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SCHEDA ARTICOLO N. «00934»

CLASSIFICAZIONE: 5
TIPOLOGIA: AFFINE
AUTORE: ANTONELLA LUCATO
TITOLO: FIDARSI DEL PROPRIO ISTINTO
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TESTO ARTICOLO

Fidarsi del proprio Istinto

(di Antonella Lucato)

L'istinto è una fondamentale risorsa personale che va rispettata e
potenziata. Ha la capacità di proteggerci. Imparare a dare ascolto al
proprio istinto fa fiutare il pericolo, quello palese ma anche quello più
subdolo, mascherato o nascosto.

Fidarsi del proprio istinto è una delle caratteristiche delle persone di
talento che sentono istintivamente in quale direzione orientare le loro
scelte. La parola istinto deriva dal latino instinguere, eccitare. Non si
conosce esattamente in che punto del sistema nervoso alberga, viene
considerato innato. Insieme a riflessione e a consapevolezza ci fa da guida
per muoverci nel mondo.

Dentro ognuno di noi esistono incredibili facoltà ancora poco conosciute.
Istinto, ispirazione, sensitività, presentimenti esistono, appartengono alla
sfera del sentire cui molta gente non attinge, o su cui non fa abbastanza
affidamento.

Il nostro istinto è un alleato fidato al quale far ricorso quando ci
troviamo di fronte ad una decisione o ad una scelta. Per sentirlo dobbiamo
far silenzio e prestargli attenzione, rimanere vigili ai suoi messaggi.
L'istinto
ci avvisa quando è arrivato il momento per un cambiamento.

Tutto il troppo lo frastorna. Il troppo rumore, le troppe parole. Le troppe
cose, la troppa superficialità, il troppo cibo. Le troppe aspettative. E'
l'istinto
che fiuta il raggiro e mette in moto le nostre capacità di difenderci e
proteggerci. Si dice infatti spesso "ho sentito istintivamente che potevo
fidarmi" - oppure - "l'istinto mi ha detto che qualcosa non era come
sembrava".

Se una persona per sentirsi accettata si adatta sino a rinnegare la propria
autentica identità, si contiene sino a non esprimere il proprio pensiero si
allontanerà dal proprio istinto e, giorno dopo giorno, non riuscirà più ad
udire la sua voce. Vivere una vita simulata e solo d'apparenza ammutolisce e
mortifica l'istinto.

Quando l'istinto è stato danneggiato va aiutato a recuperare la sua funzione
primaria. Se si rompe una gamba non possiamo camminare allo stesso modo e si
farà di tutto per ripristinare la sua funzionalità. Lo stesso vale per
l'istinto.
Poiché non è visibile è più difficile riconoscere quando qualcosa si è
spezzato tra noi e il nostro istinto ma se ne possono vedere le conseguenze.

Una persona con un istinto vitale danneggiato non si accorge quando qualcuno
in buona, o cattiva fede, cerca di fregarla, strumentalizzarla, manipolarla.
Come ogni altra capacità anche quella di percepire può essere allenata.
L'istinto
è una qualità interiore. Per allenarla occorre stare connessi con la propria
interiorità.

Vivere secondo ciò che ci corrisponde senza troppe finzioni che lo fanno
cadere in letargo. Se continuiamo a raccontargli che tutto va sempre bene,
che siamo sempre solo d'accordo, che ci piace anche quello che non
sopportiamo per il timore di prendere posizione, di perdere qualcuno o
qualcosa, per paura di essere giudicati, o esclusi, l'istinto si
intorpidisce, perde la sua forza vitale.

Quando siamo in contatto con noi stessi si delinea più facilmente la scelta
da prendere. Sviluppare un buon istinto ed il potere che ne deriva implica
imparare ad osservare e comprendere anche le forze negative e gli squilibri
dentro e fuori.

L'istinto fa vedere il cuore buono, oltre l'azione cattiva. La dolcezza
sotto la corazza di durezza. L'insicurezza dietro il bisogno di tenere tutto
e tutti sotto controllo. L'invidia strisciante nascosta sotto un finto
sorriso; una finta cordialità, la paura e la mancanza di coraggio di chi
oppone sempre resistenze al cambiamento.

Vedere alcuni aspetti di sé e degli altri può essere una conoscenza
difficile da sopportare, sino al punto che si preferirebbe spegnere la luce
dell'istinto pur di non vedere. Per dirlo con le parole dello scrittore Alan
Alda "dovete abbandonare la città del comfort per addentrarvi nel mondo
selvaggio dell'intuizione. Quello che scoprirete sarà magnifico, perché
scoprirete voi stessi".

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