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SCHEDA ARTICOLO N. «01445»

CLASSIFICAZIONE: 4
TIPOLOGIA: CONGENERE
AUTORE: VARI AUTORI
TITOLO: DHARMA
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TESTO ARTICOLO

Dharma

- Significati della parola Dharma -

Dharma è un termine sanscrito che presso le filosofie orientali riveste
numerosi significati. Può essere tradotto come Legge, Legge cosmica, Legge
Naturale, oppure il modo in cui le cose sono. I Cinesi chiamavano questa
legge "Tao". Vivendo in accordo con questa Legge, è possibile porre fine
alla sofferenza dovuta al ciclo delle nascite e delle morti (Samsara).
Poiché tutte le azioni (Karma) producono frutti (alcuni piacevoli e altri
spiacevoli, a seconda del tipo di azione), l'unico modo per ottenere la
Liberazione è attenersi all'Ordine Universale, e vivere in armonia con esso,
senza attaccarsi ai conseguenti risultati piacevoli delle azioni virtuose,
in modo che esse conducano gradualmente alla Liberazione.

Nel Buddhismo, Dharma indica gli insegnamenti del Buddha sull'origine del
dukkha (la sofferenza) o la pratica di tali insegnamenti, e di conseguenza
il Buddhismo stesso. Il Dharma è una legge universale che regola il
funzionamento del mondo, e che il Buddhismo s'impegna a trasmettere e
spiegare, sin dal primo discorso pubblico del Buddha
(Dharmaakrapravartana). Il Dharma è simboleggiato da una ruota, il
dharmaakra.

(Fonte web it.wikipedia.org/wiki/Dharma)

--

Dharma, una parola sanscrita per la quale non c'è un adeguato equivalente in
italiano, si riferisce alla comprensione e al comportamento che portano
all'estinzione della sofferenza, della sua causa e all'esperienza di un
durevole stato di felicità e appagamento. Shantideva, un saggio buddista
indiano del settimo secolo e.V., scrive: «Anche se vogliamo sfuggire alla
sofferenza, in realtà le corriamo incontro. Pur desiderando la felicità, a
causa dell'illusione, calpestiamo la nostra propria felicità come se fosse
un nemico». Desideriamo la felicità, tuttavia sovente non riusciamo a
riconoscerne la fonte. Vogliamo essere liberi dalla sofferenza, dalla
frustrazione e dal dolore, ma non identifichiamo correttamente le cause
della nostra infelicità. Così, pur desiderando di essere liberi dal male,
gli corriamo incontro, distruggendo in questo modo ogni causa di felicità
che potremmo avere.

(B. Alan Wallace, in Tibetan Buddhism from the Ground Up - copyleft
perle.risveglio.net)
--

Il Dharma possiede due aspetti: il "Dharma dell'esposizione" e il "Dharma
della realizzazione".

Il Dharma dell'esposizione consiste negli insegnamenti, sutra e tantra, del
Buddha e dei grandi maestri che lo hanno seguito.

Il Buddha ha dato ai suoi discepoli l'indicazione: "Se fai questo, otterrai
questo risultato": tutto ciò è chiamato Dharma dell'esposizione, perchè
espone una via, una guida, una spiegazione. È come una mappa, una carta
stradale.

Ma non è il Dharma vero e proprio: il Dharma vero e proprio è l'esperienza
diretta, la realizzazione.

C'è una grande differenza fra il parlare di qualcosa e fare esperienza
diretta di quella cosa. Il Dharma della realizzazione dipende,
probabilmente, dal Dharma dell'esposizione, ma quest'ultimo non rappresenta
la totalità del Dharma.

Se ascoltiamo gli insegnamenti, li comprendiamo e li mettiamo in pratica,
alla fine ne faremo esperienza diretta, e quello è il Dharma vero e proprio
che ci trasforma.

Il Dharma dell'esposizione, da solo, non è capace di trasformarci; e, se non
attraversiamo un processo di trasformazione, non stiamo veramente praticando
il Dharma.

(Ringu Tulku Rinpoche)

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