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SCHEDA ARTICOLO N. «01273»

CLASSIFICAZIONE: 2
TIPOLOGIA: BUDDISMO
AUTORE: VARI AUTORI
TITOLO: IL SANTO SUTRA "SANGHATASUTRA" -CHE LIBERA DALLE RINASCITE, CHI LO RECITA CON FEDE
SPAZIATORE bianco

TESTO ARTICOLO

Tratto da:
http://www.iltk.it/it/L2_download.htm
>
>
> Premessa:
>
> La recitazione di un Sutra è molto più efficace di una semplice lettura:
>
> a) i suoni e i significati delle parole vibrano all'orecchio di chi
> ascolta,
> con sottili effetti di purificazione del senso dell'udito e di tutto ciò
> che
> è connesso a tale sistema sensoriale,
>
> b) tutte le creature, visibili e invisibili, che soltanto udranno i suoni
> del sutra, ne trarranno beneficio
>
> c) Quando recitiamo un sutra, un autentico discorso di Buddha - cioè le
> sue
> parole prima messe in scritto, poi raccolte nei vari canoni (pali,
> sanscrito, cinese, giapponese, ecc) - a parte tutti i benefici personali
> che
> ne riceviamo, stiamo agendo in un modo davvero diretto e potente per
> rendere
> attivi gli insegnamenti di Buddha, che sono così urgentemente necessari
> per
> alleviare le sofferenze di tutti gli esseri".
>
>
> * * *
>
> Lama Zopa Rinpoche ha recentemente suggerito che tutti i centri FPMT
> recitino 20 volte un certo sutra mahayana chiamato Sanghatasutra.
>
> La recitazione di questo sutra crea enormi benefici a tutti coloro che lo
> ascoltano o recitano, ed è stato raccomandato da Rinpoche soprattutto per
> sviluppare il potenziale positivo (merito) necessario a completare il
> Progetto Maitreya, che già sarà di enorme beneficio a un numero
> incredibile
> di esseri senzienti.
>
> Il Sanghatasutra è una scrittura diretta di un insegnamento che fu dato da
> Buddha Shakyamuni sul Picco dell'Avvoltoio a Rajagriha. Questo discorso
> del
> Buddha, come tutti i sutra mahayana, fu memorizzato dai suoi discepoli e
> più
> tardi smesso per iscritto in sanscrito. Il Sanghatasutra è tuttavia unico,
> rispetto agli altri sutra, in quanto è un insegnamento che il Buddha
> stesso
> ascoltò da un buddha precedente! Ed è inoltre unico nella finalità degli
> effetti sulle persone che lo recitano.
>
> Il Sanghatasutra fa parte di una speciale serie di sutra chiamati
> dharma-paryaya o insegnamenti trasformativi, che agiscono per la
> trasformazione, in condizioni particolari, di chi li ascolta o li recita.
> Un
> suo potente effetto è che, nel momento della morte, chiunque avrà recitato
> il Sanghatasutra avrà la visione dei Buddha che si avvicinano per
> sostenerlo
> durante il processo della morte. Un ulteriore beneficio è che, in
> qualsiasi
> luogo il Sanghatasutra venga recitato proclamandolo (approvandolo, cioè,
> nella sua autorevolezza), i Buddha saranno sempre presenti, come spiega il
> testo stesso. Per questo motivo, la recitazione può lasciare una potente
> energia ispiratrice, o benedizione, nel luogo in cui avviene.
>
> In generale, la recitazione dei sutra mahayana è una delle sei pratiche
> virtuose specificamente raccomandata per la purificazione. In particolare,
> la recitazione di questo sutra ha effetti karmici positivi molto oltre le
> varie future rinascite, come il sutra stesso spiega nei dettagli.
>
> All'interno del sutra, il Buddha espone numerose descrizioni del modo di
> agire del sutra in coloro che lo recitano per devitalizzare ed eliminare i
> semi della sofferenza e per assicurarsi ogni futura felicità fino
> all'illuminazione.
> Il sutra, inoltre, contiene insegnamenti rilevanti sulla morte e
> l'impermanenza,
> inclusi gli insegnamenti sui processi fisici e mentali che avvengono al
> momento della morte.
>
> Per molti secoli, il Sanghatasutra è stato uno dei sutra mahayana
> maggiormente letti e copiati. Nel 1930, uno scavo archeologico condotto
> nel
> Nord Pakistan con il patrocinio coloniale britannico, scoprì
> un'insospettata
> libreria di testi buddhisti. Questo scavo archeologico è stato di enorme
> portata storica poiché ha permesso il recupero di una grande quantità di
> manoscritti del v secolo d.C., il più antico periodo di scritture che sia
> stato possibile rintracciare anche nella stessa India!
>
> Tra questi importantissimi manoscritti, il testo di cui sono state trovate
> più copie era il Sanghatasutra: molte di più del Sutra del Loto e del
> Sutra
> del Diamante o della Perfezione della Saggezza, i sutra che conosciamo
> meglio. Nonostante il Sanghatasutra sia stato tradotto in molte lingue fin
> dagli albori della diffusione del buddhismo mahayana - in cinese, kotanese
> e
> tibetano, per esempio - il testo originale sanscrito era andato perduto,
> fino al ritrovamento del 1930.
>
> In tempi più recenti, dopo aver letto per la prima volta il Sanghatasutra
> nel monastero di Geshe Sopa a Madison, Lama Zopa Rinpoche decise di
> copiare
> il sutra a mano, con caratteri d'oro, e in molte occasioni iniziò a
> chiedere
> ai suoi studenti di recitarlo. Nell'anniversario dell'11 settembre,
> Rinpoche
> chiese che tutti i suoi studenti, in tutto il mondo, recitassero il sutra
> il
> maggior numero possibile di volte, per prevenire futuri attacchi.
>
> Mentre leggiamo un tale potente e trasformativo sutra, che Buddha
> pronunciò
> per facilitare il più possibile il cammino verso l'illuminazione, per il
> maggior numero possibile di creature, possiamo avere un'esperienza
> palpabile
> dell'incredibile amorevolezza di Buddha nei nostri confronti.
> Allo stesso tempo, poiché questo sutra riporta le effettive parole
> pronunciate dal Buddha, ripetendole noi stessi tramite la recitazione,
> stiamo offrendo la nostra voce per servire da canale che trasmette la
> presenza dei suoi insegnamenti nel mondo. Recitando il Sanghatasutra,
> dunque, a parte tutti i benefici personali che ne riceviamo, stiamo agendo
> in un modo davvero diretto e potente per rendere attivi gli insegnamenti
> di
> Buddha, che sono così urgentemente necessari per alleviare le sofferenze
> di
> tutti gli esseri. (A cura dell'FPMT international, elaborato dalle parole
> di
> Lama Zopa Rinpoche)
>
>
>
>
> 1 Cari lettori di questo sorprendente sutra, che esiste nel mondo come una
> reale manifestazione della compassione del Buddha per noi.
>
> La prima parte è una traduzione dal tibetano; la seconda è una traduzione
> dal sanscrito. Possa ciò portarvi le benedizioni di tutti i testi sacri in
> entrambe le lingue!
>
> Le parti con i margini rientranti appaiono in versi sia nell'originale
> sanscrito sia nel tibetano. Sebbene i versi nelle traduzioni inglesi [e
> italiana] non siano splendidi come appaiono nell'originale, leggeteli, per
> favore, pensando che queste sono tutte stanze di quattro versi, alle quali
> il sutra fa riferimento parecchie volte.
>
> Possa la gentilezza del Buddha, incarnata in questo meraviglioso sutra,
> riempire i cuori di tutti gli esseri e volgerli alla virtù. Proprio come
> questo sanghata sutra è esistito nel mondo da molti secoli, solo per
> portare
> benefici, possa il Buddhadharma esistere e rimanere per eoni e portare
> conforto e aiuto a tutti.
>
> Per favore, ricordate che questa traduzione è un lavoro ancora da
> completare
> e che è stata pubblicata dietro urgenti necessità. Per favore non fatene
> copie senza autorizzazione, e consultate il sito della FPMT per ulteriori
> versioni rivedute e corrette:
www.fpmt.org
>

> -
>
> Damch Diana Finnegan
>
>
>
> Nella lingua dell'India: Aryasangatasutradharmaparyaya
> Nel lingua del Tibet: phag pa zung gi do'i ch kyi nam drang
>
> Omaggio a tutti i buddha e i bodhisattva!
>
> -
>
> "Così udii una volta. Il Bhagavan dimorava a Rajagriha, sul Picco
> dell'Avvoltoio,
> insieme a una grande assemblea di 32.000 monaci, inclusi il venerabile
> Ajnanakaundinya, il venerabile Maha Maudgalyayana, il venerabile
> Shariputra,
> il venerabile Mahakashyapa, il venerabile Rahula, il venerabile Bakkula,
> il
> venerabile Bhadrapàla, il venerabile Bhadrashri, il venerabile
> Chandanashri,
> il venerabile Jangula, il venerabile Subhuti, il venerabile Revata, il
> venerabile Nandasena, il venerabile Ananda e così via, e insieme a 62.000
> bodhisattva, inclusi il bodhisattva mahasattva Maitreya, il bodhisattva
> mahasattva Sarvashura, il bodhisattva mahasattva Kumarashri, il
> bodhisattva
> mahasattva Kumaravasin, il bodhisattva mahasattva Kumarabhadra, il
> bodhisattva mahasattva Anuna, il bodhisattva mahasattva Manjushri, il
> bodhisattva mahasattva Samantabhadra, il bodhisattva mahasattva
> Sudarshana,
> il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena, il bodhisattva mahasattva
> Vajrasena e così via, e insieme a 12.000 figli degli dei, inclusi il
> figlio
> divino Arjuna, il figlio divino Bhadra, il figlio divino Subhadra, il
> figlio
> divino Dharmaruci, il figlio divino Chandanagarbha, il figlio divino
> Chandanavasin, il figlio divino Chandana e così via, e insieme a ottomila
> figlie degli dèi, incluse la figlia divina Mrdamgini, la figlia divina
> Prasadavati, la figlia divina Mahatmasamprayukta, la figlia divina Occhio
> Glorioso, la figlia divina Prajapativasini, la figlia divina Balini, la
> figlia divina Gloriosa Ricchezza, la figlia divina Subahuyukta e così via,
> e
> insieme a ottomila re naga, inclusi il re naga Apalala, il re naga
> Elapatra,
> il re naga Timimgila, il re naga Kumbhasara, il re naga Kumbhashirsha, il
> re
> naga Virtù Causale, il re naga Sunanda, il re naga Sushakha, il re naga
> Gavashirsha e così via.
>
> Tutti si diressero verso la località dove era situata Rajagriha, dove si
> trovava il Picco dell'Avvoltoio, dove era il Bhagavan. Là giunti, resero
> omaggio toccando con il capo i piedi del Bhagavan, girarono intorno a lui
> per tre volte e poi tutti gli sedettero di fronte. Il Bhagavan acconsentì
> alla loro presenza rimanendo in silenzio. Allora il bodhisattva mahasattva
> Sarvashura si alzò. Ponendo la sua veste superiore su di una spalla,
> appoggiando il ginocchio destro al suolo e congiungendo le mani nella
> direzione del Bhagavan, si inchinò rispettosamente e a lui si rivolse in
> questo modo: " Bhagavan, si sono radunati un milioni di dèi, un milione di
> figli degli dèi, molti milioni di bodhisattva. Bhagavan, si sono radunati
> molti milioni di shravaka e anche molti re naga, e tutti si sono seduti
> con
> l'intento di ascoltare il Dharma. Poiché è così, prego il Tathagata Arhat
> Buddha Pienamente Illuminato di voler spiegare quel tipo di insegnamento
> introduttivo a causa del quale, non appena lo si ascolta, gli esseri
> senzienti vecchi purificano immediatamente tutti gli ostacoli karmici e
> gli
> esseri senzienti giovani fanno un grande sforzo per il Dharma virtuoso,
> con
> ciò raggiungono un livello superiore e le loro azioni virtuose non
> degenerano, per niente affatto degenerano e non degenereranno."
>
> Egli disse così e allora il Bhagavan parlò al bodhisattva mahasattva
> Sarvashura in questo modo: "Sarvashura, bene, è molto bene che tu abbia
> pensato di domandare di questo argomento al Tathagata. Perciò, Sarvashura,
> ascolta attentamente, tieni bene a mente e io ti dirò."
>
> Avendo detto al Bhagavan: "Sia come tu chiedi", il bodhisattva mahasattva
> Sarvashura ascoltò di fronte a lui.
>
> Il Bhagavan parlò così: "Sarvashura, vi è un dharma-paryaya chiamato
> Sanghata che è attivo su questo pianeta Terra. Chiunque ascolti tale
> Sanghata dharma-paryaya purificherà i cinque crimini a retribuzione
> immediata e non si allontanerà mai dall'insuperabile, perfettamente
> realizzata illuminazione. Sarvashura, se tu riflettessi su questo
> chiedendoti perché è così, e se allora pensassi che coloro che ascoltano
> questo Sanghatasutra produrranno una quantità di merito pari a quella
> accumulata da un tathagata, non dovresti stimarla in quel modo."
>
> Sarvashura disse: "Ebbene, allora come dovrebbe essere stimata?"
>
> Il Bhagavan rispose: "Sarvashura, quegli esseri svilupperanno una grande
> quantità di merito, tale quale è accumulata da un numero di bodhisattva
> mahasattva, pari alla grande quantità di merito maturata da tanti
> tathagata
> arhat buddha pienamente illuminati in numero pari ai granelli di sabbia
> del
> fiume Gange. Sarvashura, coloro che ascoltano questo Sanghata
> dharma-paryaya
> non torneranno mai indietro. Essi vedranno il Tathagata. Essi non verranno
> mai separati dal vedere il Tathagata. Essi saranno completamente
> illuminati
> nell'insuperabile e perfettamente realizzato risveglio. I dharma virtuosi,
> che tutti loro conseguiranno, non saranno mai sopraffatti dai maligni mara
> [demoni]. Sarvashura, coloro che ascoltano questo Sanghata dharma-paryaya
> comprenderanno nascita e cessazione."
>
> 3
> Allora, in quel momento, tutti i bodhisattva si alzarono; posero la loro
> veste superiore sopra una spalla, appoggiarono il ginocchio destro al
> suolo
> e domandarono al Bhagavan: "Bhagavan, quanto misura la grande quantità di
> merito di un tathagata?"
>
> Il Bhagavan parlò come segue: "Figli del lignaggio, ascoltate la misura
> della grande quantità di merito di un buddha. E' come segue. Per fare
> un'analogia,
> tante gocce d'acqua quante sono contenute nel grande oceano e tante
> particelle di polvere sul pianeta e tanti granelli di sabbia nel fiume
> Gange
> sono pari alla grande quantità di merito di un bodhisattva che dimora al
> decimo livello. La grande quantità di merito di un buddha è molto più
> vasta.
> Allo stesso modo, per gli esseri senzienti che ascoltano questo Sanghata
> dharma-paryaya, l'accumulazione di merito che essi produrranno sarà molto
> più grande. Non è possibile, contando, arrivare alla fine di quella grande
> quantità di merito. Sarvashura, coloro che saranno grandemente ispirati
> dall'aver
> ascoltato queste parole, in quella circostanza, in quel momento,
> produrranno
> un'incommensurabile quantità di merito."
>
> Allora il bodhisattva mahasattva Sarvashura domandò: "Bhagavan, chi sono
> gli
> esseri senzienti enormemente assetati di Dharma?"
>
> Dopo che ebbe detto ciò, il Bhagavan parlò al bodhisattva mahasattva
> Sarvashura come segue: "Sarvashura, gli esseri senzienti enormemente
> assetati di Dharma sono di due tipi. Quali? Sarvashura, essi sono come
> segue: il primo ha una mente equanime verso tutti gli esseri senzienti. Il
> secondo, Sarvashura, avendo ascoltato il Dharma, lo mostra in modo
> perfetto
> a tutti gli esseri senzienti senza eccezione."
>
> Allora il bodhisattva mahasattva Sarvashura domandò: " Bhagavan, chi,
> avendo
> ascoltato il Dharma, lo espone in maniera perfetta a tutti gli esseri
> senzienti senza eccezione?"
>
> Il Bhagavan parlò: "Sarvashura, colui che ha ascoltato il Dharma dedica se
> stesso o se stessa al risveglio. Chiunque abbia dedicato se stesso o se
> stessa al risveglio, per il bene degli esseri senzienti diventa assetato
> di
> Dharma. Sarvashura, il secondo è chiunque entri nel sentiero mahayana:
> anche
> lui è sempre assetato di Dharma"
>
> Allora i milioni di dèi, naga, umani e figlie degli dèi si alzarono e,
> congiungendo le mani in direzione del Bhagavan, così si rivolsero a lui:
>
> "Bhagavan, anche noi siamo assetati di Dharma e, così essendo, possa il
> Bhagavan appagare completamente i desideri nostri e di tutti gli esseri
> senzienti."
>
> In quella circostanza, in quel momento, il Bhagavan mostrò un sorriso.
>
> Allora il bodhisattva mahasattva Sharvasura si alzò e si inchinò,
> giungendo
> le mani in direzione del Bhagavan. E si rivolse a lui in questo modo:
> "Bhagavan, qual è il motivo del tuo sorriso, quale è l'occasione?"
>
> Quindi il Bhagavan parlò al bodhisattva mahasattva Sarvashura:
> "Sarvashura,
> gli esseri senzienti qui giunti saranno completamente illuminati
> nell'insuperabile
> risveglio perfettamente realizzato. Tutti attueranno completamente le
> esperienze dei tathagata."
>
> 4
> Il bodhisattva mahasattva Sharvasura domandò: "Bhagavan, per quale causa,
> per quale circostanza, gli esseri senzienti qui giunti saranno
> completamente
> illuminati nell'insuperabile risveglio perfettamente realizzato?"
>
> Il Bhagavan parlò: "Sarvashura, bene, è molto bene che tu abbia richiesto
> al
> Tathagata un tale argomento. Perciò, Sarvashura, ascolta bene le qualità
> della dedica.
>
> Sarvashura, in un tempo remoto, incalcolabili eoni fa, un tathagata arhat
> buddha completamente illuminato chiamato Ratnashri, dotato di conoscenza e
> buona condotta, andato nella beatitudine, conoscitore del mondo,
> ineguagliato timoniere di esseri da ammansire, maestro di dèi e umani, un
> buddha, un bhagavan, apparve al mondo.
>
> Sarvashura, in quella circostanza, in quel momento, io ero un giovane
> bramino. Tutti gli esseri senzienti che avrei portato alla conoscenza
> elevata di un buddha erano allora animali selvaggi. In quella circostanza,
> in quel momento, io formulai questa preghiera: 'Ogni animale selvaggio,
> ora
> tormentato dalla sofferenza, possa rinascere nel mio terreno di buddha.
> Possano inoltre, tutti loro, essere da me guidati alla conoscenza vera
> propria di un buddha.' E tutti gli animali selvatici, avendo udito quelle
> parole e approvando, dissero: 'Possa essere così.'
>
> Sarvashura, perciò, tramite quella radice di merito, tali esseri senzienti
> sono arrivati ad essere in tal modo: essi saranno completamente illuminati
> nell'insuperabile risveglio completamente realizzato".
> Al che, dopo aver udito dal Buddha questa gioiosa notizia, il bodhisattva
> mahasattva Sarvashura disse così al Bhagavan: "Bhagavan, quanto potrà
> essere
> lunga una vita di tali esseri senzienti?"
>
> Il Bhagavan parlò: "Per tali esseri senzienti la durata di una vita potrà
> essere di ottantamila eoni."
> Il bodhisattva mahasattva Sharvasura domandò: "Bhagavan, qual è la misura
> di
> un eone?"
> Il Bhagavan parlò: "Figlio del lignaggio, ascolta. E' come segue. Facendo
> un'analogia,
> un uomo potrebbe costruire un recinto di circa 12 yojana di circonferenza
> e
> di tre yojana d'altezza, e riempire completamente il suo interno solo con
> semi di sesamo. In seguito, ogni cento anni, quell'uomo getta via da quel
> recinto colmo di semi, un unico seme di sesamo. In tal modo, persino
> quando
> quell'uomo avrà esaurito tutti quei semi di sesamo e persino le fondamenta
> e
> la base del recinto non esisteranno più, non sarà ancora trascorso un
> eone.
>
> Ancora, Sarvashura, è come segue. Per fare un'analogia, ci potrebbe essere
> una montagna larga cinquanta yojana e alta circa dodici yojana. Un uomo,
> dunque, costruisce una casa su di un lato di quella montagna e, ogni cento
> anni, quell'uomo strofina la montagna con un panno di seta una volta
> soltanto. Così facendo, anche quando la montagna sarà stata completamente
> consumata, non sarà ancora trascorso un eone. Sarvashura, tale è la durata
> del tempo di un eone."
>
> Allora il bodhisattva mahasattva Sharvasura si alzò e si rivolse al
> Bhagavan: "Bhagavan, se perfino una sola dedica genera un'enorme quantità
> di
> merito, tale da portare alla durata di una vita felice di ottanta eoni,
> che
> dire allora di qualcuno che venera grandemente gli insegnamenti del
> Tathagata?"
>
> 5
> Il Bhagavan parlò: "Ascolta, figlio del lignaggio: se qualcuno che ascolta
> il sanghatasutra dharma-paryaya è in grado di vivere un'esistenza di
> ottantaquattromila eoni, che dire allora di qualcuno che ha scritto per
> esteso il Sanghatasutra e di qualcuno che lo legge? Sarvashura, quella
> persona produrrà una quantità di merito incredibilmente vasta.
>
> Sarvashura, chiunque compia sincere prostrazioni al Sanghatasutra con
> un'attitudine
> di fiducia, ricorderà le vite passate per novantanove eoni. Quella persona
> diventerà un 'sovrano che gira la ruota' per sessanta eoni.
>
> Persino in quella stessa vita, chiunque apprezzerà quella persona.
> Sarvashura, la morte di quella persona non sarà causata da armi. La morte
> di
> quella persona non sarà causata da veleno. Quella persona non verrà
> danneggiata dalla magia nera. Anche nel momento della morte, quella
> persona
> vedrà direttamente novantanove milioni di buddha e, Sarvashura, quei
> buddha,
> quei bhagavan, diranno a quella persona: 'Sacro essere, poiché il grande
> Sanghatasutra dharma-paryaya, spiegato nei particolari, è stato da te
> ascoltato, ne è derivata, perciò, questa grande quantità di merito.' E
> quei
> novantanove milioni di buddha, quei baghavan, prediranno anche il luogo
> della sua illuminazione.
> Sarvashura, che bisogno c'è qui di menzionare chiunque ascolti fino alla
> fine, in modo esteso e completo, questo grande Sanghatasutra
> dharma-paryaya?
>
> Perciò essi daranno conforto a quella persona dicendo: 'Non aver paura'"
>
> Allora il bodhisattva mahasattva Sharvashura domandò: "Bhagavan, poiché
> anch'io
> ascolterò il grande Sanghatasutra dharma-paryaya, quale grande quantità di
> merito genererò, o Bhagavan?"
> Il Bhagavan parlò: "Sarvashura, anche questi esseri senzienti genereranno
> una grande quantità di merito vasta quanto il merito di tanti buddha e
> tathagata in numero pari ai granelli di sabbia del fiume Gange."
>
> Egli disse: "Bhagavan, quando ascolto il grande Sanghatasutra
> dharma-paryaya
> non ne ho mai abbastanza."
>
> Il Bhagavan parlò: "Sarvashuara, bene, è molto bene, che tu sia incapace
> di
> essere sazio degli insegnamenti del Dharma. Sarvashura, io stesso non sono
> mai sazio degli insegnamenti del Dharma. Perciò, Sarvashura, che bisogno
> c'è
> di dire che gli esseri ordinari non ne hanno mai abbastanza? Sarvashura,
> un
> figlio o una figlia del lignaggio, chiunque generi fiducia nel Mahayana,
> non
> andrà incontro a destini sfavorevoli per un migliaio di eoni; non nascerà
> animale per cinquemila eoni; non sarà malvagio per dodicimila eoni; non
> nascerà in un luogo sperduto per diciottomila eoni; sarà il principale
> benefattore del Dharma per ventimila eoni; nascerà nel mondo degli dèi per
> venticinquemila eoni; sarà celibe per trentacinquemila eoni; rinuncerà
> allo
> stile di vita del capofamiglia per quarantamila eoni; appoggerà il Dharma
> per cinquantamila eoni; mediterà sul ricordo delle vite precedenti per
> sessantacinquemila eoni.
>
> Sarvashura, per quel figlio o figlia del lignaggio non vi sarà neppure il
> minimo accumulo di karma negativo. I malvagi mara non troveranno alcuna
> occasione per fargli del male. Non rinascerà mai nel ventre di una madre.
> Sarvashura, chiunque ascolti questo Sanghata dharma-paryaya, dovunque sia
> nato, non cadrà in una rinascita sfortunata per novantacinque
> incalcolabili
> eoni. Per ottomila eoni essi sosterranno ciò che hanno ascoltato. Per
> mille
> eoni non uccideranno. Per novantanovemila eoni abbandoneranno le menzogne.
> Per tredicimila eoni, abbandoneranno la calunnia.
>
> Sarvashura, gli esseri senzienti che hanno ascoltato questo dharma-paryaya
> sono rari da trovare."
>
> 6
> Allora il bodhisattva mahasattva Sarvashura si alzò, pose la sua veste
> superiore su di una spalla, appoggiò il ginocchio destro al suolo, giunse
> le
> mani in direzione del Bhagavan e si rivolse a lui come segue: "Bhagavan,
> quanto vasta sarà la grande quantità di karma negativo che creerà chiunque
> abbandoni questo dharma-paryaya?"
>
> Il Bhagavan rispose: "Molto vasta, Sarvashura,."
> Egli disse: "Bhagavan, ma quanto vasta sarà la grande quantità di karma
> negativo creata da tali esseri senzienti?"
>
> Il Bhagavan parlò: "Taci Sarvashura, taci. Non domandarmi delle enormi
> quantità di karma negativo. Sarvashura, paragonato al generare ostilità
> verso tanti tathagata arhat buddha perfettamente realizzati quanti sono i
> granelli di sabbia di dodici fiumi Gange, coloro che sono sprezzanti verso
> il Sanghatasutra genereranno una ben più grande quantità di non-virtù.
> Sarvashura, anche coloro che generano ostilità contro il Mahayana
> genereranno una assai più grande quantità di non-virtù. Sarvashura, tali
> esseri senzienti sono bruciati, sono proprio bruciati."
>
> Sarvashura domandò, "Bhagavan, questi esseri senzienti non sono in grado
> di
> essere liberati?"
> Il Bhagavan parlò: "Sarvashura, è proprio così. Essi non sono in grado di
> essere liberati.
