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SCHEDA ARTICOLO N. «01059»

CLASSIFICAZIONE: 5
TIPOLOGIA: AFFINE
AUTORE: ANTHONY DE MELLO
TITOLO: COGLIERE OGNI ATTIMO CHE VIVIAMO
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TESTO ARTICOLO

Il nostro amico Anthony De Mello

da: DOVE NON OSANO I POLLI

Anthony De Mello EDIZIONI PIEMME S.P.A.

...................................

"Accettare il perdono"

Con Dio, vige la stessa affettuosa inclinazione al perdono. Egli ha il
potere di
ricavare il bene dal male. Accettate l'affettuosa inclinazione al perdono di
Dio
e lasciate che risvegli il vostro "io migliore".

C'e' una leggenda che riguarda Pietro, dopo che aveva rinnegato Cristo. Si
sentiva talmente in colpa per cio' che aveva fatto che pensava che Gesu' noo
n
lo avrebbe mai potuto perdonare. Assillato da questo pensiero, ando' a
Gerusalemme e si confido' con la Madonna: "Cosa puo' pensare Cristo di me?
Ormai
non posso piu' aspettarmi il perdono". Maria rispose: "Ricorda, Pietro, cio'
che
ti ha detto lui stesso. Non sette volte, ma settanta volte sette. Gesu' ti
ha
perdonato da tempo. Ora sei tu che devi imparare a perdonare te stesso."

Non permettete al senso di colpa di rendervi inermi.

Tony de Mello sottolineava che il senso di colpa e' egoistico, egocentrico.
E'
l'orgoglio ribaltato. Significa rammaricarsi non tanto del danno causato,
quanto
del fatto che si e' in colpa. Ricordate che un peccato e' perdonato prima
ancora
di essere commesso. E dunque perdonatevi, credete in voi stessi, sapendo che
Cristo vi ha gia' perdonati. La miscredenza piu' dannosa in assoluto e' il
non
credere in se stessi. Se non si affronta questo aspetto, puo' annientare il
desiderio di risvegliarsi. Se amate la vostra vita, la vita vi amera' a sua
volta

. ...................

L'arciere infallibile

Quando l'arciere tira senza ambire a un premio particolare, mette in mostra
tutta la sua abilita'; quando tira per vincere una fibbia d'ottone, comincia
a
diventare nervoso; quando tira per una coppa d'oro, diventa cieco, vede due
bersagli, e perde la testa. Le sue capacita' non sono andate perdute, ma il
premio lo turba. La tensione della vittoria lo indebolisce, l'ambizione
annebbia
la sua vista

. ..................

L'amore piu' grande

Un ragazzo di otto anni aveva ucciso il padre e la madre. Potete immaginare
cosa
puo' essere successo a questo ragazzo per diventare cosi' violento
nonostante la
sua tenera eta'. Varie volte venne arrestato per aver organizzato rapine a
banche. La polizia non sapeva cosa fare: era minore, non lo si poteva
processare, o arrestare, e neppure rinchiuderlo in un riformatorio, poiche'
avrebbe dovuto avere almeno dodici anni. Chiamarono il padre Flannagan
(N.d.R:
il fondatore della famosa "Citta' dei ragazzi") e gli chiesero: "Accetta di
prendere questo ragazzo?". Il sacerdote rispose: "Chiaro! Mandatemelo qui!".
Molti anni dopo, il ragazzo scrisse la sua storia: "Mi ricordo del giorno in
cui
stavo viaggiando alla volta della Citta' dei Ragazzi in quel treno, con un
poliziotto. Pensavo: "Mi stanno mandando da un prete. Se questo tale viene a
dirmi che mi ama, lo faccio Fuori"".

Ed era un assassino! Cosa avvenne? Arrivo' alla Citta' dei Ragazzi; busso'
alla
porta di padre Flannagan che disse: "Avanti!". Il ragazzo entro' e padre
Flannagan gli chiese: "Come ti chiami?". E il ragazzo: "Dave, signore". E
padre
Flannagan: "Dave! Benvenuto alla Citta' dei Ragazzi. Ti stavamo aspettando!
Adesso che sei qui, da' un'occhiata in giro, tanto per conoscere il posto.
Sai
che tutti qui lavorano per vivere? Qualcuno ti fara' vedere tutto. Forse
potrai
scegliere un'attivita' che ti piaccia. Comunque, per ora va' a riposare.
Prendi
visione del posto. Adesso puoi andare. Ci vedremo piu' tardi".

