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SCHEDA ARTICOLO N. «01274»

CLASSIFICAZIONE: 4
TIPOLOGIA: CONGENERE
AUTORE: JAYAN WALTER
TITOLO: TRADUZIONE E COMMENTO DELLA ISA UPANISHAD
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TESTO ARTICOLO

TRADUZIONE E COMMENTO DELLA ISA UPANISHAD

(di JAYAN WALTER)

Guardate l'universo nella gloria di Dio: tutto ciò che vive e si muove sulla
terra.Abbandonando ciò che è transitorio, scoprite la gioia nell'Eterno: non
desiderate ciò che appartiene agli altri. Lavorando così, un uomo può
aspettarsi di vivere cent'anni.

Soltanto le azioni fatte in Dio non legano l'anima dell'uomo.Ci sono mondi
frequentati da demoni, regioni coperte da fitte tenebre. Chiunque nella vita
rinnega lo Spirito cadrà in quelle tenebre di morte. Lo Spirito, senza
muoversi, è più veloce della mente; i sensi non possono raggiungerlo: Egli è
sempre al di là di essi. Rimanendo immobile, supera coloro che corrono. Lo
spirito della vita porta i flussi dell'azione verso l'oceano del suo
essere.Si muove, e non si muove. E' lontano, ed è vicino. E' dentro di
tutti, ed è fuori ditutti.

Chi vede tutti gli esseri nel suo stesso Sé, ed il suo Sé in tutti gli
esseri, perde ogni paura.Quando un saggio vede questa grande Unità ed il suo
Sé è divenuto tutti gli esseri, quale illusione e dolore potrà mai più
essere con lui? Lo Spirito riempie ogni cosa del suo splendore. E'
incorporeo e invulnerabile, puro e non toccato dal male. E' il supremo
veggente e pensatore, immanente etrascendente.

Ha posto ogni cosa sul sentiero dell'Eternità. Nelle tenebre profonde
cadranno coloro che seguono l'azione. In tenebre più profonde cadranno
coloro che seguono la conoscenza.Uno è il risultato della conoscenza, e
l'altro è il risultato dell'azione.

Così abbiamo sentito dai vecchi saggi che ci hanno spiegato la verità. Colui
che conosce sia la conoscenza che l'azione, con l'azione si libererà della
morte e con la conoscenza raggiungerà l'immortalità. Nelle tenebre profonde
cadranno coloro che seguono l'immanente. In tenebre più profonde cadranno
coloro che seguono il trascendente.Uno è il risultato del trascendente, e
l'altro è il risultato dell'immanente.

Così abbiamo sentito dai vecchi saggi che ci hanno spiegato la verità.Colui
che conosce sia il trascendente che l'immanente, con l'immanente si libererà
della morte e con il trascendente raggiungerà l'immortalità.Il volto della
verità rimane nascosto dietro un cerchio d'oro.

Svelalo, o Dio della luce, affinché io che amo la verità possa vederlo!

O sole che doni la luce, progenie del Signore della creazione, veggente
solitario dei cieli! Diffondi la tua luce e ritira il tuo splendore
accecante, affinché possa vedere la tua forma radiosa: quello Spirito
lontano dentro di te è il mio Spirito interiore più profondo. Possa la vita
andare verso la vita immortale, e il corpo andare nelle ceneri.

OM.

O Anima mia, ricorda gli sforzi passati, ricorda! O anima mia, ricorda gli
sforzi passati, ricorda!Seguendo il sentiero del bene portaci alla
beatitudine finale, o fuoco divino, tu sei Dio e conosci ogni sentiero.
Liberaci dal male vagante. A te offriamo preghiere eadorazioni.

*Commento*

Questa Upanishad inizia invitandoci a 'guardare l'universo nella gloria di
Dio'. La parola 'guardare' sta a indicare due cose fondamentali:

1. Bisogna imparare a guardare l'universo, a osservarlo, esserne testimoni,
senza lasciarci coinvolgere dall'illusione insita nella sua natura di
divenire e di essere incontinuo movimento e trasformazione.

2. Il guardare indica uno stato di consapevolezza, non una percezione che
avviene tramite i sensi o uno stato d'animo. E' importante vivere l'universo
con la consapevolezza di Dio, dell'Infinito che è in noi. Soltanto quando
avremo imparato a vivere l'universo come proiezione illusoria dell'Infinito,
che è la nostra unica evera realtà, solo allora saremo veramente liberi.
Dobbiamo abbandonare ciò che è transitorio, non nel senso di scappar via dal
mondo, ma di vivere il mondo nella sua vera realtà: infinita e illimitata.
Non dobbiamo 'desiderare' ciò che appartiene agli altri, perché tutto quel
che può darci pieno appagamento è già dentro di noi, e non abbiamo bisogno
di legarci concose e persone che sono al di fuori di noi.