> Sarvashura, è come segue. Per fare un'analogia, è come se la testa di un
> uomo fosse stata tagliata e qualcuno le applicasse un impiastro di miele o
> zucchero o melassa o burro o qualsiasi altro impiastro medicinale, qual è
> il
> tuo pensiero Sarvashura: quella persona sarebbe ancora capace di stare
> eretta?"
> Sarvashura rispose: "Bhagavan, ciò non potrebbe accadere."
>
> Il Bhagavan parlò: "Inoltre, Sarvashura, supponiamo che ci sia un altro
> uomo. Se costui aggredisse un altro essere senziente, lo colpisse con
> un'arma
> affilata e, pur non riuscendo a ucciderlo, gli causasse una ferita,
> applicando una medicina la sua ferita guarirebbe. Nel momento in cui
> riprendesse conoscenza, ricordando la sofferenza, l'uomo potrebbe pensare:
> 'Adesso ho capito e mai più creerò il male, il karma negativo.'
> Riflettendo
> in questo modo, Sarvashura, quando ricorda la sofferenza, quell'uomo
> abbandona completamente il male. In quel momento avrà compreso tutti i
> dharma. Avendo compreso tutti i dharma, in quella circostanza, porterà a
> compimento tutti i dharma virtuosi.
> Sarvashura, è come segue. Per fare un'analogia: i genitori di un uomo che
> è
> morto si addolorano e si lamentano, ma non per questo hanno la possibilità
> di proteggerlo. Allo stesso modo, Sarvashura, gli individui ordinari sono
> incapaci di aiutare se stessi o gli altri. Come i genitori, ai quali sono
> state stroncate le speranze, anche questi esseri senzienti, nel momento
> della morte, vedranno stroncate le proprie speranze.
>
> Sarvashura, ci sono due esseri senzienti le cui le speranze vengono
> stroncate. Quali sono i due? Sono come segue. Uno è un essere senziente
> che
> fa del male o lo ha fatto; l'altro è uno che abbandona il sacro Dharma.
> Questi due esseri senzienti, nel momento della morte, vedranno stroncate
> le
> proprie speranze."
>
> 7
> Il bodhisattva mahasattva Sharvasura domandò, "Bhagavan, quale sarà la
> rinascita di questi esseri senzienti? Quale sarà la loro vita in seguito?"
>
> Il Bhagavan parlò: "Sarvashura, le rinascite degli esseri senzienti
> sprezzanti del Dharma sono illimitate. Illimitate sono le loro vite
> future.
> Sarvashura, gli esseri senzienti che abbandonano il Dharma sperimenteranno
> sensazioni dolorose per un eone nel grande Inferno del Pianto degli esseri
> senzienti; per un eone nell'Inferno degli Schiacciati Insieme', per un
> eone
> nell'Inferno Caldo, per un eone nell'Inferno Molto Caldo, per un eone
> nell'Inferno
> Delle Linee Nere, per un eone nel grande inferno degli esseri senzienti
> chiamato Indicibili Tormenti, per un eone nel grande inferno degli esseri
> senzienti chiamato Spaventoso, per un eone nel grande inferno degli esseri
> senzienti chiamato Pianti Disperati e, Sarvashura, per oltre otto eoni,
> dovranno provare le sofferenze di questi otto grandi inferni degli esseri
> senzienti."
>
> Allora il bodhisattva mahasattva Sharvasura disse: " Bhagavan, è
> sofferenza.
> Andato nella Beatitudine, è sofferenza. Non è piacevole ascoltare."
> Allora, in quella circostanza, il Bhagavan pronunciò questi versi:
>
> "Come gli esseri nell'inferno degli esseri
> sperimentano simili sofferenze,
> molte terrificanti parole come queste
> ti senti afflitto al solo sentire.
> Chi virtuose azioni compie
> diverrà beatitudine.
> Chi compie azioni negative,
> diverrà solo sofferenza.
> Chi non conosce la causa della felicità,
> essendo nato, continuamente soffrirà,
> tormentato dalla morte e al dolore legato.
> Chi ricorda il buddha come supremo,
> quell'unico saggio è felice.
> Anche colui che ha fiducia nel grande veicolo
> non andrà verso rinascite inferiori.
> Sarvashura, in questo modo, spinto dal precedente karma,
> avendo compiuto anche una sola piccola azione,
> godrà di risultati illimitati.
> Nel terreno di buddha, il supremo terreno,
> se si pianta un seme, grandi saranno i risultati.
> Proprio dal seminare pochi semi,
> si godono molti risultati.
> Così, coloro che gioiscono degli insegnamenti del Conquistatore,
>
> 8
>
> quei pochi qualificati, saranno felici:
> essi le negatività abbandoneranno
> e anche la virtù compiranno a pieno.
> Come offerta ai miei insegnamenti
> chiunque faccia dono anche di un semplice capello,
> per ottantamila eoni avrà grandi possedimenti
> e anche molta ricchezza.
> In qualsiasi luogo egli sia nato,
> sarà sempre generoso.
> In tal modo il buddha, luogo profondo del donare,
> dà grandi risultati.
>
> In seguito il bodhisattva mahasattva Sarvashura domandò al Bhagavan: "Come
> è
> il Dharma che il Bhagavan insegna di dover possedere? Bhagavan, dopo aver
> ascoltato il Sanghatasutra, dharma-paryaya, quali sono le radici di virtù
> da
> tener salde?"
>
> Il Bhagavan rispose: "Sarvashura, la grande vastità di merito di colui che
> ascolta questo Sanghatasutra dharma-paryaya dovrebbe essere riconosciuta
> come uguale a quella di chi venera tanti tathagata arhat buddha
> completamente illuminati pari ai granelli di sabbia di dodici fiumi Gange,
> fornendo loro tutto ciò che può renderli felici."
>
> Il bodhisattva mahasattva Sarvashura disse: "Bhagavan, quali sono le
> radici
> di virtù da realizzare completamente?"
>
> Così domandò e il Bhagavan parlò al bodhisattva mahasattva Sharvasura come
> segue: "Queste radici di virtù devono essere considerate come pari a un
> tathagata."
>
> Il bodhisattva mahasattva Sarvashura domandò: " Quali sono le radici di
> virtù da considerare pari a un tathagata?"
>
> Il Bhagavan parlò: " Il divulgatore del Dharma è colui che deve essere
> considerato pari a un tathagata."
>
> E il bodhisattva mahasattva Sarvashura: "Bhagavan, chi è un divulgatore
> del
> Dharma?"
>
> "Chiunque reciti il Sanghatasutra, quello è un divulgatore del Dharma."
>
> Il bodhisattva mahasattva Sarvashura disse: "Se persino coloro che
> ascoltano
> il Sanghatasutra dharma-paryaya generano una così grande quantità di
> merito,
> che dire allora di coloro che lo annotano e lo leggono? Quale grande
> vastità
> di merito produrranno?"
>
> Il Bhagavan parlò come segue: "Sarvashura, ascolta. E' come segue. Per
> fare
> un'analogia, in ognuna delle quattro direzioni, tanti tathagata arhat
> buddha
> perfettamente realizzati quanti i granelli di sabbia di dodici fiumi Gange
> continuano ad esistere da oltre dodici eoni e insegnano il Dharma;
> tuttavia
> se essi dovessero esprimere la grande quantità di merito di chi scrive il
> Sanghatasutra, non sarebbero in grado di stabilirne la fine, né di
> tradurla
> in parole.
>
> 9
>
> Se perfino tanti bhagavan buddha pari ai granelli di sabbia di quarantotto
> fiumi Gange sono incapaci di esprimere la grande quantità di merito di
> colui
> che lo scrive, che bisogno c'è di dire che chiunque lo scriva, lo mediti o
> lo reciti, diventerà un forziere del Dharma?"
>
> Il bodhisattva mahasattva Sarvashura domandò: "Bhagavan, quanto vasta sarà
> la grande quantità di merito per chi lo recita?"
>
> Allora, in quella circostanza il Bhagavan si espresse con questi versi:
>
> Per quanto riguarda le virtù di chi abbia letto
> anche una sola stanza di quattro versi,
> tanti conquistatori quanti i granelli di sabbia
> in ottantaquattro fiumi Gange,
> pur esprimendo senza sosta i meriti
> che possiede colui che ha letto,
> non arriveranno alla fine di quel merito.
> Il Dharma insegnato dai buddha
> è arduo da trovare, e senza fine.
>
> E anche in quell'occasione, in quel momento, ottantaquattromila decine di
> milioni di miliardi di dèi resero omaggio, congiungendo le mani nella
> direzione dalla quale il Sanghatasutra dharma-paryaya veniva insegnato e
> così dissero al Bhagavan: "Bhagavan, qualunque sia il fine per cui il
> Bhagavan ha introdotto un simile tesoro di Dharma su questo pianeta Terra,
> è
> bene, è molto bene. "
> Inoltre, diciottomila decine di miliardi di milioni di asceti Jaina
> giunsero
> nel luogo dove era il Bhagavan e dissero al Bhagavan: "O ascetico Gautama,
> possa tu essere vittorioso!"
>
> Il Bhagavan parlò: "Il Tathagata è sempre vittorioso. O ignudi estremisti,
> come potete, voi estremisti, essere vittoriosi?"
>
> Essi ripeterono: "Sii vittorioso. Ascetico Gautama, sii vittorioso."
>
> Il Bhagavan parlò: "Non vedo un vittorioso tra voi:
>
> Se vivete sbagliando,
> come potete essere vittoriosi?
> Voi ignudi, ascoltate,
> e io rivelerò qualcosa di benefico per voi.
> La mente infantile non ha nulla di piacevole.
> Come potete essere vittoriosi?
> Perciò, tramite l'occhio di Buddha, a chiunque sia da insegnare
> Io insegnerò anche il sentiero profondo.
>
> 10
>
> Allora gli asceti Jaina, pieni di collera verso il Bhagavan, generarono
> una
> mente priva di fede. In quella circostanza, in quel momento, il signore
> degli dèi, Indra, fece roteare il suo fulmine, e i diciottomila milioni di
> asceti Jaina, terrorizzati, si disperarono al pensiero della grande
> sofferenza e singhiozzarono con copiose lacrime. Inoltre, il Bhagavan fece
> scomparire il proprio corpo. Allora gli asceti Jaina singhiozzarono con il
> volto rigato di lacrime e, non vedendo il Bhagavan, recitarono questi
> versi:
>
> Ora non c'è nessuno a proteggerci,
> né padre né madre.
> Noi qui vediamo come un deserto:
> nessuna casa abbandonata, nessun posto dove rifugiarsi.
> Non c'è nemmeno acqua,
> né un albero, né un uccello.
> Qui non si vede un essere.
> Senza un protettore, si prova sofferenza.
> Non vedendo il Tathagata,
> si prova una grande, inesauribile sofferenza.
>
> Allora, in quella circostanza, i diciottomila milioni di asceti Jaina si
> alzarono, si inginocchiarono con entrambe le ginocchia a terra e, unendo
> le
> loro voci, gridarono:
>
> Tathagata, essere compassionevole,
> Buddha realizzato, supremo tra gli umani,
> fa' il nostro bene.
> Ti preghiamo, sii un rifugio per gli esseri che disperano.
>
> Allora il Bhagavan mostrò un sorriso e parlò al bodhisattva mahasattva
> Sarvashura: "Sarvashura, va' e insegna il Dharma agli ignudi estremisti."
>
> Avendo così parlato, il bodhisattva mahasattva Sarvashura disse al
> Bhagavan
> ciò che segue:
>
> "Bhagavan, se la Montagna Nera sgretola la sua roccia per rendere omaggio,
> con la sua vetta, al Monte Sumeru, re delle montagne, come posso io
> insegnare il Dharma mentre il Tathagata è presente?"
>
> Il Bhagavan parlò: "Non dire così. Figlio del lignaggio, con qualsiasi
> abile
> mezzo dei buddha va', Sarvashura, guarda negli universi delle dieci
> direzioni, osserva dove si manifestano i tathagata e dove vengono disposti
> i
> seggi e, Sarvashura, io personalmente insegnerò il Dharma agli altri, agli
> estremisti ignudi."
>
> Il bodhisattva Sarvashura domandò: "Bhagavan, con i mezzi del mio potere
> prodigioso o, piuttosto, con il potere prodigioso dei tathagata? Con quale
> potere devo muovermi?"
> Il Bhagavan rispose: "Sarvashura, va' con la benedizione della forza del
> tuo
> potere prodigioso. Sarvashura, ritorna tramite il potere prodigioso dei
> tathagata."
>
> 11
> Quindi il bodhisattva si alzò in piedi, circumambulò il Bhagavan e,
> proprio
> là, divenne invisibile. Allora il Bhagavan insegnò il Dharma agli altri,
> agli ignudi estremisti: "Amici, la nascita è sofferenza. Persino la
> nascita
> stessa è sofferenza. Essendo nati, sopraggiungono molte paure della
> sofferenza. Essendo nati, sopraggiungono le paure della malattia. Dalla
> malattia, sopraggiunge la paura di invecchiare. Dall'invecchiare
> sopraggiunge la paura della morte."
>
> "Bhagavan che affermi 'dalla nascita nascerà la paura di essere nato',
> cosa
> significa?"
> "Essendo nato umano, sopraggiungono molte paure. Sorge la paura del
> sovrano.
> Sopraggiunge la paura dei ladri. Sopraggiunge la paura dell'incendio.
> Sopraggiunge la paura del veleno. Sopraggiunge la paura dell'acqua.
> Sopraggiunge la paura del vento. Sopraggiunge la paura dei turbini.
> Sopraggiunge la paura delle azioni compiute."
>
> Il Bhagavan insegnò il Dharma in vari e molteplici aspetti quali
> l'argomento
> della nascita e, in quella circostanza, in quel momento, gli altri, quegli
> ignudi estremisti, furono completamente terrorizzati e affermarono: "D'ora
> in poi non desidereremo mai più la nascita."
>
> Quando il Bhagavan ebbe spiegato questo Sanghatasutra dharma-paryaya, gli
> altri, quei diciotto milioni di ignudi estremisti, realizzarono
> l'insuperabile
> e perfettamente completa illuminazione. Dal suo personale seguito, anche
> diciottomila bodhisattva entrarono a dimorare nel decimo livello e tutti
> quanti manifestarono anche emanazioni magiche, come le seguenti: alcuni
> palesarono la forma di un cavallo, altri la forma di un elefante, la forma
> di una tigre, la forma di un garuda, la forma del Monte Sumeru e forme
> quali
> una svastica, e alcuni la forma di un albero. E poi sedettero tutti a
> gambe
> incrociate su troni di loto.
>
> Novemila milioni di bodhisattva sedettero alla destra del Bhagavan.
> Novemila
> milioni di bodhisattva sedettero alla sua sinistra, e il Bhagavan rimase
> in
> equilibrio meditativo per tutto il tempo e dimostrò di insegnare il Dharma
> con gli strumenti dei mezzi abili.
>
> Il settimo giorno, il Bhagavan distese il palmo della mano e seppe che il
> bodhisattva mahasattva Sharvasura stava arrivando dall'universo Loto
> Insuperabile [Padmottara].
>
> Quando il bodhisattva mahasattva Sharvasura aveva percorso i vari luoghi
> con
> la benedizione della forza del proprio potere prodigioso, aveva impiegato
> sette giorni per raggiungere l'universo Loto Insuperabile. Invece, appena
> il
> Bhagavan distese la mano, in quello stesso momento, il bodhisattva
> Sarvashura si ritrovò alla presenza del Bhagavan. Dopo averlo
> circumambulato
> per tre volte, con la mente ispirata da fiducia, giunse le mani in segno
> di
> omaggio nella direzione dove era il Bhagavan e disse:
>
> "Bhagavan, quando mi recai in tutti gli universi nelle dieci direzioni,
> per
> mezzo di uno dei miei poteri prodigiosi, Bhagavan, vidi novantanovemila
> milioni di terreni di buddha e, tramite due dei miei poteri prodigiosi,
> vidi
> un miliardo di bhagavan. Al settimo giorno, essendomi recato nell'universo
> Loto Insuperabile, lungo il tragitto vidi anche centinaia di miliardi di
> incrollabili terreni di buddha.
>
> 12
>
> Bhagavan, allora quei buddha dispiegarono emanazioni magiche e i bhagavan
> insegnarono il Dharma nei novantaduemila milioni di terreni di buddha. E
> proprio quel giorno, in ottantamila milioni di campi di Buddha, io vidi
> ottantamila milioni di tathagata arhat buddha perfettamente realizzati che
> apparivano al mondo. Dopo essermi prostrato a tutti quei bhagavan, andai
> avanti.
>
> Bhagavan, in quello stesso giorno attraversai trentanovemila milioni di
> terreni di buddha, e in quei trentanovemila milioni di terreni di buddha
> apparvero trentanovemila milioni di bodhisattva che, proprio in quel
> giorno,
> furono completamente illuminati nell'insuperabile risveglio perfettamente
> realizzato. Io circumambulai tre volte quei bhagavan arhat buddha
> perfettamente realizzati e divenni invisibile per mezzo del potere
> prodigioso.
>
> Bhagavan, vidi anche i bhagavan buddha in sessanta milioni di terreni di
> buddha. Bhagavan, feci prostrazioni ai terreni di buddha, ai bhagavan
> buddha
> e proseguii.
>
> Bhagavan, in altri otto milioni di campi di buddha vidi tathagata che
> compivano l'atto di entrare nel nirvana. Dopo essermi prostrato anche a
> quei
> bhagavan, andai avanti.
>
> Inoltre, Bhagavan, in novantacinque milioni di terreni di buddha vidi la
> scomparsa del sacro Dharma. Mi angosciai e scoppiai in lacrime. Inoltre
> vidi
> dèi, naga, yaksha, raksha e molti esseri incarnati del reame del
> desiderio,
> piangenti, afflitti da pene strazianti. Inoltre, Bhagavan, feci ugualmente
> prostrazioni a questi terreni di buddha con i loro oceani, il loro Monte
> Sumeru e le loro terre, che erano tutte bruciate, senza alcuna eccezione.
> Persa la speranza, me ne andai.
>
> Bhagavan, allorquando giunsi nell'universo Loto Insuperabile, vidi
> disposti
> cinquecentomila milioni di troni. A sud apparivano disposti centomila
> milioni di troni; a nord vidi disposti centomila milioni di troni; a est
> erano disposti centomila milioni di troni; a ovest erano disposti
> centomila
> milioni di troni; allo zenit erano disposti centomila milioni di troni.
> Bhagavan, quei troni erano fatti unicamente di sette tipi di gioielli
> preziosi. E, inoltre, su quei troni sedevano i tathagata e insegnavano il
> Dharma. Pieno di stupore di fronte a quei bhagavan, domandai a quei
> tathagata: 'Qual è il nome di questo universo di buddha?' Ed essi
> risposero:
> 'Figlio del lignaggio, questo universo è chiamato Loto Insuperabile.'
>
> Bhagavan, allora, dopo aver circumambulato quei tathagata, domandai: 'Qual
> è
> il nome del tathagata di questo campo di buddha?'
>
> Essi risposero: 'Colui che è chiamato tathagata arhat buddha perfettamente
> realizzato Essenza del Loto [Padmagarbha] svolge le attività di un buddha
> in
> questo terreno di buddha.'
> Allora domandai loro: 'Dato che vi sono molte centinaia di migliaia di
> milioni di buddha e dato non ho incontrato il tathagata arhat buddha
> perfettamente realizzato Essenza del Loto, ditemi, qual è?'
> I bhagavan risposero: 'Figlio del lignaggio, noi ti mostreremo colui che è
> chiamato tathagata arhat buddha perfettamente realizzato Essenza del
> Loto.'
>
> 13
>
> Poi i sacri corpi di tutti quei tathagata scomparvero ed essi si
> presentarono solo nell'aspetto di bodhisattva. Rimanendo soltanto un
> tathagata, a lui resi omaggio toccando con il capo i suoi sacri piedi.
> Mentre ero in quel luogo, apparve un trono e là mi diressi. E, Bhagavan,
> in
> quel momento apparvero molti troni, ma, non vedendo nessuno andare verso
> di
> loro, dissi a quel Tathagata: 'Bhagavan, non vedo nessun essere senziente
> su
> quei troni.'
>
> Quel Tathagata dichiarò: 'Gli esseri senzienti che non hanno generato la
> radice di virtù, non hanno il potere di sedere su quei troni."
>
> Io proseguii: 'Bhagavan, creando quale tipo di radice di virtù si accederà
> a
> quei troni?'
>
> Quel Bhagavan parlò così: 'Ascolta, figlio del lignaggio. Gli esseri
> senzienti che hanno ascoltato il Sanghatasutra dharma-paryaya, grazie a
> quella radice di virtù siederanno su questi troni, per non parlare di
> coloro
> che lo hanno scritto o letto. Sarvashura, tu hai ascoltato il
> Sanghatasutra
> dharma-paryaya e perciò sei seduto su questo seggio. Altrimenti, come
> avresti potuto entrare in questo campo di buddha?'
>
> Quel Bhagavan parlò in questo modo e io domandai: 'Bhagavan, quanto è
> vasta
> la grande quantità di merito generata da colui che ascolta il
> Sanghatasutra
> dharma-paryaya?'
>
> Allora il Bhagavan tathagata Essenza di Loto mostrò un sorriso. Io
> domandai
> per quale motivo avesse mostrato un sorriso: 'Bhagavan, per quale ragione
> e
> per quale scopo il Tathagata ha mostrato un sorriso?'
>
> Allora il Bhagavan parlò: 'Figlio del lignaggio, bodhisattva mahasattva
> Sharvasura, colui che ha ottenuto il grande potere, ascolta. E' come
> segue.
> Per fare un'analogia, c'è un 're che gira la ruota' e regna sui quattro
> continenti. Se egli seminasse sesamo nei campi dei quattro continenti,
> Sarvashura, qual è il tuo pensiero: germogliebbero molti semi?'
>
> Sarvashura rispose: 'Molti, Bhagavan. Molti, Andato nella Beatitudine'
>
> Il Bhagavan parlò: 'Sarvashura, se un essere senziente facesse un unico
> grande cumulo di quei granelli di sesamo e un' altra persona prendesse un
> granello di sesamo alla volta dal cumulo e, uno ad uno, li volesse mettere
> da parte, Sarvashura, qual è il tuo pensiero: sarebbe possibile per
> quell'essere
> senziente contare quei semi di sesamo o fare un' analogia con essi?'
>
> Il bodhisattva mahasattva Sarvashura rispose: 'Bhagavan, non potrebbe.
> Andato nella Beatitudine, non potrebbe. Non sarebbe in grado di contare
> quei
> semi di sesamo o di fare un'analogia.'
>
> 'Allo stesso modo, Sarvashura, eccettuato il Tathagata, nessun altro può
> fare un'analogia della quantità di merito di questo Sanghatasutra
> dharma-paryaya.
>
> "Sarvashura, è come segue: per fare un'analogia, anche se tanti tathagata
> quanti sono i granelli di sesamo proclamassero il merito delle radici di
> virtù per l'ascolto del Sanghata dharma-paryaya, quel merito non potrebbe
> essere descritto nemmeno con un'analogia. Per non parlare di chi lo
> scrive,
> lo recita o lo ha scritto."
>
> 14
>
> Il bodhisattva mahasattva Sharvasura proseguì: "Quanto è grande la
> quantità
> di merito che verrebbe generato dallo scrivere?"
>
> Il Bhagavan dichiarò: "Figlio del lignaggio, ascolta. È come se qualcuno
> sminuzzasse a misura di un semplice dito tutta l'erba o tutta la legna di
> un
> milione di pianeti. Sarvashura, ascolta altre due analogie. Se tante
> pietre
> o dirupi o terra o particelle di polvere quante sono in un milione di
> sistemi di mondi diventassero 're che girano la ruota' governando i
> quattro
> continenti, sarebbe possibile trovare un'analogia del loro merito?"
>
> Sarvashura rispose: "Bhagavan, non sarebbe possibile, se non si tiene
> conto
> del Tathagata."
>
> "Sarvashura, allo stesso modo, è altrettanto impossibile trovare
> un'analogia
> della grande quantità di merito nello scrivere il Sanghatasutra
> dharma-paryaya. Paragonata alla grande quantità di merito di quei molti
> 're
> che girano la ruota', la grande quantità di merito di chi annota anche una
> sola sillaba di questo dharma-paryaya, è molto superiore. Sebbene il loro
> merito sia enormemente vasto, quei 're che girano la ruota' non gli sono
> pari. Sarvashura, allo stesso modo, un bodhisattva mahasattva, che è
> detentore del sacro Dharma mahayana e dimora nella pratica, non può essere
> oscurato da un 're che gira la ruota'. Ugualmente, non può essere fatta
> alcuna analogia con la grande quantità di merito di chi annota il
> Sangharasutra dharma-paryaya. Sarvashura, questo Sanghatasutra si rivela
> un
> tesoro di merito. E' pacificatore di tutto ciò che è illusorio. Fa in modo
> che la lampada di ogni Dharma arda di viva fiamma. Sconfigge tutti i
> demoni
> malvagi. Fa risplendere le dimore di tutti i bodhisattva. Genera la
> completa
> realizzazione di tutti i Dharma."
>
> Egli così si espresse, e allora il bodhisattva mahasattva Sharvasura parlò
> in questo modo: "Bhagavan, qui la pratica del celibato è una pratica molto
> difficile. Se qualcuno se ne chiede la ragione, è che se la pratica di un
> tathagata è rara, altrettanto rara è la pratica del celibato. Nel momento
> in
> cui ci si impegna nella pratica del celibato, si vedrà direttamente il
> Bhagavan. Si vedrà il Bhagavan giorno e notte. Nel momento in cui si vedrà
> direttamente il Bhagavan e si guarderà a lui giorno e notte, si vedrà il
> terreno di buddha. Quando si vedrà il terreno di buddha, si vedranno tutti
> i
> tesori. Nel momento della morte non nascerà il terrore. Inoltre, non si
> diventerà addolorati. Non si sarà legati dal cappio della brama."
>
> Così disse e il Bhagavan si rivolse in questo modo al bodhisattva
> mahasattva
> Sarvashura:
>
> "Sarvashura, l'avvento dei tathagata è difficile da incontrare."
>
> Egli rispose, "Bhagavan, è difficile da incontrare. Andato nella
> beatitudine, è difficile da incontrare."
> Il Bhagavan dichiarò: "Sarvashura, allo stesso modo, anche questo
> Sanghatasutra dharma-paryaya è difficile da incontrare. Sarvashura,
> chiunque, nel cui orecchio penetri questo Sanghatasutra dharma-payaya,
> ricorderà le vite trascorse per ottanta eoni. Per sessantamila eoni
> otterrà
> lo stato di 're che gira la ruota'. Per ottomila eoni otterrà la posizione
> di Indra. Per ventimila eoni nascerà con l'identica fortuna degli dei
> delle
> dimore pure. Per trentottomila eoni diventerà il grande Brahma. Per
> novantanovemila eoni non cadrà in rinascite sfavorevoli. Per centomila
> eoni
> non nascerà preta. Per ventottomila eoni non nascerà animale. Per
> tredicimila eoni non nascerà nel reame degli asura. La sua morte non sarà
> causata da armi. Per venticinquemila eoni la sua saggezza non verrà
> distorta. Per settemila eoni sarà intelligente. Per novemila eoni sarà
> bello
> e considerato attraente. Proprio come sono state completate le forme
> fisiche
> del Tathagata, così egli diverrà. Per venticinquemila eoni non nascerà tra
> coloro la cui natura è femminile.
