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SCHEDA ARTICOLO N. «01339»

CLASSIFICAZIONE: 5
TIPOLOGIA: AFFINE
AUTORE: MADRE TERESA DI CALCUTTA
TITOLO: LE MIE PREGHIERE...
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TESTO ARTICOLO

Tratto da:

SUPERSAGGI
BIBLIOTECA UNIVERSALE RIZZOLI

Le mie preghiere

Pensieri e meditazioni per ogni giorno dell'anno

a cura di Fratello Angelo Devananda Scolozzi
Traduzione di Giuliana Aldi Pompili

-

LE MIE PREGHIERE

PRIMO MESE

1. E' difficile pregare se non conosci come pregare, ma noi dobbiamo
aiutarci a
pregare. Il primo mezzo da usare è il silenzio. Le anime dedite alla
preghiera
sono anime dedite a un gran silenzio. Non possiamo metterci immediatamente
alla
presenza di Dio se non facciamo esperienza di un silenzio interiore ed
esterno.
Perciò dovremo porci come proposito particolare il silenzio della mente,
degli
occhi e della lingua.

2. Il silenzio della lingua ci insegnerà un sacco di cose: a parlare a
Cristo,
ad essere gioiosi nei momenti di svago, ad avere molte cose utili da dire.
Nei
momenti di svago Cristo parla attraverso gli altri e nella meditazione ci
parla
direttamente. Inoltre, il silenzio ci fa molto più simili al Cristo, poiché
Egli
ebbe un amore speciale per questa virtù.

3. Poi, abbiamo il silenzio degli occhi che sempre ci aiuterà a vedere Dio.
I
nostri occhi sono come due finestre attraverso le quali Cristo o il mondo
penetra nei nostri cuori. Spesso abbiamo bisogno di un grande coraggio per
tenerli chiusi. Quanto spesso diciamo: "Magari non avessi mai visto quella
cosa", e tuttavia ci preoccupiamo così poco di vincere il desiderio di
vedere
ogni cosa.

4. Il silenzio della mente e del cuore: la Madonna "serbava tutte queste
cose
nel suo cuore". Questo silenzio la portò vicino al Signore, cosicché non
ebbe
mai a pentirsi di alcuna cosa. Guardate come si comportò quando San Giuseppe
si
mostrò turbato, Bastava una sola sua parola per illuminargli la mente; non
volle
dire quella parola e il Signore stesso operò il miracolo di riscattare la
sua
innocenza. Potessimo essere altrettanto convinti di questa necessità del
silenzio! Penso che, allora, la strada per una stretta unione con Dio
diverrebbe
chiarissima.

5.Il silenzio ci dona una visione nuova di ogni cosa. Abbiamo bisogno del
silenzio per essere in grado di accostarci alle anime. La cosa più
importante
non è quel che diciamo; ma quel che Dio dice a noi e attraverso noi. Gesù è
sempre lì ad aspettarci, in silenzio, In quel silenzio, ci ascolta, parla
alle
nostre anime, e lì noi udiamo la sua voce.

6. Il silenzio interiore è molto difficile, ma noi dobbiamo fare lo sforzo
di
pregare. Nel silenzio troveremo nuova energia e una unione vera con Dio. La
sua
forza diverrà la nostra per compiere bene ogni cosa e per l'unione delle
nostre
preghiere con le sue preghiere, per l'unione delle nostre azioni con le sue
azioni, della nostra vita con la sua vita. Tutte le nostre parole saranno
inutili a meno che provengano dall'intimo di noi stessi. Le parole che non
danno
la luce di Cristo aumentano in noi il buio.

7. Tutto ciò richiederà molto sacrificio, ma se intendiamo veramente pregare
e
vogliamo pregare dobbiamo essere pronti a farlo ora. Questi sono soltanto i
primi passi verso la preghiera, ma se mai ci decidiamo a fare con
determinazione
il primo passo, mai arriveremo all'ultimo gradino: la presenza di Dio.

