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SCHEDA ARTICOLO N. «00949»

CLASSIFICAZIONE: 4
TIPOLOGIA: CONGENERE
AUTORE: PIETRO MANCUSO
TITOLO: CHI SONO IO
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TESTO ARTICOLO

- Chi sono io -

"... Suvvia, entri dentro chi ha cuore e segua le sue orme nei penetrali;
non senza però, aver lasciato fuori le visioni dei suoi occhi mortali e
guardarsi bene dal volgersi indietro a quei corpi un tempo splendenti"

(Plotino Enneadi I,6,VIII)

(a cura di Pietro Mancuso)

1. La voce dell'antico e sacro cantore che vide in sé stesso la genesi e
il dispiegarsi del cosmo, il suo Ordine e il ritorno di esso nella Sorgente
immanifesta della creazione ci giunge attraverso i secoli trasmessa dalla
bocca all'orecchio di noi, iniziati ai misteri della Conoscenza Suprema.
Questa voce non rinvia ad un tempo e a uno spazio del passato ma a Colui che
è oltre il tempo e lo spazio. Rinvia a Colui che, adesso e ora, è presente a
sé stesso, rinvia a Colui che é. Ragion per cui, per quanto antica, questa
voce esprime una Eterna Novità immanente la creazione. Sintonizzarsi con la
Tradizione iniziatica significa abbeverarsi alla sorgente inesauribile dello
Spirito che sempre sgorga. Quell'Acqua di vita è la linfa vitale che dal
Padre fluisce nell'Albero Cosmico della manifestazione e poi, al Padre, fà
ritorno nel ritmo incessante dell'Amore o Respiro Cosmico. Il Sé conosce il
Sé e si Ama. "Può l'Amore volere o desiderare l'Amore se è esso stesso
Amore? (Raphael)".

2. Generazioni di Veggenti di ogni luogo, di ogni tempo di ogni razza e fede
cantano in coro l'unitarietà di tutto ciò che esiste e, nel contempo,
cantano le lodi del Padre, dell'Acosmico Signore, le lodi dell'Abisso
inperscrutabile della divinità in sé. Le lodi del Silenzio metafisico.

3. Generazioni di veggenti cantano che l'ente uomo è incastonato nel cosmo.
Il microcosmo è identico al macrocosmo quel che c'è là c'è anche qui, quel
che non c'è qui non lo si trova da nessuna parte. Conoscere sé stessi quindi
è conoscere il macrocosmo. Essendo la Radice di noi stessi . identica a
quella del macrocosmo ed essendo Quella Radice immutabile, indivisibile,
realizzare la Radice di noi stessi è realizzare la Radice del cosmo.

4. "Certo è inconoscibile la natura di colui al quale appartengono tutte le
grandezze .. ma se - nella sua sovrabbondante dolcezza - desidera darne
conoscenza affinché lo si conosca, egli può. (Trattato Tripartito)".

5. La via iniziatica quindi è via di ritorno alla Sorgente, è via di
risalita. Del respiro del Padre che percorre l'Albero della Vita è il flusso
ispiratorio, il flusso che dal molteplice va all'Unità Principiale, laddove
il flusso espiratorio va dall'Unità Principiale al molteplice. La prima è
via di soluzione delle forme e dei nomi, via di astrazione da tutte le sfere
di esistenza. La seconda è via di coagulazione dei nomi e delle forme, via
di manifestazione dei piani esistenziali.

6. Percorrere la via iniziatica, quindi, significa risalire, in noi stessi,
gli strati della manifestazione. Conoscere sé stessi è quindi conoscere la
manifestazione nella sua interezza per immergersi nella propria reale
natura . che trascende e misteriosamente è immanente la creazione.

7. Il punto di partenza è quindi una domanda : "chi sono io?".

8. Fermati e raccogli la tua attenzione, fai una pausa in quel che stai
facendo e chiediti "chi sono io?" . bada però di non dare una risposta.
Attendi la risposta in silenzio . attendi la risposta della parte più
nascosta e radicale di te stesso, ricorda: "fra conoscere intellettualmente
un concetto e realizzalo invero nella coscienza c'è un'abisso, un
incommensurabile abisso . senza sostegni (Raphael)".

9. La nostra Reale natura è la Costante che sostiene lo spettacolo sempre
cangiante dei mondi. Sullo schermo immutabile della pura Coscienza le ere si
susseguono, nel loro incessante fluire e rifluire. Occorre quindi
discriminare fra ciò che sempre è, e per ciò stesso è Reale, e ciò che ha un
inizio, una durata e una fine e, per ciò stesso, è irreale. Dire che un dato
è irreale non significa dire che è un non esistente, come il figlio di una
donna sterile o le corna di una lepre, ma solo che è transeunte, è un
istante di sogno nell'eternità.

10. Una via iniziatica non è per i più. I più sono assetati di mistero, di
poteri materiali o psichici; sono bisognosi di adattabilità con la vita
profana, hanno necessità di conforto psicologico e di commiserazione. I più
amano perpetuare la propria incompiutezza, amano accentuare i valori mondani
o celesti e "suonare le trombe" nelle piazze. I veri Filosofi dell'Arte non
amano le piazze e i circoli salottieri, essi non sono rumorosi perché sono
profondamente meditativi, perché non possono disperdere le proprie energie:
chi sta tentando di "morire da vivo" non può permettersi distrazioni,
commiserazioni e l'ascolto di sciocchezze e bagattelle. Ogni ente deve saper
trovare il suo giusto posto, deve saper adempiere il suo dharma (Raphael
Triplice via del Fuoco I,24)

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