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SCHEDA ARTICOLO N. «01497»

CLASSIFICAZIONE: 3
TIPOLOGIA: YOGA
AUTORE: AMADIO BIANCHI
TITOLO: LO YOGA PER LA GRAVIDANZA
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TESTO ARTICOLO

Lo yoga per la gravidanza

(di Amadio Bianchi)

La formazione dell'individuo inizia nel periodo fetale, durante il quale si
sviluppa, ad esempio, la sensibilità sensoriale, cioè la percezione del
suono o della luce. Il bambino si forma in relazione alle qualità dei primi
contatti con la madre.

LE DIFFICOLTA' DA SUPERARE...

Attraverso la mia esperienza di lavoro di prevenzione prenatale affermo,
pertanto, che la gravidanza va innanzitutto accettata sul piano sia fisico
sia psicologico. E', in ogni caso, il primo passo da compiere per poter
vivere con consapevolezza, serenamente e felicemente uno dei momenti più
belli, e di maggior crescita, nella vita della donna.

Un secondo passo lo si adempie prendendo in considerazione, dal punto di
vista psicologico, la naturale paura che investe soprattutto una primipara.
Essa deve affrontarsi su un terreno a lei sconosciuto, e tale stato di
tensione contrasta con le qualità necessarie ad affermare la salute e la
serenità indispensabili per un buon procedimento della gestazione.

Le modificazioni che si susseguono in continuazione sul piano psicofisico
sono spesso causa di indisposizioni. Sul piano fisico, ad esempio, si
possono presentare noiosi disturbi alla colonna vertebrale : mentre il feto
cresce, il peso della madre aumenta, obbligandola ad assumere una diversa
postura che va ad alterare il naturale assetto della zona lombo-sacrale, e
questo è in genere causa di sofferenza.

Se la madre, inoltre, non ha avuto modo di affrontare una seria preparazione
alla respirazione prima della gravidanza, si può trovare ben presto a
disagio, dal momento che il diaframma, col crescere del feto, si alza,
rendendo più difficile la respirazione.

Ecco allora alcuni esercizi di yoga da fare a casa, che vi presento in
queste pagine con l'intento di aiutare a superare questo momento,
trasformandolo in un periodo di benessere psico-fisico.

... E GLI ESERCIZI PER SUPERARLE

Il primo semplice esercizio consiste nel sistemarsi a "quattro zampe" (vedi
prima foto in alto della sequenza riportata nella colonna di destra),
concentrandosi sulla zona lombare della colonna vertebrale e lasciando che
il movimento scaturisca proprio da questo punto.

Mentre si ispira lentamente (il movimento deve durare quanto la lunghezza
del respiro), si inarca la colonna e si abbassano i reni, rivolgendo la
testa all'indietro. Quando si espira, al contrario, ad una ad una si
spingono le vertebre verso l'alto e si porta il mento il più possibile
vicino allo sterno (vedi seconda foto).

La dinamica va ripetuta a lungo, curando sia il movimento della colonna
vertebrale sia la respirazione. L'esercizio, come è facile presumere,
sblocca e rende elastica la colonna, e dà la possibilità di sviluppare una
respirazione completa, attiva cioè su tutte e tre le aree: addominale,
toracica e clavicolare.

Nello Yoga, questo tipo di respirazione è conosciuta con il nome di
Viagra-pranayama, o respirazione della tigre. Può essere praticata da
chiunque, senza controindicazioni, e per tutta la durata della gravidanza,
apportando notevoli benefici.

Al primo segnale di stanchezza, tuttavia, è consigliabile sdraiarsi di lato
sul pavimento (vedi terza foto) per riposarsi. Il fianco da preferire è
sicuramente quello dove si presume che il feto abbia la schiena girata.

Durante la permanenza in questa posizione, si suggerisce di praticare la
consapevolezza del corpo, favorendo lo stato di rilassamento. Allo stesso
tempo va mantenuta anche la consapevolezza del respiro. Si deve osservare il
fluire e defluire dell'aria e promuovere la totale spontaneità e libertà di
espressione nell'atto respiratorio. Si tende in tal modo ad eliminare le
tensioni e gli impedimenti psicologici originati dall'emotività.

Dopo alcuni minuti di quest'ultima pratica, è consigliabile mettersi in
posizione seduta, a gambe incrociate (vedi ultima foto in basso) e procedere
ad una meditazione sul respiro "orientato", da eseguirsi così: inspirare
lentamente e profondamente, immaginando che il respiro inalato attraverso le
narici scenda lungo la colonna vertebrale fino al plesso solare; trattenere
il respiro per qualche secondo (raccomando senza sforzo) e
contemporaneamente visualizzare l'energia, trasferita nella pancia
attraverso il respiro stesso, distribuirsi nel corpicino del bambino; quindi
esalare (sempre attraverso le narici), presumendo che la negatività lasci il
corpo attraverso l'esalazione.

Chiudo sottolineando che la cosa più importante in prossimità del parto è di
viverlo abbandonandosi a quella forza benefica della natura che si manifesta
nella nascita del vostro bambino.

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