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SCHEDA ARTICOLO N. «01327»

CLASSIFICAZIONE: 4
TIPOLOGIA: CONGENERE
AUTORE: SWAMI SIVANANDA RADHA
TITOLO: BENEFICI DELL'USO DEL MANTRA (MONOGRAFIA LUNGA)
SPAZIATORE bianco

TESTO ARTICOLO

Tratto da:

Swami Sivananda Radha
MANTRA
Armenia



I BENEFICI DELL'USO DEL MANTRA

La ripetizione di un Mantra è un mezzo per aumentare la capacità di
concentrazione. Alcuni
maestri spirituali indiani sostengono che il significato e il contenuto del
Mantra non devono
necessariamente essere compresi da un aspirante, al fine di determinare
l'effetto desiderato,
che la pratica del Mantra da sola è sufficiente a ottenere il risveglio
spirituale che ne
costituisce lo scopo. Di certo, l'uso del Mantra purifica il subconscio e,
anche se viene
ripetuto meccanicamente, si verifica in ogni caso una certa purificazione.
Ogni Mantra è però
per natura una forma di devozione che ha il Divino come sua forma ed essenza
e la
concentrazione sul suo significato consente un raggiungimento della meta
ultima più certo e più
rapido.

I benefici della pratica del Mantra dipendono dal singolo soggetto come
individuo, dal punto da
cui è partito, da dove si trova adesso, da quali sono state le sue vite
passate e
dall'intensità e dal grado del suo desiderio. Quando si canta un Mantra,
tutto l'essere della
persona in questione muta in meglio, quindi sarebbe opportuno creare
l'abitudine di ripetere il
Mantra in ogni momento, perché il lavoro che si svolge diventerà più facile
e gioioso in virtù
del continuo risuonare del Mantra nella mente.

Uno dei risultati che giungono in fretta con la pratica del Mantra è il
controllo della
respirazione, che è il mezzo con cui si può sviluppare l'abilità di
controllare le emozioni.
Nel canto doniamo tutte le nostre emozioni al Mantra e alla sua divinità e
chiediamo ad essa di
aiutarci a ottenere il controllo. In questo modo troviamo un modo sicuro di
liberarci dai
sentimenti negativi perché, invece di scaricarli su qualcun altro, li
offriamo alla loro fonte.

Un canto prolungato nel tempo porterà a una maggiore consapevolezza e alla
sostituzione dei
sentimenti negativi con affermazioni positive.

La pratica del Mantra spegne le emozioni turbolente e quieta di conseguenza
la mente
turbolenta. In termini yogi esiste una differenza fra emozioni e sentimenti,
dal momento che
un'emozione purificata diventa un vero sentimento. Il Mantra Yoga ci
fornisce un'opportunità di
conoscere le emozioni, di sapere cosa sono, da dove vengono e quale sia il
loro giusto posto
nella nostra vita. Tramite il Mantra Yoga possiamo imparare a far fronte
alle emozioni in modo
adeguato, a controllarle e a raffinarle e a incoraggiare lo sviluppo
armonioso di tutti gli
aspetti del potenziale umano.

A mano a mano che il Mantra viene accolto nel subconscio, la mente si
purifica in un modo che
saremmo incapaci di raggiungere senza il suo aiuto: lentamente l'ego viene
sopraffatto dall'Io
Superiore, come quando si versa a poco a poco il latte in una tazza di caffè
nero, finché il
caffè viene sostituito dal latte puro. Dal momento che purifica la mente, il
Mantra rappresenta
anche un grande strumento di protezione contro la paura.

Quando vengono purificate, le emozioni si trasformano in amore: questo
costituisce un passo
importante nel risveglio di ulteriori livelli di consapevolezza, mentre
l'influenza del Mantra
diventa estremamente sottile. I sentimenti che sono stati purificati ci
conducono alla presenza
del Divino e dal Divino ci deriva un senso di protezione; Il Mantra è come
uno scudo contro
tutto ciò che è negativo e in grado di turbarci.

Se pure nella vostra vita avete sperimentato soltanto timore, paura,
solitudine e, in misura
limitata, amore e gioia, non disperate perché, per quanto i vostri
sentimenti vengano facilmente
feriti, nella vostra eccessiva sensibilità risiede uno strumento
meraviglioso, sebbene non
ancora sviluppato. A mano a mano che tutte le emozioni negative si evolvono
in sentimenti più
raffinati, scoprirete un cambiamento anche nei vostri concetti di amore e di
gioia e vi
accorgerete che tale sensibilità è esattamente ciò che è necessario per
entrare nella nuova
dimensione di comprensione, lungo il sentiero dell'Autorealizzazione.

