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SCHEDA ARTICOLO N. «01360»

CLASSIFICAZIONE: 1
TIPOLOGIA: ESOTERISMO
AUTORE: ALICE A. BAILEY
TITOLO: IL PROBLEMA DEGLI EBREI, ALLA LUCE DELL'ANALISI ESOTERICA
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TESTO ARTICOLO

Il problema degli ebrei.
Tratto da Psicologia Esoterica Vol. I di Alice A. Bailey.

Sempre a proposito delle nazioni e dei raggi, desidero esporvi alcune
condizioni fondamentali che in parte possono spiegare il cosiddetto
problema degli Ebrei, che esiste da secoli e che ora preoccupa
profondamente molti, compresi i membri della Gerarchia planetaria.
Se troverà soluzione, sarà uno dei principali fattori che
determineranno la restaurazione della comprensione e dell'armonia
mondiali. Non può essere risolto senza la cooperazione degli uomini
di buona volontà di tutto il mondo. Poco di quanto vi dirò può
essere controllato e provato, poiché la chiave del problema risale
alla notte dei tempi, e precisamente quando il sole era nella
costellazione dei Gemelli. In quel periodo vennero erette le due
colonne che, come tutti i Liberi Muratori sanno, sono due grandi
capisaldi in Massoneria. Ciò spiega l'influenza ebraica dell'opera
massonica, anche se essa non è ebrea nel vero senso del termine. Se i
fatti sono così antichi, chi potrà dire se parlo con accuratezza od
accertare se le mie conclusioni sono giuste o errate?
Mi limito a presentare i fatti come mi sono noti, dal momento che ho
libero accesso ad archivi più antichi di quelli conosciuti dall'uomo.
Il raggio della personalità, il raggio della forma materiale del
popolo ebreo, è il terzo. Il suo raggio egoico è il primo. Il segno
astrologico che lo governa è il Capricorno, e la Vergine ne è
l'ascendente. Mercurio e la Vergine hanno un ruolo preminente nel
suo destino. Allo studioso e all'astrologo progrediti queste brevi
indicazioni dovrebbero bastare per fornire i punti salienti che
gettano luce sulle strane vicende degli ebrei. L'influsso del terzo
raggio spiega la loro tendenza a manipolare forze ed energie, a "
tirare i fili " per giungere agli scopi voluti. Come razza, sono dei
legislatori nati, e quindi tendono a dominare e governare, poiché il
raggio egoico è il primo. Nella loro storia appare inoltre di
continuo la capra, e nel loro insegnamento si allude alla vergine che
partorirà il Messia.
In qualsiasi raggruppamento, sia in cielo che in terra, esiste
sempre, da parte di alcune unità, la tendenza alla rivolta, alla
ribellione, a mostrare iniziative diverse da quelle altrui della
stessa congregazione. Allorché nacque questo universo solare, dicono
le antiche scritture con il loro linguaggio allegorico, "ci fu guerra
in cielo "; "il sole ed i suoi sette fratelli " non agirono con
unanimità perfetta; ecco perché ( e questo è un indizio occulto ) la
Terra non è uno dei sette pianeti sacri. Come sappiamo, un'antica
leggenda narra di una Pleiade perduta, storie analoghe sono
numerose. Inoltre, nella camera del Concilio dell'Altissimo, non
sempre sono esistite concordia e pace, ma talora guerra e dissensi;
alcune pagine dell'Antico Testamento lo dicono con tutta chiarezza.
In senso simbolico, alcuni figli di Dio decaddero dalla loro
altissima condizione, guidati ad un certo momento da " Lucifero,
figlio del Mattino". La " caduta degli angeli " fu un evento
terribile nella storia del nostro pianeta, ma niente di più che un
fenomeno transitorio e interessante in quella del sistema solare, e
un banale incidente nelle vicende delle sette costellazioni di cui
questo sistema non è che una. Sostate un momento a considerare questa
affermazione ed a riordinare il vostro senso dei valori. L'importanza
degli avvenimenti muta secondo il punto da cui si osserva, e ciò che
( dal lato dello sviluppo di coscienza di questo pianeta ) può
sembrare un elemento di estrema importanza e di valore determinante,
visto dal lato universale può essere un evento insignificante. Le
proprie vicende sembrano a ciascuno molto importanti, ma per
l'umanità nel suo complesso contano ben poco. Tutto dipende da quale
unità occupi il centro della scena nel dramma della vita, e attorno a
quale fattore centrale gli eventi, banali o importanti che siano,
proseguono nei loro cicli.
Nella sfera di potere e di vita che è espressione del quarto regno di
natura, l'umano, si registrò una corrispondenza di quell'"assunzione
di indipendenza", di quel "distaccarsi" che caratterizzò il
raggruppamento maggiore. Ai tempi delle Lemuria un gruppo di uomini
assai progrediti, almeno per quell'epoca, annoverati fra i discepoli
del mondo d'allora, venne a disputa con la gerarchia planetaria e si
distaccò dalla "legge degli iniziati ". L'insegnamento di quel tempo
verteva sull'aspetto materiale della vita ed al centro
dell'attenzione erano la natura fisica ed il modo di dominarla. Il
Vecchio Commentario descrive ciò che avvenne nel modo seguente, e
leggendo le cadenze ritmiche di quell'antica scrittura sarà bene
tener presente che le frasi si riferiscono al gruppo di discepoli
che furono i primi fondatori dell'attuale razza ebraica:

" Dal gruppo interiore che reggeva i destini umani emanò questa
legge: Distaccatevi. Ritirate in voi stessi il potere di trattenere,
acquisire e ottenere. I figli di Dio che si preparano a lasciare il
mondo degli uomini per entrare nella luce procedono sempre liberi per
il loro cammino.Non tengono ciò che hanno. Liberatevi, ed
attraversate i cancelli della pace. " Alcuni dei figli di Dio, in
attesa dinanzi a quei cancelli. Pronti ad entrare quando fosse
proferita la Parola che li dischiude, erano carichi dei tesori della
terra. Portavano i loro doni in offerta al Signore della vita, che
non ne aveva bisogno. Tentarono di passare quei cancelli, non per un
fine egoistico, ma per recare in offerta i tesori del mondo che
avevano accumulati, e dimostrare il loro amore.

"Di nuovo emanò la Parola : Abbandonate ogni cosa ed entrate, senza
alcun peso terreno. Esitarono e discussero. Altri entrarono nella
luce attraverso i pilastri del cancello; abbandonarono il carico ed
entrarono liberi, e furono accolti, poiché non avevano nulla.

"Poiché procedevano in gruppo, ed in gruppo progredivano e
coglievano, in gruppo risposero al comando divino e si arrestarono.
Attesero colà, dinanzi al Portale del Sentiero, stringendo i tesori
raccolti di mille epoche. Nulla vollero abbandonare. Avevano faticato
per quelle ricchezze. Amavano il loro Dio, e volevano colmarlo con la
massima misura dei beni che avevano acquisiti. Non amavano la
disciplina.

"Di nuovo emanò la Parola : lasciate cadere quel che avete in mano,
ed entrate liberi".

"Ma tre si ribellarono a quel comando inflessibile. Gli altri
obbedirono. Attraversarono i cancelli, lasciandoli fuori. Molti
furono innalzati sulle vette della gioia. I tre rimasero al cancello,
tenendo stretto il loro tesoro".

In questa antica scrittura, la più antica di tutte, sta il segreto
della storia massonica e dell'uccisione del Maestro da parte dei tre
uomini più intimamente uniti a lui nella morte e nella tomba. I
Liberi Muratori riconosceranno i tre di cui parlo. Essi fondarono la
razza ebraica attuale. Erano tre discepoli progrediti che si
sdegnarono all'ordine di entrare, liberi e senza impacci, nel luogo
della luce. Cercarono di conservare quel che avevano raccolto per
dedicarlo al servizio di Dio. Il movente non riconosciuto che li
sospingeva era l'amore delle ricchezze e il desiderio di salvare i
loro beni. L'antica tradizione, insegnata dai maestri del passato,
narra che...

