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SCHEDA ARTICOLO N. «01002»

CLASSIFICAZIONE: 4
TIPOLOGIA: CONGENERE
AUTORE: GUIDO DA TODI
TITOLO: ILDIO DELLA BHAGAVAD GITA
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TESTO ARTICOLO

- IL DIO DELLA BHAGAVAD GITA -

(di Guido Da Todi)

(In risposta alla lista Saibaba - in www.esonet.org )



(scrive )

Anche perche'... difficile trovare qualcosa di pertinente alla spiritualita'
o alla Tradizione che possa essere considerato "altro" dall'insegnamento di
SB, Ramana, Platone, Shankara, Gaudapada, Ramakrishna, etc.

(X)

°°°°°°°°°°°°°°°°°°

(si accoda Guido..)

Caro amico mio...

me ne stanno succedendo delle belle...

Intanto, s'inizia questo benedetto cammino - chi da giovane eta', chi
piu'avanti - per quelle pulsioni che, come tutti oramai sappiamo, paiono
casuali.

Si studia, si cerca, si sperimenta, si serve...si comincia ad amare...

Passa, ciclo dopo ciclo. Quello dell'assimilazione, lentamente - ma, solo
volutamente - si trasforma in creativita', estroflessione, servizio.

Personaggi vicini a noi, o autori di testi spirituali, o anche istruttori ci
attraggono - uno dopo l'altro; si resta fedeli ad uno di essi...a due, a
tre.

Poi, ci scelgono anche degli ideali; dei concetti privilegiati. E si
comincia a preferire la cosiddetta verita', il simbolo, la spogliazione
completa d'ogni forma, sia letteraria, che umanizzata.

Risale proprio a due giorni fa l'arrivo, nella mia casella postale, di una
serie di scritti , da parte di un gentile signore francese; che non
conoscevo.

Si tratta di rituali ricercati sulla massoneria, sul martinismo, sui cicli
di una complessa astrologia segreta.

Debbo confessarti - e confessare a tutti voi - che sono rimasto imbarazzato
a scorrere questi testi francesi. Certamente, qualcuno - e non chi me li ha
spediti - si sarebbe addolorato se avesse visto tante gestite
in modo cosi' spigliato.

Conosco un certo tipo d'individui....

E non credere, o crediate, che si trattasse d'ammenicoli
letterari-esoterici.

Esiste, nei testi di cui parlo, un grosso potenziale di gioia e
soddisfazione per coloro che amano il raffinato e rarefatto cerimoniale
degli Ordini segreti....

Il signore cui accenno mi scrive, dalla Francia:

"..E'solo affinche' che le invio queste verita' e
quanto lei riceve...>

Non sono certamente cose inutili. Nulla e' inutile lungo il sentiero.

Eppure, nutro una grossa perplessita' nel rispondere a questo confratello.

Cosa dirgli?

E cosa rispondere all'altro amico che chiede lumi e luce sui e
sulla , nella lista Esonet?

Che i Signori degli Anelli (oh, pardon!...dell'India) mi hanno giocato un
bel servizio, oramai?...

E cosa dire a te, a voi?...

Sta di fatto che, in retrospettiva, osservando quel di
atteggiamenti simbolici (nei rituali massonici, ed in quelli martinisti);
scorrendo (che' solo questo ho fatto) i contenuti delle formule proposte ai
neofiti; e cosi' via dicendo, mi sono trovato tra le braccia un pesante
congegno di raffinata esistenzialita', con degli uomini che lo spingevano,
qui e la', e, mano a mano, s'innalzavano in una torre complessa e intricata
di parole, di atti, di forme.

Poi, di colpo, ho visto che era interamente l'Uno!

E' proprio cosi', mio caro amico e collega in Dio. Proprio cosi'.

Non so piu' cosa fare, oramai, amatissimo fratello in Dio....

Dire sarebbe, forse, cosa parziale. Ma, esplicito in me
il riconscimento verace che ogni azione, ogni filosofia, ogni situazione,
ogni stortura, ogni perfezione ha - come dire - un alito, una presenza, un
sussulto significativo in se'.

Attenzione, per me [tutto non e' Dio]; ma, [Dio e' in tutto]. E tutto e' il


Oggi, come ogni sera, stavo innaffiando le piante di pomodoro che ho nel
terreno, accanto a casa mia, ed i peperoni, e le zucchine, e le insalate..
..
E vedevo e scorrere l'acqua sul 'Corpo di Dio'.

Ecco: ...

Credo, allora, che - alla fine - anche l'ultima forma ti si sgretoli tra le
mani.

Ed allora ne vedi una sola.

Ed accetto ogni tua - e vostra - magnifica asserzione, di conseguenza,
mentre ci si trova .