>
> 15
>
> Per sedicimila eoni, non contrarrà malattie fisiche. Per trentacinquemila
> eoni sarà detentore dell'occhio divino. Per diciannovemila eoni non
> nascerà
> nei luoghi di nascita dei naga. Per sessantamila eoni non verrà
> sopraffatto
> dalla collera. Per settemila eoni non nascerà indigente. Per ottantamila
> eoni vivrà nei due continenti. Anche quando nascerà indigente, otterrà
> gioie
> come le seguenti: per più di dodicimila eoni, non nascerà nel luogo ove è
> nata una persona affetta da cecità; per tredicimila eoni non nascerà nei
> tre
> reami delle cattive migrazioni; per undicimila eoni sarà saggio
> predicatore
> di pazienza.
>
> Inoltre, in punto di morte, quando cesserà la coscienza finale, non avrà
> percezioni erronee. Non sarà sopraffatto dall'ira. In direzione est vedrà
> tanti bhagavan buddha quanti sono i granelli di sabbia di dodici fiumi
> Gange. In direzione sud vedrà direttamente tanti bhagavan buddha, quanti
> sono i granelli di sabbia di venti milioni di fiumi Gange; in direzione
> ovest vedrà direttamente tanti bhagavan buddha quanti sono i granelli di
> sabbia di venticinque fiumi Gange; in direzione nord vedrà direttamente
> tanti bhagavan buddha quanti sono i granelli di sabbia di ottanta fiumi
> Gange; in direzione ascendente vedrà direttamente novanta milioni di
> bhagavan buddha; in direzione discendente vedrà direttamente tanti
> bhagavan
> buddha quanti sono i granelli di sabbia di otto milioni di fiumi Gange. E
> quei bhagavan buddha diranno a quel figlio del lignaggio: 'Figlio del
> lignaggio, hai ascoltato il Sanghata dharma-paryaya e perciò, nelle
> prossime
> vite, avrai buone qualità, benefici e questo tipo di felicità. Perciò, non
> avere paura'. Così dicendo, lo rassicureranno."
>
> E aggiunse: "O figlio del lignaggio, hai visto tanti tathagata quanti i
> granelli di sabbia di molte centinaia di miliardi di milioni di fiumi
> Gange?"
>
> "Bhagavan, li ho visti. Essere andato alla beatitudine, li ho visti".
> "O figlio del lignaggio, questi tathagata sono arrivati per vedere te."
> "A causa di quale azione virtuosa da me compiuta, questi tathagata sono
> giunti nel luogo ove io sono?'
>
> "Figlio del lignaggio, ascolta. Tu hai acquisito un corpo umano, il
> Sanghata
> dharma-paryaya ti è penetrato nelle orecchie e, di conseguenza, grazie a
> questo, tu hai generato una tale, enorme, quantità di merito."
>
> " Bhagavan, se anche la mia quantità di merito è grande a tal punto, che
> dire allora di colui che lo ascolta in modo completo sino alla fine!"
>
> Egli parlò: "Taci, taci. O figlio del lignaggio, descriverò il merito di
> un'unica
> stanza di quattro versi. Perciò ascolta, figlio del lignaggio, è come
> segue.
> Per fare un'analogia, confrontata persino alla quantità di merito di
> innumerevoli tathagata arhat buddha perfettamente realizzati, tanti quanti
> sono i granelli di sabbia di tredici fiumi Gange, essa sviluppa una massa
> di
> merito molto più grande. Paragonato a colui che venera tanti tathagata
> arhat
> buddha perfettamente realizzati quanti i granelli di sabbia di tredici
> fiumi
> Gange, se colui che ascolta anche una sola stanza in quattro versi di
> questo
> Sanghata dharma-paryaya genera una quantità di merito molto più grande,
> che
> dire allora di colui che lo ascolta in forma completa sino alla fine?
> Figlio
> del lignaggio, ti dirò a proposito di chi ode il Sanghata dharma-paryaya
> in
> forma completa sino alla fine.
>
> 16
>
> Se qualcuno piantasse semi di sesamo in tutti i milioni di sistemi di
> mondi
> e ci fossero tanti 're che girano la ruota' quanti sono tali semi di
> sesamo
> e, inoltre, ci fosse un uomo ricco, di una tale opulenza e possedimenti da
> fare beneficenza a quei 're che girano la ruota', paragonato a
> quest'ultimo,
> colui che fa beneficienza a un solo 'entrato nella corrente' genererebbe
> una
> ben più vasta quantità di merito. E se ognuno di quegli esseri senzienti
> di
> milioni di sistemi di mondi fosse diventato un 'entrato nella corrente',
> paragonando la massa di merito di colui che fa beneficenza a tutti loro,
> la
> quantità di merito prodotta da chi fa beneficenza a un solo 'che ritorna
> una
> sola volta' sarebbe molto più grande. Se ogni essere senziente di milioni
> di
> sistemi di mondi fosse diventato un ' colui che ritorna una sola volta',
> paragonando la vastità di merito di chi fa beneficenza a tutti loro, la
> quantità di merito prodotta da chi fa doni a un solo ' colui che non
> ritorna'
> sarebbe molto più grande. E se ogni essere senziente di milioni di sistemi
> di mondi fosse diventato un ' colui che non ritorna', paragonando la
> quantità di merito di chi fa beneficenza a tutti loro, la vastità di
> merito
> generata da chi fa doni a un solo arhat sarebbe molto più grande. Se ogni
> essere senziente di milioni di sistemi di mondi fosse diventato arhat,
> paragonando la massa di merito di colui che fa beneficenza a tutti loro,
> la
> quantità di merito generata da chi fa beneficenza a un solo
> pratyekabuddha,
> sarebbe molto più grande. E se ogni essere senziente di milioni di sistemi
> di mondi fosse diventato pratyekabuddha, paragonando la massa di merito di
> chi fa beneficenza a tutti loro, la grande quantità di merito generata da
> chi fa beneficenza a un solo bodhisattva sarebbe enormemente più vasta. Se
> tutti gli esseri senzienti di milioni di sistemi di mondi fossero
> diventati
> bodhisattva, paragonando la grande quantità di merito di chi fa
> beneficenza
> a tutti loro, la grande quantità di merito generata da colui la cui la
> mente
> è ispirata da fiducia verso un tathagata e da colui che genera una mente
> ispirata da fiducia verso milioni di sistemi di mondi colmi di tathagata e
> da colui che ascolta questo Sanghata dharma-paryaya genererebbe una più
> vasta quantità di merito. Che dire allora, Sarvashura, di chiunque
> trascriva
> questo Sanghata dharma-paryaya o lo memorizzi o lo reciti o lo comprenda!
> Sarvashura, che dire del prostrarsi a questo Sanghata dharma-paryaya con
> una
> mente ispirata da fiducia!
>
> Sarvashura, qual è il tuo pensiero? Se qualcuno dovesse domandarsi: 'Gli
> individui ordinari sono tutti in grado di ascoltarlo? Anche se lo
> ascoltano,
> non svilupperanno fiducia'. Sarvashura, ascolta: esiste qualcuno, tra gli
> individui ordinari, in grado di raggiungere il fondo del grande oceano?"
>
> "Bhagavan, non esiste."
>
> "Esiste un qualsiasi essere senziente capace di prosciugare l'oceano con
> il
> cavo di una mano?"
> "Bhagavan, non esiste. Andato nella Beatitudine, non esiste."
>
> Egli parlò: "Proprio come non esiste alcun essere senziente in grado di
> prosciugare il grande oceano, Sarvashura, nessun essere senziente di
> inferiore aspirazione è in grado di ascoltare questo dharma-paryaya.
>
> Sarvashura, coloro che non hanno visto milioni di Tathagata, tanti quanti
> i
> granelli di sabbia di ottanta fiumi Gange, non sono in grado di scrivere
> per
> esteso questo Sanghata dharma-paryaya. Coloro che non hanno incontrato
> tanti
> Tathagata quanti i granelli di sabbia di novanta fiumi Gange non sono in
> grado di ascoltare questo dharma-paryaya. Coloro che non hanno visto cento
> milioni di miriadi di Tathagata, ascoltando questo dharma-paryaya lo
> rifiuteranno. Sarvashura, coloro che hanno incontrato cento milioni di
> Tathagata, tanti quanti sono i granelli di sabbia del fiume Gange,
> ascoltando questo dharma-paryaya svilupperanno una mente di fiducia. Essi
> saranno estasiati.
>
> 17
>
> Essi conosceranno la verità, esattamente come essa è. Essi avranno fiducia
> in questo Sanghata dharma-paryaya e non lo respingeranno.
>
> Sarvashura, ascolta: il terreno di buddha di coloro che scrivono anche una
> sola stanza di quattro versi di questo Sanghatasutra, dopo aver
> attraversato
> novantacinque milioni di universi, sarà proprio come l'universo di
> Sukhavati. Sarvashura, la durata di una vita di quegli esseri senzienti si
> estenderà per ottantaquattromila eoni.
>
> Sarvashura, ascolta: per quanto riguarda quei bodhisattva mahasattva che
> ascoltano anche soltanto una piccola stanza di quattro versi di questo
> Sanghata dharma-paryaya, è come segue: per fare un'analogia, essi sono
> come
> un essere senziente che abbia compiuto i cinque crimini a retribuzione
> immediata o abbia ordinato a qualcuno di compierle o abbia gioito nel
> farle
> e che, ascoltando anche una sola stanza di quattro versi di questo
> Sanghata
> dharma-paryaya, purifica i karma malvagi dei cinque crimini a retribuzione
> immediata.
>
> Sarvashura, ascolta e io ti illustrerò un'altra buona qualità. E' come
> segue. Facendo un'analogia: un essere senziente ha distrutto degli stupa,
> ha
> creato una scissione all'interno del Sangha, provoca il vacillare di un
> bodhisattva nel suo assorbimento meditativo, ostacola la saggezza di un
> buddha e sopprime una vita umana. In seguito, quell'essere senziente si
> pente e si affligge (pensando) 'con questo corpo mi sono rovinato e sarò
> rovinato anche nella prossima esistenza. Sono completamente indegno'. Così
> riflettendo, scaturisce in lui una grande sofferenza ed egli sperimenta
> una
> sensazione di intenso dolore. Egli prova una sensazione insostenibile.
> Sarvashura, quell'essere senziente sarà rifiutato da tutti gli altri
> esseri
> senzienti. Sarà disprezzato. Quell'essere senziente sarà incenerito e
> privo
> di valore. Persino i dharma mondani e sovramondani saranno per lui
> insostenibili. Come un ceppo ridotto in cenere, così sarà quell'uomo per
> molti eoni. Come le colonne e le travi di una casa ben progettata che,
> attaccate dal fuoco, si imbruttiscono annerendosi, così sarà quell'uomo.
> Persino in questo mondo non sarà gradevole alla vista. Ovunque egli andrà,
> in ogni luogo, gli esseri senzienti lo criticheranno e percuoteranno,
> soffrirà fame e sete, e non troverà nulla di cui cibarsi o dissetarsi.
> Per questo motivo, egli sperimenta la sensazione della sofferenza e, a
> causa
> della sete, della fame e delle ingiurie, gli torna alla mente il karma
> della
> distruzione degli stupa e dei cinque crimini a retribuzione immediata. E
> avendo ricordato, egli si chiede: 'Dove posso andare? Chi è il mio
> protettore?' e si abbatte pensando: 'Poiché non c'è nessuno qui a
> proteggermi, meglio andare verso un montagna o un burrone e, là, mettere
> fine alla mia vita'.
>
> E dice:
>
> 'Dal momento che indegne azioni ho commesso
> come cenere sono, bruciato per sempre.
> Tanto non gradito in questo mondo
> quanto nel seguente non gradito.
> Perfino in casa non gradito,
> fuori di casa non gradito.
> Causa i difetti, colpe da me furon commesse,
> per questo io vado nei reami inferiori.
> In altre vite ancora dovrò io soffrire
>
> 18
>
> dimorando in ogni stato negativo".
> Poiché singhiozzando scoppiò in lacrime,
> le sue parole persino dagli dèi furono udite.
> 'Speranza non vi è per il mondo oltre:
> ahimè! Nel reame inferiore io mi dirigo'.
> Gli dei così gli si rivolgono:
> 'Stolto a pensare questo!
> Abbandona questa mente di sofferenza e va'!
> 'Padre ucciso e madre uccisa,
> poiché le cinque efferate azioni io commisi.
> né rifugio o consorte, nulla è per me.
> Io proverò soltanto sensazioni dolorose.
> Al picco della montagna mi dirigo
> per gettar via il mio corpo'.
> 'Essere stolto, non andare.
> Con questa mente propensa a fare il male
> Molti errori furon da te commessi.
> Non compiere questa deplorevole azione!
> Colui che a se stesso causa un danno,
> andrà negli inferni della sofferenza.
> Quell'essere si affliggerà e piangerà ad alta voce
> e a causa di questo crollerà a terra.
> Un buddha mai sarà con tale impresa,
> nè diverrà un bodhisattva.
> Nemmeno lo stato di 'uditore' verrà raggiunto.
> Con differente sforzo, quindi, impegnati.
> Va' verso quella montagna ove risiede un saggio.'
> Essendo andato e del saggio avendo veduta la grandezza,
> egli rese omaggio ai suoi piedi con il capo:
> 'Essere santo, sii tu il mio rifugio!
> Sono così oppresso da paure e sventure!
> Essenza degli esseri, Saggio, ti prego, ascolta le mie parole!
> Seduto, donami l'opportunità per meditare.
> Spiega il virtuoso Dharma anche per un solo istante.
> Poiché sono oppresso da panico e sventure,
> ti prego, siedi per un momento,
> lasciami confessare le molte malvagità commesse.
> Possa il saggio parlarmi.'
>
> 19
>
> Il saggio parlò:
> 'Gemente di sofferenza, oppresso dai lamenti,
> sei afflitto da fame e sete
> mentre, senza speranza, vaghi nei tre mondi.
> Mangia, pertanto, il cibo offerto.'
> Per soddisfare il corpo,
> il saggio offrì del cibo.
> 'Dopo aver mangiato questo prelibato e gustoso cibo,
> un essere ne sarà deliziato.
> Poi il Dharma che purifica ogni colpa
> ti spiegherò più avanti.'
> In un istante egli mangiò il gustoso cibo
> e, dopo aver mangiato, si lavò le mani
> e girò devotamente intorno al saggio.
> Non appena seduto a gambe incrociate,
> raccontò quelle colpe da lui commesse,.
> 'Ho ucciso il padre e la madre ho ucciso,
> ho compiuto la distruzione di uno stupa,
> ho ostacolato la realizzazione della buddhità di un bodhisattva.'
> Quando udì le parole di quell'uomo
> il saggio pronunciò queste parole:
> 'Poiché hai fatto del male,
> ahimè, non sei virtuoso.
> Confessa le azioni malvagie che hai compiuto
> o che hai ordinato di compiere.'
>
>
> In quella circostanza, in quel momento, afflitto da pene lancinanti e
> angosciato dal terrore, egli disse al saggio:
>
> 'Chi sarà il mio protettore?
> Poiché ho commesso azioni malvagie,
> proverò sensazioni dolorose.'
> Quell'uomo, poi, poggiò entrambe le ginocchia al suolo
> 'Tutto il male compiuto e ordinato di compiere
> io lo confesso.
> Possa non tramutarsi in malvagi risultati,
> possa io non sperimentare sofferenze.
> Dacché ti sono vicino,
> saggio, sei diventato il mio rifugio.
> Senza rimorso e placato:
> pacifica così il mio karma negativo.
>
> 20
>
> Allora, in quella circostanza, in quel momento, il saggio disse all'uomo,
> confortandolo: 'Essere, Io sarò il tuo rifugio, Io sarò il tuo sostegno.
> Io
> sarò il tuo aiuto. Perciò, ascolta il Dharma al mio cospetto, senza paura.
> Hai mai udito anche solo una piccola parte del dharma-paryaya chiamato
> Sanghata?'
>
> Quello rispose: 'Non ne ho mai udito niente.'
>
> Il saggio disse: 'Ad eccezione di chi insegna il Dharma agli esseri
> senzienti dimorando nella compassione, chi mai insegnerà il Dharma
> all'essere
> senziente che si è bruciato?'
>
> E proseguì: 'Figlio del lignaggio, ascolta ancora. Una volta, in un tempo
> smisuratamente remoto, oltre molti incalcolabili eoni, a quel tempo viveva
> un virtuoso 're del Dharma' chiamato re Vimalachandra. Figlio del
> lignaggio,
> nella famiglia del re Vimalachandra nacque un figlio. Di conseguenza, il
> grande sovrano Vimalachandra convocò i bramini augurali e domandò loro:
> 'Bramini, quale tipo di presagio vedete per il bambino? I bramini allora
> dichiararono: 'Potente re, non è buono. Questo piccolo che è nato non è
> buono'. Il re domandò: 'Bramini, che ne sarà di lui?' I vati affermarono:
> 'Re, se questo giovane raggiunge i sette anni di età, metterà in pericolo
> la
> vita della madre e del padre'. Allora il sovrano parlò come segue:'Anche
> se
> vi può essere un ostacolo alla mia vita, pazienza: io non ucciderò questo
> mio figlio. Poiché, per quanto rara, è avvenuta in questo mondo la nascita
> di un umano, io non compirò un simile danno al corpo di nessun umano.' Il
> piccolo crebbe rapidamente. Più esattamente, all'età di un mese egli era
> cresciuto quanto gli altri crescono in due anni. A quel punto, il re
> Vimalachandra capì anche che il bambino era cresciuto grazie al karma che
> il
> re stesso aveva accumulato. In seguito il sovrano cedette la corona a quel
> fanciullo e parlò come segue: 'Possa tu divenire un re ben rinomato e con
> un
> vasto regno. Governa virtuosamente attraveso il Dharma, non per mezzo di
> ciò
> che non è Dharma'. Quindi, avendogli dato la corona, gli conferì il titolo
> di 're'. E il re Vimalachandra non governò più come sovrano della sua
> terra.
> In seguito, i suoi numerosi ministri raggiunsero il luogo ove risiedeva il
> re Vimalacandra e, ivi giunti, parlarono al sovrano in questo modo: 'O
> grande re, perché accade che ora non ti comporti più da sovrano nella tua
> terra?' Il re rispose: 'Benché per molti incalcolabili eoni io abbia
> regnato
> come colui che possiede regni, ricchezza e potere, non ho mai provato
> soddisfazione'. E in quella circostanza, in quel momento, non molto tempo
> dopo, quel ragazzo tolse la vita a suo padre e a sua madre e, a quel
> punto,
> accumulò il karma dei cinque crimini a retribuzione immediata.
> O essere, ricordo anche il tempo in cui nacque in quel re l'esperienza
> della
> sofferenza ed egli provò rimorso e singhiozzò, soffocato dalle lacrime, e
> io
> provai grande compassione per lui, ed essendomi colà recato, insegnai il
> Dharma. E quando anch'egli udì quel Dharma, quei cinque crimini a
> retribuzione immediata furono rapidamente purificate, senza alcun
> residuo'.
> Egli disse ancora: 'Quei grandi asceti che ascoltano il Sanghata
> dharma-paryaya, il re dei sutra, otterranno la fonte insuperabile del
> Dharma, la purificazione di ogni malvagità e la pacificazione di tutte le
> emozioni afflittive.
>
> I Dharma tramite i quali un essere sarà velocemente liberato
> io spiegherò, quindi ascolta attentamente.
> Se anche una sola stanza in quattro versi
> viene spiegata ad continuum mentale,
> purificato ogni errore,
>
> 21
>
> egli otterrà 'l'entrata nella corrente'
> e sarà liberato da ogni malvagità:
> così affermando, quando questi stessi enunciati sono proferiti,
> dalla schiavitù dell'inferno spaventoso e dalla sofferenza
> gli esseri senzienti vengono pienamente liberati'.
> In seguito l'uomo si alzò
> e, a mani giunte,
> a lui inchinò il suo capo.
> Egli approvò con la parola 'eccellente.'
> 'Eccellente, virtuosi amici.
> Eccellenti coloro che insegnano il vasto metodo,
> il Sanghatasutra che distrugge il male.
> E anche per coloro che lo ascoltano, eccellente.'
>
> Dopodiché, in quella circostanza, in quel momento, dal centro dello spazio
> sovrastante, dodicimila figli divini, con le mani giunte, scesero di
> fronte
> al Saggio e, rendendo omaggio ai suoi piedi, pronunciarono le seguenti
> parole: 'Bhagavan, quanto addietro risale la tua conoscenza?' Allo stesso
> modo, giunsero quattro milioni di re naga e diciottomila re yaksha. Con le
> mani giunte in direzione del Saggio e rendendo rispettosamente omaggio,
> essi
> pronunciarono le seguenti parole: 'O eccelso, quanto addietro risale la
> tua
> conoscenza?' Il saggio rispose, 'Centinaia di migliaia di miriadi di
> milioni
> di incalcolabili eoni.'
>
> Essi domandarono: ' Da quale karma virtuoso verrà completamente
> pacificato,
> in un istante, quel karma malvagio?'
>
> Egli rispose: 'Dall'ascoltare il Sanghata dharma-paryaya. Tra gli esseri
> senzienti qui radunati, tutti coloro che hanno sviluppato fede ascoltando
> questo dharma-paryaya ottengono la predizione di un ineguagliabile
> risveglio
> perfettamente realizzato. Quelle persone che hanno commesso i cinque
> crimini
> a retribuzione immediata, persino loro, se soltanto ascoltano questo
> dharma-paryaya chiamato 'Sanghata', esauriranno in un istante il loro
> karma
> dei cinque crimini a retribuzione immediata e lo purificheranno
> interamente.
> Per innumerevoli centinaia di migliaia di miriadi di milioni di eoni, le
> porte dei reami inferiori saranno chiuse per loro e le trentadue porte dei
> mondi degli dèi saranno aperte. Se le radici di merito di chi ascolta
> anche
> una sola semplice stanza in quattro versi di questo Sanghata
> dharma-paryaya,
> matureranno a tal punto, che dire allora di chi lo onora e lo venera, fa
> disegni, fa offerte di fiori, incensi, profumi, ghirlande, unguenti,
> polveri, abiti, baldacchini, stendardi e vessilli o di chi suona i cembali
> e
> poi gioisce, anche solo una volta, approvando col dire 'Eccellente,
> eccellente'!"
>
> Allora il bodhisattva mahasattva Sharvasura così domandò al Bhagavan:
> "Bhagavan, riguardo a chi giunge le mani quando il Sanghata dharma-paryaya
> viene esposto, quale grande quantità di merito produrrà colui che
> semplicemente si prostra a mani giunte?"
>
> Il Bhagavan parlò: "Figlio del lignaggio, ascolta. Se chiunque abbia
> commesso i cinque crimini a retribuzione immediata o abbia ordinato di
> commetterle o anche abbia soltanto gioito nel commetterle, giungendo le
> mani
> nell'udire anche una sola semplice stanza di quattro versi di questo
> Sanghata dharma-paryaya verrà interamente purificato di
>
> 22
>
> tutto il karma negativo dei cinque crimini a retribuzione immediata quando
> si prostra, Sarvashura, che dire allora di chi ascolta questo Sanghata
> dharma-paryaya completamente, sino alla fine? Costui genererà una ben più
> vasta quantità di merito del precedente. Figlio del lignaggio, ti esporrò
> un'analogia
> allo scopo di farti capire il significato del Sanghatasutra. Sarvashura, è
> come segue. Per fare un'analogia, dal palazzo del re naga Anavatapta, ove
> il
> sole non sorge mai, nascono cinque grandi fiumi. Se un umano contasse le
> gocce di questi cinque grandi fiumi, potrebbe mai arrivare alla fine del
> conto?"
>
> Ed egli: "Bhagavan, non sarebbe possibile."
>
> Il Bhagavan parlò: "Sarvashura, similmente, enumerando le radici di merito
> del Sanghata dharma-paryaya per cento eoni o anche per mille, non sarà
> possibile arrivare alla fine. Sarvashura, se ti stai chiedendo perché è
> così: chi divulga questo Sanghata dharma-paryaya anche per un solo
> istante,
> non si assume forse una fatica?"
>
> Ed egli: "Bhagavan, si assume una fatica"
>
> Il Bhagavan dichiarò: "Sarvashura, colui che sarà in grado di divulgare
> questo Sanghata dharma-paryaya, si assumerà fatiche molto più grandi. È
> come
> segue. Per fare un'analogia, pur contando le gocce dei cinque grandi fiumi
> che nascono dal lago Anavatapta, non è possibile pensarne la fine."
> Ed egli: "Bhagavan, quali sono i cinque grandi fiumi?"
>
> "Essi sono: il Gange, il Sita, il Vakshu, lo Yamuna e il Chandrabhaga.
> Questi sono i cinque grandi fiumi che arrivano all'oceano. In ognuno dei
> cinque grandi fiumi confluiscono cinquecento affluenti. Sarvashura, anche
> questi cinquecento fiumi nascono dalla volta celeste con mille affluenti
> ciascuno e, per mezzo loro, gli esseri vengono appagati."
>
> Ed egli: "Quali sono queste migliaia di affluenti?"
>
> Il Bhagavan parlò: "Nel Sundari ne confluiscono migliaia, nel Shamkha
> migliaia, nel Vahanti migliaia, nel Chitrasena migliaia e nel Dharmavritta
> ne confluiscono migliaia. Ognuno di questi grandi fiumi possiede migliaia
> di
> affluenti.
>
> Essi liberano un torrente di pioggia sul pianeta terra. Sarvashura, ogni
> volta che vengono fatti scendere i torrenti di gocce di pioggia, ciò
> produce
> fiori, frutta e raccolti. Quando i torrenti di pioggia vengono liberati
> sul
> pianeta Terra, nasce l'acqua. Poiché l'acqua è stata generata, campi e
> giardini vengono appagati e resi lieti. Sarvashura, è come segue. Per fare
> un'analogia, il Signore degli Esseri rende felice tutto l'intero pianeta
> Terra. Allo stesso modo, Sarvashura, questo Sanghata dharma-paryaya viene
> proclamato sulla Terra per il bene e la felicità di molti esseri.