- Con ciò non voglio dire che non bisogna avere contatti con il mondo
esterno, o avere relazioni sociali e interpersonali, ma che il centro di
ogni nostra attività deve rimanere nel nostro cuore, in ciò che è Eterno. E
infatti l'unico luogo dove si puòt rovare la vera gioia è proprio nello
Spirito infinito ed eterno che alberga nel profondo della nostra stessa
natura.

-Finché continueremo a correre dietro ciò che è apparente e quindi a
'rinnegare'(nel senso di 'non vivere') lo Spirito, troveremo soltanto
sofferenza e morte (qui, non si intende una condanna alle tenebre e alla
sofferenza per l'eternità, ma soltanto finché correremo dietro alle
illusioni del mondo fenomenico, transitorio edesteriore!).

'Si muove e non si muove. E' lontano, ed è vicino. E' dentro ogni cosa ed è
fuori diogni cosa'.

Con questo verso si cerca di 'definire' (anche se non è definibile),
l'Infinito, l'Essere Divino ed Eterno, lo Spirito dell'universo.Egli è al di
là di ogni opposto... 'si muove e non si muove'...è dentro tutto e
contemporaneamente al di fuori di tutto. Proprio per la sua natura
illimitata, non lo si può misurare o contenere in qualcosa, sia esso spazio
o tempo, perciò è dappertutto e allo stesso tempo al di là di ognicosa del
mondo. E' di uno splendore così grande che riesce impossibile vederne la
forma (anche perché, in realtà, non ha forma, pur potendo assumere qualsiasi
forma, essendo onnipotente).

Quando il saggio 'vede' (cioè, 'è consapevole') dell'Unità (del Tutto), e
vede il suo Sé in tutti gli esseri (quindi non c'è più separazione tra sé
stesso e il mondo esterno; egli percepisce tutto l'universo, e anche sé
stesso, come Infinito), allora cessa ogni illusione e dolore. Il dolore e la
paura nascono dalla separazione. Finché si percepirà sé stessi comeseparati
dal mondo esterno e limitati dal corpo e dalla mente, ci sarà sempre
sofferenza, paura e morte.

Soltanto quando si realizzerà l'unione dell'uomo con Dio, l'Infinito
Spirito, solo allora non ci sarà più alcuna forma di sofferenza o di paura,
ma esisterà unicamente una gioia illimitata.Quando si dice che coloro che
seguono l'azione, o la conoscenza, cadranno nelle tenebre profonde, si
intende che, finché ci sarà il senso di separazione tra azione e conoscenza,
rimarremo nel mondo della dualità, e lì vivremo nell'ignoranza enella morte
(interiore).

Quando invece si conosce sia la conoscenza sia l'azione, allora ci si
libererà dalla morte e si raggiungerà l'immortalità. Perché quando
siconoscono entrambi (azione e conoscenza, i due opposti della vita), si
vive nello stato di consapevolezza dell'Essere, dove non c'è mai uno
separato dall'altro,essendo nient'altro che due aspetti della stessa realtà.
Quando si vive nello stato dell'Essere, quando si è tutt'uno con l'Infinito,
allora si è nello stato di Realizzazione, di libertà totale, di illimitato
appagamento.

Lo stesso si dice di coloro che seguono ciò che è immanente oppure quel che
ètrascendente. Finché si seguirà uno dei due, separatamente dall'altro,
finché sivivrà nello stato di dualità, ci sarà sempre sofferenza e morte.
Quando invece si raggiungerà la consapevolezza dell'Unità, dello Spirito
Supremo, allora si realizzerà che sono entrambi veri e reali, come due facce
della stessa medaglia, che sia ciò che è immanente sia ciò che è
trascendente sono due volti di un unico Dio: l'EssereInfinito.

Allora si raggiungerà l'immortalità, perché essendo divenuti Infinito, non
c'è nulla che possa morire o terminare, ma vivremo in eterno nella
totalebeatitudine.

Infine si chiede allo Spirito di rivelarsi a noi e di aiutarci a realizzare
l'Eterno.

_________ Jayan Walter (Ezio Vantaggiato)

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