Il tutto - per quanto se ne possa dire - e' una percezione di globalita',
senza perimetri; e', sicuramente, intraducibile.

Ma, del e', appunto, il Logos.

Dovremmo, infine, riuscire a metterci d'accordo - con piu' consensi nelle
nostre capacita' reciproce di - su di questo.

Il Tutto e'.

Ed e'

Basta.

Ma, la del tutto e', invece, il Dolcissimo, l'Inesauribile, il
Nettare della Presenza.

Attendo anch'io il lavoro sulla Bhagavad, perche' insegnerebbe e
rinfrescherebbe di molto la nostra innata sete di armonie sublimali.

Tu, mio caro amico, puoi fare ancora distinzioni sulle varie vie: Bakty,
Janana...e cosi' via?

Io non ci riesco piu'.

Eppure, sarei veramente un vile ed ometterei un diritto-dovere morale se
affermassi che il Tenero Amico non e' presente in ogni istante della mia
vita, e della mia 'non vita'.

Perche' non dovrei emanare la mia nota di speranza e di fiducia a tutti
coloro che soffrono e che cercano e che credono che la vita sia soltanto il
suono della forma, omettendo di testimoniare che l'Uno parla carnalmente>, tra le pagine della Bhagavad Gita; e fuori di questa?

Perche' non annunciare loro che lo Spirito delle cose ha il potere di
radiare in essi, e di farsi riconoscere come Verbo, come Amico, come Amante
e come quella Presenza che ha il potere di testimoniarsi, al di fuori di
ogni dubbio, a tutti noi?

Perche' non ripetere che nessun risultato di qualunque nostra azione, nei
tre mondi, ha sia pur la piu' pallida immagine di perfetta letizia che ti
offre l'unione della Yoga Suprema?....

...Ed ecco che riprendo a concordare con te...

...Me ne succedono, quindi, delle belle....

A prescindere dalle forme, con cui si ammanta ogni individuo che incontro,
ogni situazione che vivo, e l'esistenza complessa intera che percepisco,
ogni cosa mi si unifica, interiormente, nello Spirito, che e' il nostro
Signore Uno: l'unita'delle cose tutte.

A maggior ragione, quindi - amato fratello - le teorie, le filosofie, i vari
sentieri, ed uomini - pervenuti alla luce, o meno - sono l'organismo
medesimo della Vita - che esorto tutti voi, insistentemente, con ansia, e
con infinito amore, a riconoscere come il Logos ; percepibile,
proprio come e' la natura ultima dello stesso.

E' riportato, nella Bhagavad (ma, forse, con maggior perizia di me, il
circolo di studio sapra' commentarne le ) che Arjuna,
quando il Benedetto gli mostro' - un Volto
che era Tutto, ed in cui si esprimeva l'orrore della vita, come la sua
gioia; in cui si aprivano le fauci della morte, che ingoiavano eserciti, e
nel cui flusso generale e rombante, solo il palpito del cuore di Dio si
percepiva; e' riportato nel Testo Sacro che Arjuna supplicasse di
riprendere le sembianze personali, gia' note a lui ed agli altri.

Cosa che l'Uno fece.

E solamente l'irriducibile intelletto - che prelude Buddhi - insistera', non
solo nel vedere una differenza tra queste due Manifestazioni, ma nel
resistere all'aspetto che rappresenta il finale filo d'Arianna della
ricerca: l'Aspetto Personale, raggiunto tramite l'amore per il cosmico e per
l'universale.

Esiste una Fiamma, accanto a me, a te, a tutti voi; una Fiamma che - in
passato - ha assorbito completamente Aurobindo, Gandhi, Ramakrishna,
Vivekananda, Paramahansa Yogananda, Cristo, Maometto, S. Francesco, S.
Teresa del Bambino Gesu'...

Spesso, me ne rimango come un contadino ignorante, con la testa (rasata)> (come si dice a Napoli), ed il cappello tra le mani, innanzi alle
vostre sinceramente dotte dispute, ....

Vorrei intervenire, dire qualcosa...

Ed ammetto la mia pochezza nel non sapere, in quei momenti, inserirmi,
affermando - coraggiosamente - che l'Uno puo' parlare ad ognuno di voi,
proprio come vi dice , ogni mattina, la prima persona che
incontrate...

Quando il figlio di Dio - l'uomo comune - partorisce l'Uno (Oh, Madre,
Figlia di tuo Figlio!..) e' pura illusione sostenere che si possa
confezionare un qualunque a codesto Assoluto.

Sara' Lui, da qual momento, a colloquiare ed a condurre ogni ulteriore
abbrivio della nostra esistenza.

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