>
> La durata di vita degli umani non è come la durata di vita degli dèi della
> 'Dimora dei Trentatré' [Trayastrimsha]. Sarvashura, se ti domandassi chi
> sono gli dei della Dimora del Trentatré, quel luogo ove risiede il signore
> degli dei, Indra, quello è denominato 'dei Trentatré'. Sarvashura, lì
> dimorano anche coloro che si sono impegnati in una buona condotta verbale,
> ed è impossibile fare un'analogia della loro grande quantità di merito.
> Esistono anche esseri senzienti che praticano una cattiva condotta verbale
> ed è impossibile proporre un'analogia con le loro rinascite negli inferni
> degli esseri senzienti o come animali. Quegli esseri senzienti che
> sperimenteranno le sofferenze degli inferni degli esseri
>
> 23
>
> senzienti, degli stati animali e degli stati dei preta, non hanno avuto
> alcun rifugio. Perduta ogni speranza, essi piangono e precipitano negli
> inferni degli esseri senzienti; dovrebbero essere visti come sotto il
> potere
> di amici non-virtuosi. E quegli esseri senzienti che praticano una buona
> condotta verbale, della cui vastità del merito è impossibile fare
> un'analogia,
> dovrebbero essere visti come sotto il potere di amici virtuosi. Quando
> s'incontra
> un amico virtuoso, si incontra un tathagata. Quando s'incontra un
> tathagata,
> tutte le proprie malvagità saranno purificate. Quando il Signore degli
> Esseri provoca gioia sulla Terra, è impossibile fare un'analogia della
> felicità degli esseri senzienti sulla Terra.
>
> "Sarvashura, similmente, anche questo Sanghata dharma paryaya svolge le
> funzioni di un buddha per gli esseri senzienti sulla Terra. Chiunque non
> avrà ascoltato il Sanghata dharma-paryaya, non sarà in grado di divenire
> completamente illuminato nell'insuperabile risveglio perfettamente
> realizzato. Non sarà in grado di avviare la ruota del Dharma. Sarà
> incapace
> di suonare il gong del Dharma. Non sarà in grado di sedere sul trono del
> leone del Dharma. Sarà incapace di entrare nella sfera del nirvana. Non
> sarà
> in grado di illuminare con innumerevoli raggi di luce. Sarvashura, allo
> stesso modo, coloro che non ascoltano questo Sanghata dharma-paryaya non
> saranno parimenti in grado di dimorare nel cuore dell'illuminazione."
>
> Sarvashura disse: "Bhagavan, posso domandare a proposito di un certo
> portento? Andato nella Beatitudine, posso domandare a proposito di un
> certo
> portento?"
> Il Bhagavan rispose: "Sarvashura, domanda qualunque cosa tu desideri e io
> chiarirò i tuoi dubbi."
> Ed egli: "Chi è quel saggio per mezzo del quale gli esseri senzienti
> vengono
> liberati dal karma dei cinque crimini a retribuzione immediata e, in
> seguito, condotti uno per uno allo stesso livello di 'colui che non
> ritorna?"
>
> Il Bhagavan parlò:
>
> Il parlare dei buddha è sottile.
> Sarvashura, ascoltami.
> Il Sanghatasutra, il Maestro,
> si rivela nell'aspetto del saggio.
> Il Sanghata insegna, per amorevolezza,
> anche attraverso i corpi dei buddha.
> Quanti sono i granelli di sabbia che il Gange contiene,
> altrettanti sono gli aspetti sotto cui esso insegna.
> Insegna con l'aspetto di un Buddha.
> Insegna l'essenza stessa del Dharma.
> Se si desidera vedere un buddha,
> Sanghata è l'equivalente di un buddha.
> Dovunque è il Sanghata,
> sempre vi è il Buddha.
>
> Il Bhagavan parlò ancora: "Figlio del lignaggio, ascolta. Sarvashura,
> molto
> tempo fa, novantanove incalcolabili eoni fa, apparvero dodici milioni di
> buddha. Là si manifestò il tathagata chiamato Ratnottama e io, dopo essere
> diventato uno
>
> 24
>
> dei principali benefattori, venerai quei dodici milioni di buddha chiamati
> Chandra. Ne ebbi cura offrendo loro cibo, bevande, profumi, ghirlande,
> unguenti, qualsiasi cosa li allietasse, pasti di buona qualità e ogni cosa
> necessaria al loro benessere. Essendomi occupato di loro in questo modo,
> ricordo di aver ascoltato, proprio in quell'occasione, una predizione di
> insuperabile, perfettamente realizzata illuminazione.
>
> Sarvashura, ricordo che là apparvero diciotto milioni di buddha chiamati
> Ratnavabhasa, ed essendo diventato, anche in quella circostanza, uno dei
> principali benefattori, venerai diciotto milioni di Tathagata chiamati
> Garbhasena con ghirlande, unguenti, ornamenti e abbigliamento decorativo,
> nel modo adatto a ciascuno. Avendo così agito, ascoltai, proprio in
> quell'occasione,
> una predizione di insuperabile, perfettamente realizzata illuminazione.
>
> Sarvashura, ricordo venti milioni di buddha, e ognuno di loro era chiamato
> tathagata arhat buddha perfettamente realizzato Shikhisambhava.
>
> Sarvashura, ricordo venti milioni di buddha, e ognuno di quei tathagata
> arhat buddha perfettamente realizzati era chiamato Kashyapa. Anche quella
> volta, essendo diventato uno dei principali benefattori, resi omaggio ai
> tathagata con profumi, ghirlande e unguenti, e poi offrii loro un servizio
> reverenziale proprio come deve essere offerto ai tathagata. E anche allora
> ricevetti una predizione di insuperabile, perfettamente realizzata
> illuminazione.
>
> Sarvashura, là apparvero sedici milioni di buddha chiamati Buddha
> Vimalaprabhasa e io, a quel tempo, ero un capofamiglia di grandi ricchezze
> e
> possedimenti. Essendo diventato un benefattore donando tutti i miei beni,
> offrii loro un servizio reverenziale, con offerte di drappi coprisedile,
> indumenti, profumi, ghirlande, unguenti e mantelli, proprio come dovrebbe
> essere offerta assistenza reverenziale ai tathagata. E, proprio in
> quell'occasione,
> ricevetti una predizione di insuperabile, perfettamente realizzata
> illuminazione. Io ricordo anche questo, ma il momento e le condizioni
> della
> predizione non erano ancora maturi.
>
> Sarvashura, ascolta, novantacinque milioni di Buddha si presentarono al
> mondo, e ognuno di quei tathagata arhat buddha perfettamente realizzati
> era
> chiamato Shakyamuni. A quel tempo ero un sovrano virtuoso e venerai quei
> novantacinque milioni di tathagata, chiamati Shakyamuni, con essenze,
> ghirlande, unguenti, preziosi coprisedili, indumenti, incenso, stendardi e
> vessilli. E, proprio in quell'occasione, ricevetti una predizione di
> insuperabile, perfettamente realizzata illuminazione.
>
> Questo io ricordo.
>
> Sarvashura, là si presentarono al mondo novanta milioni di tathagata arhat
> buddha perfettamente realizzati chiamati Krakutsanda e io, a quel tempo,
> ero
> un giovane e ricco bramino di grande opulenza e possedimenti. Essendo
> diventato un benefattore donando tutti i miei possedimenti, venerai tutti
> quei tathagata con essenze, ghirlande, unguenti, coprisedili preziosi,
> indumenti e, avendo offerto assistenza reverenziale a quei tathagata, nel
> modo consono a ciascuno di loro, ricevetti, proprio in quell'occasione,
> una
> predizione di ineguagliabile, perfettamente realizzata illuminazione.
> Anche
> questo io ricordo. Ma non ero ancora arrivato al momento e alle condizioni
> della predizione.
> Sarvashura, là si presentarono al mondo diciotto milioni di buddha, e
> ciascuno dei tathagata arhat buddha perfettamente realizzati era chiamato
> Kanakamuni. A quel tempo, essendo io diventato uno dei principali
> benefattori, venerai tutti
>
> 25
>
> quei tathagata arhat buddha perfettamente realizzati con profumi,
> ghirlande,
> unguenti, coprisedili preziosi e ornamenti. Così come deve essere offerto
> servizio ai tathagata, offrii loro servizio. E. anche in quell'occasione,
> ricordo di aver ricevuto una predizione di insuperabile, perfettamente
> realizzata illuminazione. Ma il momento e le condizioni della predizione
> non
> erano maturi.
> Sarvashura, là apparvero al mondo tredici milioni di Buddha, e ciascuno di
> quei tathagata arhat buddha perfettamente realizzati fu chiamato
> Avabhasashri. Io venerai quei tathagata arhat buddha perfettamente
> realizzati con coprisedili preziosi, abiti, profumi, ghirlande, unguenti,
> mantelli e ornamenti. Proprio come deve essere offerto servizio
> reverenziale
> ai tathagata, così io offrii loro servizio reverenziale. Poiché quei
> tathagata avevano anche dato numerose introduzioni al Dharma per
> dimostrarne
> il significato e la disciplina, anche in quell'occasione io ricevetti una
> predizione di insuperabile, perfettamente realizzata illuminazione. Questo
> io ricordo, ma, anche allora, il momento e le condizioni per la predizione
> non erano maturi.
>
> Sarvashura, là vennero nel mondo venticinque milioni di tathagata arhat
> buddha perfettamente realizzati, chiamati Pushya. A quel tempo ero un
> rinunziante e venerai quei tathagata. Così come Ananda oggi mi offre
> servizio, allo stesso modo io offrii servizio a quei tathagata, e là
> ottenni
> una predizione di insuperabile, perfettamente realizzata illuminazione.
> Questo io ricordo, ma, anche allora, il momento e le condizioni della
> predizione non erano maturi.
>
> Sarvashura, là apparvero al mondo dodici milioni di tathagata arhat buddha
> perfettamente realizzati chiamati Vipashyin. Io venerai quei tathagata
> arhat
> buddha perfettamente realizzati con drappi coprisedili, abiti, profumi,
> ghirlande e unguenti. Proprio come dovrebbe essere offerto servizio ai
> tathagata, così offrii loro servizio. In quella circostanza, essendo
> diventato un rinunziante, proprio allora ricordo di aver ricevuto anche
> una
> predizione di insuperabile, perfettamente realizzata illuminazione. Poco
> tempo dopo, fui consapevole che l'ultimo Vipashyin apparso aveva spiegato
> questo Sanghata dharma-paryaya, e che allora, in quella circostanza, una
> pioggia di sette gioielli preziosi si era riversata sulla Terra. Allora
> gli
> esseri senzienti della Terra erano stati liberati dalla povertà e io,
> proprio in quella circostanza, avevo ricevuto la predizione di
> un'insuperabile,
> perfettamente realizzata illuminazione. Dopodiché, per un lungo periodo,
> non
> ricevetti alcuna predizione."
>
> Sarvashura domandò: "Quale fu quel momento? Quale fu quella condizione?"
>
> Il Bhagavan rispose: "Sarvashura, ascolta. Innumerevoli eoni dopo, il
> tathagata arhat buddha perfettamente realizzato Dipamkara comparve nel
> mondo
> e io, a quel tempo, ero un giovane bramino, chiamato Megha. Nel tempo in
> cui
> il Tathagata Dipamkara si manifestò al mondo, stavo praticando il celibato
> sotto l'aspetto di un ragazzo bramino. Poi, avendo incontrato il Tathagata
> Dipamkara, lanciai sette fiori di utpala e li dedicai alla insuperabile
> illuminazione perfettamente realizzata. E quel Tathagata mi predisse:
> 'Giovane bramino, in futuro, tra innumerevoli eoni, diventerai in questo
> mondo un tathagata arhat buddha perfettamente realizzato chiamato
> Shakyamuni.'
>
> Dopo di che, Sarvashura, mi misi a sedere al centro dello spazio, a
> un'altezza
> di dodici alberi di borasso, e raggiunsi lo stato della pazienza
> imperturbabile in riferimento ai fenomeni non-funzionali. Come se fosse
> ieri
> o oggi, ricordai direttamente tutte le radici di merito da quando avevo
> praticato il celibato per innumerevoli eoni e ottenuto le perfezioni. E se
> in seguito, Sarvashura, ho condotto individualmente innumerevoli centinaia
> di migliaia di milioni di miliardi di esseri senzienti verso il Dharma
> virtuoso, Sarvashura, adesso che sono risvegliato direttamente e
> totalmente
>
> 26
>
> nell'insuperabile, perfettamente realizzata illuminazione, c'è forse
> bisogno
> di dire che voglio il beneficio di tutti gli esseri senzienti? Sarvashura,
> io insegno il Dharma agli esseri senzienti sotto molti aspetti. Qualunque
> sia la forma degli esseri da conquistare, io insegno il Dharma in quella
> forma. Nel mondo degli dèi, insegno il Dharma con le sembianze di un dio.
> Nella terra dei naga, insegno il Dharma con le sembianze di un naga. Nella
> terra degli yaksha, insegno il Dharma con le sembianze di uno yaksha.
> Nella
> terra dei preta, insegno il Dharma con le sembianze di un preta. Nel mondo
> degli umani, insegno il Dharma con le sembianze di un umano. A quegli
> esseri
> senzienti che devono essere conquistati da un buddha insegno il Dharma con
> le sembianze di un buddha. A quegli esseri senzienti, che devono essere
> conquistati da un bodhisattva, insegno il Dharma con le sembianza di un
> bodhisattva. Qualunque sia l'aspetto degli esseri senzienti da
> conquistare,
> insegno il Dharma esattamente sotto quell'aspetto. Sarvashura, così
> insegno
> il Dharma agli esseri senzienti sotto molti aspetti.
>
> Se ci si chiedesse qual è la ragione, Sarvashura, è che proprio come gli
> esseri senzienti ascoltano il Dharma in vari aspetti, allo stesso modo
> quegli esseri senzienti sinceri svilupperanno radici di virtù in molti
> aspetti: si impegneranno in azioni generose, creeranno meriti,
> rinunceranno
> persino al sonno per il proprio bene, mediteranno anche sul ricordo della
> morte e attueranno tutti i karma virtuosi che, come questi, devono essere
> compiuti. A causa dell'aver ascoltato il Dharma, essi ricorderanno le
> precedenti radici di virtù. E ciò sarà per una meta a lungo termine, per
> il
> bene e per la felicità di dèi e umani.
>
> Sharvasura, poiché così è, non appena il Sanghata dharma-paryaya viene
> ascoltato, le buone qualità e i benefici diventano, in tal modo,
> incalcolabili.
>
> In seguito, quegli esseri senzienti si diranno l'uno all'altro quanto
> segue:
> 'Tramite quanto è stato fatto e accumulato, ci deve essere qualche altro
> effetto maturante del Dharma virtuoso del diretto e totale risveglio
> nell'insuperabile,
> perfettamente realizzata illuminazione, e della volontà di beneficiare
> tutti
> gli esseri senzienti'.
>
> Per chiunque, avendo avuto fiducia nel Dharma, affermi: 'Vi è un Dharma
> perfettamente conforme ai fenomeni così come essi sono', il gran risultato
> maturante della sua felicità sarà l'insuperabile felicità del Dharma.
>
> Per gli esseri senzienti, ignoranti e insensati, che affermano: 'Non
> esiste
> alcun dharma, non esiste neppure l'andare al di là dei dharma', il loro
> grande risultato maturante sarà di dirigersi verso i reami inferiori. Essi
> inseguiranno incessantemente le terre dei reami inferiori. Per otto eoni
> proveranno le sensazioni dolorose degli inferni degli esseri senzienti.
> Per
> dodici eoni sperimenteranno le sensazioni dolorose della terra dei preta.
> Per sedici eoni nasceranno tra gli asura. Per novemila eoni nasceranno tra
> gli spiriti infernali e gli spiriti perfidi. Per quattordicimila eoni
> saranno privi di lingua. Per sedicimila eoni l'ora della loro morte
> avverrà
> nel ventre materno. Per dodicimila eoni diventeranno tonde palle di carne.
> Per undicimila eoni nasceranno ciechi e proveranno sensazioni dolorose e i
> genitori penseranno: 'Abbiamo sofferto inutilmente. La nascita di nostro
> figlio è stata priva di senso. E' stato privo di senso averlo portato nel
> ventre per nove mesi'. Essi sperimenteranno sensazioni sgradevoli di caldo
> e
> freddo. Inoltre, proveranno intensamente la sofferenza della fame e della
> sete. Anche in questa vita soffriranno molto. Anche quando i genitori
> vedranno un tale figlio nella loro casa, non vi sarà alcuna gioia e le
> speranze dei genitori saranno totalmente distrutte.
> Sarvashura, è così che gli esseri senzienti che abbandonano il sacro
> Dharma
> seguono la direzione dell'inferno e delle rinascite animali.
>
> 27
>
> [QUI INIZIA LA TRADUZIONE DAL SANSCRITO]
>
> Al momento della loro morte, saranno afflitti dai grandi strali del
> dolore.
> Sarvashura, coloro che pronunciano parole come queste:'Qui è il Dharma.
> Qui
> c'è un profondo studioso del Dharma', per questa radice di virtù
> nasceranno
> per venti eoni tra gli Uttarakuru. Essi rinasceranno nella comunità dei
> deva
> di Trayastrimsha per venticinquemila eoni. Esaurito il karma dei
> Trayastrimhsa, nasceranno di nuovo tra gli Uttarakuru. Non rinasceranno
> nel
> ventre di una madre. Essi vedranno centomila mondi. Avendo avuto la
> visione
> di tutti i terreni di Buddha chiamati Sukavati ed essendosi stabiliti in
> essi, realizzeranno la completa illuminazione proprio in quel luogo.
> Sarvashura, tale è davvero la grande efficacia di questo Sanghata
> dharma-paryaya. Coloro che ripongono fede in esso, in nessun modo
> moriranno
> per un colpo di sfortuna. Essi saranno dotati di pura moralità.
>
> Sarvashura, vi sono esseri che dicono così: 'Il Tathagata libera molti
> esseri, giorno e notte. Nonostante ciò, il mondo degli esseri non si
> spopola. Molti di essi sviluppano la determinazione per l'illuminazione.
> Molti rinascono nel mondo celestiale. Molti hanno raggiunto la felicità.
> Allora, per quale motivo accade che gli esseri non diminuiscono?"
>
> Fu allora che i settari, gli asceti erranti, i mendicanti religiosi e i
> non
> credenti ebbero questo pensiero: "Dobbiamo andare, dobbiamo dibattere con
> l'asceta
> Gautama"
>
> Perciò novantaquattro settari, erranti, mendicanti religiosi, bramini, e
> molte centinaia di non credenti si diressero là dove sorge la grande città
> di Rajagriha. In quella circostanza, in quello momento, il Bhagavan mostrò
> un sorriso.
>
> Allora il bodhisattva mahasattva Maitreya, alzatosi dal suo seggio,
> coprendo
> una spalla con la veste superiore, poggiando al suolo il ginocchio destro
> e
> rendendo omaggio con le mani giunte in direzione del Bhagavan, domandò
> così:
> "Bhagavan, qual è la causa, qual è il motivo per cui hai mostrato un
> sorriso? Non senza causa, non senza motivo, i tathagata arhat buddha
> perfettamente realizzati mostrano un sorriso."
>
> Il Bhagavan rispose:"Ascolta, figlio del lignaggio. Oggi, in questa grande
> città di Rajagriha, si terrà una grande assemblea".
>
> Egli domandò: "Bhagavan, chi arriverà qui? Deva, naga, yaksha, esseri
> umani,
> esseri non-umani?"
> Il Bhagavan rispose: "Maitreya, tutti quanti: deva, naga, yaksha, esseri
> umani ed esseri non-umani, oggi stanno arrivando qui. E qui giungeranno
> anche ottantaquattromila bramini, novantamila milioni di settari, asceti
> erranti, mendicanti religiosi e non-credenti. Essi dibatteranno con me.
> Insegnerò il Dharma per placare tutte le loro dispute. Tutti quei bramini
> svilupperanno il pensiero della suprema illuminazione perfettamente
> realizzata. Nove milioni di milioni di settari, asceti erranti, mendicanti
> religiosi e non credenti otterranno il frutto di 'colui che è entrato
> nella
> corrente'. E giungeranno anche diciottomila milioni di re naga. Essi
> ascolteranno il Dharma da me e, avendolo ascoltato, genereranno tutti
> quanti
> i pensieri della suprema illuminazione perfettamente realizzata. Verranno
> sessantamila milioni di figli degli dei delle pure dimore. Mara, il
> maligno,
> verrà con il suo seguito di trentaduemila milioni di seguaci. Verranno
> dodicimila milioni di asura. In numero di cinquecento, per ascoltare il
> Dharma, verranno i re con i loro seguiti. Avendo ascoltato il Dharma da
> me,
> tutti quanti genereranno il pensiero dell'insuperabile illuminazione
> perfettamente realizzata."
>
> 28
>
> Allora il bodhisattva mahasattva Maitreya, dopo aver reso omaggio toccando
> con il capo i piedi del Bhagavan e dopo aver circumambulato il Bhagavan,
> scomparve proprio in quel luogo.
> Fu allora che il bodhisattva mahasattva Sarvashura, alzatosi dal suo
> seggio,
> coprendo una spalla con la veste superiore, poggiando al suolo il
> ginocchio
> destro e rendendo omaggio con le mani giunte in direzione del Bhagavan,
> gli
> si rivolse così "Bhagavan, quali sono i nomi dei 500 re? "
> Il Bhagavan elencò: "Ascolta, Sarvashura. C'è il re chiamato Nanda, il re
> chiamato Sunanda, il re chiamato Upananda, il re chiamato Jinarsabha, il
> re
> chiamato Brahmasena, il re chiamato Brahmagosha, il re chiamato
> Sudarshana,
> il re chiamato Jayasena, il re chiamato Nandasena, il re chiamato
> Bimbisara,
> il re chiamato Prasenajit e il re chiamato Virudhaka. Così, preceduti da
> loro, vi sono i cinquecento re. Ogni re è accompagnato da due milioni di
> milioni di seguaci. Tutti quanti sono diretti verso l'insuperabile
> illuminazione perfettamente realizzata, eccetto il re Virudhaka.
> Trentamila
> milioni di bodhisattva stanno giungendo da est. Ottantamila milioni di
> bodhisattva stanno giungendo da nord. Dal nadir stanno giungendo
> novantamila
> milioni di bodhisattva. Dallo zenit stanno giungendo centomila milioni di
> bodhisattva. Tutti quanti sono stabiliti nei dieci stadi."
> Allora tutti quei bodhisattva si radunarono là, dove si estendeva la
> grande
> città di Rajagriha, dove sorgeva il Picco dell'Avvoltoio e dove si trovava
> il Bhagavan, per poterlo vedere. E tutti quei bodhisattva si erano avviati
> verso l'insuperabile illuminazione perfettamente realizzata.
> Allora il Bhagavan si rivolse al bodhisattva mahasattva Sarvashura: "Va',
> Sarvashura. Parla in questo modo ai bodhisattva di tutti i mondi delle
> dieci
> direzioni: 'Oggi il Tathagata insegna il Dharma nella grande città di
> Rajagriha. Quindi, voi tutti che dimorate nei mondi delle dieci direzioni,
> rendete omaggio a mani giunte'. Annuncialo solo brevemente e torna di
> nuovo
> ad ascoltare il Dharma."
> Al che il bodhisattva mahasattva Sarvashura, essendosi alzato dal suo
> seggio
> e avendo reso omaggio toccando con il capo i piedi del Bhagavan, dopo aver
> circumambulato il Bhagavan, scomparve per potere prodigioso.
>
> Poi il bodhisattva mahasattva Sarvashura, essendosi recato nei mondi delle
> dieci direzioni, annunziò ai bodhisattva: "Amici, oggi il tathagata arhat
> buddha perfettamente realizzato Shakyamuni insegna il Dharma agli esseri
> nella grande città di Rajagriha, nel mondo Saha. Perciò esprimete tutti la
> vostra approvazione. Proprio oggi vi sarà un gran beneficio per voi tutti,
> per il vostro benessere e la vostra felicità."
>
> Quindi il bodhisattva mahasattva Sarvashura, dopo essersi recato nei mondi
> delle dieci direzioni, dopo aver venerato rispettosamente tutti quei
> buddha
> ed essersi rivolto a tutti i bodhisattva, nell'arco di tempo in cui un
> uomo
> robusto schiocca le dita, tornò là dove sorge la grande città di
> Rajagriha,
> dove si trovava il Bhagavan, e si fermò di fronte a lui.
>
> Tutti i settari, gli asceti erranti, i mendicanti religiosi, i non
> credenti
> e i bramini si erano radunati in quel luogo. Molti deva, naga, esseri
> umani
> ed esseri non-umani e i 500 re si erano colà radunati con i loro seguaci.
> Anche trentatremila milioni di mara, i maligni, si erano lì radunati con i
> loro seguaci.
> In quel momento, la grande città di Rajagriha tremò.
>
> 29
>
> Al che una polvere celestiale di legno di sandalo piovve giù nei mondi
> delle
> dieci direzioni, e cadde anche una pioggia di fiori celestiali, che
> formarono un baldacchino nello spazio sopra il capo del Bhagavan. Allo
> stesso tempo Indra, il capo dei deva, scagliò un fulmine in onore del
> Tathagata.
> Allora, immediatamente, quattro violentissimi venti soffiarono nelle
> quattro
> direzioni e spazzarono via tutta l'immondizia, la polvere e la sabbia che
> si
> trovavano nella grande città di Rajagriha. Nei mondi delle dieci direzioni
> cadde una pioggia profumata. Fiori di utpala, loto, kumunda e pundarika
> piovvero nei mondi delle dieci direzioni, questi fiori si fermarono nel
> cielo sopra il capo di quegli esseri come ombrelli di fiori e sopra il
> capo
> del Tathagata formarono ottantaquattromila baldacchini. Sotto questi
> ottantaquattromila baldacchini di fiori furono allestiti
> ottantaquattromila
> seggi, e si vide che erano fatti di sette tipi di gioielli. Sopra ogni
> seggio sedeva un Tathagata che insegnava il Dharma. Allora questo Gran
> Migliaio di tre migliaia di sistema di mondi tremò in sei modi.
> Al che il bodhisattva mahasattva Sarvashura, rendendo omaggio con le mani
> giunte in direzione del Bhagavan, così domandò: " Bhagavan, qual è la
> causa,
> qual è il motivo per cui si vedono simili prodigi nella grande città di
> Rajagriha?"
>
> Il Bhagavan rispose: "È come se vi fosse un uomo instabile, ondeggiante,
> arrogante ed egocentrico e fosse anche molto indigente. Quell'uomo,
> dunque,
> essendosi spinto nel suo orgoglio fino ad arrivare al portone reale,
> pensando che il re ungerà il suo capo, pretende di entrare di forza nel
> palazzo. I ministri del re e i guardiani, quindi, cercano di bloccare in
> vari modi quest'uomo e di picchiarlo. Allora, in quella circostanza, in
> quel
> momento, il re vuol essere informato del perché quel pover'uomo voglia
> entrare di forza. Mentre ascolta, gli viene in mente questo pensiero:
> 'Quest'uomo
> vuole uccidermi a tutti i costi'. Perciò il re si rivolge incollerito ai
> suoi guardiani dicendo così:'Signori, andate, portate quell'uomo in un
> crepaccio sulla montagna e uccidetelo. Annientate tutte le persone che
> dipendono da lui: genitori, figli, figlie, domestiche, domestici e
> braccianti'.
