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SCHEDA ARTICOLO N. «01393»

CLASSIFICAZIONE: 5
TIPOLOGIA: AFFINE
AUTORE: ANTONELLA LUCATO
TITOLO: L'AUTOSTIMA, PALESTRA DELL'ANIMA
SPAZIATORE bianco

TESTO ARTICOLO

> (di Antonella Lucato)

> Avere stima di sé è tra i più grandi successi nella vita di un essere
> umano.
> Accettarci, amarci e nutrire la fede in sé è quanto di più importante
> possiamo darci, ed è fondamentale per una sana relazione con se stessi e
> con
> gli altri.
>
> La stima di sé è una vera e propria "palestra dell'anima" in cui allenarsi
> ogni giorno.
>
> Noi siamo un intreccio di esperienze sempre nuove, un cocktail che si
> modifica continuamente: un corpo che cresce, che si trasforma ogni giorno
> insieme alle emozioni che viviamo, alla realtà che cambia dentro e fuori
> di
> noi. Non siamo mai quelli di ieri, dell'altra settimana, del mese scorso.
>
> A chi non è mai capitato di sentirsi teso in mezzo agli altri, di non
> saper
> cosa dire, di muoversi poco per paura di fare brutta figura, di non essere
> soddisfatto del proprio "rendimento"? Di pentirsi regolarmente per come ci
> si è comportati, oppure di non sentirsi mai sicuri di aver detto la cosa
> più
> "appropriata"? Vi rapportate agli altri con la convinzione che valgano di
> più, oppure vi siete trovati a vivere momenti di insicurezza, di dubbio
> sulle vostre capacità, o avete sperimentato penose sensazioni di
> inadeguatezza in pubblico o di fronte a prove particolarmente impegnative?
>
> SUPERARE IL "CENSORE INTERNO"
>
> Quando non riusciamo a considerare la vita come uno spazio libero dove
> poter
> essere semplicemente noi stessi, vuol dire che è entrato in azione il
> "censore" che c'è in noi che ci impedisce di credere in noi stessi.
>
> Freud lo chiamava "Super-Io", una sorta di genitore autoritario, di
> insegnante troppo esigente, di sacerdote giudicante interiorizzato, che
> "da
> dentro" valuta, premia o punisce ciò che facciamo, limita e condiziona i
> nostri comportamenti e il nostro modo di essere.
>
> Ecco allora che ogni volta che sentiamo l'impulso di fare o dire qualcosa,
> una voce dentro di noi ci frena e ci spinge a comportarci "come è meglio".
> Prima di prendere qualsiasi decisione sentiamo la necessità di valutare se
> è
> la "scelta giusta", e ogni volta che ci muoviamo abbiamo l'impressione di
> dover rendere conto a qualcuno di ciò che stiamo facendo. Sono meccanismi
> che bloccano il libero fluire della nostra energia vitale e la trattengono
> in azioni e comportamenti "forzati".
>
> Se sin da piccoli ci siamo sentiti dire come dobbiamo essere, che dobbiamo
> migliorare, correggerci, comportarci "come si deve", che non dobbiamo
> deludere le aspettative e dobbiamo confrontarci continuamente con chissà
> quali modelli di riferimento, spesso irraggiungibili, oppure farci carico
> di
> responsabilità magari non nostre o troppo grandi per noi, corriamo il
> rischio di non piacerci mai abbastanza.
>
> Crescendo, tutte queste regole le abbiamo poi fatte nostre, dando vita al
> "censore interno", che ha il potere di costruire e distruggere, di
> impedirci
> di utilizzare l'energia vitale che sta al centro di noi stessi, dove
> risiede
> la nostra natura autentica, e di deviarla su quelle che sono le richieste
> dell'ambiente esterno: il dovere, l'apparenza, l'etichetta, gli
> atteggiamenti mentali che ci privano della possibilità di trasformarci, di
> essere semplicemente chi siamo.
>
> Chi non si vuole bene ogni volta che si trova di fronte ad un cambiamento
> viene colto da dubbi, incertezze e sensi di colpa, che bloccano il
> processo
> di trasformazione. Chi si stima non si pone troppi dubbi su quanto sia
> opportuno dire o fare qualcosa di diverso dal solito, è la sua stessa
> energia vitale che lo sostiene e lo porta spontaneamente a cambiare,
> almeno
> ogni tanto.
>
> Linguaggio, postura, gesti, aspetto fisico, atteggiamenti, modo di
> comunicare, di camminare, di sedersi, di stare in mezzo agli altri
> segnalano
> quando c'è poca stima per sé. L'energia trattenuta, bloccata è sintomo di
> un
> "censore interno" che giudica, condiziona, limita, reprime l'agire
> spontaneo.
>
> Spalle incurvate, sguardo spento, pelle opaca, modo di esprimersi incerto,
> postura contorta.Sono solo alcune delle caratteristiche di chi ha poca
> stima
> di sé. Quando entra in azione, il "censore interno" è sempre pronto a
> cambiare la frase che si sta dicendo in funzione dell'approvazione o meno
> dell'interlocutore, anche a costo di rinnegare le proprie opinioni,
> facendo
> prendere alla conversazione una piega considerata "più corretta".
>
