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SCHEDA ARTICOLO N. «01490»

CLASSIFICAZIONE: 5
TIPOLOGIA: AFFINE
AUTORE: MARCELLA DANON
TITOLO: QUANDO LA NATURA RISVEGLIA L'ANIMA
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TESTO ARTICOLO

Quando la natura risveglia l'anima

(di Marcella Danon)

Esiste uno stretto legame tra questi tre livelli: la vitalità individuale,
le emozioni; quella del mondo in cui viviamo, le forme e i colori della
natura; e la vitalità che permea l'Universo stesso, la dimensione
spirituale.

"Se la Terra avesse un diametro di poco più di un metro
e galleggiasse a poca distanza dal suolo sopra un campo qualsiasi,
la gente verrebbe da tutto il mondo per ammirare le sue grandi e piccole
piscine d'acqua
e le zolle di terra emergenti dalle acque.

La gente si stupirebbe del sottilissimo strato di gas attorno alla palla
e delle minuscole particelle d'acqua in sospensione nel gas;
si meraviglierebbe di tutte le creature sulla superficie e nelle acque.

E la palla sarebbe considerata preziosa perché unica
e verrebbe protetta perché non si rovini.

Sarebbe la più grande meraviglia conosciuta, fonte di ispirazione, saggezza
e bellezza.

La gente l'amerebbe e la difenderebbe con la propria vita,
sentendo che non avrebbe più significato senza la sua esistenza.
Se la Terra fosse grande solo poco più di un metro... ".

E' la riflessione poetica di un ecopsicologo neozelandese, Olaf Skarsholt,
che offre un punto di vista inusuale per risvegliare nei confronti del
nostro pianeta sentimenti ed emozioni che sono di sicuro potenzialmente
presenti in noi, ma che abbiamo perso l'abitudine di rivolgere al pianeta su
cui viviamo. Sentimenti ed emozioni che ci ricollegano alle nostre radici
più profonde, al mondo e alla vita di cui facciamo parte: la meraviglia, il
rispetto, il senso di condivisione, l'anelito verso l'assoluto.

Molta della solitudine, della mancanza di senso e del "mal d'anima" che così
spesso affligge il civile mondo occidentale è dovuto a una perdita di
connessione con l'origine stessa della Vita e all'incapacità di porsi le
domande fondamentali che stanno alla base della nostra stessa esistenza e
che terrebbero più viva la nostra attenzione ai legami che abbiamo col mondo
che ci circonda: "chi sono io?", "da dove vengo?", "dove vado?".

Oggi c'è un problema di alienazione dalla dimensione spirituale ed è
strettamente connesso all'alienazione dalle proprie emozioni e, non a caso,
anche dalla natura: quando si consolida un bozzolo attorno a quello che
consideriamo il nostro piccolo importantissimo "io", perdiamo la capacità di
vedere e di sentire quello che c'è oltre.

E' proprio questo il problema, una barriera che viene a crearsi tra il
nostro "io" e la nostra natura più autentica che si esprime anche attraverso
le emozioni, l'aspetto più vitale, e dinamico del nostro essere. Negando le
emozioni, neghiamo quanto è spontaneo e naturale in noi e, di riflesso,
quanto è naturale e spontaneo attorno a noi, e quindi l'ambiente naturale,
la natura selvatica, tutto il mondo non "civilizzato". Negando l'origine
della vita materiale - non a caso si parla di "Madre Terra" - ci chiudiamo
alla percezione del principio spirituale sottostante alla creazione, ci
chiudiamo a ogni altra dimensione che esuli da quella egoica. Non c'è da
stupirsi se poi dilagano depressione e senso di vuoto!

Per rompere questo isolamento, rientrare nel cerchio della vita e
ricollegarsi alla totalità del proprio essere bisogna prima di tutto
affinare le proprie capacità di ascolto, per cogliere la presenza e la voce
del proprio sentire e del sentire altrui. Dopo, bisogna sviluppare
l'attenzione e il rispetto per tutto ciò che è vivo: a partire dalla proprie
emozioni, sino ad includere gli altri esseri umani, ogni altro essere
vivente, la natura nel suo insieme. Quando l'apertura diventa tale da
accogliere il proprio mondo interno e quello esterno, la vita si rivela ai
suoi livelli più alti e il singolo individuo può riconoscersi parte di un
disegno molto più vasto e non si sentirà mai più solo, ma saprà di essere in
connessione profonda con tutto ciò che è.

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