> E così tutti quanti vengono uccisi. Tutto il gruppo dei suoi famigliari e
> parenti viene afflitto dagli strali del dolore estremo. Allo stesso modo,
> Sarvashura, il Tathagata Arhat Buddha Perfettamente Realizzato insegna il
> Dharma agli esseri. Perché, proprio come quella persona arrogante, così le
> comuni persone ordinarie, avendo estratto un segno dalla forma, dal
> colore,
> dal sesso e dall'aspetto del Tathagata, pensano: 'Questo è il corpo del
> Tathagata'. Quindi, dopo aver udito molti insegnamenti di Dharma, cadono
> nell'arroganza. Dicono varie cose insensate. Sopraffatti dall'interesse
> per
> se stessi e dall'egoismo, non ascoltano più il Dharma e nemmeno lo
> divulgano. Se qualcuno spiega un sutra, o anche una stanza o un solo
> esempio
> di esso, non lo afferrano né gli prestano attenzione, ma piuttosto dicono:
> 'Lo conosciamo già'. Qual è la ragione di tale comportamento? È perché, a
> causa di questa arroganza, si sono infatuati della loro stessa erudizione.
> Coloro che si aggregano alle comuni persone ordinarie, e non ascoltano i
> discorsi riferiti al Dharma, si infatueranno della loro erudizione. Uomini
> simili diffondono i propri poemi, diffondono le proprie composizioni
> letterarie e i propri prologhi. Sono causa di sventura per tutto il mondo
> e
> per se stessi. Inoltre, essi si nutrono inutilmente di molte elemosine
> pubbliche ma, dopo aver mangiato, non le digeriscono in modo adeguato.
>
> Al momento della morte, si spaventeranno enormemente. A questi esseri
> verrà
> domandato: 'Molte persone sono state addestrate da te nella conoscenza di
> tante maestrie. Come mai adesso sei incapace di affermare te stesso?' E
> quello risponderà loro: 'Amici, adesso non mi è possibile affermare me
> stesso". E' così che, a quel punto, quegli esseri si lamenteranno in vari
> modi.
>
> 30
>
> Così come molti gruppi di parenti, benché innocenti, a causa di
> quell'unica
> persona furono privati della vita come risultato del loro stesso karma, in
> modo analogo questi esseri, dopo essersi lamentati nell'ora della morte,
> contempleranno se stessi scaraventati negli inferni e negli uteri di
> animali, per essersi associati ad amici non virtuosi.
>
> Così dico a voi, bramini, settari, asceti erranti, mendicanti religiosi e
> non credenti: non siate incauti. Come un uccello senza ali è incapace di
> volare in cielo per raggiungere il mondo degli dei, così per voi, che
> dimorate nell'interesse per voi stessi e nell'egoismo, non sarà possibile
> ottenere il nirvana. Un simile potere miracoloso non si trova in voi. Qual
> è
> il motivo di ciò? A motivo del karma, siete come coloro che nascono da una
> gallina: ben presto questo vostro corpo, la cui natura è disgregazione,
> finirà con la morte. Al momento della morte vi sarà disperazione e
> tormento:
> 'Perché abbiamo sostenuto questo corpo, noi che non possiamo godere della
> felicità dei deva né della felicità del mondo umano? E non potremo
> dimorare
> neppure nel luogo del nirvana. Questo nostro corpo è stato sostenuto
> vanamente. Quale sarà la nostra rinascita? Chi ci proteggerà? Dove
> avverranno la nostra nascita e la nostra morte?"
>
> Poi il Bhagavan si rivolse a quei settari, asceti erranti, mendicanti
> religiosi e bramini: "Amici, non perdete la speranza di un Jambudvipa
> fatto
> dei sette tipi di gioielli. Non escludetevi dal gioiello del Dharma.
> Amici,
> esponete al Tathagata ogni vostro dubbio ed appagherò tutte le vostre
> richieste."
> Al che quei settari, asceti erranti, mendicanti religiosi, non-credenti e
> bramini, dopo essersi alzati dai loro seggi, coprendo una spalla con il
> loro
> mantello e congiungendo le mani, domandarono al Bhagavan: "Il Bhagavan
> libera molti esseri dal samsara, giorno e notte. Ma non si riscontra né
> una
> diminuzione né una saturazione del mondo degli esseri. Bhagavan, qual è la
> causa, qual è il motivo per cui gli esseri, pur restando dello stesso
> numero, mostrano generazione e cessazione?"
>
> A quel punto il Bhagavan si rivolse al bodhisattva mahasattva
> Bhaishajysena:
> "I settari sono dotati della grande armatura spirituale. Sollevano un
> vasto
> numero di questioni per dissolvere grandi perturbazioni della mente, per
> accendere le grandi torce del Dharma.
>
> In un tempo futuro, in verità, non ci sarà nessun essere, giovane o
> vecchio,
> che causerà generazione e cessazione. Bhaishajysena, in verità, vi sono
> sia
> giovani, sia vecchi che non conoscono nulla.
> Bhaishajysena, è come se un uomo si lavasse il capo, indossasse nuovi
> abiti,
> uscisse di casa e la gente si rivolgesse a lui dicendo: 'I tuoi nuovi
> indumenti sono portati bene'. E poi ci fosse un altro uomo che si lavasse
> il
> capo e indossasse vecchi indumenti, larghi e non belli. Quell'uomo si è
> lavato bene il capo, ma i suoi indumenti non sono belli. In modo analogo,
> Bhaishajysena, vi sono vecchi che non abbelliscono Jambudvipa. I giovani,
> però, mostrano generazione e cessazione."
>
> Al che tutti i settari, gli asceti erranti, i mendicanti religiosi, i non
> credenti e i bramini, dopo essersi alzati dai loro seggi, domandarono al
> Bhagavan: "Bhagavan, chi di noi è vecchio e chi è giovane? "
> Il Bhagavan parlò: 'Vecchi sono coloro che, tra di voi, avendo
> sperimentato
> ripetutamente le dolorose sensazioni degli inferni, degli animali e dei
> preta, ancor'oggi non ne hanno abbastanza."
> Allora tutti i tutti i settari, gli asceti erranti, i mendicanti
> religiosi,
> i non credenti e i bramini, e tutti i re naga dissero così al Bhagavan:
> "Bhagavan, noi non possiamo sopportare più a lungo le sensazioni dolorose
> del samsara."
>
> 31
>
> Ma quei settari, asceti erranti, mendicanti religiosi, non credenti e
> bramini, aggiunsero: "Non esistono giovani che possano realizzare
> direttamente la vera natura delle cose."
> Allora il bodhisattva mahasattva Bhaishajysena disse così al Bhagavan:
> "Venerabile Bhagavan, vedi fino a che punto questi esseri sono refrattari
> a
> essere resi effettivamente partecipi."
> Il Bhagavan parlò:"Ascolta, Bhaishajysena. Adesso il Tathagata percepirà
> l'intero
> mondo."
> Al che novantaquattromila milioni di nuovi esseri, dopo essersi fermati in
> piedi di fronte al Tathagata, non salutarono, né parlarono, né dialogarono
> con il Tathagata, ma rimasero in silenzio.
> Allora il bodhisattva mahasattva Bhaishajysena così disse al Bhagavan:
> "Bhagavan, qual è la causa, qual è il motivo per cui questi esseri non
> parlano, né conversano, né salutano, né interrogano il Bhagavan?"
>
> Il Bhagavan rispose: "Ascolta, Bhaishajysena. Dovresti osservare questi
> novizi che dicono: 'I novizi non sono in grado di comprendere la
> condizione
> normale'"
> E quegli esseri dissero così: "Venerabile Bhagavan, siamo novizi.
> Venerabile
> Andato nella Beatitudine, noi siamo solo novizi."
> Il Bhagavan parlò: "Signori, comprendete adeguatamente il mondo di questi
> esseri e mostrate la vastità del mondo con il vostro corpo."
> Allora, proprio allora, in quel momento, i novantaquattromila milioni di
> novizi, saliti nel cielo, dopo la dissoluzione del corpo conquistarono i
> dieci stadi.
> Al che il bodhisattva, il mahasattva Bhaishajysena disse così: "Bhagavan,
> questi esseri che si sono impegnati, hanno raggiunto bene la loro meta
> della
> cessazione e dell'estinzione del samsara. Bhagavan, questi esseri sono
> nati
> in questo stesso giorno. In questo stesso giorno questi esseri sono stati
> liberati. Essi appaiono tutti quanti stabiliti nei dieci stadi."
> Intanto, da parte loro, tutti i settari, gli asceti erranti, i mendicanti
> religiosi, i non-credenti e i bramini, i re naga e Mara, il maligno, con i
> suoi seguaci, si erano avvicinati per creare confusione. Ma tutti quanti
> dissero così al Bhagavan:
>
> "Bhagavan, ci eravamo avvicinati al Bhagavan per creare confusione ma,
> avendo ascoltato questo dharma-paryaya, ci siamo sentiti ispirati da
> fiducia
> nel Buddha e nel Dharma. Bhagavan, ognuno di noi, di conseguenza, desidera
> conquistare la stessa condizione di felicità risvegliata del Bhagavan.
> Desideriamo diventare come i tathagata arhat buddha perfettamente
> realizzati
> nel mondo."
> Il Bhagavan disse: "È così, miei buoni signori, è proprio così. Poiché vi
> siete avvicinati al Tathagata Arhat Buddha Perfettamente Realizzato, e
> avete
> generato i pensieri di un'insuperabile illuminazione perfettamente
> realizzata dopo aver ascoltato il Sangatasutra-dharma-paryaya, grazie a
> questa radice di virtù, miei buoni signori, vi risveglierete presto
> nell'insuperabile
> illuminazione perfettamente realizzata."
>
> 32
>
> Allora, non appena il Bhagavan ebbe pronunciato queste parole, proprio
> nello
> stesso momento, tutti quei settari, asceti erranti, mendicanti religiosi,
> non-credenti e bramini ottennero lo stato della pazienza imperturbabile
> riguardo ai fenomeni non-funzionali, e tutti quanti divennero bodhisattva
> stabiliti nei dieci stadi. E tutti quei bodhisattva, essendo saliti a
> un'altezza
> di sette alberi di palma dal suolo, offrirono al Tathagata sette
> baldacchini
> di gioielli. E tutti quanti compirono atti di trasformazione, controllo e
> poteri prodigiosi. Poi, in quella circostanza, radunatisi in piedi nello
> spazio sopra il suo capo, lanciarono molti fiori al Bhagavan. Essi
> contemplarono i tathagata. Essi generarono la nozione di un buddha nel
> loro
> stesso corpo. Anche cento milioni di miliardi di devaputra cosparsero di
> fiori il Bhagavan.
>
> Essi pronunciarono queste parole: "L'asceta Gautama ha una grande
> conquista.
> Egli è un vasto terreno. È un salvatore del mondo. È giunto a ottenere il
> potere del samadhi, ha conoscenza, possiede il discernimento, è colui che
> libera gli esseri dal samsara gradualmente, attraverso l'abilità nei
> metodi.
> Per il suo solo giusto parlare, molti esseri si liberano dal samsara."
>
> Allora il bodhisattva, il mahasattva Bhaishajyasena, dopo essersi alzato
> dal
> suo seggio, coprendo una spalla con la veste superiore, poggiando al suolo
> il ginocchio destro e rendendo omaggio con le mani giunte in direzione del
> Bhagavan, così domandò: "Bhagavan, qual è la causa, qual è il motivo per
> cui
> questi devaputra pronunziano simili parole, compiono molti atti prodigiosi
> e
> tramite tanti elogi di virtù lodano sinceramente il Tathagata?"
>
> Il Bhagavan disse: "Ascolta, figlio del lignaggio. Essi non lodano me,
> essi
> lodano il proprio corpo. Essi porranno il proprio corpo sul trono del
> Dharma, essi stabiliranno il proprio corpo sul seggio superiore del
> Dharma,
> essi irradieranno la luce del Dharma dai propri corpi, essi saranno
> abbracciati da tutti i buddha. Avendo completato la realizzazione
> dell'insuperabile
> illuminazione perfettamente realizzata, essi insegneranno il Dharma."
>
> Al che il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena così disse: "Molti esseri,
> venerabile Bhagavan, molti esseri, venerabile Andato nella Beatitudine,
> sono
> liberati giorno e notte, eppure non vi è esaurimento di esseri."
>
> Il Bhagavan parlò: "Eccellente, eccellente, Bhaishajyasena, che tu ritenga
> opportuno domandare al Tathagata su questo argomento. Ascolta,
> Bhaishajyasena. È come se vi fosse un uomo opulento, proprietario di vaste
> ricchezze, padrone di vasti beni, con abbondanza di possedimenti. Egli ha
> molto denaro e cereali, forzieri e granai. Egli ha domestiche, domestici e
> braccianti. Possiede una vasta quantità di ricchezze. Egli possiede molti
> campi e giardini che abbondano di ogni bene, e granaglie come orzo, grano,
> riso, sesamo, fagioli e fagioli selvatici. Durante la primavera,
> quest'uomo
> semina tutti questi beni e le granaglie. Poi, durante la stagione
> successiva, beni e granaglie maturano. Vedendo che tutto è completamente
> maturo, dopo aver mietuto la messe, la porta a casa. Quest'uomo, nella sua
> casa, immagazzina separatamente i chicchi delle granaglie, e avendoli
> immagazzinati, li custodisce. Durante la primavera, quell'uomo semina
> ancora
> quei semi. In modo analogo, Bhaishajyasena, avendo compiuto azioni
> virtuose
> nel passato, questi esseri, dedicandosi ripetutamente al campo del merito,
> piantano le radici della virtù quando quelle azioni sono state compiute.
> Avendo piantato le radici di virtù, essi portano ad effetto la loro
> pratica
> virtuosa in quel buon Dharma. Poiché hanno portato ad effetto la pratica
> virtuosa, fanno crescere tutti i Dharma. Avendo fatto crescere tutti i
> Dharma, sviluppano felicità e gioia. Allora, a causa di questa mente di
> felicità e gioia, Bhaishajyasena, non periranno per molte migliaia di
> milioni di eoni.
>
> 33
>
> In modo analogo, Bhaishajyasena, il bodhisattva in cui ha preso forma la
> determinazione iniziale [per l'illuminazione] non sarà mai esposto a
> rovina.
> Egli sperimenta tutti i Dharma in forma condensata."
> Egli domandò: "Bhagavan, quali sogni vede un bodhisattva in cui ha preso
> forma la determinazione iniziale?"
>
> Il Bhagavan rispose: "Bhaishajyasena, il bodhisattva in cui ha preso forma
> la determinazione iniziale vede molte cose paurose nei suoi sogni. Qual è
> il
> motivo? Quando le cose paurose gli appaiono nei sogni, allora egli
> purifica
> tutte le azioni negative. Bhaishajyasena, per nessun essere malvagio è
> possibile evitare dure sofferenze, ma nel fare un brutto un sogno, il
> bodhisattva non ha paura."
> Bhaishajyasena disse: "Bhagavan, quali sono le cose paurose che vede un
> bodhisattva in cui ha preso forma la determinazione iniziale?"
>
> Il Bhagavan parlò: "Bhaishajyasena, egli vede divampare un fuoco. In
> questo
> caso quel bodhisattva dovrebbe generare il pensiero: 'Ho bruciato tutti i
> desideri'. Poi, Bhaishajyasena, egli vede acque turbinose e tempestose
> Qui,
> il bodhisattva in cui ha preso forma la determinazione iniziale non
> dovrebbe
> avere paura. Per quale motivo? Bhaishajyasena, perché dal momento in cui
> il
> bodhisattva ha gettato via tutte le catene dell'illusione, tutte le
> negatività sono state da lui distrutte. In terzo luogo, Bhaishajyasena, il
> bodhisattva in cui ha preso forma la determinazione iniziale vede un sogno
> spaventoso."
>
> Egli domandò: "Bhagavan, di che cosa si tratta? "
>
> "Vede che il proprio corpo viene decapitato. Qui, Bhaishajyasena, il
> bodhisattva in cui ha preso forma la determinazione iniziale non dovrebbe
> avere paura. Per quale motivo? Perché, allora, dovrebbe generare il
> pensiero: 'Ho tagliato via passione, odio e illusione. Ho sconfitto il
> samsara, con i suoi sei stati di esistenza" Per lui, in effetti, non ci
> sarà
> nessuna sosta in un inferno, né in esistenze come animale, preta, asura,
> naga e deva. Bhaishajyasena, il bodhisattva in cui ha preso forma la
> determinazione iniziale rinasce nei puri terreni di buddha.
>
> Bhaishajyasena, se, più tardi, in un periodo successivo, una certa persona
> porrà le cause della maturazione di un pensiero di bodhi, allora andrà
> incontro a grandi discrediti e si troverà in condizioni mortificanti. In
> tal
> caso, Bhaishajyasena, il bodhisattva in cui ha preso forma la
> determinazione
> iniziale non dovrebbe avere pensieri deprimenti né indulgervi.
>
> Bhaishajyasena, molti sono i Dharma che ho insegnato. Bhaishajyasena, mi
> sono impegnato in ardue pratiche per molte centinaia di migliaia di
> incalcolabili eoni, non per il piacere di godere della sovranità, né per
> il
> piacere di godere di un modo di vivere, né per il piacere di godere del
> potere. Mi sono impegnato in pratiche ardue, Bhaishajyasena, allo scopo di
> comprendere la natura della realtà. E non ho ottenuto l'insuperabile
> illuminazione perfettamente realizzata finché non ho udito questo
> dharma-paryaya. Bhaishajyasena, nel preciso istante in cui ho udito questo
> Sanghata dharma-paryaya, proprio in quel giorno mi sono risvegliato
> nell'insuperabile
> illuminazione perfettamente realizzata. Bhaishajyasena, questo
> dharma-paryaya è profondo. Bhaishajyasena, udire questo dharma-paryaya è
> raro perfino in centinaia di migliaia di incalcolabili eoni.
>
> 34
>
> La nascita di un Tathagata, Bhaishajyasena, è estremamente rara. Molto
> rari
> sono coloro che trattengono nella memoria questo dharma-paryaya. Tutti
> coloro che ascoltano questo dharma-paryaya realizzeranno l'insuperabile
> illuminazione perfettamente realizzata. Per centomila eoni,
> Bhaishajyasena,
> questi esseri sconfiggeranno il samsara. Essi acquisiranno il terreno puro
> di un buddha. Essi realizzeranno anche la via della cessazione. Essi
> saranno
> in grado di realizzare il sostegno Essi saranno in grado di realizzare le
> caratteristiche dell'abilità. Essi saranno in grado di realizzare le
> caratteristiche dell'abilità nella conoscenza intuitiva. Essi saranno in
> grado di realizzare la cessazione delle caratteristiche dell'abilità.
> Bhaishajyasena, quale significato è espresso da 'cessazione'?"
>
> Egli rispose: "Bhagavan, 'caratteristica del Dharma' è il significato
> espresso".
> E il Bhagavan domandò: "Bhaishajyasena, che cosa è la 'caratteristica del
> Dharma'?"
> Egli rispose: " Bhagavan, è detto che il Dharma è 'risolutezza',
> 'moralità',
> e 'possesso di moralità'. Tale è detto sia il tesoro del Dharma. Bhagavan,
> questo è quanto contiene il tesoro del Dharma."
> Il Bhagavan disse, "Eccellente, eccellente, Bhaishajyasena, che tu abbia
> ritenuto opportuno interpellare il Tathagata su tale argomento."
>
> Allora egli domandò: " Bhagavan, per quale motivo i Tathagata appaiono nel
> mondo?"
> Il Bhagavan parlò: "Bhaishajyasena, coloro che conoscono le risorse del
> 'grande apprendimento' conoscono la manifestazione dei Tathagata.
> Conoscendo
> la manifestazione dei Tathagata, sanno che tale manifestazione è il luogo
> della felicità. E quando i Tathagata appaiono nel mondo, allora gli esseri
> conoscono tutti i dharma, essi conoscono l'abilità dei mezzi. Essi
> conoscono
> i dharma mondani e i sovramondani e tutti i tipi di conoscenza mondana e
> sovramondana."
>
> Ed egli: "Avendo conosciuto la sapienza, come comprendono il nirvana?"
>
> E il Bhagavan: "Bhaishajyasena, conoscono il Dharma stesso. Avendo
> conosciuto il Dharma stesso, Bhaishajyasena, essi creano il frutto
> iniziale
> di coloro che conoscono la raccolta del Dharma. Avendo afferrato che cosa
> è
> giusto [dharmico], ne nascerà un utile. È come se, Bhaishajyasena, ci
> fosse
> un uomo, un mercante che, viaggiando per affari, si accingesse a partire
> con
> l'oro di altri e il suo, un carico di mille uomini. Mentre sta per
> mettersi
> in viaggio, i genitori gli raccomandano: 'Ascolta, figlio del lignaggio:
> adesso hai preso il tuo oro e quello degli altri, un carico di mille
> uomini.
> Perciò, devi essere accorto con questo oro e nulla ne deve essere
> sprecato.
> Dopo averlo fatto fruttare, conserva l'oro al sicuro. Ci darà un grande
> profitto e vivremo felici.' Quel figlio risponde ai genitori: 'Farò così'.
> Ciò detto e preso l'oro, parte. Poi il mercante, per avventatezza e
> negligenza, in meno di un mese perde e dissipa tutto l'oro. Allora
> quell'uomo,
> riflettendo intensamente, con un cuore afflitto dagli strali del dolore,
> non
> ha il coraggio di entrare nella propria casa per riluttanza e vergogna. I
> genitori ricevono la notizia :' Vostro figlio ha dissipato tutto l'oro.'
> Udendo questo, con i cuori afflitti dagli strali del dolore essi perdono
> ogni speranza. Lacerandosi le vesti, lamentandosi e piangendo forte, così
> gemono:'Un figlio malato è nato in questa casa come nostro figlio. Tutta
> la
> casa, in realtà, è ora in rovina. Rendendoci indifesi, ha fatto di noi
> degli
> schiavi e dei braccianti.' E i genitori, con i cuori
>
> 35
>
> colmi di pensieri angosciati, muoiono dalla disperazione. Quando il figlio
> sente che i genitori sono morti dalla disperazione, anche lui muore dalla
> disperazione.
>
> E' in questo modo, Bhaishajyasena, che il Tathagata, da parte sua, spiega
> l'argomento.
> Quegli esseri che non hanno fede nel mio messaggio, tagliati fuori dal
> grande gioiello del Dharma, moriranno dalla disperazione, con i cuori
> afflitti dagli strali del dolore nell'ora della morte. Proprio come quei
> genitori, a causa dell'oro proprio e degli altri, piangendo e lamentandosi
> disperati, con i cuori afflitti dagli strali del dolore, morirono con le
> menti colme di angoscia e afflitti dagli strali del dolore, così si
> lamenteranno, Bhaishajysena, coloro che non hanno fede nel mio messaggio.
> Tormentati, essi soffriranno pene atroci più avanti, nel momento della
> loro
> morte.
>
> Avendo goduto (dei risultati) delle buone azioni compiute in passato, essi
> non hanno attuato ulteriori buone azioni, una volta raggiunto un terreno
> felice. Allora, esaurito qui il loro merito, con il cuore afflitto dagli
> strali del dolore, in quella circostanza, in quel momento, avendo visto la
> propria nascita spaventosa e terrificante nell'inferno, nel ventre di
> animali e nel mondo degli Yama, a lui accade di pensare così, nell'ora
> della
> morte: 'Chi sarà il mio protettore, così che non debba vedere le regioni
> dell'inferno, degli animali, dei preta e del regno degli Yama, e così che
> non vi debba soffrire pene terribili?' Mentre egli parla in modo
> incontrollato e si avvicina all'esistenza successiva, i genitori dicono:
> 'Che cosa possiamo fare, caro figlio?' E si rivolgono a lui anche in
> versi:
>
> 'Qui, in verità, il dolore della malattia
> e la grande paura, non possono afferrarti.
> Figlio, la morte non ti sovrasta.
> La paura della morte è del malato.
> Da pericolo e terrore della malattia tu sarai liberato.
> Sii risoluto, o figlio!
> Trionferai su tutto questo.'
> E il figlio:
> 'La mia coscienza è oppressa. Il mio corpo è molto dolorante.
> Tutti gli arti mi dolgono. Vedo la mia stessa morte.
> I miei occhi non vedono, le mie orecchie non sentono.
> Mai più riavrò l'udito. Il corpo non riesce a far fronte a niente.
> I miei arti mi fanno soffrire, come inerti pezzi di legno.
> Consolami, o madre, dicendo: 'la tua morte non è arrivata.'
> E la madre:
> 'Figlio mio, non dir così, ti prego. Non mettermi in allarme.
> Il tuo corpo è afflitto dalla febbre, tu vedi le cose deformate.'
> E il figlio:
> 'Non sento febbre nel corpo;
> né malattia, né dolore.
> Vedo una morte spaventosa: il mio corpo sarà aggredito con violenza.
> Io stesso vedo tutto il mio corpo oppresso dalla sofferenza.
> In chi dovrò prendere rifugio? Chi sarà il mio salvatore?'
>
> 36
>
> E i genitori dicono:
>
> 'Figlio, l'ira del deva ti è contro.
> Facendo un sacrificio ai deva tutto andrà bene.'
> Il figlio dice:
> 'Fatelo voi.
> Fatelo in modo tale per me vada tutto bene.
> Di corsa andate e chiedete al sacerdote del tempio."
>
> Allora i genitori, recatisi al tempio, chiedono al sacerdote di offrire
> incenso al deva. Dopo averlo offerto, il sacerdote dice le parole
> seguenti:
> "Il deva è in collera con voi. Dovete fargli un'offerta. Deve essere fatto
> un sacrificio. Deve essere uccisa una vittima, e per di più che sia un
> uomo.
