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SCHEDA ARTICOLO N. «01423»

CLASSIFICAZIONE: 2
TIPOLOGIA: BUDDISMO
AUTORE: JOHN F. AVEDON
TITOLO: IL DALAI LAMA CI PARLA: VALORI RELIGIOSI E SOCIETA' UMANA
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TESTO ARTICOLO

Tratto da:

Il Dalai Lama ci parla

di John F. Avedon

Traduzione italiana di Francesco Settanni

Chiara Luce Edizioni - Pomaia

- Valori Religiosi e Società Umana -

In un certo senso, con la presente generazione, abbiamo raggiunto un alto
livello di sviluppo,
ma nello stesso tempo ci troviamo a dover affrontare molti problemi. Alcuni
di questi problemi
sono dovuti a eventi esterni, o naturali e non possiamo evitarli; altri
invece sono dovuti ai
nostri difetti mentali, a un'incompletezza interiore - fonte d'ulteriori
sofferenze e problemi.

Il solo sviluppo materiale non sarà sufficiente se non sviluppiamo nella
nostra mente una
giusta attitudine verso la società e il genere umano. Questo è chiaro.
Tuttavia, se adottiamo
una giusta attitudine, potremo evitare quella parte di problemi creati
dall'uomo.

Il punto fondamentale è la compassione; l'amore per gli altri, il prendersi
a cuore la loro
sofferenza, un minore egoismo. Io credo che il pensiero pieno di compassione
sia la cosa più
preziosa. Solo noi, in quanto esseri umani, siamo in grado di svilupparlo
nei nostri cuori. Se
abbiamo un buon cuore, un cuore pieno di calore, ci sentiremo a nostra volta
felici e
soddisfatti e anche i nostri amici lo saranno. In questo modo forse si potrà
arrivare a godere
di un'atmosfera amichevole, e di una vera pace tra città e città, tra
nazione e nazione, tra
continente e continente.

La domanda è: - come sviluppare la compassione? -

Fondamentalmente la compassione è in relazione con la consapevolezza
dell'io.
A livello convenzionale esiste un "io". "io voglio, io non voglio".

Questa, è l'esperienza di ciascuno di noi. Basandoci su questa
consapevolezza, naturalmente
desideriamo la felicità e non vogliamo la sofferenza. Inoltre, abbiamo anche
il diritto d'avere
la felicità e d'evitare la sofferenza. Dunque, così, come io stesso ho
questa consapevolezza e
questo diritto, anche gli altri l'hanno. La differenza è che quando parliamo
dell'io" si tratta
di una sola persona, mentre gli altri sono un numero infinito e questo lo si
può vedere con
chiarezza. Immaginiamo da un lato il nostro "io", che finora si è
concentrato solo su
motivazioni egoistiche, mettiamolo vicino, di fronte a noi; dall'altro lato,
immaginiamo gli
altri, un numero infinito di esseri e il nostro sé che diventa una terza
persona e che fa da
spettatore.

In questo modo possiamo vedere che il sentimento che desidera la felicità e
non
vuole la sofferenza è uguale sia per noi che per gli altri: è assolutamente
identico. Anche il
diritto ad avere la felicità è identico. Per quanto questa persona
egoisticamente motivata sia
ricca, o famosa, è solo "uno" di numero. Per quanto poveri siano gli altri,
il loro numero è
infinito. Naturalmente molte persone sono più importanti di una sola. Così,
vedete, è una cosa
assolutamente scorretta usare gli altri per i propri scopi e in questo modo
non sarò mai
felice, anche se ne ho la possibilità. Tuttavia, se contribuisco al
benessere comune, e cerco
di rendermi utile per quel che posso, questo atteggiamento sarà fonte di
grande gioia per me e
per gli altri.

Con questa attitudine si può sviluppare vero amore e vera compassione per
gli altri, che si
possono estendere persino al nostro nemico. L'amore, come viene comunemente
inteso, è solo
attaccamento. Con "vostra" moglie, "vostro" marito, i "vostri" figli, o
genitori, avete delle
ragioni per amarli e dite li amo perché sono "mia" madre, "mio" padre, i
"miei" figli.

Questo tipo di amore è imperniato su una motivazione egoistica, mentre il
suo opposto è il
chiaro riconoscimento dell'importanza degli altri. Se riusciamo a sviluppare
la compassione,
partendo da questo punto di vista, allora questa potrà comprendere anche il
nostro nemico. Per
poter generare quest'atteggiamento altruistico, dobbiamo avere tolleranza e
pazienza, perché
senza tolleranza è difficile svilupparlo. Ora, chi ci dà questa occasione?
Ce la dà il nostro
nemico. Il nostro nemico ci dà la possibilità d'imparare a essere
tolleranti, mentre il nostro
maestro e i nostri amici non possono farlo. Perciò, il nostro nemico ci è
effettivamente di
grande aiuto ed è, in effetti, il nostro migliore amico, il nostro migliore
maestro.