" Si volsero a guardare le porte della terra. I loro amici
proseguirono. . . Essi restarono. . . I Maestri si riunirono in
conclave e decisero quale avrebbe dovuto essere il fato di quelli
che, giunti alle Porte della Luce, preferirono i possessi terreni al
servizio della Luce. La Parola tornò a farsi udire dai ribelli, che
ancora attendevano ai cancelli.

"Tenete quel che avete, e ammassate altro ancora, ma non abbiate
pace. Cogliete i frutti della mente, e cercate potenza nei grandi
possedimenti, ma non abbiate dimora.

Entro di voi, poiché siete discepoli del Signore, non avrete diritto
alla pace, non conoscerete vittoria certa e sicura, non potrete
conservare ciò che acquistate.

" Sarà sempre fioca in voi la conoscenza di Colui Che veglia su
ogni cosa. Sempre avrete l'impulso a cogliere e ammassare. Mai avrete
tempo di trattenere e di godere. Andate dunque finchè giunga l'ora,
e siate di nuovo sulla soglia della Luce, questa volta a mani vuote.
Entrerete allora, liberi, accolti dai Servi di Dio, e avrete pace per
sempre".

L'antica leggenda racconta che i tre se ne andarono, dolenti e
ribelli, carichi dei loro tesori, e così cominciò la storia
dell'Ebreo errante. E' degno di nota il fatto che uno dei maggiori
figli di Dio che abbia operato sulla terra, compendiando in Sé la
vita e la vittoria, Gesù di Nazaret, era Ebreo. Egli invertì ogni
condizione precedente. Non possedette nulla. Fu il primo uomo che
giunse al conseguimento ed era discendente diretto del più anziano
dei tre discepoli che si ribellarono al Dramma del distacco. L'Ebreo
incarna il figlio prodigo del mondo. E' il simbolo del discepolo che
non ha ancora imparato il giusto senso dei valori. E' stato vittima
della Legge della Luce e della propria incapacità ad osservarla. Ha
peccato di piena volontà, con gli occhi aperti alle conseguenze. Egli
dunque conosce la legge come nessun'altra razza, poiché ne è la
vittima eterna. Ha enunciato la legge dal suo lato negativo; la legge
di Mosè regola oggi la maggior parte del mondo, eppure non riesce a
immettere nella vita la giustizia e la vera legalità.
L'altro gruppo di discepoli, rappresentanti il genere umano ( a quei
giorni e in quell'epoca ) superò l'antica porta dell' iniziazione e
compì il primo grande passo. Tornarono, con il ricordo fioco e
latente dell'episodio che li separò dai tre condiscepoli. Al loro
ritorno nella vita terrena, ne parlarono. Questo fu il loro errore;
ebbe inizio l'antagonismo di lunga durata, che persiste tutt'oggi.
Quei discepoli hanno compiuto il loro lungo pellegrinaggio e sono
entrati nella pace eterna, ma l'effetto dell'iniziale tradimento
degli eventi celati dell'iniziazione perdura ancora.
E' strano che questa razza antica, fondata dai tre che amarono quel
che avevano da offrire più di ciò che volevano raggiungere, diede
origine alla tradizione massonica. La loro storia (e,
incidentalmente, quella dell'umanità) è contenuta in quel rituale
drammatico. La ricompensa della loro sincerità, poiché si ribellarono
in perfetta sincerità, credendo di saperne di più, fu il permesso di
inscenare ogni anno, quando tornava il giorno in cui avrebbero
potuto entrare nella luce, la storia della sua ricerca. Poiché erano
stati così prossimi a risorgere dalla morte terrena alla vita della
luce, diedero inizio alla grande tradizione dei misteri. Scelsero la
morte ed uccisero ciò che "aveva vissuto e avrebbe potuto pretendere
ricompensa", e pronunciare la parola di potere che avrebbe spalancato
le porte della resurrezione.
Si narra che quei tre giurarono di stare assieme in eterno, e mai
abbandonarsi. Mantennero nei millenni il loro voto, e di conseguenza
originarono quella separatività razziale e quella comunità di
interessi che suscita l'antagonismo delle altre razze.