8. La preghiera, per essere fruttuosa, deve venire dal cuore e deve essere
capace di toccare il cuore di Dio. Guardate come Gesù insegnò ai discepoli a
pregare. Chiamate Dio vostro Padre; lodate e glorificate il suo nome. Fate
la
Sua Volontà come fanno i Santi in paradiso; chiedete il pane quotidiano,
spirituale e terreno; domandate perdono dei vostri peccati e di essere
capaci di
perdonare gli altri e invocate anche la grazia di non cadere in tentazione e
la
grazia finale di essere liberati dal male che è in noi e intorno a noi.

9. Gli apostoli chiesero a Gesù che insegnasse loro a pregare, ed Egli
insegnò
ad essi la bella preghiera del Padre Nostro. Sono convinta che ogni volta
che
diciamo: Padre Nostro, Dio guarda le sue mani, che ci hanno plasmato... "Ti
ho
scolpito nel palmo della mia mano"... guarda le sue mani e ci vede lì.
Quanto
sono meravigliosi la tenerezza e l'amore dell'Onnipotente Iddio!

10. Dovremmo essere dei professionisti della preghiera. Gli apostoli lo
compresero benissimo. Quando videro che avrebbero potuto disperdersi in una
moltitudine di incarichi, decisero di dedicarsi alla preghiera continua e al
ministero della parola. Dobbiamo pregare per coloro che non pregano.

11. Pregate con semplicità, come bambini, con un desiderio di amare molto e
di
fare oggetto del proprio amore chi non è amato.

12. Dobbiamo essere consapevoli della nostra unione col Cristo, come Egli
era
consapevole della propria unione con il Padre. Il nostro lavoro è veramente
apostolico nella misura in cui gli permettiamo di operare in noi e
attraverso
noi, con la Sua potenza, con la Sua ansia di amare.

13.In realtà, esiste soltanto una vera preghiera fondamentale: Cristo
stesso.
C'è soltanto una voce che si leva sopra la faccia della terra: la voce di
Cristo. La Sua voce riunisce e coordina in sé tutte le voci levate in
preghiera.

14. La preghiera perfetta non consiste di molte parole, nel fervore del
desiderio che innalza i cuori a Gesù. Gesù ci ha scelti per essere anime
oranti.
Il valore delle nostre azioni corrisponde esattamente al valore della
preghiera
che facciamo e le nostre azioni sono fruttuose solamente se sono
l'espressione
vera di una preghiera sincera. Dobbiamo fissare il nostro sguardo su Gesù e
se
operiamo assieme a Gesù faremo tutto nella maniera migliore. Siamo
angosciati e
irrequieti perché cerchiamo di operare da soli, senza Gesù.

15. Spesso le nostre preghiere non producono risultato perché non abbiamo
fissato la mente e il cuore su Gesù, attraverso cui le nostre preghiere
possono
salire sino a Dio. Spesso uno sguardo profondamente fervoroso rivolto al
Cristo
potrebbe rendere molto più fervente la preghiera. "Io guardo Lui ed Egli
guarda
me": è la preghiera perfetta.

16. "Una famiglia che prega insieme, sta insieme", dir Fr. Peyton, parlando
del
rosario in famiglia. A maggior ragione si potrebbe applicare a noi tutto
questo!
Vivere assieme, lavorare assieme, pregare assieme costituisce un aiuto nella
vita di pietà, una difesa della castità e un vantaggio reciproco,
nell'operare
per le anime. Non dovremmo cedere all'abitudine di rinviare le nostre
preghiere,
ma recitarle con la comunità.

17. Ci ha insegnato a imparare da Lui ad essere miti e umili di cuore. Se
siamo
miti e umili ci ameremo l'un l'altro come Egli ci ama. Ecco perché dovremmo
continuamente chiedere di portare di nuovo la preghiera alle famiglie. La
famiglia che prega assieme, sta assieme. E se stiamo assieme ci ameremo l'un
l'altro come Dio ci ama ed Egli ci ama teneramente.

18. L'unità è il frutto della preghiera, dell'umiltà, dell'amore. Perciò, se
la
comunità prega assieme e se voi starete assieme vi amerete l'un l'altro come
Gesù ama ciascuno di voi. Un cambiamento vero del cuore lo farà diventare
davvero un cuore pieno d'amore. Quest'unico cuore la nostra comunità offre a
Gesù e alla Madonna, sua madre.

