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SCHEDA ARTICOLO N. «01413»

CLASSIFICAZIONE: 3
TIPOLOGIA: YOGA
AUTORE: OSHO
TITOLO: ACCETTARE LA VITA, SOLO COSÌ POTRÀ DARTI DI PIÙ
SPAZIATORE bianco

TESTO ARTICOLO

Accettare la vita - solo così potrà darti di più

(tratto da: Osho, "From Personality to Individuality")

Ma è tutta qui la vita?

Talvolta viene da chiederselo. Sempre a rincorrere i nostri sogni
(denaro, sicurezze… diventare magari ‘qualcuno’) in un susseguirsi di
giorni praticamente sempre uguali e spesso così inutili. Uno strano
miscuglio di noia e di ansia di arrivare a soddisfare i nostri
desideri, una miscela che talvolta può diventare esplosiva. E tutto
intorno una società che ci sta proponendo da una parte o traguardi
puramente materiali (soldi e successo!) o prediche ‘buoniste’ che
suonano ormai vecchie, vuote e del tutto ipocrite; mentre dall’altra
ci bombarda di notizie ‘ad alto impatto emotivo’, fatte apposta,
sembra, per aumentare le nostre paure, per giocare sull’incertezza del
domani, sulle nostre insicurezze.

È la fatica, o anche l’impossibilità – in casi drammatici che sempre
più numerosi arrivano sulle prime pagine dei giornali – di accettare
la vita così com’è. Allora si legge di stragi provocate dal fallimento
di un matrimonio, di suicidi che decidono di ‘portarsi dietro’ anche i
figli, di fatti di sangue ed episodi di violenza compiuti… ‘tanto per
far qualcosa’ durante un week-end. E comunque, anche senza arrivare a
tanto, si tratta di un malessere diffuso – di un ‘sottosviluppo’
emotivo ed esistenziale – che ci porta a vivere di corsa e male un
oggi sempre sacrificato sull’altare di un ipotetico futuro, rassegnati
a una vita che ci lascia quasi sempre esausti e insoddisfatti… e da
qui la voglia – il bisogno? – semplicemente di svagarsi, di divertirsi
e basta, di desensibilizzarsi, di dimenticare questa routine, quando è
possibile… per tornare poi – il lunedì mattina, o alla fine delle
vacanze – un po’ più tristi
al tran-tran di sempre.

Ma è tutta qui la vita?

…tu sei abbastanza intelligente per vedere che la vita non ha senso,
che continuare a vivere è futile: non ne ottieni nulla.

La vita è lo sforzo di lasciare la tua firma sull’acqua – neppure
sulla sabbia!… perché sulla sabbia potrebbe rimanerci, per un poco,
prima che venga il vento e la distrugga. È scrivere sull’acqua, e
scompare nello stesso momento in cui appare – e nulla rimane, nemmeno
un po’ di fumo.

Quanti milioni di persone hanno vissuto sulla terra? Cosa si sono
lasciati dietro?

Erano persone proprio come te. Facevano le stesse cose che fai tu,
avevano ogni tipo di pensieri, sogni, ideali. Hanno compiuto ogni tipo
di sforzo per essere creativi, per realizzarsi, per essere
soddisfatti.

Ma cosa ne rimane? Ora se siano esistiti o meno, non fa alcuna
differenza, non cambia nulla. Se non ci fosse stato alcun essere umano
prima di noi, non farebbe alcuna differenza. E la tua esistenza, cosa
cambierà? Se tu non riesci ad apportare alcun cambiamento, allora la
tua vita non è creativa. Creatività significa che la tua presenza qui
crea una differenza: lasci la terra non esattamente la stessa come
l’hai trovata, le tue tracce rimarranno per sempre. Tu te ne sarai
andato, ma ciò che hai creato continuerà ad influenzare generazioni
dopo generazioni.

Ogni uomo che abbia mai vissuto si è interrogato sul senso della vita:
che significato ha? È puro vegetare?

Nessun animale si annoia perché a nessun animale importa del
significato della vita, nessun animale ha interesse per la creatività.
Un bufalo che mastica erba è soddisfatto quanto un Gautama il Buddha,
ma non è consapevole della sua soddisfazione – questa è la differenza.
È perfettamente soddisfatto: nessun domani, nessun ieri, nessun
problema. Osserva il bufalo che mastica l’erba e noterai la differenza
tra uomo e animale…

Un uomo può star seduto su un trono tutto d’oro – non fa differenza –
o può essere un mendicante… entrambi continueranno a chiedersi,
sempre, perché sono qui, per quale ragione?

È puro caso, o ho un destino da realizzare?

