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SCHEDA ARTICOLO N. «01318»

CLASSIFICAZIONE: 5
TIPOLOGIA: AFFINE
AUTORE: MADRE TERESA DI CALCUTTA
TITOLO: DIO FAREBBE LA STESSA COSA ANCHE PER TE.
SPAZIATORE bianco

TESTO ARTICOLO

Tratto da:
MADRE TERESA


Rizzoli editore
fonte: lista sadhana
--

- GRATUITAMENTE -

In occasione di un seminario tenutosi a Banga­lore, una suora una volta mi
disse: "Madre Te­resa, lei vizia i poveri dando loro le cose gratis. Così
perdono la loro dignità umana".

Quando tutti ammutolirono, dissi con calma:

"Nessuno ci vizia quanto Dio. Osservate i doni meravigliosi che ci ha fatti
gratuitamente. Tutti voi, qui, non portate occhiali, eppure tutti voi ci
vedete. Se Dio dovesse pretendere denaro in cam­bio della vostra vista, che
cos'accadrebbe? Noi re­spiriamo di continuo e viviamo grazie all'ossige­no
che non paghiamo. Che cos'accadrebbe se Dio dovesse dire: "Se lavorate
quattro ore, avrete il sole per due ore"? Quanti di noi sopravvivereb­bero
allora?".

Poi ,dissi loro anche questo: "Vi sono molte congregazioni che viziano i
ricchi; è un bene che esista una congregazione nel nome dei poveri, per
viziare i poveri".

Calò un profondo silenzio; dopodiché, nessu­no disse più una parola.

--

- OSSERVARE LA BELLEZZA NEL PROSSIMO -
Un anno ho voluto fare qualcosa di speciale per le nostre sorelle. Ho
inviato un opusco­lo a ciascuna di loro, presso ogni comunità, sug­gerendo
che ciascuna elencasse per iscritto ciò che riteneva ci fosse di bello nelle
sue sorelle e nella sua comunità. Chiedevo che ogni sorella inviasse a me la
sua risposta.

Arrivarono mille lettere. Immaginate un po'! Ho dovuto mettermi a tavolino e
leggerle tutte quante, compilando un elenco di ogni comunità e di tutte le
sorelle. In seguito ho rispedito le lettere alle varie comunità.

Le sorelle si stupirono che qualcuno notasse in loro tali belle cose, che
esistesse qualcuno capa­ce di vederle. Tutto questo alimentò uno splendi­do
spirito d'amore, di comprensione e di parteci­pazione.

Ho l'impressione che troppo spesso ci concentria­mo sugli aspetti negativi
della vita, su ciò che è brutto. Se fossimo più disposti a vedere il bene e
le cose belle che ci circondano, saremmo in grado di trasformare le nostre
famiglie. A partire da ciò, cambieremmo i nostri vicini di casa e poi altre
persone che vivono nel nostro quartiere, o nella nostra città. Saremmo in
grado di arrecare pace e amore al nostro mondo, che ha tanta fame di que­ste
cose.



- L'ABBANDONO E' UN'ORRIBILE FORMA DI POVERTÀ -

UN giorno ho visitato una casa in cui le no­stre sorelle danno asilo agli
anziani. Si trat­ta di una delle più belle case d'Inghilterra, piena di
splendidi e preziosi oggetti, eppure non c'era un sorriso sui volti di
quelle persone. Tenevano tutte quante lo sguardo rivolto alla porta.

Ho domandato alla sorella di turno: "Perché si comportano così? Perché non c
'è traccia di sorriso sui loro volti?". (Sono abituata a scorgere sorrisi
sui volti della gente. Credo che un sorriso dia origine a un altro sorriso,
così come l'amore genera l'amore.)

La sorella mi ha risposto: "Succede così tutti giorni. Stanno sempre
aspettando che qualcuno venga a trovarli. La solitudine li divora, e giorno
dopo giorno non cessano un attimo di fissare la porta. Ma non arriva
nessuno".