Per tutte le età l'Ebreo ha vagato senza meta, ha creato gran parte
delle bellezze del mondo, ha dato all'umanità molti dei suoi
esponenti migliori, ma nello stesso tempo è stato odiato e
perseguitato, tradito e braccato. Simbolicamente incarna in sé la
storia dell'umanità. L'antica sua tendenza a prendere e tenere, ed a
serbare l'integrità razziale e nazionale, è la sua caratteristica
preminente. Gli Ebrei non si lasciano assorbire, eppure la loro
stirpe è così antica che oggi non esiste nazione al mondo che non
affondi le sue radici nel gruppo che, nella vecchia Lemuria, era
tanto progredito da annoverare tutti i suoi membri migliori come
seguaci della via del discepolo. In occidente non esistono
discendenze razziali che non risalgano a quel popolo eletto ed
antichissimo, con la sola eccezione dei Finnici, dei Lapponi e di
quei popoli che mostrano evidenti derivazioni mongoloidi. Ma la
miscela di quello che oggi chiamiamo sangue giudeo non è ovunque la
stessa, e l'ebreo moderno è un sottoprodotto quanto la razza
anglosassone senonchè, a causa della tendenza forzata alla selezione
ed alla segregazione razziale, ha serbato più intatte le
caratteristiche originali.
Fu appunto la realizzazione di questa origine comune a condurre gli
Israeliti britannici a quel travestimento della verità che li
condusse a far discendere la storia moderna dell'Occidente dagli
Ebrei della Dispersione. La cosa è assai più antica, e risale ad un
periodo che precede la storia degli Ebrei qual è riferita nel Vecchio
Testamento. I tre discepoli d'origine ed i loro gruppi familiari
furono gli antenati dei tre principali raggruppamenti razziali, che
possono essere così classificati :

1. La razza semitica, dei tempi biblici e moderni; gli Arabi,
gli Afgani, i Mori, con tutte le loro derivazioni ed affiliazioni,
inclusi gli Egiziani attuali. Discendono tutti dal più anziano dei
tre discepoli.
2. I popoli Latini, con le loro varie diramazioni in tutto il
mondo, e le razze Celtiche di ogni regione. Discendono dal secondo
discepolo.
3. I Teutoni, gli Scandinavi e gli Anglosassoni, discendenti del
terzo.

E' una generalizzazione schematica. Il periodo di tempo implicato è
tanto grande, e le ramificazioni prodottesi nelle varie epoche sono
tanto numerose, che non mi è possibile fare di più. Gradualmente, i
discendenti di due dei tre discepoli hanno accettato le leggende dei
tempi dell'Atlantide, e si sono schierati dalla parte avversa
all'Ebreo, quale è attualmente; hanno perso il senso dell'origine
comune. Non esiste oggi al mondo una razza pura, poiché i matrimoni
misti, le relazioni illecite e la promiscuità degli ultimi milioni
di anni sono stati così numerosi che non esiste una discendenza
genuina. Il clima e l'ambiente sono fondamentalmente fattori più
determinanti di qualsiasi segregazione forzata, se si esclude quella
che proviene dal matrimonio costantemente celebrato fra individui di
una stessa razza. Solo gli Ebrei hanno serbato una certa misura di
integrità, grazie a quest'ultimo fattore.

Quando l'umanità si desterà al fatto della sua origine comune, e le
tre maggiori linee di discendenza della civiltà moderna saranno
riconosciute, il vecchio odio dell'Ebreo scomparirà, e questi si
fonderà con il resto del genere umano. Persino le razze orientali,
residui della grande civiltà dell'Atlantide, recano tracce di
matrimoni misti con gli antenati degli Ebrei moderni, e di altre
razze, ma non si sono molto amalgamate ed hanno perciò conservato le
loro caratteristiche meglio dei gruppi etnici occidentali.
Se riflettete a quanto ho detto, e studiate con cura la tradizione
massonica, molte cose si chiariranno nella vostra mente. Gli etnologi
non saranno d'accordo ma non possono confutare ciò che ho esposto,
poiché le origini della situazione etnologica attuale si rifanno a
empi così remoti della storia umana che essi non possono nemmeno
provare il fondamento delle loro contestazioni. Tutto quello che
possono fare è considerare la storia degli ultimi centomila anni, e
il loro studio verte sempre solo sugli effetti di quel passato, e non
sulle cause d'origine.

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