La voce può diventare uno strumento con cui esprimere e controllare le
emozioni e, se,
all'inizio, non riuscirete a raggiungere le note più alte, perseverando
nella pratica scoprirete
che la vostra gamma di tonalità si va espandendo, noterete che il respiro
scorre più facilmente
e che la voce diventa uniforme. Inoltre comincerete a sentire l'espressione
delle emozioni -
ira, delusione, gioia - nella vostra voce.

A volte, il vostro canto potrà essere carezzevole, gentile, intenso,
malinconico, o rivelare come
un senso di abbandono; se canterete in tono sommesso potrete osservare che
tutte le vostre
emozioni diventano più gentili, scoprirete che attraverso il canto esse si
purificano e si
mutano in veri sentimenti che scaturiscono dal cuore. In altri momenti la
vostra voce potrà
essere forte e potente, in quanto state riversando in essa tutta la vostra
ira e la vostra
delusione, le vostre richieste ed esigenze. Esprimete onestamente a Dio ciò
che sentite,
perfino la vostra collera e impazienza nei confronti del Divino per non
avervi portati più in
fretta vicino alla Luce; ma, al tempo stesso imparate quando smettere di
manifestare le vostre
emozioni, perché la vostra pratica non diventi un pretesto per esprimere
indulgenza nei propri
confronti.

Qualora doveste scoprire che le vostre emozioni sono particolarmente
difficili da controllare,
potrete restituirle al Divino, rivolgendovi a lui su un livello molto
personale.

«Perché mi hai dato tutte queste emozioni?» potete chiedere, per esempio.
«Perché non mi hai
dato la forza e la capacità di introspezione per gestirle? Voglio che tu
venga qui e faccia
qualcosa al riguardo, che tu apra una porta, o tiri indietro una tenda in
modo da permettermi di
vedere perché mi sto sentendo in questo modo.»

Questa può non sembrare una forma di preghiera, ma lo è: è il riconoscimento
del bisogno di
aiuto e della disponibilità a chiedere a Dio quell'aiuto, con un
atteggiamento di umiltà.

Nel cantare le vostre emozioni, dalla più negativa alla più elevata, e nel
restituirle all'Uno
che ve le ha inizialmente donate, voi imparate ad accettare entrambe le
parti del vostro
essere, la buona e la cattiva, e a trascendere le coppie di opposti da cui
state tentando di
liberarvi. Incanalando le emozioni verso Dio sul sentiero spirituale
scopriamo che il Divino
accetta la nostra lotta, ci aiuta e ci sostiene nella nostra ricerca
dell'Altissimo.

Di per sé le emozioni non sono una cosa cattiva, ma se si esprimono senza
controllo possono
risultare estremamente dannose: perfino l'amore, quando non viene condiviso,
quando non viene
dato liberamente e generosamente, diventa amore di sé e si ritorce in
maniera distruttiva
contro l'individuo; mentre quando sono opportunamente indirizzate, le
emozioni diventano una
chiara fonte di forza per ottenere grandi risultati. Attraverso il potere
delle emozioni gli
uomini e le donne hanno superato i loro limiti e raggiunto un più grande
scopo nella vita,
perché le emozioni incanalate attraverso un Mantra diretto al Divino vi
possono portare vicino
a Dio.

Quando si canta un Mantra le emozioni si esprimono nel respiro e nella voce.
Ogni volta che il
respiro è irregolare significa che le emozioni coinvolte non sono in
equilibrio; tale
squilibrio permane finché le emozioni in questione restano intense, ma poi
esse si placano
gradualmente e cominciamo a sperimentare quell'armonia che costituisce la
nostra meta. Allora,
quando cala la quiete, possiamo sintonizzarci con il più vasto ritmo del
Cosmo e divenire una
cosa sola con esso. Cantare ci aiuta a raggiungere la quiete, in quanto
poniamo il respiro e le
emozioni sotto controllo: in questi momenti di pace assoluta della mente si
sperimenta una
beatitudine indescrivibile e attraverso la ripetizione della pratica diventa
possibile
mantenere costante il contatto stabilito con il nostro Io interiore.