> Allora vostro figlio sarà liberato dalla febbre." A quel punto quei
> genitori
> pensano: "Che cosa dobbiamo fare? Siamo poveri. Ma se il deva non viene
> soddisfatto, nostro figlio morirà, invece così ci sarà favorevole. Perciò,
> pur essendo molto poveri, porteremo una vittima, un uomo." Poi corrono a
> casa e, dopo aver venduto tutto, tutti gli averi che erano nella casa,
> vanno
> a comprare una vittima. Per questo vanno da un certo uomo a chiedere
> così:'Signore,
> dacci dell'oro, te lo chiediamo in prestito. Se tutto va bene saremo in
> grado di restituirlo il decimo giorno. Se non saremo in grado di
> restituirlo, noi due diventeremo tuoi schiavi, tuoi servitori." Ottenuto
> l'oro,
> vanno a comprare una vittima, un uomo. Quindi la vittima, un uomo, viene
> acquistata da entrambi, ma l'uomo non sa che lo priveranno della vita. Poi
> quei genitori sconsiderati non rientrano nella loro casa ma, recatisi
> direttamente al tempio, si rivolgono così al sacerdote: 'Fa' subito questo
> sacrificio,adesso.' Poi i genitori uccidono essi stessi la vittima,
> privando
> l'uomo della vita. Quindi il sacerdote del tempio accende l'offerta di
> grasso, iniziando il sacrificio. Allora il deva discende e dice: 'Vostro
> figlio è stato da me accettato'. Pieni di felicità e gioia, quei genitori
> pensano: "E' meglio che nostro figlio viva, anche se noi saremo schiavi.'
> Quei genitori, dopo aver venerato il deva, tornano a casa. Quando entrano,
> vedono che il loro figlio è morto. Allora quei genitori, straziati e
> infelici, con i cuori afflitti dagli strali del dolore, muoiono dalla
> disperazione proprio in quel luogo.
>
> Questo, Bhaishajyasena, è esattamente il modo in cui si deve vedere
> l'associazione
> con amici non virtuosi."
>
> Ed egli: " Bhagavan, una domanda. Andato nella Beatitudine, desidererei
> rivolgerti una domanda."
> E il Bhagavan: "Domanda, Bhaishajyasena."
>
> Ed egli: " Bhagavan, dove sono nati quegli esseri? Quali sono stati i loro
> destini?"
> E il Bhagavan: "Basta, Bhaishajyasena. Come mai mi fai questa domanda?"
> Ed egli:"Mi informo, Bhagavan, mi informo, Andato nella Beatitudine."
> E il Bhagavan parlò: "Ecco, Bhaishajyasena, la madre è nata nel grande
> inferno Raurava. Il padre è nato nel grande inferno Samghata. Il figlio è
> nato nel grande inferno Tapana. Il sacerdote del tempio è nato nel grande
> inferno Maha Avici [Grandi Tormenti]."
>
> 37
>
> Ed egli: " Bhagavan, dove è nato quell'uomo innocente? Qual è stato il suo
> destino?"
> E il Bhagavan: "Bhaishajyasena, devi sapere che la nascita dell'uomo
> innocente è avvenuta nella comunità dei deva Trayastrimsha."
> Ed egli: " Bhagavan, qual'è la causa, qual'è il motivo per cui quell'uomo
> è
> nato nella comunità dei deva Trayastrimsha?"
> E il Bhagavan: "Ascolta, Bhaishajyasena. Al momento della sua morte,
> mentre
> stava per essere privato della vita, quell'uomo ripose la sua fiducia nel
> Tathagata e pronunciò le seguenti parole: 'Omaggio al Bhagavan, al
> Tathagata
> Arhat Buddha Perfettamente Realizzato.' Disse questo una sola volta.
> Grazie
> a questa radice di virtù, Bhaishajyasena, potrà godere della felicità dei
> deva Trayastrimsha per sessanta eoni. Egli diventerà un essere che ricorda
> le vite passate per ottanta eoni. Di nascita in nascita, sarà libero da
> tutti gli affanni. Appena nato, tutte le sue pene saranno estinte.
> Sicuramente tutti questi esseri non potranno estinguerle totalmente."
>
> Dopo che ciò fu detto, il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena domandò al
> Bhagavan: " Bhagavan, perché accade che non tutti gli esseri siano in
> grado
> di estinguerle?"
> Il Bhagavan rispose: "Bhaishajyasena, deve essere applicato il vigore."
> Ed egli: " Bhagavan, che cosa è l'applicazione del vigore?"
>
> Il Bhagavan parlò: "Bhaishajyasena, ascolta. È detto che il vigore sia la
> manifestazione dei frutti, vale a dire, il frutto di colui che è 'entrato
> nella corrente' è uno stadio del vigore. Il frutto di colui che 'ritorna
> una
> sola volta' è uno stadio del vigore. Il frutto di colui che 'non ritorna'
> è
> uno stadio del vigore. Il frutto della condizione di essere 'arhat' e la
> cessazione di un arhat sono uno stadio del vigore. Il frutto dello stato
> di
> pratyekabuddha con la conoscenza del frutto dello stato di pratyekabuddha
> è
> uno stadio del vigore. Anche il frutto dello stadio del bodhisattva, lo
> stadio della realizzazione, è uno stadio del vigore. Bhaishajyasena, tutti
> questi sono conosciuti come stadi del vigore."
>
> Ed egli: " Bhagavan, come potrebbero essere presentati 'colui che è
> entrato
> nella corrente' e 'il frutto di colui che è entrato nella corrente'?"
>
> Il Bhagavan disse: "Bhaishajyasena, è come se un tale avesse piantato un
> albero. Dall'albero appena piantato, quello stesso giorno, nasce un
> germoglio. Nello stesso giorno in cui nasce il germoglio, quel germoglio
> si
> radica fino alla misura di uno yojana. Come lui, anche un secondo uomo
> pianta un albero. Ma in quel giorno, essendo scosso dal vento, da
> quell'albero
> non nasce alcun germoglio. E allora quel secondo uomo sradica l'(altro)
> albero dal terreno. Allora l'altro uomo inizia a discutere con lui,
> litiga,
> lo insulta e lo aggredisce: 'Per quale motivo hai sradicato mia
> proprietà?'
> Proprio allora, in quel momento, il re sente dire: 'Due uomini litigano,
> si
> aggrediscono tra loro, stanno discutendo.' Il re manda un messaggero a
> quei
> due: 'Va', mio fido, porta qui due uomini'. Quel messaggero, dopo aver
> risposto 'Così sia, Vostra Maestà', raggiunge velocemente i due uomini e
> dice loro: 'Il re vi convoca entrambi'. Allora, in quella circostanza, uno
> dei due uomini si spaventa e si allarma, mentre l'altro non si spaventa né
> si allarma. Condotti nel
>
> 38
>
> luogo in cui si trova il re, essi vengono introdotti al suo cospetto. E il
> re chiede loro: 'Perché voi due, signori, litigate, vi insultate e vi
> aggredite l'un l'altro?' Al che i due uomini, alzandosi, rispondono al re:
> 'Ascoltate, Vostra Maestà. Noi non abbiamo una terra nostra. Su un
> appezzamento di terreno affittato da entrambi è stato piantato un albero
> da
> me. Lo stesso giorno in cui è stato piantato, sono apparsi un germoglio,
> foglie, fiori e frutti metà maturi e metà acerbi. Lo stesso giorno, sullo
> stesso appezzamento di terreno, è stato piantato un altro albero da
> quest'altro
> uomo. Nessun germoglio è cresciuto, né foglie, fiori o frutti perché
> l'albero
> è stato scosso dal vento. Grande re, le radici di quell'albero non sono
> scese di uno yojana. Ecco perché quest'uomo litiga con me affermando:'E'
> colpa tua.' Maestà, vi prego di controllare voi stesso e saprete la
> verità.
> Non ho colpa alcuna.' Il re, dopo aver convocato i suoi innumerevoli
> ministri e averli riuniti, così chiede loro: 'Che ne dite?' I ministri
> rispondono: 'Grande re, che cosa possiamo dire?' E il re: ' Avete visto o
> sentito dire di un germoglio che nasce lo stesso giorno in cui un albero
> viene piantato e di foglie, fiori e frutti metà maturi e metà acerbi,
> anch'essi
> nati lo stesso giorno? Su questo dovete pronunciarvi, miei signori.' Al
> che
> quei ministri si alzano in piedi e dicono al re: 'Grande re, non è di
> nostra
> competenza prendere una decisione su questo argomento e non ne siamo in
> grado. Si tratta di un prodigio, grande re. Quest'uomo deve essere
> interrogato ulteriormente.' Il re dice: 'Parlane ancora, brav' uomo. E'
> vero
> ciò che affermi?' E quello risponde: 'Grande re, tutto ciò è vero.'
>
> Il re affermò:
> 'Niente di questo ho mai udito o visto.
> Duro è da credersi a queste tue parole
> che 'il giorno in cui l'albero fu piantato, lo stesso giorno germogliò'.
> Ma tu dichiari che foglie, fiori e frutti spuntarono il giorno stesso.'
>
> A mani giunte, così disse l'uomo al re:
> 'Andate, piantate un albero voi stesso e vedrete crescere un germoglio."
>
> Così il re uscì con i suoi innumerevoli ministri, dopo aver fatto
> imprigionare i due uomini. Poi il re stesso piantò un albero. Ma l'albero
> non produsse germogli, né foglie, né fiori, né frutti. Allora il re disse,
> furioso: 'Andate signori, portatemi subito delle asce per tagliare la
> legna.'
> Non appena le portarono, con rabbia abbatté l'albero piantato da
> quell'uomo
> e sul quale erano apparsi foglie, fiori e frutti. E quando quel singolo
> albero fu abbattuto, ne apparvero altri dodici. I dodici alberi furono
> abbattuti e allora ne apparvero ventiquattro, con radici, foglie, frutti e
> germogli fatti di sette tipi di gioielli. Poi, da quei ventiquattro
> alberi,
> apparvero ventiquattro galli, con creste e becchi d'oro e le ali fatte di
> sette tipi di gioielli. Allora il re, sopraffatto dalla collera,
> afferrando
> l'ascia con le sue stesse mani, colpì un albero. Ma dove l'albero fu
> colpito, cominciò a scorrere del nettare. Allora il re, con mente agitata,
> ordinò: 'Andate, liberate quei due uomini dalla prigionia'. Rispondendo
> 'Così sia, Vostra Maestà', corsero a liberare i due uomini dalla prigione
> e
> li portarono dove si trovava l'albero. E il re domandò: "Perché l'albero
> che
> hai piantato, che era uno solo, quando è stato tagliato è ricresciuto,
> moltiplicandosi sino diventare ventiquattro, mentre l'albero piantato da
> me
> non ha prodotto germogli, né foglie, né fiori, né frutti?" E l'uomo
> rispose
> così: "Grande re, il tipo di merito che è in me, in voi non si riscontra."
> Allori gli innumerevoli ministri, poste entrambe le ginocchia al suolo,
> così
> dissero a quell'uomo: 'Dovresti regnare tu. L'attuale re non è
> all'altezza'.
> E allora quell'uomo rispose a quei ministri in stanze:
>
> 'La sovranità non mi serve, né mi servono ricchezze o grano .
> La mia fiducia è riposta nei Buddha.
> Possa io diventare supremo tra gli esseri a due piedi.
>
> 39
>
> Possa io andare nella sfera del nirvana, dove i tathagata dimorano nella
> pace.
> Possa io insegnarvi il Dharma, che porta alla città del nirvana.'
> Poi, seduto a gambe incrociate, confessò: "Ho fatto del male nel passato;
> sono finito nella prigione del re. Ma avendo preso proprio laggiù una
> decisione,
> possano i miei atti malvagi essere estinti'.
> E allora i ventiquattro galli suonarono strumenti musicali con i loro
> becchi
> di diamante. E in quella circostanza, in quel momento, apparvero
> trentaduemila baldacchini e ognuno di essi si estendeva per venticinque
> yojana. In ciascun baldacchino apparvero 25 galli dai becchi d'oro, creste
> d'oro
> e teste d'oro, che si espressero nel linguaggio degli umani:
>
> 'Non è bene per te, grande re, che quell'albero sia stato da te abbattuto.
> Ventiquattro alberi, di cento milioni di alberi, si ergevano prima di lui.
> Per causa delle (tue) malvagie azioni, dovrai consumarne il frutto
> indesiderato.
> Lo sai chi era la persona che ha piantato quell'albero?'
> Il re rispose:
>
> Non so niente di questo.
> Spiega, Grande Asceta,
> Quale grande essere era colui che ha piantato l'albero?
> Gli uccelli dissero:
> 'In verità egli è la lampada del mondo. Egli sorgerà come la Guida,
> liberando tutti gli esseri dalle catene della nascita nel samsara.'
> Il re domandò:
> 'Chi era l'altro uomo, il cui albero non crebbe?
> Quali azioni malvagie aveva commesso? Spiegatemelo uccelli.'
> E gli uccelli risposero:
> 'Colui il cui albero non crebbe era lo stolto Devadatta.
>
> Come avrebbe potuto crescere il suo albero, senza che egli avesse compiuto
> buone azioni?'
> Allora, in quella circostanza, in quel momento, gli innumerevoli ministri,
> per aver udito questo dharma-paryaya, divennero tutti bodhisattva
> stabiliti
> nei dieci stadi e tutti in possesso di conoscenza intuitiva. E quel re
> ottenne una realizzazione di quel virtuoso Dharma stabilendosi nei dieci
> stadi, ".
> Al che il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena domandò così al Bhagavan:
> "
> Bhagavan, qual è la causa, qual è la ragione per cui quelle innumerevoli
> persone hanno raggiunto la conoscenza intuitiva e si sono stabilite nei
> dieci stadi?"
>
> Il Bhagavan rispose: "Ascolta, Bhaishajyasena, e adesso spiegherò."
>
> 40
>
> Poi, in quella circostanza, il Bhagavan mostrò un sorriso. E in quel
> preciso
> istante in cui il Bhagavan sorrise, ottocentquarantamila raggi di tanti e
> diversi colori, di molte centinaia di migliaia di colori quali blu,
> giallo,
> rosso, bianco, rosso fulvo, cristallo e argento, si emanarono dalla bocca
> del Bhagavan. E quei raggi, dopo aver illuminato innumerevoli mondi senza
> fine, tornarono indietro e, dopo aver girato intorno al Bhagavan per tre
> volte, si dissolsero nel suo capo. Al che il bodhisattva mahasattva
> Bhaishajyasena, dopo essersi alzato dal suo seggio, coprendo una spalla
> con
> la sua veste superiore, appoggiando il ginocchio destro al suolo e
> rendendo
> omaggio con le mani giunte in direzione del Bhagavan, disse così:
> "Bhagavan,
> qual è la causa, qual è il motivo del tuo mostrare un sorriso? Non senza
> causa, non senza motivo, i tathagata arhat buddha perfettamente realizzati
> sorridono".
>
> Il Bhagavan parlò: "Bhaishajyasena, vedi l'intera massa di persone che
> vengono da tutti i mondi delle quattro direzioni in mia presenza?"
>
> Egli rispose: "No, Bhagavan, non la vedo."
>
> E il Bhagavan disse: "Bhaishajyasena, allora scruta attentamente e nota la
> moltitudine."
> Al che, il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena, avendo scrutato
> attentamente, vide apparire a est un albero, largo settemila yojana. E, da
> una parte, si era radunata una massa di venticinquemila milioni di
> persone:
> esse non parlavano, non dialogavano, non comunicavano, non conversavano
> tra
> loro, non mangiavano, non si alzavano, non camminavano ma attendevano in
> silenzio. A sud apparve un altro albero, largo settemila yojana. Là si era
> radunata una massa di venticinquemila milioni di persone: esse non
> parlavano, non dialogavano, non conversavano tra loro, non si alzavano,
> non
> camminavano ma attendevano in silenzio. A ovest apparve un albero, largo
> settemila yojana. Là era radunata una massa di venticinquemila milioni di
> persone: esse non dialogavano, non comunicavano, non conversavano tra
> loro,
> non chiacchieravano, non si alzavano non camminavano ma attendevano in
> silenzio. A nord apparve un altro albero, largo settemila yojana. Là si
> era
> radunata un massa di venticinquemila milioni di persone: esse non
> comunicavano, non dialogavano, non conversavano tra loro, non parlavano,
> non
> si alzavano, non camminavano ma attendevano in silenzio. Allo zenit
> apparve
> un albero, largo settemila yojana. Là si era radunata una massa di
> venticinquemila milioni di persone: esse non comunicavano, non
> dialogavano,
> non conversavano tra loro, non parlavano, non si alzavano, non camminavano
> ma attendevano in silenzio. Al nadir apparve un albero, largo settemila
> yojana e là era riunita una massa di venticinquemila milioni di persone:
> esse non comunicavano, non dialogavano, non conversavano tra loro, non
> parlavano, non si alzavano, non camminavano ma attendevano in silenzio.
>
> E allora il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena disse: "Se il Bhagavan,
> il
> Tathagata Arhat Buddha Perfettamente Realizzato, volesse dare
> l'opportunità
> di essere consultato per la soluzione di un quesito, desidererei domandare
> a
> proposito di un certo argomento"
>
> Quando ciò fu detto, il Bhagavan rispose così al bodhisattva mahasattva
> Bhaishajyasena: "Bhaishajyasena domanda qualsiasi cosa desideri. Appagherò
> i
> tuoi pensieri risolvendo ogni quesito da te posto."
>
> Quando ciò fu detto, il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena così
> domandò:
> "Bhagavan, perché una tale moltitudine di persone è venuta dai mondi delle
> quattro direzioni e si è fermata qui? Perché una tale massa di persone, in
> numero di centocinquanta milioni, provenienti dallo spazio, tra lo zenit e
> il nadir, è venuta e si è fermata qui? Essi non dialogano
>
> 41
>
> con il Bhagavan, non scambiano parole con lui, né gli rendono omaggio o lo
> interpellano. Non si alzano, né camminano ma attendono in silenzio.
> Bhagavan, qual è la causa, qual è il motivo?"
> Il Bhagavan rispose, "Bhaishajyasena, va'. Domanda tu stesso ai tathagata:
> 'Da quale mondo provengono tali masse di persone?'"
>
> Ed egli: "Bhagavan, con quale potere prodigioso devo andare? Con il potere
> del Tathagata o con il mio potere?"
>
> Il Bhagavan disse: "Bhaishajyasena, va' per il tuo potere prodigioso e
> torna
> per il potere prodigioso del Tathagata."
>
> Al che il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena, dopo aver circumambulato
> il
> Bhagavan per tre volte, disparve proprio lì, in quel luogo.
>
> Ora, a una distanza di oltre novantasei milioni di mondi da questo mondo,
> vi
> è un mondo chiamato Chandrapradipa. Laggiù risiede, esiste e vive il
> tathagata arhat buddha perfettamente realizzato di nome
> Chandravatikshetra.
> Egli stava insegnando il Dharma di fronte a ottantamila milioni di
> bodhisattva mahasattva che lo attorniavano. E il bodhisattva mahasattva
> Bhaishajyasena arrivò là, ove si trovava il mondo di Chandrapradipa.
>
> Poi il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena si avvicinò là dove si
> trovava
> quel Bhagavan, ed essendosi avvicinato, dopo aver reso omaggio toccando
> con
> il capo i piedi del bhagavan Chandravatikshetra, il tathagata arhat buddha
> perfettamente realizzato, stette di fronte a lui.
> Standogli di fronte, dopo aver reso omaggio a mani giunte in direzione di
> quel bhagavan, si rivolse a lui: "Bhagavan, ho attraversato novantaseimila
> milioni di mondi per venire qui dal terreno di buddha del bhagavan
> Shakyamuni, il Tathagata nel mondo Saha. Bhagavan, in nessun altro luogo
> ho
> visto tanti esseri come laggiù. Qual è la causa, qual è il motivo per cui
> nel mondo Saha si è radunata alla presenza del Shakyamuni quella gran
> massa
> di persone giunta dalle dieci direzioni,? Qui non ne vedo tante quante
> sono
> ferme laggiù."
>
> Quel Bhagavan parlò:"Bhaishajyasena, proprio in quel luogo essi vagano e
> si
> fermano."
>
> Ed egli:" Bhagavan, come può essere così?"
>
> Il Bhagavan parlò: "Perché (sono) esseri causati da alberi insensati."
>
> Ed egli:" Bhagavan, quando mai si è visto o sentito dire che la gente
> nasce
> da alberi insensati?"
> Il Bhagavan domandò: "Bhaishajyasena, non hai mai visto o udito dire che
> la
> gente nasce da alberi insensati?"
>
> Ed egli:" Bhagavan, non ho mai visto né sentito dire che la gente nasce da
> alberi insensati."
> Il Bhagavan disse: "Bhaishajyasena, desidereresti vedere? Se è così, ti
> farò
> vedere adesso."
> Ed egli disse, " Bhagavan, lo desidero. Andato nella Beatitudine, lo
> desidero."
>
> 42
>
> Allora il bhagavan tathagata Chandravatikshetra in quel momento tese le
> sue
> braccia, abbellite da centinaia di meriti. Dal suo braccio apparvero
> centomila milioni di masse di persone. Da queste masse si tesero cento di
> braccia, spargendo vari profumi, fiori e unguenti sul Tathagata.
> Allora il Bhagavan tathagata Chandravatikshetra si rivolse al bodhisattva
> mahasattva Bhaishajyasena: "Vedi, Bhaishajyasena, come una tale massa di
> persone sparge vari profumi, fiori e unguenti sul Tathagata?"
>
> Ed egli disse, "Lo vedo, Bhagavan. Lo vedo, Bhagavan."
>
> Il Bhagavan disse: "Così appaiono le masse di persone insensate. Così
> nascono gli uomini insensati."
> Al che le cento braccia di ciascuna delle centomila milioni di moltitudini
> si protesero. Allora il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena, avendo
> visto
> ciò, disse: " Bhagavan, perché questo? Andato nella Beatitudine, perché
> questo? Cento di braccia sono state protese da questa gente in un solo
> istante. Bhagavan, se non possono essere liberati coloro che hanno cento
> braccia, quanto meno possono essere liberati quelli che hanno solo due
> braccia!"
>
> Il Bhagavan rispose: " Bhaishajyasena, proprio così gli esseri insensati
> nascono e gli esseri insensati cessano di nascere. Bhaishajyasena, deve
> essere compreso che la nostra stessa massa fisica è insensata."
>
> Ed egli domandò: "Bhagavan, chi sono gli esseri che sono giovani? E chi
> sono
> quelli vecchi?"
> Il Bhagavan rispose: "Bhaishajyasena, qui ci sono i giovani e qui ci sono
> i
> vecchi."
> Ed egli domandò: " Bhagavan, chi sono i giovani e chi i vecchi?"
> Il Bhagavan rispose: "Coloro che avevano teso le braccia erano i vecchi.
> Coloro che erano nati dagli alberi erano i giovani"
>
> Ed egli disse: "Vorrei vedere i giovani"
>
> Allora il Bhagavan, il tathagata Chandravatikshetra tese il suo palmo
> destro
> e dalle dieci direzioni giunsero centomila milioni di masse di persone.
> Dal
> nadir e dallo zenit giunsero le masse di cinquanta milioni di persone. E
> quelle masse di persone, una volta giunte, dopo aver reso omaggio toccando
> con il capo i piedi del Bhagavan, non dialogavano né comunicavano col
> Tathagata, ma rimanevano in silenzio.
>
> E allora il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena domandò: "Bhagavan,
> perché
> questi esseri non dialogano né comunicano con il Tathagata, ma restano in
> silenzio?"
>
> Quel Bhagavan parlò: "Non lo sai, Bhaishajyasena? Gli esseri insensati di
> questa terra non comunicano né dialogano, né comprendono il corpus degli
> insegnamenti del Dharma. Quale ne è la ragione? Bhaishajyasena, tutti i
> giovani che sono qui non comprendono la nascita, non comprendono la
> cessazione e non hanno visto la vecchiaia, né la malattia, il
>
> 43
>
> dolore, il pianto, la separazione dalle persone care, l'unione con quelle
> non care, la morte e la morte prematura. E anche se hanno visto tutte
> queste
> amare sofferenze, non si sentono spinti ad applicarsi. E come
> comprenderanno? Bhaishajyasena, bisogna insegnare loro molte volte,
> ripetutamente."
> Al che il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena parlò così al Bhagavan:
> "Bhagavan, da dove sono venuti i giovani, coloro che non conoscono il
> Dharma? Da dove sono caduti? Dove nasceranno?"
> Il Bhagavan disse: "Ascolta, Bhaishajyasena. La forma umana che essi
> assumono non è creata da un gioielliere, né da un fabbro, né da un
> falegname, né da un vasaio. Non sorge dalla paura del re. È prodotta in
> seguito a un karma negativo, combinato con l'unione di un uomo e una
> donna.
> Per molte volte vengono insegnate arti a questi esseri, e accadono loro
> pene
> atroci senza fine. Qui sperimentano atroci sofferenze, la maturazione
> delle
> azioni negative compiute nel passato. Bhaishajyasena, quei giovani che non
> si alzano in piedi e che provano tali angosciose pene sono venuti proprio
> in
> questo luogo. Bhaishajyasena, per questo motivo non dialogano e non
> parlano
> tra loro. Perciò, Bhaishajyasena, questi giovani, non conoscendo il bene,
> non capiscono la nascita, non capiscono la cessazione e non otterranno il
> corpo degli esseri umani. Bhaishajyasena, essi sono chiamati 'i giovani.'"
>
> Ed egli domandò: " Bhagavan, ma i giovani, in che modo nascono e come
> cessano?"
> Quel Bhagavan parlò: "Bhaishajyasena, è come se un uomo toccasse il fuoco
> con un pezzo di legno e poi, piano piano, quel pezzo di legno prendesse
> fuoco. Allo stesso modo, Bhaishajyasena, il corpo umano ha la sua prima
> origine. E, nascendo, prova la sensazione."
>
> Egli domandò: " E qui, chi è di buona nascita? Chi è passato nel
> parinirvana?"
>
> Il Bhagavan rispose: "Bhaishajyasena, il Buddha è davvero di buona
> nascita.
> Il Tathagata è invero passato nel parinirvana. Bhaishajyasena, è proprio
> come se un re imprigionasse un uomo nella segreta di un buio edificio. Là,
> dopo essere arrivato nella casa buia, quell'uomo entra nel cupo
> sotterraneo.
> Allora un altro uomo, che ha provato in precedenza angosciose pene, pensa:
> 'Quest'uomo è rovinato. Perderà anche la vita, poiché non ha provato la
> sofferenza.' Dopo aver portato del fuoco in quel luogo, accende una
> piccola
> fiamma all'interno della casa, e l'uomo imprigionato ne veda la luce.
> Quell'uomo,
> vedendola, ne è confortato e il suo coraggio aumenta. Ma per qualche
> ragione
> quel fuoco dilaga all'esterno e, divampando, incendia tutta la casa. E
> quell'uomo
> muore bruciato nel luogo stesso. Allora il re, avendo udito che quell'uomo
> è
> morto nell'incendio, viene preso dall'angoscia e gli sorge questo
> pensiero:
> 'Nel mio regno non imprigionerò più nessuno'. Poi il re decide di
> rassicurare la gente che vive nel suo regno: 'Signori, non più paura. Non
> vivete in allarme. Ora siete al sicuro. Nel mio regno non vi saranno più
> percosse né carcerazioni. Non distruggerò più la vita di alcun essere.
