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SCHEDA ARTICOLO N. «01478»

CLASSIFICAZIONE: 3
TIPOLOGIA: YOGA
AUTORE: SWAMI SIVANANDA RADHA
TITOLO: NADA YOGA
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TESTO ARTICOLO

Nada Yoga

- di Swami Sivananda Radha

Tratto da:

Swami Sivananda Radha
MANTRA
Armenia

Ci sono molte cose che si potrebbero scrivere sul Mantra; per esempio, che
ci sono parecchi
tipi diversi di Mantra. Però questo libro non intende essere un'opera
erudita sull'argomento,
ma piuttosto una guida pratica che aiuti la gente a sviluppare la propria
vita spirituale,
attraverso la pratica del Mantra. In ogni caso, è comunque utile sapere
qualcosa riguardo alla
posizione che il Nada Yoga, lo yoga del suono, occupa nella filosofia dello
yoga e, in
particolare, su quella parte nota come Mantra Yoga.

Lo scopo ultimo di tutto lo yoga è la rivelazione, l'unione con il Divino, e
nel corso dei
secoli sono stati seguiti diversi sentieri dello yoga, o "yuga", come sono a
volte indicati,
per arrivare a questo obiettivo. In ogni yuga lo scopo dello yoga viene
realizzato nel modo più
adatto per l'individuo in questione in quel determinato periodo. Ogni yuga
ha avuto i suoi
yugi, i suoi insegnanti, o santi che indicassero la via agli aspiranti.
Queste sono persone
religiose che hanno compreso l'enfasi del tempo particolare in cui si sono
trovate a vivere.

Nel Satya Yuga (satya significa purificazione), per esempio, non era
necessario che gli
aspiranti facessero molto Hatha Yoga, oppure Bhakti o Jnana Yoga, perché
l'accento era posto
sulla meditazione; nel Treta Yuga era invece raccomandato il sacrificio, che
non doveva essere
necessariamente quello della vita: poteva essere il sacrificio dei desideri
della vita,
desideri che non erano veramente profondi e che avrebbero comportato una
realizzazione soltanto
a livello di esistenza quotidiana. Nel Dvapara Yuga erano incoraggiate tutte
le forme di
adorazione, preghiera, conversazione con Dio, devozione nella forma più
elevata.

Si dice che adesso stiamo vivendo nel Kali Yuga, nell'Età del Ferro,
l'ultima dei quattro yuga:
un'età malvagia. In essa si ritiene che prevalgano forze di malvagità e
d'immoralità, e di
certo pare che sia così. In quest'epoca il Mantra Yoga, la recitazione del
nome del Signore, è
considerato essere il miglior aiuto per lo sviluppo dell'individuo, come
suggerisce il detto
, che significa: «Nel Kali Yuga il santo nome
è la barca per
attraversare l'oceano del maya (dell'illusione).»

La tradizione sostiene che i Mantra ci sono stati dati dai rishi, dai grandi
veggenti, santoni
e insegnanti che sono vissuti nel passato e che a loro volta avrebbero
percepito i Mantra sul
livello eterico, o si sarebbero sintonizzati su di essi. I Mantra sono stati
creati dalle
sottili vibrazioni emesse dai molti milioni di persone che hanno gridato
d'angoscia attraverso
i secoli, e sono, per così dire, l'essenza di tutte quelle grida, ma anche
molto di più: sono
la risposta ad esse.

Per centinaia di anni i saggi indù si sono dedicati a uno studio molto
dettagliato degli
effetti del suono o, più correttamente, della vibrazione, arrivando a essere
perfettamente
consapevoli del potere del suono nel processo di guarigione e purificazione
dei chakra (i
centri della consapevolezza) del sistema Kundalini.

Il suono è vibrazione; e suoni e immagini hanno un rapporto molto stretto.
Nel suo libro, Japa
Yoga, Swami Sivananda fornisce parecchi esempi di cantanti capaci di
produrre immagini,
intonando semplicemente una certa nota o una combinazione di note. La
creazione di un
particolare suono può inoltre indurre un oggetto di un certo materiale che
si trovi
sintonizzato su quella particolare vibrazione a tornare integro; se la
percentuale di
vibrazione creata dal suono è più forte e più acuta di quella di un oggetto
esistente, esso
invece si spezza, come dimostra il fatto che emettendo il giusto suono è
possibile infrangere
il vetro.

Un episodio del Vecchio Testamento narra di come gli
squilli di tromba abbiano abbattuto le mura di Gerico, e
l'orecchio stesso può restare danneggiato dai suoni, come sappiamo dalle
infelici storie di
giovani che soffrono di una perdita dell'udito per aver ascoltato musica
rock suonata a un
volume troppo elevato.

Un Mantra viene cantato sulla base di una melodia nota come raga. Raga (o
ragini) è il vocabolo
indiano che significa melodia, o chiave, ma include molto più di quanto si
possa trovare nella
nostra concezione di tono musicale. Letteralmente, raga significa amore o
passione: è una
composizione di suono che consiste in movimenti melodici che colorano il
cuore di una persona.

Il raga di un Mantra è primariamente monofonico, una sequenza di singoli
suoni privi di
armonia. Nell'insegnamento di Pitagora si sottolinea che la musica, così
com'era compresa
nell'antica Grecia, è collegata all'aritmetica, una concezione che in tempi
più recenti è stata
espressa negli scritti del defunto P. D. Ouspensky. Il termine "musica delle
sfere" appartiene
ai greci come anche all'Oriente. I greci collegavano il suono e la musica
con l'astronomia e
nella sua Poetica Aristotele sostiene che linguaggio, ritmo e suono insieme
costituiscono la
poesia.

Al tempo stesso il filosofo indica però un altro elemento, privo di nome e
di forma,
identificato nella capacità che sia il potere della parola sia il potere del
suono hanno di
influenzare il pensiero umano. Gli Yogi ritengono che quest'influenza arrivi
molto più lontano
di quanto in genere si creda possibile e che la musica non sia soltanto un
sistema ordinato o
una successione di suoni, ma anche un potere che ha effetto
sull'ascoltatore. Come Aristotele,
anche Confucio sosteneva che la musica condiziona le persone e le induce ad
agire nel modo
giusto o in quello sbagliato. È interessante scoprire che perfino i greci
sottolineavano come
la melodia portante non dovesse essere modificata, perché una simile
"assenza di leggi" portava
alla distruzione.

Il Mantra Yoga fa parte del Nada Yoga, lo yoga del suono, e rappresenta uno
fra i circa
quaranta diversi approcci allo yoga. Il Nada Yoga è una teoria
e una comprensione del suono, della vibrazione e della musica,
che per secoli ha superato di gran lunga qualsiasi simile comprensione in
Occidente. In questo
secolo, tuttavia, questa comprensione sta venendo riscoperta dai fisici
occidentali a mano a
mano che il loro lavoro li conduce oltre le idee tradizionali riguardo al
mondo fisico.

Gli Yogi si sono avvalsi dei principi del Nada Yoga per essere in armonia
con l'Universo.

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