Se riuscirete a pensare in questo modo, se riuscirete a coltivare questo
tipo d'attitudine,
sperimenterete un'infinita compassione per tutti gli esseri.

In base alla mia personale esperienza, le più grandi soddisfazioni vengono
dai periodi più
difficili della vita di ciascuno. Se si segue una strada facile e tutto
procede bene, il giorno
in cui ci si trova di fronte a dei problemi, ci si sente depressi. Invece è
soprattutto
attraverso le difficoltà che s'impara, che si sviluppa forza interiore,
coraggio e
determinazione. Allora, ancora una volta chi vi dà l'occasione per tutto
questo? Il vostro
nemico.

Questo non significa che si deve obbedire, o inchinarsi al nemico.

A volte, a causa del comportamento del nemico, si può essere costretti ad
agire con forza;
potrebbe essere necessario farlo, senza perdere interiormente la calma e la
compassione: è
possibile.

Qualcuno potrebbe pensare "Ora il Dalai Lama sta dicendo cose senza senso",
ma non è così,
perché mettendo in pratica questi consigli potrete constatarlo attraverso la
vostra esperienza
personale.

Io chiamo "religione" il tipo d'amore che ho appena descritto, questo tipo
di compassione che è
la vera essenza della religione. A questo livello non c'è quasi nessuna
differenza tra
Buddhismo, Cristianesimo, o qualunque altra fede. Tutte le religioni
insistono sull'importanza
di migliorare gli esseri umani, di perfezionare l'uomo. La fratellanza e
l'amore sono
sentimenti comuni a tutte le religioni. Credo quindi - come dico sempre agli
altri Buddhisti -
che la questione del Nirvana non sia la cosa più immediata. Non c'è fretta.
Comunque, se nella
vita quotidiana ci si comporta in modo buono, onesto, compassionevole e meno
egoista, allora
automaticamente questo porterà al Nirvana. Al contrario, se si parla molto
di Nirvana e si
trascura la pratica quotidiana, allora si raggiungerà un tipo insolito
d'illuminazione, ma non
quella giusta - perché in realtà quella pratica quotidiana non esiste. Si
devono quindi
integrare quest'insegnamenti positivi alla vita di tutti i giorni, e non ha
importanza che
crediate in Dio, in Buddha oppure no. Si deve vivere una vita eticamente
buona,
perché il buon cibo, i bei vestiti e la bella casa non sono sufficienti; è
necessaria
una buona motivazione.

Ora, nel mondo d'oggi, alcuni potrebbero pensare che la religione sia adatta
a quelli che
vivono appartati in luoghi solitari e che non ci sia molto bisogno di
religione negli affari, o
nella politica. La mia risposta è no. Tutte le azioni, eccetto alcune di
secondaria importanza,
sono fondate su delle motivazioni. Penso che, se fate della politica, e
avete una buona
motivazione, diverrete un politico onesto. Senza una tale motivazione,
quello che farete verrà
considerato "sporca" politica.

Di per sé, la politica è necessaria per la soluzione dei problemi umani, non
è una cosa
negativa. Ma, quando la politica è fatta da persone egoiste e ignoranti,
allora manca qualcosa.

Non solo nella politica, anche nella religione è così. Se pratico con una
motivazione
incentrata sul mio ego, allora la religione diventa negativa. Vedete quindi
che la motivazione
è la cosa più importante. Perciò la mia pratica è semplicemente l'amore, il
rispetto per gli
altri, l'onestà che sono insegnamenti che investono il campo dell'economia,
quello degli affari
e qualsiasi campo.

Se osservate a fondo la società odierna, vedrete che ci sono molti problemi.
Interiormente
quasi ognuno di noi prova un senso d'inquietudine e questa sensazione non
aiuta a risolvere i
propri problemi.

Ora, non sto criticando gli altri; ma quando si possiede una vera e durevole
pace interiore,
l'ira e l'odio non potranno mai esistere. D'altra parte, è impossibile
aiutare gli altri se
interiormente si ha una motivazione egoistica. Potremo parlare a lungo di
pace, d'amore, di
giustizia, ma quando certe cose ci riguardano personalmente, allora
dimentichiamo del tutto
questi discorsi e diciamo: "È necessario fare la guerra - è necessario
sopprimere gli altri".

Quando si sentono dire queste cose, è chiaro che manca qualcosa.

Io penso semplicemente che, allo stato attuale, dove tutto dipende dal
denaro e dal potere, e
dove non ci si interessa molto del reale valore dell'amore, se noi esseri
umani perdiamo il
senso del valore della giustizia, della compassione, dell'onestà, allora in
futuro ci troveremo
di fronte a maggiori difficoltà: ci saranno maggiori sofferenze e problemi.
È difficile ma vale
assolutamente la pena di tentare. Dobbiamo tentare con tutte le nostre
forze, senza
preoccuparci del risultato. Anche se non avremo successo in questa vita non
importa, avremo
comunque cercato di migliorare la società umana sulla base dell'amore.
Questa è la mia
opinione, il mio pensiero sulla relazione tra valori religiosi e società
umana.

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