> Signori, potete vivere senza paura'
>
> Bhaishajyasena, proprio allo stesso modo il Tathagata ha distrutto tutte
> le
> afflizioni e ha curato tutte le malattie. Proprio come quell'uomo consumò
> il
> proprio corpo bruciando nell'incendio della casa, così egli procedette per
> il beneficio, il benessere e la felicità degli esseri. Il re ha voluto
> rendere liberi gli esseri da catene e prigionia. Allo stesso modo il
> Tathagata rende liberi gli esseri. Essendo libero egli stesso dalle
> impurità
> dell'attaccamento, dell'odio e dell'illusione, apparendo nel mondo come
> una
> luce per tutti gli esseri, egli rende liberi tutti, govani e vecchi, dagli
> stati infernali e dai corpi di animali, preta e asura."
>
> 44
>
> Allora, fino ai limiti dell'atmosfera, risuonarono questi versi:
> Ah, il terreno, il terreno vittorioso, il terreno eccellente è ben
> lavorato.
> Qui dove i semi, una volta seminati, non periscono più.
> Il terreno di buddha, il terreno vittorioso, è il lodato messaggio del
> Vittorioso.
> Il Maestro sviluppa i suoi mezzi abili per radunare tutti gli esseri.
> Stabilito nella sfera del nirvana, egli è visibile su questa terra.
> Avendo pacificato il mondo intero, egli purifica il ricettacolo di Buddha.
> Egli libera i giovani e libera i vecchi.
> Avendo liberato tutti gli esseri dal triplice mondo
> avendo chiuso le porte degli inferni
> e avendo liberato animali e preta,
> ha portato la pace in questo mondo e la felicità nel prossimo.
> E allora il Bhagavan mostrò un sorriso e parlò:
> Eccellente è vedere gli eccellenti. Eccellente è vedere il Buddha.
> Eccellente è il terreno che è la buona qualità del Dharma.
> Vedere la totalità del Sangha è eccellente.
> Eccellente è l'esposizione del Sanghata, il distruttore di tutto il male.
> Coloro che ascoltano questo sutra otterranno il sentiero supremo.
>
> Al che il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena, rendendo omaggio con le
> mani giunte in direzione del Bhagavan, domandò: " Bhagavan, qual è la
> causa,
> qual è la ragione del mostrare un sorriso?"
> E il Bhagavan: " Figlio del lignaggio, vedi tu questi giovani?"
> Ed egli: "Li vedo, Bhagavan. Li vedo, Andato nella Beatitudine."
> E il Bhagavan: "Bhaishajyasena, oggi stesso essi diverranno tutti dei
> bodhisattva stabiliti nei dieci stadi."
>
> Al che, (apparendo) in piedi nel cielo a un'altezza di ottantamila yojana,
> il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena, insieme a ottantamila milioni di
> devaputra, fece cadere una pioggia di fiori sul Bhagavan. Avendo visto
> ciò,
> tutti i giovani giunsero le mani e resero omaggio. Allora il bodhisattva
> mahasattva Bhaishajyasena, stando dritto nel cielo, proferì delle parole.
> In
> quella circostanza riempì il gran migliaio delle tre migliaia di sistemi
> di
> mondi con la sua voce. Gli esseri nati nei trentadue grandi inferni
> udirono
> quella voce. Anche i trentadue gruppi di deva la udirono. Il gran migliaio
> delle tre migliaia di sistemi di mondi tremò in sei diversi modi.
> Ottantaquattromila re naga sussultarono nel grande oceano. Trentamila
> milioni di rakshasa giunsero in questo pianeta. Venticinque milioni di
> preta, yaksha e rakshasa, giunti dalla metropoli di Adakavati, si
> fermarono
> di fronte al Bhagavan radunandosi in una grande assemblea.
> Allora il Bhagavan insegnò il Dharma a quei giovani. E giunsero i
> bodhisattva mahasattva di centomila milioni di miliardi di mondi delle
> dieci
> direzioni, ciascuno in virtù del proprio potere prodigioso.
>
> 45
>
> Al che il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena, rendendo omaggio con le
> mani giunte in direzione del Bhagavan, così disse: "Molti, o Bhagavan,
> molti, Andato nella Beatitudine, sono i bodhisattva oggi riuniti e seduti
> insieme. Bhagavan, molti sono i deva e naga riuniti e seduti insieme.
> Anche
> innumerevoli rakshasa e preta, giunti dalla metropoli di Adakavati, sono
> riuniti e seduti insieme allo scopo di ascoltare il Dharma."
>
> Allora il Bhagavan si rivolse al bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena:
> "Vieni, figlio del lignaggio."
> Allora il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena, sceso dall'alto in virtù
> del suo potere prodigioso, avendo reso omaggio con le mani giunte in
> direzione del Bhagavan, domandò: "Bhagavan, si dice cumulo di Dharma,
> cumulo
> di Dharma'. Bhagavan, che cosa è questo 'cumulo di Dharma'?"
> Il Bhagavan rispose: "Figlio del lignaggio, si dice 'cumulo di Dharma'
> quando qualcuno ricerca la castità e, ricercando la castità, evita tutte
> le
> azioni negative. Vedi, figlio del lignaggio? I giovani evitano la
> non-castità. Essi diventeranno detentori del potere delle dharani e
> saranno
> dotati di tutti i Dharma."
>
> Ed egli: " Con quali mezzi, Bhagavan, tanti esseri si sono riuniti per
> udire
> l'accumulo di Dharma?"
> Al che il Bhagavan si rivolse al bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena:
> "Bhaishajyasena, vi sono molti esseri che non hanno udito che la nascita,
> in
> verità, è sofferenza. Essi non hanno udito che invecchiare è sofferenza.
> Essi non hanno udito che la malattia è sofferenza, né hanno udito della
> sofferenza del dolore, la sofferenza del pianto, la sofferenza della
> separazione dai propri cari, la sofferenza dell'unione con quelli a noi
> non
> cari, nè che la morte, che causa tutto il dolore, porta via la vita dal
> corpo. Bhaishajyasena, ciò è chiamato 'sofferenza onnipervadente'."
>
> Al che i giovani, avendo ascoltato questo insegnamento, rendendo omaggio
> con
> le mani giunte in direzione del Bhagavan, così domandarono: " Bhagavan,
> dobbiamo davvero morire?"
> Il Bhagavan disse: "Davvero. Voi, figli del lignaggio, e tutti quanti gli
> esseri dovrete morire."
> Ed essi: " Bhagavan, come si avvicina il momento della morte?"
>
> Il Bhagavan parlò: "Al momento della morte, figli del lignaggio, quando
> arriva il momento finale della coscienza, tre venti - un vento chiamato
> 'cessazione della coscienza', un vento chiamato 'distrazione dalla
> coscienza'
> e un vento chiamato 'coscienza disturbante' - confondono, scuotono e
> disturbano il momento finale della coscienza nell'ora della morte."
>
> Ed essi: "Bhagavan, quali sono i tre che distruggono il corpo al momento
> della morte, quando avviene la cessazione finale della coscienza?"
> Il Bhagavan disse: "Amici, quelli che distruggono il corpo si chiamano
> 'tagliante', 'trafiggente' e 'guastante'."
> Ed essi:"Bhagavan, che cosa è ciò che è chiamato ' il corpo'?"
>
> 46
>
> Il Bhagavan rispose: "Amici, è chiamato 'ardente', 'dimorante nel fuoco',
> 'causa di flegma', 'secrezione di muco', 'frequentatore di cimiteri',
> 'ottuso', 'oppresso da fardelli', 'completamente sofferente fin dalla
> nascita', 'interamente turbato dalla nascita', 'totalmente sconfitto dalla
> vita', 'morte' e 'separazione da ciò che è caro'. Amici, questi sono i
> nomi
> del corpo."
>
> Ed essi: "Come si muore? E come si vive?"
>
> Il Bhagavan parlò: "Esseri longevi, muore ciò che è chiamato 'coscienza'..
> Esseri longevi, continua a vivere ciò che è chiamato 'merito'.
>
> Amici, il corpo muore, muore ciò che è tenuto assieme da milioni di nervi,
> tenuto insieme da ottantaquattromila pori, tenuto insieme da dodicimila
> lembi e tenuto insieme da oltre trecentosessanta ossa. Ottantaquattro tipi
> di esseri vivono nel corpo. In tutti gli esseri che respirano avviene la
> morte e avviene anche la cessazione che è morte. Allora tutti gli esseri
> che
> respirano diventano disperati. Quando muore un uomo, un agitarsi del vento
> spinge tutti gli esseri che respirano (all'interno del corpo) a divorarsi
> l'un
> l'altro. E allora soffrono pene atroci. Alcuni, da parte loro, soffrono
> per
> motivo dei figli, altri sono afflitti da tutte le pene della sofferenza,
> come soffrire per motivo delle figlie o dei parenti. Tutti, afflitti dagli
> strali del dolore, cominciano a distruggersi l'un l'altro. E tutti a poco
> a
> poco si divorano l'un l'altro fino a quando, alla fine, rimangono solo due
> esseri che respirano. Questi due combattono per sette giorni e, alla fine
> del settimo giorno, poiché uno dei due esseri che respirano ha vinto,
> l'altro
> fugge.
>
> O esseri longevi, che cosa è ciò che è chiamato 'Dharma'? Qual è il vostro
> pensiero?
>
> Così come tutti gli esseri che respirano sono morti per aver combattuto
> tra
> di loro, allo stesso modo le stolte persone comuni litigano e lottano tra
> di
> loro. Non hanno paura della nascita, né paura della vecchiaia, né paura
> della malattia, né paura della morte. Così come lottano tra loro quei due
> esseri che respirano, allo stesso modo le stolte persone comuni lottano
> tra
> di loro. Poi, nell'ora della morte, saranno interrogate da uomini
> virtuosi:
> 'Signore, perché sei così fiducioso? Come mai non hai visto la sofferenza
> del mondo?' Ed egli risponde: 'Essere longevo, ho visto le sofferenze
> della
> nascita, ho visto le sofferenze della vecchiaia e le sofferenze della
> malattia. Ho visto tutte le sofferenze dopo la morte.' E l'altro: 'E
> allora
> come mai non hai creato le radici del bene che dovevano essere create? E
> poi, come mai non hai creato le radici di virtù, l'accumulo di Dharma che
> porta alla felicità nei due mondi? Amico, in secondo luogo ti chiedo:
> 'Perché non hai creato la raccolta delle buone virtù così da poter essere
> liberato da nascita e morte? Come mai non hai riflettuto sulla
> comprensione
> mentale fondamentale? Come mai non hai udito il suono del gong sulla
> Terra?
> Non hai visto la gente fare elemosine e piantare le radici della virtù nel
> terreno del Tathagata? Non hai visto donare al Tathagata profumi o
> ghirlande
> o lampade o cibi morbidi e duri? E non hai visto come erano contesi i
> quattro gruppi - bhikshu, bhikshuni, upasaka e upasika - i quattro gruppi
> devoti al messaggio?' Così diranno per il suo bene: "Perché tu, o re,
> forse
> non sei mai stato ammalato? O uomo! Lo sei stato solo venendo a
> Jambudvipa?'
>
> In quella circostanza, il Re del Dharma pronunziò versi di esortazione a
> quell'uomo inanimato:
> Avendo visto il sorgere del Tathagata, avendo udito i suoni del gong e
> avendo udito l'insegnamento del Dharma, che è pacificante e conduce al
> nirvana, com'è successo che non ti sei dedicato a creare il merito per la
> felicità in questo mondo e il successivo?
>
> Andrai a soffrire le pene dell'inferno come frutto del karma
> indesiderato."
>
> 47
>
> E l'uomo rispose:
>
> "La mia mente era instupidita per aver seguito cattive compagnie
> e ho compiuto azioni negative con la mente illusa dal desiderio.
> Ho ottenuto un risultato orrendo per aver seguito i desideri.
> Ho causato danni a esseri viventi e distruzione di ciò che appartiene al
> Sangha.
> A causa del mio perfido io, ho distrutto stupa.
> Ho pronunciato parole dure e ho tormentato mia madre.
> Sono cosciente dei crimini commessi col mio corpo.
> Vedo la mia nascita nello spaventoso inferno di Raurava.
> Dopo aver subìto pene nel Samghata e poi nel Pratapana,
> soffrirò pene atroci nell'inferno Maha Avici.
> Urlerò di dolore estremo nell'inferno Maha Padma.
> Nascerò nel Kalasutra, con immensa paura, cento volte.
> Gli esseri negli inferni, scaraventati giù, vivono di nuovo questa paura.
> Essi precipitano per cento yojana nell'enorme paura.
> Non troveranno alcuna uscita, una volta caduti dentro l'orcio.
> Nell'inferno che si chiama Kshura appariranno mille coltelli.
> Mi troverò di fronte a centomila milioni di lame.
> Con esse mi staccheranno gli arti a causa delle mie azioni malvagie.
> Terribili e sconvolgenti tempeste sconquasseranno tutto questo corpo.
> Tali pene dovrò subire nell'inferno.
> Tutti gli esseri vedranno il mio corpo completamente sfibrato.
> Le ricchezze di altri, a me non date, ho sottratto per le necessità della
> famiglia.
> Così (fecero) anche i miei figli, le figlie, i fratelli e le sorelle,
> anche
> i miei genitori, gli amici,
> i gruppi di parenti, i servi, i braccianti, i dipendenti, il bestiame e
> gli
> animali domestici.
> Mi sono smarrito per i miei misfatti.
> Mi sono smarrito per recipienti d'oro e argento,
> come pure per bei vestiti e per costruire una casa.
> Dopo aver allestito una bella casa decorata, averla riempita di uomini e
> di
> donne,
> la mia mente incontrollata si deliziava suonando la musica con il liuto.
> Aspergevo il mio corpo di acque profumate
> ma non provavo alcuna gratitudine.
> Corpo insensato! Mi sono smarrito per colpa tua.
> Non c'è protettore per me adesso, né ve ne saranno più tardi.
> Per il tormento del mio corpo in terribili e sconvolgenti tempeste,
> dopo aver goduto con la lingua di sapori dolci,
> molte splendide ghirlande sono state allacciate sul mio capo.
> I miei occhi sono stati ingannati dalla bellezza:
> non esiste protezione dalla vista.
> Vedevo che i due occhi erano causa del male,
> ma in ciò che facevo in seguito ero spinto dall'udito.
>
> 48
>
> Alle braccia portavo buccole di diamanti, bracciali adornavano i miei
> polsi,
> mettevo anelli alle dita e fili di perle al collo.
> Anche le mie gambe erano tutte ornate di catenine d'oro.
> Indossavo tutti i gioielli possibili sul corpo, e perfino lacci d'oro.
> Avendo troppo goduto di grandi ricchezze,
> anche la mia mente si dilettò all'estremo.
> Avendo provato la sensazione di cose molto morbide,
> ero spinto da un grande desiderio di vedere cose come tappeti e coperte.
> Indulgevo nei divertimenti.
> Facevo il bagno in acqua profumata di buona qualità
> e mi ungevo con essenze, con divine ricchezze come la canfora e il legno
> di
> sandalo.
> Riempivo l'aria di profumi e, avendo macinato raffinati colori,
> mi spalmavo di muschio, aroma di gelsomino,
> olio di gelsomino, champaka e così via.
> Dopo essermi imbellettato in questo modo,
> mi vestivo con eleganti abiti di mussola bianca.
> Scendendo dal dorso di un elefante, desideravo montare a cavallo.
> Mi consideravo un re e la gente fuggiva al mio cospetto.
> Ero in intimità con femmine al mio servizio,
> perfettamente esperte nel canto e nella danza.
> Gli animali non fanno del male, ma io ne uccidevo molti.
> A questo modo facevo del male senza conoscere l'altro mondo.
> Mangiavo la carne degli altri
> e per questo sono stato colpito da questa insostenibile sofferenza.
> Non sapevo cosa fosse la morte. Vivevo con una mente ignara
> e per giunta nutrivo il mio corpo.
> Oggi la morte mi si è avvicinata e qui non c'è invero alcun protettore.
> Tutti voi, o parenti, perché guardate e scrutate la mia faccia?
> Perché vi lacerate le vesti? Perché piangete e levate lamenti?
> Perché vi strappate i capelli? Perché inoltre vi ferite a sangue?
> Perchè vi coprite la testa con la cenere? Perchè vi battete il petto?
> Io ho vissuto una vita miserevole,
> e voi, perché vi aggrappate a questa famiglia che dovrebbe essere
> rifiutata?
> Il mio corpo sarà divorato dai lupi, dai cani, dagli avvoltoi e dagli
> uccelli.
> Non ha alcun senso nutrire questo corpo.
> Se posseduto dal serpente della morte, un uomo nascerà sempre.
> Per essere liberati da questa paura,
> queste sono le medicine che dovrebbero essere date.
> La medicina somministratami da qualche medico
> non sarà quella che serve a liberarmi dal serpente della lussuria.
> Adesso, proprio nel momento della mia morte,
> mi si dovrebbe dare la medicina del Dharma.
>
> 49
>
> Non datemi carne per nutrire questo corpo che, senza dubbio, morirà.
> Perché dovreste offrirmi sofferenza? Perché dovrei ricevere grandi
> quantità
> di male?
> Questo corpo è stato invero ben nutrito, ma è fatto per essere distrutto.
> Perché voi, figli e figlie, mi guardate con quegli occhi?
> Non v'è ragione. E per quale scopo dovrei essere salvato da questa
> malattia?
> Tutti voi, figli e figlie, evitate du causare rovina.
> Allo scopo di allevare voi, ho rubato le ricchezze di altri.
> Adesso è arrivato il momento della morte. Perché dovrebbe esserci
> disperazione?
> La nascita in uno stato indesiderabile è spaventosa,
> e la morte stessa è colma di sofferenza..
> Sensazioni, coscienza, fattori di composizione, contatto, percezione,
> desiderio, ignoranza ed emozioni afflittive generano invero conseguenze
> dolorose.
> La nascita in una famiglia corrotta,
> questo invero rappresenta un legame di sofferenza.
> Pensando che il merito religioso non fosse importante,
> ho causato pene ad altri.
> Offerte e osservanza morale sono scomparse
> ed io mi sono allontanato dal Dharma, non comprendendo ancora la nascita.
> Non sentendo di essere tormentati dal serpente della lussuria,
> dove possono trovare libertà gli esseri ignoranti senza perdersi?
> Non avendo conosciuto il significato di liberazione,
> attraverso l'inganno, ho commesso del male.
> Stoltamente confusa dalla lussuria, la mente è sempre disturbata.
> Con ogni sorta di catene, il corpo è divorato dal fuoco.
> Il corpo si muove con totale travisamento verso dove non c'è felicità,
> non riconoscendo nemmeno dove la felicità si trova.
> La felicità è offerta dal terreno di buddha.
> La ruota del Dharma è la migliore medicina.
> Una condotta etica e la verità delle condotte etiche sono la voce pura del
> Tathagata."
> Quindi il Bhagavan si rivolse al bodhisattava mahasattva Bhaishajyasena:
> "Bhaishajyasena, tutti gli esseri si lamentano in questo modo nell'ora
> della
> loro morte, senza aver nessun frutto di azioni buone da maturare e senza
> avere qualcuno che li protegga."
> Detto ciò, il Bhagavan proferì anche i seguenti versi:
> "Compiendo azioni malvagie, si cadrà negli inferni e s'indosseranno abiti
> ardenti.
> Si berrà ferro liquido per la sete. Tizzoni incandescenti cadranno sul
> corpo
> e
> Il bruciore sarà insopportabile. Enormi sono le paure negli inferni.
> Là i corpi sono completamente bruciati,
> senza conoscere piaceri e nemmeno il Dharma.
> Esseri stolti che si sono smarriti per il non-Dharma,
> non godranno neppure della minima felicità.
>
> 50
>
> Colui che ha fiducia, che è perfetto nella moralità,
> che possiede saggezza, grande ascetismo e frequenta amici virtuosi,
> presto diverrà un tathagata.
> Il Buddha appare nel mondo per sostenere tutti quegli esseri
> che si sono impegnati a praticare con grande diligenza
> e anche per insegnare con grande compassione il Dharma della buona azione.
> Bhaishajyasena, tu hai seguito la migliore condotta pura.
> Per aver ascoltato queste parole, compi la più splendida conquista,
> vedi la completa liberazione dalla rinascita
> e vedi il Buddha, la guida che ha una voce rinomata.
> Egli è il padre e la madre del mondo ed è chiamato 'bodhicitta'
> Colui che insegna questo Dharma nel mondo
> è il miglior amico virtuoso ed è difficile da trovare.
> Coloro che ascoltano con rispetto gli insegnamenti del Buddha,
> diventeranno buddha supremi, andati nella beatitudine.
> Tutti coloro che rispettano i figli sublimi del Buddha
> saranno liberati e saranno protetti nel mondo."
> E allora il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena così disse al Bhagavan:
> "
> Bhagavan, perché questa parte della montagna trema?"
> Quando questo fu detto, il Bhagavan così parlò al bodhisattva mahasattva
> Bhaishajyasena: "Bhaishajyasena, osserva attentamente."
> Il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena guardò e vide la terra fendersi
> nelle quattro direzioni. Dalle fenditure nate dalla terra squarciata,
> emersero venti milioni di persone dal nadir e venti milioni di persone
> dallo
> zenit.
> Allora i giovani, avendo osservato tutto, domandarono al Bhagavan:
> "Bhagavan, chi sono queste persone che sono nate qui?"
> Il Bhagavan rispose: "Avete visto quella grande massa di persone?"
> Ed essi:" Bhagavan, l'abbiamo vista."
> Il Bhagavan disse: "Questa massa di persone è nata per il bene della
> vostra
> felicità."
> Ed essi: "Ci sarà la morte anche per questi esseri?"
> Il Bhagavan rispose: "Amici, sarà così. Per tutti gli esseri ci sarà la
> morte."
>
> 51
>
> E allora tutti coloro che in precedenza erano stati chiamati 'giovani',
> quelli nati per primi, avendo reso omaggio con le mani giunte in direzione
> del Bhagavan, così dissero: "Bhagavan, noi non possiamo sopportare di
> vedere
> ancora nascita e morte."
>
> Il Bhagavan domandò: "Desiderate ottenere il potere dell'energia?"
>
> Essi risposero: "Noi abbiamo visto il Tathagata in persona. In seguito,
> abbiamo ascoltato con gioia il Dharma che abbiamo chiesto di ascoltare.
> Abbiamo visto il Sangha, l'assemblea dei discepoli del Tathagata, e
> abbiamo
> visto le grandi forze del potere prodigioso del bodhisattva. Bhagavan,
> allo
> stesso modo, noi non possiamo sopportare di vedere nascita e morte."
>
> Al che, con il loro potere prodigioso, il bodhisattva mahasattva
> Bhaishajyasena e cinquecento altri bodhisattva, alzandosi dai loro seggi,
> si
> diressero verso il cielo per potere prodigioso e, dopo essersi seduti a
> gambe incrociate, entrarono in uno stato di meditazione. Dai loro corpi
> apparvero leoni, tigri, serpenti ed elefanti, ed essi mostrarono molte
> trasformazioni grazie a grandi poteri prodigiosi. Essi sedettero a gambe
> incrociate sulla vetta di montagne alte venti yojana, si trasformarono in
> diecimila milioni di soli e lune e indussero quei soli e quelle lune a
> discendere.
>
> Allora i giovani dissero così al Bhagavan: " Bhagavan, qual è la causa,
> qual
> è il motivo per cui è apparso un grande raggio di luce e si sono
> manifestate
> nel mondo queste grandi trasformazioni prodigiose?"
>
> Il Bhagavan rispose: " Figli del lignaggio, avete visto quei soli e quelle
> lune?"
> Ed essi: " Bhagavan, li abbiamo visti. Andato nella Beatitudine, li
> abbiamo
> visti."
> Il Bhagavan disse: "Questi raggi di luce e le trasformazioni meravigliose
> e
> prodigiose erano emanazioni del corpo stesso del bodhisattva. Dopo questa
> dimostrazione, egli insegnerà il Dharma a beneficio di molti esseri, per
> la
> felicità di molti esseri, con la compassione per il mondo, e a vantaggio,
> a
> beneficio e per la felicità della grande assemblea di esseri, deva e
> uomini.
> E là, avendo mostrato il vigore della forza fisica, essi manifesteranno
> poteri simili."
> Ed essi: "Possa il Bhagavan insegnare il Dharma della causa della comparsa
> di questo splendente raggio di luce."
>
> Quando ciò fu detto, il Bhagavan così parlò al bodhisattva mahasattva
> Bhaishajyasena: " "Bhaishajyasena, hai veduto il gran migliaio delle tre
> migliaia di sistemi di mondi tremare nei sei modi?"
>
> Ed egli: "L'ho veduto, Bhagavan. Andato nella Beatitudine, l'ho veduto. Io
> desidero domandare al Tathagata a proposito di un certo argomento."
>
> Il Bhagavan rispose: "Bhaishajyasena, domanda su qualunque cosa tu
> desideri.
> Risponderò in modo esauriente ai tuoi pensieri chiarendo i tuoi quesiti.
> Spiegherò con chiarezza. Bhaishajyasena, spiegherò tutti gli eventi del
> passato, del presente e del futuro."
>
> 52
>
> Ed egli: "Possa il Bhagavan parlare per fare luce su alcuni dubbi.
> Bhagavan,
> vedo che il Tathagata è circondato da ottantaquattromila devaputra,
> ottantaquattromila milioni di bodhisattva, dodicimila milioni di re naga,
> diciottomila milioni di yaksha e venticinquemila milioni di preta e
> pishacha."
> Il Bhagavan parlò: "Bhaishajyasena, questi esseri sono qui per ascoltare
> il
> Dharma da me. Per quale altro motivo potrebbero essere seduti in
> assemblea?
> Bhaishajyasena, oggi essi sconfiggeranno il samsara stesso. Tutti questi
> esseri saranno beneficiati proprio in questo giorno, perché saranno
> stabiliti nei dieci stadi. Una volta stabiliti nei dieci stadi, si
> situeranno in seguito nella sfera del nirvana.
>
> Per liberarsi dalla vecchiaia e dalla morte,
> devono essere effettuate buone azioni.
>
> Spezzato il cappio della lussuria, si dimorerà nella disciplina di
> Buddha."
>
> Ed egli:" Bhagavan, perché così tanti esseri provenienti da varie località
> sono apparsi qui e circondano il Bhagavan?"
>
> Il Bhagavan rispose: "Bhaishajyasena, ascolta:
>
> "Questi esseri stolti non sanno dove avverrà la loro emancipazione. Oggi
> molti giovani otterranno le dharani. Allo scopo di ottenere i dieci stadi,
> compirannno le attività di un buddha. Gireranno la ruota del Dharma e
> spargeranno la pioggia del Dharma. E' in questo modo che gli esseri che si
> sono qui radunati godranno della mia esposizione. I deva, i naga, i preta,
> gli asura e gli esseri molto feroci, situati nei dieci stadi,
> proclameranno
> la voce del Dharma. Essi suoneranno il tamburo del Dharma e soffieranno
> nella conchiglia del Dharma. Questi giovani verranno anche in possesso
> della
> risorsa dell'energia. Oggi conseguiranno il Dharma così come è stato
> realizzato dal Tathagata;"
>
> E allora cinquemila giovani, essendosi alzati dai loro seggi, resero
> omaggio
> con le mani giunte in direzione del Bhagavan e così gli si rivolsero:
>
> "Perché non dovremmo desiderare di porre termine alla morte nel samsara?