L'abbandono è un'orribile forma di povertà. Dovunque vi sono poveri, ma la
povertà più cupa è quella di non essere amati.

I poveri di cui andiamo alla ricerca possono vivere vicino a noi, o
lontanissimo. Possono esse­re poveri in senso materiale o spirituale.
Possono aver fame di pane, o fame di amicizia. Possono aver bisogno di
vestiti, o possono aver bisogno del senso di ricchezza che rappresenta per
loro l'amo­re di Dio. Possono aver bisogno di trovare asilo in una casa
fatta di mattoni e di cemento, o di avere un posticino al riparo nei nostri
cuori.



- IL DONO DI SE' -

UN giorno, si presentò un signore australia­no e fece una cospicua
donazione. Ma fa­cendola, disse: "Questo è qualcosa di esterio­re. Ora
vorrei donare qualcosa di me stesso". Adesso viene regolarmente alla casa
dei mori­bondi a radere i malati e a conversare con loro. Quell'uomo non
dona soltanto il suo denaro, ma anche il suo tempo. Avrebbe potuto dedicarlo
a sé stesso, e invece ciò che desidera è donare una par­te di sé.

Io chiedo spesso doni che nulla hanno a che fare col denaro. Vi son tante
altre cose che si pos­sono donare. Ciò che desidero è la presenza del
donatore, desidero che sia lì, a contatto con colo­ro ai quali dona, che
sorrida loro, che presti loro attenzione. Tutto ciò riveste un profondo
signifi­cato per quelle persone.

Sollecito le persone a partecipare al nostro la­voro, a nostro vantaggio e a
vantaggio di tutti. Non chiedo mai loro denaro, o cose materiali di
qualsiasi genere. Chiedo loro di portare il loro amore, di offrire il
sacrificio delle loro mani. Quando queste persone s'imbattono in chi ha
bi­sogno, il loro primo impulso è quello di fare qual­cosa. Quando vengono
per la seconda volta, si sentono già impegnati. Dopo qualche tempo sen­tono
di appartenere ai poveri e traboccano del bi­sogno di amare. Scoprono chi
sono e che cosa possono donare.

Secondo me, una persona che è legata ai beni materiali, che vive con la
preoccupazione della ricchezza, è in realtà poverissima. Se questa per­sona
pone il suo denaro al servizio del prossimo, allora è ricca, ricchissima.

--

UN BELLISSIMO ESEMPIO D'AMORE

VI farò un altro bellissimo esempio dell'a­more di Dio. Un uomo si presentò
alla no­stra casa dicendo: "Il mio unico figlio sta moren­do! Il dottore gli
ha prescritto una medicina che ci si può procurare soltanto in Inghilterra".

Siamo autorizzate dal nostro governo a tene­re in magazzino farmaci
salvavita che vengono raccolti in tutto il paese. Ci sono molte persone che
vanno di casa in casa a recuperare medicinali avanzati. E li portano a noi,
che li distribuiamo ai nostri poveri. Abbiamo migliaia di persone che si
rivolgono ai nostri dispensari.

Mentre parlavamo, entrò un uomo con un ce­sto di medicinali. Guardai quel
cesto: proprio in cima al mucchio c'era il farmaco di cui aveva bi­sogno l'
uomo per il figlio in fin di vita! Se fosse stato sotto gli altri, non l'
avrei visto.

Se l'uomo fosse arrivato prima o più tardi, non me ne sarei ricordata. Era
arrivato proprio al momento giusto.

Mentre me ne stavo in piedi davanti a quel ce­sto, pensai: "Vi sono milioni
di bambini al mondo, e Dio si preoccupa di questo bimbo di Calcutta. Mandar
qui quest'uomo proprio in questo mo­mento! Sistemare il medicinale in cima
al muc­chio, in modo che lo vedessi!".

Notate il tenero interessamento di Dio per voi e per me! Egli farebbe la
stessa cosa per ciascuno di voi.

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