Questo interrogativo rimane senza risposta, da qui la noia. Non riesci
a trovare appagamento, beatitudine, o alcun senso. Vedi le giornate
scorrere e sai che la morte si avvicina, continua ad avvicinarsi –
sempre più vicina – e la vita non ti sta dando nulla. Le tue mani sono
vuote. Stranamente, quando un bambino nasce, nasce con le mani chiuse,
come se portasse con sé qualcosa nella vita. Quando un uomo muore,
muore con le mani aperte – tutto è perso. Non c’è nulla da tenere
nella mano, non c’è nemmeno bisogno del pugno. Nessun uomo è mai morto
con i pugni chiusi, e nessun bambino è mai nato con le mani aperte.

Ogni bambino nasce con l’idea che ci sarà qualcosa di magnifico. Ogni
bambino arriva con speranze, ambizioni, desideri e con la fiducia che
tutto questo si realizzerà: che i suoi sogni non rimarranno sogni,
diventeranno una realtà. Per me la metafora dei pugni chiusi è questa:
arriva con un tesoro, con un segreto. Non arriva senza un messaggio –
arriva con qualcosa da realizzare. Viene con un destino. Ecco perché i
bambini non si annoiano. Piangeranno magari, o magari grideranno,
forse rideranno, o magari sorrideranno, ma non troverai bambini
annoiati. Non si sono ancora accorti che la vita non è quello che
dovrebbe essere. Non hanno ancora sperimentato che la vita è fatta
della stessa materia dei sogni. Occorre che crescano un po’, un po’ di
esperienza.

Ogni bambino ti rivolge mille e una domanda. E tu continui a dargli
risposte false, perché la tua vigliaccheria non ti permette di
accettare la tua ignoranza,. Lui ti chiede, “Chi creò il mondo?” e tu
gli rispondi senza sapere nulla di dio, “Dio creò il mondo”– senza
sentir per nulla la vergogna, senza cambiare espressione. Tu rispondi
come se sapessi, ma tu non sai: stai barando. E non stai soltanto
ingannando il bambino, stai ingannando te stesso. È un’arma a doppio
taglio. Se hai successo nell’ingannare il bambino, hai avuto successo
anche nell’ingannare te stesso, credendo forse di sapere.

Raccontando continuamente alle persone che dio ha creato il mondo,
inizierai a credere alle tue bugie. Certamente inizierai a non
annoiarti. Le bugie sono molto interessanti perché sono una tua
invenzione.

La ricerca della verità passa attraverso la noia. Non è un intrattenimento.

Qualcuno ha fatto la domanda: “Perché le persone sono così poco
interessate nello scoprire la verità?”. Non è necessario andare
lontano per trovare la risposta. Porsi domande sulla verità significa
che stai diventando serio. Significa che stai lasciando il mondo
dell’intrattenimento: questa è noia. Perché la gente si distrae con
tutti questi intrattenimenti?

Semplicemente per evitare di annoiarsi.

Osserva te stesso lasciato solo in casa per una giornata. Inizi a fare
cose strane: accenderai la radio, poi la spegnerai, poi accenderai la
TV – non che tu ne sia veramente interessato, ma cos’altro fare?
Quando sei lasciato solo, la noia cala su di te; inizierai a
telefonare agli amici – ‘vuoi venire a casa mia… posso venire da te?’
– Lui è annoiato, tu sei annoiato. Due persone annoiate – è
interessante – iniziano a intrattenersi l’uno con l’altro. Per quanto
posso vedere, questo è assolutamente contro l’aritmetica… due persone
annoiate che si incontrano creeranno una doppia noia.

…la vita sembra essere pura noia.

Il matrimonio ha fallito, la religione ha fallito, la politica non ti
porta da nessuna parte… puoi avere tutto il denaro del mondo, e rimani
povero quanto lo eri prima. La noia è qualcosa di veramente
fondamentale. È parte del non accettare il tuo star da solo. È parte
del non essere capace di godere del tuo star solo con te stesso. La
società ti ha insegnato a sfuggirla… correre via, senza girarti, ma la
noia ti segue come un’ombra.

La noia è la tua ombra, non puoi sfuggirle. Forse per alcuni momenti
potrai annegarla nell’alcol, ma la mattina dopo tornerà, peggio di
prima. La chiamerai ‘postumi da sbronza’. Soffrirai di questi postumi,
ma berrai ancora, sapendo perfettamente bene che i postumi torneranno,
ma almeno per qualche ora tu sarai assente. Gli ubriaconi non sono
annoiati. Puoi andare in qualsiasi bar e osservarli. Sono pienamente
soddisfatti e se la spassano, gridano, si picchiano: ne fanno di tutti
i colori, ma sono raggianti. Non li troverai miserabili, seduti in un
angolo, come il filosofo della statua di Rodin il Pensatore – con la
mano che regge il mento e gli occhi semichiusi… mostra la sua
tristezza. La statua del Pensatore di Rodin ha esattamente catturato
il senso di noia: è cosi annoiato, che non ha energia neppure per
aprire gli occhi e guardarsi intorno. Dentro di lui domande su
domande… in coda, una fila senza fine.

