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SCHEDA ARTICOLO N. «01112»

CLASSIFICAZIONE: 4
TIPOLOGIA: CONGENERE
AUTORE: AMADIO BIANCHI
TITOLO: COME ALLEVIARE I PIÙ COMUNI DOLORI AL COLLO, ALLE SPALLE E ALLA SCHIENA, CON LE MANOVRE DELL'ANTICO STRETCHING DEI MONASTERI INDIANI -
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TESTO ARTICOLO

- COME ALLEVIARE I PIÙ COMUNI DOLORI AL COLLO, ALLE SPALLE E ALLA SCHIENA,
CON LE MANOVRE DELL'ANTICO STRETCHING DEI MONASTERI INDIANI -

(di AMADIO BIANCHI)

I disturbi che lo stress, o una errata posizione, mantenuta per lungo tempo,
possono causare, sono molti : il più classico è rappresentato da quel
fastidioso dolorino interno che si presenta fra le scapole.

Tipica è anche la "somatizzazione" di tensione sulle spalle o nel collo che
determina la contrazione sia dei "trapezi", i muscoli fra le spalle ed il
collo, sia degli "spinali allungati", muscoli che salgono a lato delle
cervicali.

In presenza di tali disturbi si è in genere disorientati, in quanto molto
difficili da rimuovere con semplici esercizi. Talvolta si ricerca un po' di
sollievo con mezzi artificiali come le pillole antidolorifiche ma, trascorso
il loro effetto, riaffiora il dolore.

Naturalmente, ognuno, dovrebbe impegnarsi per comprendere e rimuovere le
cause dei disagi, adottando come conseguenza un nuovo stile di vita e
posizioni più naturali, alternate da esercizi di scioglimento.

Un rimedio naturale ed immediato, tuttavia, potrebbe essere costituito dall'
applicazione di manovre dell'antico stretching dei monasteri indiani

In alcuni eremi indiani (detti Ashram) dove le lunghe pratiche di preghiera,
concentrazione e meditazione costringono i monaci per ore immobili, in
posizione seduta, dove cioè, per lasciare più spazio ad un livello
contemplativo-ascetico, l'attività fisica è pressoché assente, si pratica
una sorta di stretching a due, il quale permette al corpo di ritrovare una
certa elasticità e alla colonna vertebrale l'assetto ideale per proseguire
nelle pratiche.

Anche ai "meditanti" capita di provare tensione nel collo, nelle spalle e
nella parte alta della schiena o addirittura un fastidioso dolorino tra le
scapole dovuto al mantenimento di una posizione sbagliata, proprio come all'
impiegato che per molte ore sta seduto nella scrivania del suo ufficio,
soprattutto oggi con l'avvento dei computer.

Per vincere il disagio causato dal dolore, ecco la sequenza che vi consiglio
:

collocate il soggetto da trattare in posizione seduta sul pavimento e con la
schiena il più possibile diritta. Massaggiate i trapezi muovendo i pollici
dal basso verso l'alto con insistenza per provocarne la decontrazione.
Aumentando gradatamente la pressione, fate in modo che la vostra azione
possa giungere più in profondità nei muscoli elevatori delle scapole e in
alto, sul collo, nei semispinali.

Dopo aver posizionato il braccio destro in sospensione statica, ripiegato e
parallelo al pavimento, con il taglio della mano, reso morbido dalle dita
aperte e flessibili, percuotete il trapezio (avendo cura di non percuotere
la cuffia dei rotatori), poi il deltoide e il braccio fino al gomito.

Con la sinistra afferrate la mano destra del soggetto e, se vi è possibile,
portatela sulla colonna vertebrale tra le scapole. Mentre con la stessa mano
spingete decisamente, con la destra tirate con precauzione. Questa manovra
concorre ad eliminare l'indolenzimento talvolta presente nell'area dorsale.

Sciogliete la posizione precedente e con cautela fate ruotare il braccio
fino a portare il dorso della mano destra in prossimità del centro fra le
scapole. La vostra mano destra spingendo delicatamente sul gomito aiuta la
mano del paziente a raggiungere la posizione.

Possiamo considerare questa manovra una estensione e controposizione della
precedente. Mentre la mano sinistra esercita una consistente pressione sulla
mano del soggetto e per conseguenza sulle dorsali, la destra tira
delicatamente il gomito destro.

Il braccio viene ora sollevato e mantenuto fermo, parallelo al pavimento
dalla vostra mano sinistra mentre con la destra fate ruotare l'avambraccio
prima verso l'alto e poi verso il basso. Tale movimento e diretto allo
"sblocco" della cuffia dei rotatori donandole salute, elasticità e
scioltezza.

Appoggiate, in seguito, il ginocchio destro più in alto che potete sulle
dorsali, posizionandolo un po' di sbieco per non far male (la colonna
vertebrale va collocata a lato della rotula), quindi tirate verso di voi
risolutamente le spalle con entrambe le mani e mantenete la trazione per
almeno 15/20 secondi.

Sospingete in avanti il busto per consentire al ginocchio di scendere di un
paio di vertebre e ripetete la trazione mantenendola con rinnovato vigore.
Poi ancora scendete di altre due vertebre e fatelo di nuovo. Queste trazioni
sono un "toccasana" per i disturbi dorsali e spesso riescono da sole ad
annullare i dolori di questa zona.

Sedetevi sul pavimento ad una certa distanza, appoggiate la pianta del piede
destro sulla colonna vertebrale tra le scapole, afferrate i polsi e tirate,
anche in questo caso, almeno per 15/20 secondi, invitando la persona a
rilassarsi completamente verso di voi. Ripetete afferrando prima le braccia
ripiegate all'altezza dei gomiti ed infine, mentre il piede rimane sempre
fermo nella stessa posizione, le spalle.

In conclusione, proponete alla persona di incrociare le braccia e portare le
mani sulle scapole. Mentre collaborate tirando per i gomiti, lo invitate a
respirare profondamente e trattenere il respiro. L'aria contenuta nei
polmoni, messa sotto pressione, provocherà una spinta verso l'esterno che
parzialmente compenserà l'effetto di tutte le manovre di inarcamento fin qui
eseguite.

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