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SCHEDA ARTICOLO N. «01159»

CLASSIFICAZIONE: 3
TIPOLOGIA: YOGA
AUTORE: PARAMAHANSA YOGANANDA
TITOLO: YOGANANDA RICORDA IL SUO GURU, SRI YUKTESWAR
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TESTO ARTICOLO

Yogananda ricorda il suo Guru Sri Yukteswar
(tratto da: Autobiografia di uno Yogi)

Sri Yukteswar era nel suo comportamento riservato e assai positivo. Non
vi era nulla in lui del vago, o sciocco visionario. I piedi saldamente
poggiati sulla terra, aveva la mente ancorata nel porto del cielo.
Ammirava la gente pratica. "Santità non vuol dire ottusità. Le
percezioni divine non rendono incapaci!", egli diceva. "L'espressione
attiva della virtù affina anche la più acuta intelligenza".

Il mio Guru era restio a discutere di temi metafisici. La sua sola aura
"meravigliosa" era quella di un'estrema e perfetta semplicità. Nella
conversazione schivava gli argomenti sorprendenti: nell'azione si
esprimeva con naturalezza. Molti Maestri parlavano di miracoli, ma non
erano capaci di farne; Sri Yukteswar raramente citava le leggi segrete;
ma, segretamente le metteva in pratica a volontà.

"Un uomo che ha realizzato il Sé non attua alcun miracolo, se prima non
ne ha avuto l'autorizzazione interiore", spiegava il maestro. "Dio non
desidera che i segreti della Sua creazione vengano rivelati a
chicchessia. Inoltre, ciascun individuo a questo mondo ha l'inalienabile
diritto al suo libero arbitrio. Un santo non interferirà mai con tale
indipendenza". (Nota: Non date ciò che è santo ai cani e non gettate le
vostre perle dinanzi ai porci, che talora non le pestino coi piedi e,
rivoltatisi contro voi, non vi sbranino" [Matteo, 7, 6]).

Il silenzio abituale a Sri Yukteswar proveniva dalle sue profonde
percezioni dell'Infinito. Non gli restava tempo per le interminabili
"rivelazioni", che occupano l'intera giornata di maestri che non hanno
realizzato nulla. "Negli uomini superficiali, i pesciolini dei piccoli
pensieri muovono molto le acque. Nelle menti oceaniche, le balene
dell'ispirazione fanno appena un'increspatura". Questa citazione delle
Scritture indù non manca di un certo spiritoso buonsenso.

A causa dell'apparenza esteriore poco spettacolare del mio Guru, solo
pochi suoi contemporanei riconobbero in lui un superuomo. L'adagio
popolare: "Chi non sa nascondere la propria saggezza è uno sciocco" non
sarebbe potuto mai essere applicato al mio profondo e tranquillo Maestro.

Sebbene nato uomo mortale come tutti noi, Sri Yukteswar aveva raggiunto
l'identità col Signore del tempo e dello spazio. Nella sua vita io
scorgevo una divina unità. Egli non aveva trovato nessun ostacolo
insuperabile a una fusione perfetta dell'umano col Divino. Compresi che
tali barriere non esistono che nella pusillanimità spirituale dell'uomo.

Quando toccavo i sacri piedi di Sri Yukteswar, mi sentivo sempre come
elettrizzato. Gli yoghi insegnano che un discepolo viene spiritualmente
magnetizzato dal riverente contatto con un maestro; si genera tra loro
una misteriosa corrente. Gli indesiderabili meccanismi delle abitudini
mentali del devoto vengono spesso come cauterizzati; i solchi
profondamente incisi delle sue tendenze terrene sono beneficamente
alterati. Almeno per un momento egli potrà vedere i segreti veli di maya
sollevarsi, e intravedere per un attimo la realtà della beatitudine
divina. Ogni volta che mi prostravo alla maniera indiana dinanzi al mio
Guru, tutto il mio corpo era pervaso da una fiamma liberatrice.

Se giungevo all'eremitaggio in uno stato d'animo preoccupato, o
indifferente, la mia disposizione mentale, a poco a poco, mutava. Una
calma risanatrice discendeva su me alla sola vista del mio Guru. Ogni
giorno che passavo con lui era un'esperienza nuova di gioia, di pace, di
saggezza. Mai lo trovai illuso, o turbato da desideri, emozioni,
collera, o da qualsiasi altro vincolo umano.

"L'oscurità di maya silenziosamente s'avvicina. Affrettiamoci a casa,
dentro di noi". Con queste parole il Maestro rammentava costantemente ai
suoi discepoli la necessità, per loro, del Kriya Yoga.

Uno studente nuovo esprimeva a volte il dubbio di non essere degno
d'intraprendere la disciplina yoga.

"Dimentica il passato", lo consolava Sri Yukteswar. "Le vite passate di
tutti gli uomini sono macchiate da molte vergogne. La condotta umana non
darà mai affidamento fin quando non si è ancorati nel Divino. Ogni cosa
in futuro migliorerà, se compirai uno sforzo spirituale ora".

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