La mia vita è assolutamente solitaria, questo è strano a dirsi perché
ho vissuto per trentacinque anni tra le folle. Ma io sono solo in
mezzo alla folla. Voi siete qui ma io sono solo. La mia vita è una
totale routine. Al mattino esattamente a una certa ora mi alzo…

Ma non sono annoiato, ho lasciato perdere ogni confronto… non mi porto
dentro alcuna memoria psicologica. Continuo a lasciarle cadere di
momento in momento, così posso godere, per l’eternità, della stessa
cosa… non mi annoia mai.

È difficile da credere, ma ho imparato una cosa: se puoi godere del
tuo star da solo allora puoi goderti qualunque cosa. Questo è un
principio fondamentale. Il ripetere vecchi schemi diventa noioso. I
modi per uscirne sono due: uno è il non ripeterli, che è impossibile,
perché la vita consiste di piccole cose. Dovrai lavarti i denti tutti
i giorni. Quanti modi originali troverai per farlo? …se inizi ad
annoiarti con quello ogni mattina, allora inizierai annoiato. Godine,
non far confronti. Cosa c’è da paragonare? Se non fai paragoni, non
sarà più una ripetizione.

Dovrai fare la doccia – e sarà la stessa storia. Indosserai i vestiti
e svolgerai il tuo lavoro – più o meno sarà lo stesso. Se provi a fare
qualcosa in modo nuovo, per essere creativo, diventerai semplicemente
matto. Nella vita non puoi essere originale in ogni momento. Ma quello
che si può fare… quello che è accaduto a me è: fin dal momento che ho
iniziato a godere dell’essere me stesso, tutte le memorie psicologiche
hanno iniziato a cadere come polvere ogni giorno – tutto, proprio
perché non è paragonato col passato, è nuovo, è originale. Vi guardo,
e non sento mai che ‘questa è la solita gente’, nemmeno per un singolo
momento: sono passate ventiquattro ore, e voi siete invecchiati. Così
tanta acqua è passata nel Gange, non è più la stessa acqua. Così tanta
vita ha fluito attraverso di te… non sei più la stessa persona. Sì, il
tuo viso è simile, ma non esattamente lo stesso.

Gautama il Buddha diceva, “La vita è come una fiamma. Tu accendi una
candela alla sera, la candela brucia l’intera notte. Vedrai che la
fiamma è più o meno la stessa, ma non è la stessa fiamma. La fiamma
diventa fumiginosa, e la nuova fiamma appare. La vecchia va
scomparendo e quella nuova sta apparendo, ma il passaggio è così
veloce che è difficile notare il passaggio tra l’apparire della fiamma
nuova e lo scomparire di quella vecchia. Questo è il motivo per cui
credi sia la stessa fiamma. Al mattino quando spegni la candela, non
credere che stai spegnendo la stessa candela che hai acceso la sera
prima, non lo è. In queste dodici ore la fiamma ha continuato a
cambiare: è un flusso.”

Così è la vita, così è ogni cosa – cambia costantemente, sempre in movimento.

Nulla è lo stesso, nulla può rimanere lo stesso per due attimi
consecutivi. Una volta che hai capito questo… ma questa comprensione
deve diventare la tua esperienza nella fiamma della tua vita.

Quando vedi che la fiamma della tua vita è un flusso, una continuità
in movimento, un flusso ininterrotto, allora tutto attorno a te
diventa nuovo… simile, ma nuovo.

Nel momento che sentirai il tuo essere nuovo, e tutto intorno a te
diventa nuovo, la noia allora scompare. Gli animali non si annoiano,
gli idioti non si annoiano, perché non hanno l’intelligenza per
vedere. Gli illuminati non sono annoiati perché possono vedere la
totalità del loro essere – questa è una costante novità, la polvere
non si accumula, e lo specchio rimane pulito, e tutto quello che si
riflette nella tua consapevolezza è nuovo. L’albero all’esterno della
casa non sarà più lo stesso, alla mattina. Per favore, non
comportatevi con l’albero come se fosse lo stesso: gli sono spuntate
delle foglie nuove, le foglie vecchie sono cadute… magari gli son
sbocciati nuovi fiori, e quelli vecchi forse sono scomparsi. Il
cambiamento è l’unico fenomeno permanente nell’esistenza. Non c’è
nient’altro di permanente, se non il cambiamento. Per cui cosa c’è da
essere annoiati? Non deve essere una comprensione intellettuale: deve
sorgere dalla tua esperienza dell’essere una fiamma. Attualmente tu
sei una fiamma che continua a cambiare. Nella fiamma arriva qualcosa
di nuovo in ogni momento e qualcosa diventa fumo.

Quando il tuo star da solo diventa una costante novità, allora
qualunque cosa tu faccia è creativo, è originale e nuovo. E non
riuscirai più ad annoiarti.

Non c’è mai nulla di vecchio – tutto è novità… per sempre. Ma lascia
che questa comprensione sorga dalla tua esperienza interiore dello
star da solo.

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