> Bhagavan, il corpo è un fardello ben pesante, spaventoso e irrefrenabile.
> Il sentiero non è completamente compreso. Inoltre, in verità, non vi è un
> sentiero.
> Noi non vediamo un protettore.
> Chiediamo tutti insieme, chiediamo che ci venga dato coraggio.
> Possa la guida insegnare il Dharma. Siamo nati con poca saggezza.
> Non desideriamo i piaceri. Possa il Buddha insegnare il Dharma per noi
> e liberarci da questa insopportabile sofferenza.
> Dovunque nasciamo, si possa noi vedere il Buddha."
>
> Al che il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena, essendosi recato laddove
> si
> trovavano i giovani, così disse:
>
> Dovreste mangiare piatti preparati con molti sapori.
> Quando più tardi sarete pronti, ascolterete il Dharma senza timore.
>
> 53
>
> Ed essi :
>
> Nobile Anziano, chi sei? Noi non ti conosciamo.
> Vediamo che sei molto garbato e il tuo aspetto
> è un grande e rinomato terreno di serenità.
> Come in un essere vivente che sia stato salvato dalle grandi paure
> del mondo dei preta, degli inferni e del mondo degli animali,
> così tutto il tuo male è stato estinto.
>
> Nelle tue mani mostri un recipiente fatto di sette tipi di gioielli.
> Nastri d'oro sono sul tuo corpo
> e vediamo che sei adorno di una grande quantità di luce.
>
> Noi non siamo abili nel replicare alle parole calme che hai pronunciato.
> Di cibi e bevande gradevoli non abbiamo bisogno.
> Dal cibo nascono evacuazioni intestinali, le bevande diventano urina.
> Il sangue è prodotto dai liquidi, così come la carne è prodotta dal
> sangue.
> La mescolanza di alimenti e bevande non è un bisogno per noi.
> Le comodità delle sete, degli abiti di lana e di vesti eleganti
> non sono per noi necessarie. Non abbiamo bisogno di braccialetti d'oro,
> né di ghirlande di perle, né di anelli alle dita.
> Tutti questi oggetti hanno una natura impermanente.
>
> Noi siamo creature disperate che non hanno desiderio di continuare a
> vivere.
> Per ottenere la felicità dei deva e la carità del Dharma
> sono necessari amici virtuosi e non i 're che girano la ruota'.
> Morirà anche un 're che gira la ruota', lasciando il continente dei
> piaceri
> estremi.
> I figli non lo seguiranno, e nemmeno le mogli e le figlie.
> né i sette tipi di oggetti preziosi.
>
> Le sue numerose folle di persone non lo seguiranno
> Né, allo stesso modo,sarà possibile raggiungerlo più tardi.
> La vita di un re è impermanente e si svolge senza alcuno scopo.
> Commettendo molti atti malvagi, essi cadono negli inferni Raurava.
> Dovunque, nei quattro continenti,
> essi sono circondati dalle grandi forze prodigiose dei sette preziosi
> oggetti,
> ma quando creano i risultati nel Raurava, dove è finito quel potere
> prodigioso?
> La loro terra non è rintracciabile.
> Non è possibile produrre potere prodigioso dalla morte.
>
> Anziano, ascoltaci. Va' dove risiede il Tathagata.
> Il Tathagata è come i nostri genitori.
> Va' per incontrarlo. Noi non abbiamo un padre, una madre né fratelli.
> Il Tathagata, il Maestro del mondo, egli stesso è padre e madre, sole e
> luna.
> Egli mostra la strada per la felicità. Egli non nascerà di nuovo.
> Egli salva gli esseri dal samsara. Enorme è la paura del fiume della
> lussuria.
> Egli è la zattera che ci può salvare dal fiume.
>
> 54
>
> Egli traghetta gli esseri dall'altra parte, in modo che non tornino più
> indietro.
> Inoltre, egli insegna il puro Dharma e ne mostra la suprema bodhi.
> Noi non abbiamo bisogno di cibo e non aspiriamo al frutto di un reame.
> Noi non desideriamo andare verso il mondo dei deva o verso gli inferni
> spaventosi.
> La vita degli esseri umani è fortunata: in essa appaiono Coloro Che Tutto
> Sanno.
> La vita è breve e si è vagato senza meta,
> e per giunta sono stati commessi atti malvagi con il proprio corpo.
> Gli esseri ignorano la morte e bramano i divertimenti del reame.
> Intrappolati nel ciclo della nascita e della morte,
> gli esseri sono senza timori e senza alcuna conoscenza.
> La mente è confusa e instabile.
> Non conoscono i sottili Dharma, non compiono buone azioni,
> non conoscono la sfera della calma e non si affliggono al pensiero della
> rinascita.
> Nasceranno ancora e ancora.
> Essi subiranno a lungo molta sofferenza
> e dopo essere stati sempre puniti e percossi,
> saranno fatti prigionieri da altri che allo stesso modo
> li legheranno e uccideranno.
> Accompagnati dalle negatività del passato,
> saranno incatenati con i cinque ceppi,
> sarà tolta loro la speranza e saranno afflitti da pene e sofferenze.
> Quando cesserà la coscienza, essi saranno patetici nei loro lamenti:
> 'Chi mi proteggerà? Offro tutti i miei piaceri, oro, argento e cristalli.
> Diverrò anche uno schiavo e svolgerò le mansioni degli schiavi.
> Farò qualsiasi lavoro. Non desidero i piaceri del regno.
> Non ho bisogno di ricchezze e grano. Non voglio nemmeno questo corpo,
> che, avendo compiuto azioni malvagie, non è liberato.'
> In modo simile, o Anziano, non abbiamo bisogno di cibo.
> Anche quei re che mangiano cibi prelibati moriranno.
> Anche i deva, che bevono le migliori bevande, moriranno.
> I re mangiano cibi solidi e liquidi che però non hanno consistenza alcuna.
> I re sono avvinti ai sapori e, inoltre, compiono molti atti malvagi.
> Perché essere attaccati ai sapori
> che sono privi di consistenza e impermanenti?
> Noi non vogliamo nessun cibo. In verità, non abbiamo bisogno di cibo.
> Quale liberazione dalla sofferenza ci sarà mai per noi?
> E' necessario solo ciò che è della natura della realtà.
> Desideriamo essere liberati dalle catene;
> desideriamo essere liberati dalle brame.
> Per essere liberati da tutti i ceppi,
> prendiamo rifugio nel Buddha, il Grande Saggio, il Protettore del Mondo.
>
> 55
>
> Avendo visto le sofferenze degli esseri, va' e rendi omaggio per conto
> nostro.
> Noi non conosciamo il tuo nome. Di grazia, svelaci il tuo glorioso nome."
> E Bhaishajyasena:
> "Voi, come tutti quanti gli altri esseri, desiderate udire il nome.
> Il Tathagata è circondato da mille milioni di giovani."
> Ed essi:
> "Tu sei un seguace del Buddha. Il tuo nome è profondo e glorioso.
> E così, come noi, tutti gli esseri viventi desiderano sapere il tuo nome."
> Egli parlò:
> "Il mio nome è Bhaishajyasena. Sono la medicina [bhaishajya] di tutti gli
> esseri
> e vi insegnerò la migliore tra tutte le medicine.
> Gli esseri viventi che soffrono di tutti i mali, saranno guariti da tutti
> i
> mali.
> Il male della passione è una malattia grave e irrefrenabile e distrugge il
> mondo.
> La malattia dell'illusione, che porta gli stolti a smarrirsi,
> è una grave malattia che spinge gli esseri verso le sfere degli inferni
> o, similmente, verso i mondi degli animali e dei preta.
> L'ignoranza e la collera verranno ugualmente placate."
>
> Ed essi:
>
> "Per aver ascoltato questo buon Dharma, si possa noi essere liberati
> da ogni sofferenza, dalla nostra stoltezza e ignoranza.
> Una volta liberati da tutte le sofferenze,
> ogni azione malvagia sarà abbandonata.
> Abbiamo ascoltato l'offerta del Dharma e, avendo abbandonato ogni
> malvagità,
> anche le paure irrefrenabili saranno abbandonate.
> Tale medicina, questo re delle medicine, placa tutte le malattie
> ed estingue tutte le sofferenze; così noi vedremo il Buddha davvero
> rapidamente.
> Anziano, parti presto per rendere omaggio al Tathagata.
> Riferisci le nostre parole alla Guida del Mondo e placa questa malattia.
> Tutto il corpo è in fiamme e arde senza sollievo.
> Placa questo fuoco insostenibile.
> Il fardello del corpo è un fardello davvero pesante.
> È invero un grave fardello insopportabile che ci causa sofferenze
> dolorose.
> Abbi pura compassione di noi.
> Gli esseri viventi sono continuamente oppressi e trascinati
>
> 56
>
> dai fardelli della collera e dell'illusione.
> Portano questo peso ripetutamente, senza conoscere il modo per
> liberarsene.
> Non conoscono la strada della liberazione né la vedono
> e, ciononostante, in essi non si genera paura
> nel momento in cui prendono coscienza della morte.
> Mai noi abbiamo immaginato che la morte potesse essere un luogo felice.
> Nessuna delle illusioni morirà.
> Pur avendo visto la morte, non la ricordiamo.
> Gli esseri non pensano al dopo, che soffriranno sempre per le malattie
> e saranno sconvolti dalla brama.
> Quando abbiamo finito di mangiare il cibo, siamo stanchi senza alcun
> motivo
> e logorati dalla sofferenza senza nulla comprendere.
> Le sofferenze come l'ignoranza sono causate da noi
> e da qui, a loro volta, nascono la coscienza, i concetti e le sensazioni.
> Grandi sono le paure di pesanti fardelli
> in coloro che non hanno la consapevolezza del Dharma.
> Vagando con stoltezza e desiderio, il loro corpo è assediato dal loro
> fardello.
> La nascita nel mondo è priva di senso.
> Che cosa accadrà a questo corpo che ha bisogno di bagni,
> unguenti e abiti eleganti e puliti?
> Il cibi gustoso gli diverrà necessario.
> E, similmente, le orecchie vorranno ascoltare i suoni melodiosi
> dei cinque tipi di strumenti musicali.
> Gli occhi saranno attratti dalle forme prodotte dai sette tipi di
> gioielli.
> La lingua vorrà gustare tutti i sapori dolci.
> Il corpo vorrà sentire sempre un tatto morbido e gradevole.
> La carne e il corpo sono stati resi anch'essi deliziosi.
> Questo corpo è nato senza alcun senso, e poi si imbatte in qualcosa di
> piacevole.
> Io dò conforto alle sue gambe con calzari e ornamenti raffinati
> ma, al momento della morte, ornamenti e unguenti
> non saranno in grado di proteggerle.
> Neppure il corpo può essere protetto.
> Perché dovrebbero essere necessari ornamenti o unguenti?
> Questo corpo, conosciuto col nome di 'persona',
> riceve la grande forza della respirazione,
> il potere dell'ascolto e la completa considerazione.
> Questo corpo ha grandi attributi.
> In tempi passati, circondato da cavalli ed elefanti, giocava e girovagava
> senza dare a se stesso l'emancipazione del Dharma.
> Di quali atti malvagi ero esperto?
> Senza conoscere del mondo successivo, prendevo parte a divertimenti
> insani.
> Ero già nato ripetutamente, e ancora una volta la morte mi si è accostata.
>
> 57
>
> E di nuovo vedo sofferenze.
> Soffocato dal pianto, vedo le madri morire e vedo le morti di padri,
> parenti, sorelle e figli. Vedo che anche le mogli muoiono.
> Tutti gli aggregati sono vuoti, ma la mente si afferra alle passioni.
> Con la mente consumata dalla brama, ho distrutto la fiducia
> Il Dharma della calma è impercettibile.
> Non c'è delizia nella morte.
> A causa di una mente inquinata dal desiderio, non ho fatto offerte.
> Non c'è male pari al desiderio che non se ne va mai.
> Siamo nati confusi. Il mondo intero è confuso.
> Confusi, udiamo il suono e non lo cogliamo come il puro Dharma.
> Incessantemente, il corpo non rende onore,
> non osserva o contempla l'emancipazione.
> Soprattutto in nome degli esseri viventi nel mondo
> possa il Buddha dare insegnamenti.
> Buddha è il padre e la madre del mondo.
> Il Buddha è colui che indica il sentiero
> e fa cadere una pioggia di gioielli in tutto il Jambudvipa.
> Gli esseri stolti non sanno che cosa sia il cumulo del Dharma.
> Motivando la mente all'illuminazione,
> si potrebbe ottenere il cumulo del Dharma.
> Tutti gli stati causati sono vuoti,
> così come vuoto è anche il godimento di ricchezze.
> Anche il sé dovrebbe essere compreso come vuoto.
> Una volta compreso in tal modo, si dovrebbe essere senza desideri.
> O Anziano Bhaishajyasena, ascolta le nostre parole.
> Nel nome dei bodhisattva,
> desideriamo che tu proceda col nostro messaggio.
> Consapevoli delle sventure del samsara,
> i bodhisattva non provano mai stanchezza.
> Sono dotati di vigore e grande ascetismo, e raccolgono in sé tutte le
> virtù.
> Recati là dove dimora il Maestro, il Maestro che è perfettamente
> risvegliato,
> il Conquistatore che non si stanca un istante.
> Richiedi a nome nostro: 'Tu hai vinto Mara e sgominato anche la sua forza.
> Per poter salvare tutti gli esseri, possano coloro che hanno generato il
> pensiero di diventare buddha, essere presto, qui, il risplendente Dharma.'
> Noi non abbiamo udito il Dharma. Per il nostro bene, ti diciamo:
> "Anziano,va'
> rapidamente." Noi non abbiamo visto il Tathagata che ha i trentadue marchi
> e, pertanto, noi non siamo stati traghettati.
> Noi tutti rispettosamente offriamo i nostri omaggi."
> Bhaishajyasena disse:
>
> 58
>
> " Guardate in alto, per un breve momento, e osservate cosa c'è."
>
> Essi guardarono in alto e videro tremilacinquecento baldacchini. Sotto
> ognuno di essi vi erano seggi decorati con i sette tipi di gioielli e
> ornati
> in modo bellissimo con reti ingioiellate. Il centro era cosparso di fiori
> e
> vi erano asperse fragranze divine e incenso. E allora i giovani
> domandarono
> all'Anziano: "Perché vediamo questi baldacchini coperti da reti
> ingioiellate
> e disposti come gli stami del loto?"
>
> E Bhaishajyasena:
>
> "Quei seggi sono per voi, per andare a vedere il Buddha, per aiutarvi ad
> andare là dove dimora il Maestro, colui che è andato al di là del mondo,
> la
> Luce del Mondo."
>
> Ed essi:
>
> "Noi non conosciamo il modo e non vediamo il Tathagata. Non sappiamo dove
> trovare il sentiero. Dove dobbiamo andare a rendergli omaggio?"
>
> E Bhaishajyasena parlò:
>
> "Così come il cielo senza fine non può essere veramente raggiunto, allo
> stesso modo non è possibile andare a rendere omaggio al Maestro, colui che
> dona l'assenza di morte. Così come esiste Sumeru, anche il Maestro dimora
> nella sua sede. Il Buddha è come il Sumeru e il grande oceano, che ha
> grandi
> profondità. Molti Bodhisattva, pari al numero delle particelle di polvere
> del gran migliaio delle tre migliaia di sistemi di mondi, arrivati dalle
> dieci direzioni, senza sapere dove era apparso il Buddha, resero comunque
> omaggio alla Luce del Mondo."
>
> Ed essi:
>
> "Desidereremmo vedere il Protettore del Mondo. Noi desideriamo essere resi
> perfetti. Noi, esseri, desideriamo rendere omaggio al Maestro e
> raccoglierne
> i frutti."
>
> E Bhaishajyasena:
>
> "Il Maestro che ci libererà dagli stati costituenti, che afferra gli
> esseri,
> non ama né incenso, né ghirlande né unguenti.
> Andate dal Buddha, colui che ha conquistato la propria mente.
> Neppure Mara, il grande irresistibile, lotterà con lui. Allora otterrete
> velocemente le dharani
> e non dovrete procedere verso la forza della morte.
>
> E così la mente, essendo divenuta molto devota, vedrà il Tathagata."
> A questo punto il Bhagavan, il Tathagata, sorrise (e si manifestò) con la
> dolce voce del cuculo. E il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena,
> alzatosi
> dal seggio, rendendo omaggio con le mani giunte in direzione del Bhagavan,
>
> 59
>
> disse: "Bhagavan, qual è la causa, qual è il motivo per cui il Bhagavan ha
> mostrato un sorriso che ha fatto apparire ottocentoquarantamila raggi
> dalla
> bocca del Bhagavan? Tutto il gran migliaio delle tre migliaia di sistemi
> di
> mondi è stato colmato da questi raggi; anche trentadue grandi inferni ne
> sono stati colmati; perfino le trentadue dimore dei deva erano illuminate.
> Quei raggi, di svariati colori come blu, giallo, rosso, bianco, papavero,
> cristallo, argento e così via, irradiatisi dalla bocca del Bhagavan, hanno
> estasiato tutti gli esseri nel gran migliaio delle tre migliaia di sistemi
> di mondi, sono tornati indietro e, dopo aver girato intorno al Bhagavan
> sette volte, sono scomparsi nella sommità del capo del Bhagavan."
>
> E, ancora, il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena disse al Bhagavan:
> "Bhagavan, se me ne fosse concessa l'opportunità, vorrei domandare al
> Bhagavan, al Tathagata Arhat Buddha Perfettamente Realizzato, a proposito
> di
> un certo argomento."
>
> Quando ciò fu detto, il Bhagavan così parlò al bodhisattva mahasattva
> Bhaishajyasena:
> "Bhaishajyasena, domanda qualsiasi cosa desideri. Ti appagherò spiegando
> qualsiasi cosa richiesta."
> Egli disse: " Bhagavan, sono apparsi trentamila milioni di giovani. Essi,
> avendo compreso la sottile esposizione del Tathagata, parlano così ai
> vecchi: 'Vecchi, voi non conoscete il Dharma. Voi dite che il Dharma non
> esiste. Voi siete affezionati all'infelicità. In tal modo, non riuscite a
> prendere in considerazione che esistono complessità sottili e fate danno
> denigrando.' Bhagavan, perché essi pronunciano parole piacevoli e
> condivisibili?"
>
> Il Bhagavan parlò: "Bhaishajyasena, non sai perché essi pronunciano queste
> parole? Essi pronunciano parole gentili e confacenti al Tathagata.
> Bhaishajyasena, ascoltando il Dharma terranno a mente il significato di
> tutti i dharma. possiederanno tutte le virtù e tutti percepiranno le
> dharani. Poi verranno posti nei dieci livelli. Oggi, essi diffonderanno il
> suono del grande tamburo del Dharma. Oggi entreranno in possesso del
> sistema
> del grande Dharma. Bhaishajyasena, vedi questi baldacchini?"
> Egli rispose: "Bhagavan, li ho visti, Andato nella Beatitudine, li ho
> visti."
>
> E il Bhagavan parlò: "Bhaishajyasena, questi giovani essendosi fermati
> oggi
> sotto questi baldacchini, otterranno la chiara comprensione del Dharma.
> Oggi
> stesso porteranno completamente a termine tutti i buoni dharma. Oggi, essi
> suoneranno il grande tamburo del Dharma. Oggi, le regioni dei deva
> acquisiranno la chiara realizzazione del Dharma. Gli esseri negli inferni
> e
> in molti luoghi di iniquità, avendo udito la dimostrazione della perfetta
> saggezza del Tathagata, distruggeranno il samsara e saranno vittoriosi. E,
> in quella circostanza, tutti i novantamila milioni di vecchi otterranno il
> frutto di colui che è "entrato nella corrente'. E tutti quanti diverranno
> detentori del Dharma. Bhaishajyasena, essi abbandoneranno completamente
> tutte le sofferenze. Bhaishajyasena, tutti quanti diverranno divulgatori
> del
> Tathagata. Bhaishajyasena, tutti quanti diverranno altresì detentori del
> suono del grande tamburo del Dharma. Bhaishajyasena, guarda nelle quattro
> direzioni."
>
> E il bodhisattva, il grande Bhaishajyasena guardò nelle quattro direzioni
> e
> vide che tanti bodhisattva quanti sono i granelli di sabbia di cinquanta
> milioni di fiumi Gange erano giunti dalla direzione est; dalla direzione
> sud
> erano giunti tanti bodhisattva quanti sono i granelli di sabbia di
> sessanta
> milioni di fiumi Gange; dalla direzione ovest erano giunti tanti
> bodhisattva
> quanti sono i granelli di sabbia di settanta milioni di fiumi Gange; dalla
> direzione nord erano giunti
>
> 60
>
> tanti bodhisattva quanti sono i granelli di sabbia di ottanta milioni di
> fiume Gange; dal nadir erano giunti tanti bodhisattva quanti sono i
> granelli
> di sabbia di novanta milioni di fiume Gange e dallo zenit erano giunti
> tanti
> bodhisattva quanti sono i granelli di sabbia di cento milioni di fiume
> Gange. E questi, giunti alla presenza del Bhagavan si sedettero ai due
> lati.
>
> Allora il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena disse così al Bhagavan: "
> Bhagavan, che cosa sono quelle forme nere e rosse che appaiono laggiù nel
> cielo?"
> E il Bhagavan domandò: "Bhaishajyasena, non sai cosa sono queste forme
> nere
> e rosse? Il Tathagata lo sa. Bhaishajyasena, quello è Mara.
> Bhaishajyasena,
> desideri vedere?"
> Ed egli rispose: "Lo desidero, Bhagavan. Lo desidero, Andato nella
> Beatitudine."
> E il Bhagavan disse: "Bhaishajyasena, allo stesso modo sono giunti tanti
> bodhisattva quanti sono i granelli di sabbia di cento milioni di fiumi
> Gange."
> Ed egli domandò: " Bhagavan, qual è la causa, qual è il motivo per cui
> sono
> giunti questi bodhisattva?"
>
> E il Bhagavan rispose: "Bhaishajyasena, essi sono giunti a motivo dei
> giovani. Tutti questi esseri conquisteranno il Dharma della meditazione.
> Bhaishajyasena, vedi le grandi moltitudini di esseri arrivati qui per
> mezzo
> di vari poteri prodigiosi?"
>
> Ed egli rispose: "Vedo tanti bodhisattva quanti sono i granelli di sabbia
> di
> cento milioni di fiumi Gange e tanti bodhisattva quanti sono i granelli di
> sabbia di centomila miliardi di milioni di fiumi Gange dimorano nei poteri
> prodigiosi: dimorano in molte forme, molti colori e molte fattezze. Vedo
> che
> questi bodhisattva dimorano nello stato del Dharma degli Arya, e questi
> bodhisattva sono stabiliti nella dimora del Dharma insieme ai loro
> seguiti."
> Quando il Bhagavan ebbe proferito queste parole, il bodhisattva mahasattva
> Sarvashura, il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena, tutti i vecchi e i
> giovani, e tutti coloro che erano lì con i loro seguiti, come i deva, gli
> esseri umani, gli asura e i gandharva, furono estasiati e lodarono il
> discorso del Bhagavan.
>
> Il "Nobile Sanghatasutradharmaparyaya" è così concluso.
>
> --
>
> Colophon alla traduzione dal tibetano in inglese
> Questa prima bozza di traduzione dal tibetano in inglese è offerta dalla
> ven. Lhundup Damch quale mezzo provvisorio perché il sutra possa essere
> recitato al più presto da quante più persone possibile. Tutti gli errori
> sono suoi; tutto ciò che è fatto bene è il risultato della gentilezza di
> Geshe Lhundup Sopa nel leggere la prima parte del testo con lei, dal
> settembre 2002 fino alla fine di gennaio 2003, a Madison, nel Wisconsin.
> La
> traduzione è stata fatta usando l'edizione di Taipei del Kangyur, con
> alcune
> correzioni basate sulle edizioni di Lhasa e Pechino e considerando il
> sanscrito.
>
> 61
>
> Colophon alla traduzione dal sanscrito in inglese
> La traduzione dal sanscrito in inglese appare nella tesi di laurea (PhD),
> non pubblicata, del defunto studioso dello Sri Lanka, R.A. Gunatilaka,
> presentata all'università di Cambridge nel 1967. Un grande numero di
> termini
> sanscriti lasciati non tradotti da Gunatilaka, sono stati qui tradotti in
> inglese per facilitare la recitazione e la comprensione. In alcuni punti
> sono state fatte dalla ven. Lhundup Damch altre correzioni per migliorare
> la grammatica e la punteggiatura dell'inglese, consultando l'originale in
> sanscrito, in altri punti alcuni passaggi sono stati tradotti ex novo.
> Ultima revisione: Puerto Rico, 18 giugno 2003
>
> Leggero editing della Ven.Constance Miller, FPMT Education Departement,
> settembre 2004
> Colophon all'edizione italiana del 25 maggio 2005
>
> Il Sanghatasutra dharma-paryaya è stato tradotto dall'inglese in italiano
> da
> Roberta Scandellari (1a parte), da Annette Fitz (2a parte) e, per una
> decina
> di pagine mancanti, da Adalia Samten Telara, che ne ha curato una prima
> sommaria revisione generale, nel luglio 2004, con la collaborazione di
> Roberta Scandellari. Tutto questo affrettato lavoro era stato fatto per
> seguire i consigli di Lama Zopa Rinpoce, di una diffusione e recitazione
> ampia e immediata del Sanghatasutra..
>
> Per esaudire ancora il desiderio di Lama Zopa, di rendere accessibile il
> Sanghatasutra al maggior numero di persone, di recitarlo nei centri FPMT
> italiani nel miglior modo possibile e dedicarlo nei vari modi, e per amore
> di questo sorprendente e chiarificante sutra, ho offerto ai centri FPMT
> questa mia seconda e più approfondita revisione della traduzione italiana.
> Senza dubbio il lavoro non è ancora perfezionato e restiamo tutti in
> attesa
> di una traduzione completa dal tibetano per un'ulteriore pubblicazione.
> Spero tuttavia di aver migliorato la comprensione e la recitazione di
> questo
> potente sutra di Buddha Shakyamuni. Ringrazio Maurizio Cacciatore per aver
> sollevato varie perplessità su parti effettivamente oscure ed essersi
> impegnato in suggerimenti linguistici molto utili. Adalia Samten Telara,
> 25
> maggio 2005, mese del Vesak.


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