19. Il fallimento, o la perdita della vocazione proviene anche dalla
trascuratezza nella preghiera. Poiché la preghiera è il cibo della vita
spirituale, la negligenza nella preghiera provoca uno stato di fame nella
vita
spirituale ed è inevitabile anche una perdita della vocazione. Chiediamo
alla
Madonna, nel nostro modo semplice, di insegnarci come pregare, come insegnò
a
Gesù in tutti gli anni in cui Egli visse con Lei a Nazaret.

20. Vi sono molti che non sanno, molti che non osano e molti che non
vogliono
pregare. Nella comunione dei Santi noi agiamo e preghiamo in loro nome.

21. Amore alla preghiera, sentire il bisogno di pregare spesso durante il
giorno
e preoccuparsi di pregare. Se volete pregare meglio, dovete pregare di più.
La
preghiera allarga il cuore fino al punto di essere in grado di contenere il
dono
di Dio stesso. Cercate e chiedete e il vostro cuore diventerà abbastanza
grande
da riceverlo e da tenerlo con voi.

22. Vogliamo tanto pregare in modo corretto e poi non ci riusciamo. Allora
ci
sentiamo scoraggiati e smettiamo di pregare. Dia ammette i fallimenti, ma
non
vuole lo scoraggiamento. Vuole che noi assomigliamo più ai bambini, che
siamo
più umili, più riconoscenti nella preghiera; non cerchiamo di pregare da
soli,
perché tutti apparteniamo al corpo mistico di Cristo, che è sempre orante.
Sempre deve esservi preghiera, ma non deve essere del tipo "io prego" da
solo,
ma deve essere Gesù in me, è Gesù con me a pregare; quindi è il corpo di
Cristo
che prega.

23. "Ho tenuto sempre il Signore dinanzi ai miei occhi, poiché è sempre alla
mia
destra, non posso cadere", dice il salmista. Dio è dentro di me, una
presenza
più intima di quanto io stesso mi renda conto. "In lui viviamo, ci muoviamo
e
abbiamo la vita." E' lui che dona a tutti la vita, che dà forza e vita a
tutto
ciò che esiste. Se non ci fosse la sua presenza sostenitrice, tutte le cose
cesserebbero di esistere e ricadrebbero nel nulla. Riflettete che siete in
Dio,
circondati e avvolti da Dio, fluttuanti il Lui.

24. Gesù Cristo ci ha detto che dovremmo "sempre pregare e non perdersi
d'animo", cioè non stancarci di farlo. San Paolo dice: "Prega senza
smettere".
Dio chiama tutti gli uomini a questa disposizione del cuore, ad essere
sempre in
preghiera.

25. Non basta pregare generosamente, dobbiamo pregare con fervore e
devozione.
Dobbiamo pregare con perseveranza e con grande amore.

26. La conoscenza che comunichiamo deve essere Gesù crocefisso e come dice
Sant'Agostino: "Prima di consentire alla propria lingua di parlare,
l'apostolo
dovrebbe elevare la propria anima assetata a Dio e poi porgere quanto ha
bevuto,
versando negli altri ciò di cui è ormai colmo"; o come ci dice San Tommaso:
"Coloro che sono chiamati alle opere di una vita attiva sbaglierebbero a
pensare
che il loro dovere li dispensi dalla vita contemplativa. Questo dovere si
aggiunge al
resto e non ne sminuisce l'indispensabilità".

27. Queste due vite, l'attiva e la contemplativa, invece di escludersi a
vicenda, richiedono l'una l'aiuto dell'altra, si integrano e si completano
reciprocamente. L'azione per essere produttiva ha bisogno della
contemplazione.
Quest'ultima, allorché raggiunge un certo grado di'intensità, diffonde
qualcosa
della propria sovrabbondanza sulla prima. Mediante la contemplazione l'anima
trae direttamente dal cuore di Dio le grazie che la vita attiva deve poi
distribuire.