È triste verificare come la maggior parte delle persone possa concentrarsi
soltanto quando si
trova in difficoltà, mentre nei momenti di gioia la concentrazione si
protrae per un attimo
soltanto, in quanto chi è felice, impegnandosi per mantenere lo stato di
beatitudine, in realtà
lo annulla. È però possibile usare la capacità di concentrarsi in momenti di
angoscia per
liberare le proprie emozioni.

«Mi dispiace,» potete dire, «ma devo ammettere che sono come un bimbo, che
non sa neppure
camminare: dovete venire a sollevarmi. Se non volete che resti sempre un
bambino dal punto di
vista spirituale, allora dovete venire ad aiutarmi.»

Arriva il momento in cui chi percorre un cammino di ricerca evolve sino a
superare lo stadio
infantile, ma per il breve tempo precedente non deve essere troppo
orgoglioso di essere come un
bambino piccolo e bisognoso agli occhi di Dio.

Cantando il Mantra gli sbalzi d'umore finiranno con il tempo per essere
controllati e la
consapevolezza del momento attuale crescerà, l'attenzione e quindi l'energia
verranno
allontanate dagli antichi schemi di pensiero che, come le voci incise in
un'audiocassetta,
continuano a ripetersi all'infinito, tenendoci legati al passato e al
futuro, a immagini
spaventose e a fantasie insensate che ci causano quella sofferenza di cui
noi stessi siamo
origine. Adesso però l'energia sarà incanalata verso l'Altissimo, in
un'affermazione
estremamente positiva dell'Io interiore.

La capacità di concentrarsi e di sopraffare la volontà dell'Io vanno di pari
passo. All'inizio
vi capiterà di chiedervi, come è successo a me, perché state seduti a
cantare mentre potreste
dedicarvi ad attività più utili e aiutare tante persone. Questi
interrogativi affioreranno
ricorrenti, quando lotterete con la vostra mente che vuole impedire al
vostro Io Superiore di
ottenere il controllo. Qui "mente" ed "ego" non significano "orgoglio" e
"vanità", ma si
riferiscono piuttosto al binomio mente-corpo che domina la vita della
maggior parte delle
persone. Quando l'Io Superiore viene incoraggiato a esercitare il proprio
dominio attraverso la
pratica del Mantra Yoga, molti aspetti della personalità che hanno governato
la vostra vita
divengono improvvisamente evidenti e lottano nel sentirsi minacciati perché
non vogliono
perdere la loro importanza. Attraverso la pratica del Mantra e dello Japa
Yoga vi troverete a
confronto diretto con l'Io Inferiore, l'ego o il binomio mente-corpo,
diventando consapevoli di
quegli aspetti della personalità che hanno sempre governato e controllato la
vostra vita.
Adesso però l'Io Superiore comincerà ad avere il sopravvento.

L'ego, o meglio l'insieme degli aspetti della personalità di un soggetto
intellettuale,
combatte con maggior vigore che non in una persona semplice e ingenua,
perché quest'ultima è in
grado di riconoscere il suo errore e di non ricadere in esso, mentre
l'intellettuale è
impegnato a pensare spiegazioni razionali con cui giustificare i suoi errori
ed è spesso dotato
di ben poca umiltà. Uno dei pericoli insiti nel seguire l'Inana Yoga, lo
yoga della mente,
consiste nel fatto che chi lo pratica tende a guardare dall'alto in basso i
praticanti del
Bhakti Yoga, lo yoga dell'amore e della devozione, fenomeno che indica
soltanto come la mente
sia stata usata per generare una vera discriminazione. Molti swami e yogi
indiani mi hanno
confessato di sperare nella vita successiva di reincarnarsi come donne,
perché le donne
posseggono la vera devozione, la vera umiltà, in cui risiede il sentiero
verso la liberazione.

Per sopraffare l'ego una persona deve praticare la resa ed essere capace di
arrendersi al
Mantra stesso e all'energia insita in esso, cosa che richiede purificazione.
Se non riuscite ad
arrendervi quell'energia alimenterà l'ego. Molti discepoli si prostrano ai
piedi del loro Guru
per sviluppare l'umiltà, ma in effetti il proselito si prostra davanti allo
Spirito Divino che
risiede nel Guru e in tutti noi.

