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SCHEDA ARTICOLO N. «00938»

CLASSIFICAZIONE: 5
TIPOLOGIA: AFFINE
AUTORE: ANTHONY DE MELLO
TITOLO: STORIE MUSULMANE
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TESTO ARTICOLO



I PIEDI RIVOLTI
VERSO LA MECCA

Un santo sufico partì in pellegrinaggio per la Mecca. Giunto nei pressi
della città, stanco del viaggio, si sdraiò sul ciglio della strada. Si era
appena addormentato
quando fu svegliato bruscamente da un pellegrino assai adirato.
"In questo momento tutti i fedeli si inchinano verso la Mecca e tu te ne
stai con i piedi rivolti verso il santuario. Che razza di musulmano sei?" Il
sufi non si
mosse; apri gli occhi e disse:
"Fratello, vorresti essere così gentile da girare i miei piedi in modo che
non puntino più verso il Signore?"

--

LA PREGHIERA DELLA DEVOTA VISHNU

"Signore, ti chiedo perdono per tre miei peccati gravi: il primo è che mi
sono recata in
pellegrinaggio in molti tuoi santuari, senza pensare che tu sei presente in
ogni luogo; il secondo è che ho invocato spesso il tuo aiuto,dimenticando
che tu sai meglio
di me ciò di cui ho bisogno; e infine, ecco che vengo a chiederti perdono
dei miei
peccati, pur sapendo che sono già stati perdonati prima ancora di essere
commessi".

--

LA PREGHIERA
DELL'ALFABETO

Un racconto hasidico:

Un contadino povero, nel rincasare la sera tardi dal mercato, si accorse di
non avere con sé il suo libro di preghiere. Al suo carro si era staccata una
ruota in mezzo al
bosco ed egli era angustiato al pensiero che la giornata finisse senza aver
recitato le
preghiere.

Allora pregò in questo modo:

"Ho commesso una grave sciocchezza, Signore. Sono partito di casa questa
mattina senza il mio
libro di preghiere e ho così poca memoria che senza di esso non riesco a
formulare neppure
un'orazione. Ma ecco che cosa farò: reciterò molto lentamente tutto
l'alfabeto cinque volte
e tu, che conosci ogni preghiera, potrai mettere insieme le lettere in modo
da formare le preghiere che non riesco a ricordare".

Disse allora il Signore ai suoi angeli:
"Di tutte le preghiere che oggi ho sentito, questa è senz'altro la più
bella, perché è nata da un cuore semplice e sincero".



NARADA PORTA
UNA SCODELLA DI LATTE

Il saggio indiano Narada era un seguace del dio Hari. Egli era così devoto
che un giorno gli
venne la tentazione di pensare che non c'era al mondo nessuno capace di
amare Dio come lui.

Il Signore lesse nel suo cuore e gli ordinò:
"Narada, va' sulle rive del Gange, e cerca la città dove vive uno dei miei
devoti. La sua compagnia ti farà bene".

Narada fece come gli era stato ordinato e trovò un contadino che si alzava
presto la mattina,
pronunciava una sola volta il nome di Hari, poi prendeva l'aratro e si
recava a lavorare tutto
il giorno nei campi. La sera, poco prima di addormentarsi, pronunciava
ancora una volta il nome di Hari. Narada pensò:

"Come può questo zotico essere un seguace di Dio, se sta tutto il giorno
immerso nelle cure terrene?"

Allora il Signore comandò a Narada:

"Riempi fino all'orlo una scodella di latte e con essa fai il giro della
città.
Poi torna indietro senza versarne neppure una goccia". Narada fece come gli
era stato ordinato.

"Quante volte ti sei ricordato di me mentre facevi il giro della città?",
chiese il Signore.
"Neppure una, Signore", rispose Narada.
"Come avrei potuto, dal momento che tu mi hai ordinato di stare attento alla
scodella del
latte?" Spiegò il Signore:
"Quella scodella ha assorbito la tua attenzione a tal punto che ti sei
completamente
dimenticato di me. Che dire invece di quel contadino, il quale, nonostante
il peso della
famiglia da mantenere, si ricorda di me due volte al giorno?"



POSSO ESSERLE D'AIUTO?

Nella chiesa vuota, un prete notò una donna che stava seduta con la testa
fra le mani.
Trascorse un'ora, poi due, e lei era ancora lì. Pensando di avere a che fare
con un'anima in
crisi e desideroso di recarle conforto, egli si avvicinò alla donna e disse:
"Posso esserle di aiuto?"
"No, grazie Padre", rispose,
"sto già ricevendo tutto l'aiuto di cui ho bisogno".

...Finché non sei venuto tu a interrompermi!....



AKBAR E IL NAMAAZ

Un giorno il sultano Akbar era a caccia nella foresta. Quando fu l'ora della
preghiera della
sera, scese da cavallo, stese per terra una stuoia e si inginocchiò a
pregare come fanno tutti
i bravi musulmani in ogni parte del mondo.

Proprio in quel momento una contadina, sconvolta per la scomparsa del
marito, che era uscito di
casa quella mattina senza più farvi ritorno, passò di lì di tutta corsa alla
ricerca disperata
del consorte. Era talmente preoccupata che non si accorse neppure della
figura inginocchiata
dell'imperatore e vi incespicò; quindi si rialzò e, senza neppure una parola
di scusa, corse a
perdifiato nel fitto della foresta.

Akbar fu molto seccato dell'interruzione ma, da bravo musulmano, osservò la
regola che proibiva di parlare durante il namaaz.

Quando egli aveva quasi finito di pregare, la donna ritornò tutta felice,
insieme al consorte
ritrovato e, alla vista dell'imperatore e del suo seguito, fu sorpresa e
spaventata.Akbar sfogò contro di lei la sua collera, urlando:

"Giustifica la tua condotta irriverente o sarai punita!"

La donna si sentì improvvisamente piena di coraggio, guardò in faccia
l'imperatore e disse:
"Vostra Maestà, ero così assorta dal pensiero di mio marito che non vi ho
visto, neppure
quando, come dite, sono inciampata su di voi. Durante il namaaz voi eravate
assorto in Uno che
è infinitamente più prezioso di mio marito, come mai allora vi siete accorto
di me?"

L'imperatore tacque pieno di vergogna e in seguito confidò ai suoi amici che
una donna di
campagna, che non era una persona colta, né un mullah, gli aveva insegnato
il vero significato della preghiera.

--

Il mistico musulmano Farid fu spinto dai vicini a recarsi a Delhi, presso la
corte
dell'imperatore Akbar, per chiedergli di aiutare il villaggio. Farid entrò
nel palazzo e trovò
Akbar che pregava. Quando questi finalmente ebbe terminato, Farid gli
domandò:

"Per che cosa avete pregato?"

"Ho chiesto all'Onnipotente di concedermi successo, ricchezza e lunga vita",
fu la risposta.

Allora Farid fece un rapido dietrofront e se ne andò, pensando dentro di sé:
"Sono venuto per incontrare un imperatore e invece ho trovato l'ennesimo
accattone!"

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