28. Per noi, cristiani, la preghiera è un dovere sacrosanto e una sublime
missione. Consapevoli dei molti, impellenti bisogni e interessi che reggiamo
nelle nostre mani, saliremo all'altare della preghiera, prenderemo il
rosario,
ci dedicheremo a tutti gli altri esercizi spirituali con grande desiderio e
andremo con fiducia verso il trono di grazia per poter ottenere misericordia
e
trovare grazia e un aiuto provvidente per noi e per le nostre anime.

29. Le nostre preghiere sono in prevalenza preghiere vocali; dovrebbero
essere
ardenti di parole provenienti dalla fornace di un cuore pieno d'amore. In
queste
preghiere parliamo a Dio con un grande rispetto e fiducia. Pregate a mani
giunte, occhi bassi e in alto i cuori, e le vostre preghiere diverranno come
un
sacrificio puro e santo offerto a Dio. Non tirate per le lunghe, o non
correte
troppo; non elevate la voce, o bisbigliate, ma siate devoti; con grande
dolcezza, con naturale semplicità, senza alcuna affettazione, offrite la
vostra
lode a Dio con tutto quanto il cuore e l'anima. Dobbiamo capire il
significato
delle preghiere che recitiamo e sentire la dolcezza di ciascuna parola,
perché
queste preghiere siano di grande vantaggio; dobbiamo meditare a volte su di
esse, e spesso, durante il giorno, trovare in esse il nostro riposo.

30. La preghiera che viene dalla mente e dal cuore e che noi recitiamo senza
leggere nei libri è detta preghiera mentale. Non dobbiamo mai dimenticare
che
siamo vincolati dal nostro stato a tendere verso la perfezione e a puntare
ad
essa incessantemente. La consuetudine della preghiera mentale quotidiana è
necessaria per raggiungere il nostro scopo, poiché essa è il respiro di vita
per
la nostra anima e la santità è impossibile senza di essa. Santa Teresa
d'Avila
dice: "Colui che trascura la preghiera mentale non ha bisogno del diavolo
che lo
spinga all'inferno; ci andrà per sua volontà". E' soltanto mediante la
preghiera
mentale e le letture spirituali che possiamo coltivare il dono della
preghiera.
La preghiera mentale è grandemente favorita dal candore dell'anima, cioè
dalla
dimenticanza di sé, dalle mortificazioni del corpo e dei sensi e dai
frequenti
slanci di desiderio che alimentano la nostra preghiera. "Nella preghiera
mentale", dice St. John Vianney, "chiudi gli occhi, chiudi le labbra e apri
il
cuore." Nella preghiera vocale noi parliamo con Dio, nella preghiera mentale
è
Lui che ci parla. E' in quel momento che Dio si riversa dentro di noi.

31. I mezzi migliori per ottenere un progresso spirituale sono la preghiera
e la
lettura spirituale. Tolle et lege (prendi e leggi) fu detto a Sant'Agostino
e,
dopo aver letto, l'intera sua vita subì un completo cambiamento. Così
accadde
anche a Sant'Ignazio, soldato ferito, quando lesse le vite dei santi, Quanto
spesso noi stessi abbiamo trovato la luce che penetrava nelle nostre anime
durante la lettura spirituale! Tommaso da Kempis scrive: "Allora prendi in
mano
un libro come Simeone, quell'uomo giusto prese tra le sue braccia Gesù
bambino;
e quando avrai finito, chiudi il libro e rendi grazie per ogni parola che
esce
dalla bocca di Dio, perché nel campo del Signore hai trovato un tesoro
nascosto". San Bernardo dice: "Cerca non tanto di cogliere il significato,
quanto di gustare ciò che hai letto. Non lasciamoci morire di fame in mezzo
all'abbondanza!". Vi è infatti poco profitto nella lettura se non leggiamo
bene.
La lettura spirituale è uno degli esercizi e dei doveri spirituali più
preziosi,
tanto che nessuno si può permettere di trascurarlo. Quando scegliete un
libro,
non prendete qualcosa che è al di sopra delle vostre capacità, ma
sceglietene
sempre uno che sia in grado di darvi il maggior profitto spirituale.

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