> Chi è "vittima" del "censore interno" non si espone mai, usa frasi fatte,
> dice quasi sempre cose per le quali è sicuro di non venir criticato, fa il
> possibile per non rendersi ridicolo e anche per non trovarsi al centro
> dell'attenzione. Dalle conversazioni e dalle parole che usa, misurate e
> ricercate, dalla risata trattenuta, dai toni controllati, dagli argomenti
> collaudati traspare poca libertà di espressione . Come se ci fosse
> qualcuno,
> alle sue spalle, che gli suggerisce ciò che è più opportuno dire.
>
> LE "REGOLE" PER VOLERSI BENE E CRESCERE DENTRO
>
> Pensieri atteggiamenti e azioni sono alla base della costruzione o della
> rinascita della nostra autostima. Questa non è una ricetta, è un percorso
> che guida alla conquista di quel valore imprescindibile per una vita
> personale e professionale di qualità che è la stima di sè.
>
> - Il primo passo è concederci la libertà di essere come siamo. Immaginiamo
> di stare davanti ad uno specchio e osserviamoci: rispettiamo la nostra
> natura.
>
> - Guardiamo ogni giorno noi stessi e il mondo che ci circonda con occhi
> nuovi . Non rimaniamo ingabbiati in personaggi e ruoli che non ci
> appartengono, che altri ci hanno appiccicato addosso o che non
> riconosciamo
> come la nostra "vera pelle". Proviamo, inoltre, ad osservare le situazioni
> da altri punti di vista.
>
> - Non giudichiamoci, non restiamo ancorati al passato, non continuiamo a
> confrontarci con ciò che siamo stati, o che avremmo "dovuto" o "voluto"
> essere. Non cerchiamo di assomigliare a qualcun altro che pensiamo
> migliore
> o più bello di noi! Impariamo a non usare definizioni negative per noi e
> per
> gli altri: inibiscono il nostro successo.
>
> -· Poniamoci obiettivi che sentiamo veramente nostri. In questo modo
> l'energia vitale si attiva e l'autostima ci guiderà, senza grande sforzo,
> dritti al risultato.
>
> -· Rispettiamo le nostre emozioni. Alcune volte la paura ci invade e
> permettiamo agli altri di sovrastarci e sembra venirci meno il sostegno
> della nostra energia vitale. Se ci arrendiamo e accettiamo le nostre
> emozioni, anche quando ci sembra di perdere, può farsi strada la
> compassione
> per noi stessi che dà il via al cambiamento del nostro comportamento.
>
> - Scrolliamoci di dosso le aspettative degli altri. Liberarsi dal passato
> è
> un modo per far fluire tutta l'energia che ci abita per il percorso di
> trasformazione verso la stima per sé
>
> - La "palestra dei muscoli" non è sufficiente senza la "palestra
> dell'anima". Il "restauro estetico" non basta senza quello interiore.
> L'attività fisica è molto importante, ma pettorali tonici e glutei di
> marmo
> non sono la "bacchetta magica" per conquistare stima e sicurezza di sé.
> L'elemento chiave del benessere siamo sempre noi e la nostra capacità di
> trovare soluzioni sempre nuove, creative, originali e a nostra misura per
> accettarci, piacerci ed essere soddisfatti di noi stessi.
>
> - Un vero e proprio antidoto alla disistima è la creatività: quando si è
> creativi, si vive nel presente e si sconfigge la scarsa valutazione di sé
> o
> del proprio lavoro.
>
> UN ESERCIZIO PER TRADURRE IL DESIDERIO IN REALTA'
>
> Quella di realizzare ciò che si desidera è un'aspettativa che tutti
> abbiamo.
> Quando non riusciamo a concretizzare il nostro desiderio, affiorano i
> dubbi
> sulla nostra capacità, rimpianti e un senso di sconforto e di impotenza.
>
> Ecco perché vi suggerisco questo Esercizio che aiuta a tradurre il
> desiderio
> in realtà. Ecco come eseguirlo, ispirandovi all'immagine sulla colonna di
> destra.
>
> Trovate una posizione comoda in un luogo tranquillo e silenzioso.
> Socchiudete gli occhi e immaginate che il vostro desiderio sia come il
> seme
> che si pianta sotto terra. Una volta formulatolo con determinazione e
> intensità, lasciatelo maturare senza pensarci più, proprio come si lascia
> maturare il seme senza smuovere continuamente la terra.
>
> Portate le mani al ventre e fate qualche respiro profondo. Immaginate di
> custodire nel grembo, proprio al centro di voi stessi, il vostro
> desiderio.
> Impegnatevi a tenerlo segreto. Così come il seme ha bisogno del buio per
> germogliare, il desiderio ha bisogno di silenzio per potersi
> concretizzare.
>
> Concentrate tutte le vostre energie su ciò che volete si realizzi, senza
> lasciarvi indebolire o intimorire dall'incertezza sul risultato finale. Se
> vi stimate, credete in voi stessi e avete desiderato davvero, con ogni
> cellula, il vostro progetto, rimanete radicati nella fiducia, certi che si
> concretizzerà proprio come il seme che, venuto il suo tempo, germoglia.

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