E il ragazzo disse che quei pochi secondi cambiarono la sua vita. Sapete
perche'? "Per la prima volta in vita mia guardai negli occhi un uomo che,
senza
usare parole, non diceva che mi amava, ma: "Tu sei buono, tu non sei
cattivo, tu
sei buono!""

. .........................

La risposta

Un discepolo disse al suo guru che sarebbe andato in un luogo lontano per
meditare, nella speranza di tornare illuminato. Cosi', ogni sei mesi, il
discepolo spediva al guru una lettera per riferirgli dei progressi che stava
compiendo.

La prima lettera diceva: "Ora capisco cosa significa perdere l'io". Il guru
straccio' il foglio e lo butto' nel cestino della carta. Dopo sei mesi
ricevette
un'altra lettera, che diceva: "Ora ho raggiunto la sensibilita' nei
confronti di
tutti gli esseri viventi". Il guru la strappo'. Una terza lettera diceva:
"Ora
capisco il segreto dell'unita' e della molteplicita'. Anche questa fu
stracciata.

La cosa ando' avanti per quattro anni e poi non arrivarono piu' missive.
Dopo un
po' il guru comincio' ad incuriosirsi e, dato che un viaggiatore si stava
dirigendo verso quel luogo lontano, il guru gli chiese: "Perche' non vai a
scoprire cosa ne e' stato di quel discepolo?". Finalmente ricevette una
lettera
dal giovane. C'era scritto: "Cosa importa?".

E quando il guru l'ebbe letta, esclamo': "Ce l'ha fatta! Ce l'ha fatta!
Finalmente ha capito!".

.........................

La luna

Il grande maestro di Zen Riokan viveva una vita semplicissima ai piedi di
una
montagna. Un giorno che lui non era in casa un ladro penetro' nella sua
capanna,
ma non vi trovo' nulla da rubare. In quel momento, il maestro rientro',
trovo'
il ladro nella capanna e disse: "Devi essere venuto da molto lontano per
incontrarmi, non te ne puoi andar via a mani vuote". Cosiì ' gli diede le
sue
coperte e i suoi vestiti.

Il ladro, frastornato, prese coperte e indumenti e se la svigno'. Quando se
ne
fu andato, il maestro sedette sulla soglia della capanna e guardo' la
splendida
luna piena, pensando: "Poveretto, avrei voluto potergli dare questa
splendida
luna!"

............................

Cogliere ogni attimo che viviamo

Di una cosa c'e' bisogno per essere vivi: essere ora. Cosa significa?
Anzitutto
significa capire qualcosa che pochissime persone capiscono, ovvero che tanto
il
passato quanto il futuro sono irreali, e che vivere nel passato, o nel
futuro
equivale a essere morti. So bene che il passato ha cose meravigliose; che
dal
passato possiamo imparare molto; che il passato ci ha influenzato e
plasmato,
ecc. Perfetto! Ma esso non e' reale! Noi dobbiamo progettare il futuro.

Infatti, se non aveste progettato il futuro, con ogni probabilita' ora non
mi
stareste ascoltando. Il futuro pero' non e ' reale, e' una nozione nella
nostra
testa. E nella misura in cui vivrete nel futuro, o nel passato, non sarete
ora,
non sarete qui. Viviamo nella cultura del futuro. La cultura del domani.
Domani
saro' felice; domani vivro'. Quando saro' alle superiori, vivro', quando
saro'
all'universita', vivro'. E quando si arriva all'universita' si dice: "Quando
mi
sposero', vivro'".

E una volta sposati: "Quando i figli saranno cresciuti, vivro'".

Quando i figli saranno grandi, non saprete piu' cosa significa vivere! Con
ogni
probabilita' morirete senza aver vissuto

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