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SCHEDA ARTICOLO N. «01401»

CLASSIFICAZIONE: 4
TIPOLOGIA: CONGENERE
AUTORE: SILVIA SERIO
TITOLO: SINCRONICITÀ E OLISMO
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TESTO ARTICOLO

Sincronicità e Olismo

(di Silvia Serio)


La sincronicità e le sue implicazioni sono largamente connesse con le
teorie di Bohm, fisico e filosofo statunitense padre della teoria
dell’ipotesi olografica, le cui argomentazioni permettono di
ricondurre il tutto ad un Uno, ed intrecciano in modo affascinante
fisica, metafisica e filosofia. La fisica spiega queste teorie nella
meccanica quantistica. Essa fonda i suoi capisaldi sulle proprietà
ondulatorie degli elettroni e sull’assunto che l’elettrone puo’ agire
come particella o come onda a seconda della modalità con cui viene
condotto l’esperimento; dipende quindi dalle condizioni ambientali
(per cosi dire,dall’osservatore). Questo postulato contraddice le
teorie della meccanica classica le quali affermano che i comportamenti
delle particelle sono immutabili, permanendo la loro dipendenza dai
paramenti spazio-tempo. Il modello meccanico che vede il mondo come
parti non funziona a livello quantistico.

Le teorie quantiche aprono nuovi scenari, dove l’ossevato non puo’
essere distinto dall’osservatore, perché è proprio quest’ultimo che
gli da significato, quindi l’evoluzione del sistema è definito solo in
termini probabilistici. Le teorie quantiche presuppongono interazioni
fra particelle per mezzo di un campo, il campo olistico. Il campo
solistico permette di ricondurre noi e i fenomeni fisici ad un
ologramma, una immagine fotografica composta da parti identiche fra
loro; se viene analizzato nelle sue piu’ piccole componenti,
l’ologramma mostra in ciascuna di queste le caratteristiche pertinenti
alla struttura originaria.

Ogni parte quindi ha immagazzinato l’essenza del tutto, fa parte del
tutto, è uguale al tutto. Questa affascinante teoria ipotizza come l
‘intero universo possa essere in realtà una sorta di illusione, una
rappresentazione infinita di un uno medesimo che contiene tutte le
informazioni possedute dall´ologramma integro. Grazie a queste
argomentazioni in comune, Bohm intreccia collaborazione con
Krishnamurti e viene affascinato dalle sue teorie sull’universo
olografico. Secondo Krishnamurti infatti qualsiasi relazione dell
‘universo deve essere concepita olisticamente in quanto interconnessa
alle altre, inscindibile dalle altre quindi importante per la
costituzione delle altre e depone a favore di un ordine sottostante
all’ordine delle cose che normalmente vediamo: un ordine implicito e
nascosto che agisce senza che ne siamo a conoscenza. Ad avvalorare
queste ipotesi, l’esperimeno di Aspect.

L’esperimento condotto dal fisico vedeva proiettare in direzioni
diverse e mai coincidenti due fotoni, e in seguito alterare il
comportamento del primo fotone mediante una lastra che ne modifichi la
direzione. Il secondo fotone, quasi per una “reazione senza
relazione”con il primo, modifica la sua traiettoria: questo documenta
il non localismo delle azioni a distanza e ci presenta una concezione
spazio tempo opposta rispetto alla fisica meccanica classica, ovvero
dove il tempo e lo spazio sono parametri non discriminanti ne
essenziali affinche’ due entità contraggano rapporto; questo documenta
l‘esistenza di relazioni di tipo non causale fra elementi fisici
distinti.

Quindi Bohm postulo’ come non esistesse nessuna forza agente bensi’ un
prespazio (che in seguito ricondurremo alla definizione di varibile
nascosta) che permetteva la comunicazione fra fotoni, ovvero matrice
priva di movimento tempo e spazio; una dimensione unitaria in cui le
infinite componenti sono identificabili nella medesima. Nel prespazio
si ipotizza traggano origine tutti i fotoni ed è in virtu’ di questo
legame ancestrale che possono riconoscersi anche allontanati
infinitamente.
Il superamento della meccanica quantistica sarebbe permesso dal
determinismo: scienza che sostiene che tutto cio che accade è
determinato dal susseguirsi di eventi accaduti in precedenza,
prendendo come capisaldi la causalità e il materialismo.

Il determinismo ipotizza l’esistenza di un sistema che possa sempre ed
in ogni condizione venire descritto da una funzione, indipendentemente
dalla presenza dell’osservatore. Einstein era convinto che una teoria
alla base dovesse essere deterministica (come spiega bene nell’
assunto “la luna esiste anche se nessuno la osserva”) .E’l’ipotesi
sull’esistenza delle variabili nascoste che apre nuovi orizzonti
relativi alla possibilità di superare le teorie quantistiche ed
approcciare l’universo con teorie possibilmente deterministiche. Le
variabili nascoste potrebbero riuscire a trovare una descrizione
oggettiva deterministica che possa risolvere molti paradossi della
meccanica quantistica.

L’olismo da nozioni prettamente fisiche trova riscontri in altre
discipline, nella medicina (il migliore esempio è la medicina
orientale, che necessita dell’approccio globale all’organismo e non
alla sua unica parte malata) e nella filosofia e religione, secondo
cui nessun uomo è entità a se stante ma diviene parte integrante di un
tutto; ogni anima è sottilmente ma indelebilmente interconnessa con le
altre, e uno sbilanciamento di una si ripercuote su tutte. Posta su
piani prettamente umanistici, questa visione fa emergere la gravità
dell’inconsapevolezza del nostro essere Uno, l’individualismo della
società, la corsa al potere, l’autoaffermazione e l’egoismo. Questi
secondo Bohm sarebbero dei veri e propri cancri, che, come
nell’organismo minano la funzione e la sanità del corpo in toto,
comprometterebbero la vita e la prosperità dell’uomo sulla terra.

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