Imparare ad arrendersi al Mantra e all'energia del Mantra mette di per sé in
moto il processo
di purificazione, consentendo di affrontare ed eliminare egoismo,
glorificazione di sé,
autogiustificazione e autogratificazione. Non permettete che la mente
intellettuale vi
distragga dal tentare la pratica del Mantra e dello Japa, in quanto dovete
praticarli per
poterne comprendere gli effetti.

Se di notte andate a letto e vi addormentate ripetendo il Mantra, esso
rimarrà probabilmente
con voi e vi sveglierete con esso. Non sognerete a causa del potere
generativo del Mantra che
dissolve i problemi e rimuove la tensione derivata dall'eccessiva auto stima
e dalla volontà
dell'ego. Se vi addormentate con il Mantra stabilirete contatti che
elimineranno le vostre
acrobazie mentali e verbali relative al concetto di mente, di ego e di
Intelligenza Cosmica.

A causa del suo effetto sul subconscio, la gente ritiene a volte il Mantra
una forma di
ipnotismo, ma non è possibile ipnotizzarsi e diventare santi, in quanto ciò
creerebbe un
profondo conflitto, tale da far impazzire la mente, o da riportare il
soggetto al suo vecchio
modo di vivere.

È però importante riflettere sull'ipnotismo, perché per molti anni ci siamo
ipnotizzati,
ponendoci limiti che ci impediscono di vedere e di utilizzare il nostro
pieno potenziale.

Attraverso la televisione siamo di continuo bombardati dall'idea che
dobbiamo avere
un'automobile nuova o che il nostro corpo secerne odori che devono essere
mascherati, e i
ricercatori sostengono che semplicemente guardare la televisione pone le
onde cerebrali su una
frequenza di trance ipnotica. La televisione è però soltanto uno degli
strumenti ipnotici più
noti, in quanto il fatto che durante tutta la nostra vita ci venga ripetuto
che dobbiamo avere
un buon lavoro, fare soldi e sposarci è comunque ipnotismo.

Anche riguardo alla reincarnazione, dobbiamo constatare che per molte vite
ci siamo auto
ipnotizzati fino a diventare ciò che siamo oggi mediante forti convinzioni
che sono diventate
pregiudizi e che ci impediscono di vedere la bellezza e la verità del
Divino, non soltanto
negli altri, ma anche in noi stessi. Mettendo a fuoco la mente sul nome di
Dio e sul potere del
Divino all'interno del nostro essere, il canto di un Mantra opera per
contrastare questi
preconcetti. In effetti, la pratica del Mantra è un processo di annullamento
dell'ipnotismo
perché con essa si raggiungono una maggiore consapevolezza e comprensione,
per quanto il
procedimento possa essere lento.

Possiamo diventare ciò che decidiamo di essere e, di conseguenza, se
concentriamo un intenso
sforzo, energia e potere emotivo per diventare milionari probabilmente ci
riusciremo. La stessa
quantità di energia può però essere dedicata a diventare Auto-realizzati, e
questa è una meta
che vale l'impegno. Dopo la Realizzazione resta molto poco cui aspirare,
mentre dopo che si è
diventati milionari si va incontro a tutta una nuova serie di problemi e di
desideri: come fare
a conservare il denaro, come guadagnarne dell'altro, come trovare amici che
ci amino per quello
che siamo e non per le nostre ricchezze. Se però una persona diventa
Auto-realizzata, poiché è
capace di vedere il Divino in ognuno, tutti le sono amici.

Attraverso l'uso del Mantra si ottiene una più grande sensibilità e un
affinamento dei sensi,
che possono con il tempo consentire di vedere con l'occhio interiore e di
sentire con
l'orecchio interiore. Quando si sviluppa l'orecchio interiore, si può udire
la musica
delle sfere, una musica di una tale squisita bellezza che nessuno strumento
e nessuna voce
umana sono in grado di riprodurla: si può udire il Cosmico AUM. L'impatto e
gli effetti di una
simile esperienza porteranno un intenso desiderio di cambiamento e di
sviluppo.

Il Mantra non è una pillola magica, ma piuttosto un costante flusso d'acqua
che erode
gradualmente anche la roccia più dura. Gli immediati risultati del canto
sono un aumento
dell'abilità di concentrarsi, seguito gradualmente dal controllo del respiro
e delle emozioni.

Più tardi le emozioni saranno raffinate fino a diventare veri sentimenti, ma
la meta più
importante del canto è la Realizzazione dell'Io.

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