paziente per
esserne infettati. Se il sistema immunitario e' forte, pero', non si viene
contagiati.

Non esiste vaccinazione, ma c'e' un test per stabilire chi e' immune. E se
qualcuno viene contagiato, nella fase precoce puo' essere guarito con i
farmaci. La lebbra esiste ancora soprattutto tra gli strati piu' poveri
della societa'. I poveri non sono abbastanza istruiti per sapere di che cosa
soffrono, finche' non manifestano le malformazioni.

E quando si manifestano la perdita della sensibilita' nelle mani e nei
piedi e sono apparse le ulcerazioni, e' naturalmente troppo tardi per porre
rimedio al danno, sebbene a questo punto sia ancora possibile arrestare il
progresso della malattia.

Tuttavia, i lebbrosi con evidenti malformazioni si disperano e non vogliono
vivere in una societa' che li rifiuta. Percio' noi, qui, offriamo loro un
posto e un lavoro, ed entro breve tempo la fede, la speranza e l'autostima
del paziente ritornano. Al centro ricoveriamo molti mendicanti che prima
vivevano per la strada o alla stazione. Prendiamo anche bambini piccoli con
la lebbra.

I loro genitori dicono sempre che non appena i loro figli staranno meglio,
torneranno a riprenderli, ma non lo fanno mai. Dunque questa e' anche la
Casa dei ragazzi e i suoi ospiti; quando crescono, di solito si sposano qui,
trovano un lavoro, una casa loro e restano con noi.

Tutto il lavoro viene svolto dai pazienti: sono loro che insegnano agli
altri a vestirsi, a fare iniezioni e a tenere in ordine l'ambulatorio; sono
loro che si prendono cura dei loro simili. Capiscono molto meglio di noi le
sofferenze e le difficolta' degli altri pazienti. Naturalmente, i fratelli,
che sono personale paramedico, sono preparati all'assistenza dei malati e in
questo servizio affiancano i medici, i quali una volta a settimana operano e
ci dedicano il proprio tempo gratuitamente; il contatto paziente - paziente,
pero', e' sempre preferibile.

Siamo del tutto autosufficienti - abbiamo i nostri orti, e quando c'e'
qualcosa in piu' lo offriamo alle altre Case. Abbiamo pesce nel vivaio e
capre e altri animali nella piccola fattoria, oltre a un reparto di telai a
mano (in cui vengono tessuti i sari delle sorelle), calzolai e falegnami,
muratori e meccanici. C'e' lavoro regolare per tutti."

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