Buona sera! oggi è Martedì 7 Dicembre 2021 ore 23 : 24 - Visite 1016277 -

BENVENUTI SUL SITO WWW.ECROS.IT
Logo di Ecros.it con scritta a fuoco
divisore giallo animato
TestataYoga-510x151.jpg
MENU NAVIGAZIONE
SPAZIATORE bianco
Lineablu

SEZIONE: « ARCHIVIO ARTICOLI »

Lineablu
SPAZIATORE bianco

SCHEDA ARTICOLO N. «01498»

CLASSIFICAZIONE: 5
TIPOLOGIA: AFFINE
AUTORE: ALICE BANDUCCI
TITOLO: GEORGES BATAILLE. L'ISOLAMENTO
SPAZIATORE bianco

TESTO ARTICOLO

Georges Bataille. L'isolamento

(di Alice Banducci)

"Ognuno di noi è come confitto in un angusto isolamento. Nient'altro conta
ai suoi occhi se non lui stesso".

Tanti uomini formano una comunità, una città, uno stato: sono un gruppo,
sono cittadini e abitanti di un territorio. Ognuno è un individuo singolo
appartenente alla collettività; ogni uomo è parte di un tutto, un ente unico
e inimitabile che esercita il suo potere di essere insostituibile. Percepire
la propria singolarità e particolarità è un atto di coscienza; si ha la
consapevolezza infatti di possedere una realtà interiore che dona movimento
e vita al nostro corpo e al nostro essere individuale.

Georges Bataille ricorda come questa forza che ci mantiene separati l'uno
dall'altro possa essere la prima fonte di energia che spinge ciascuno di noi
a trovare nell'altro e nella comunicazione un'espressione completa e totale
del nostro essere uomini.

Siamo tutti individui che viviamo in una realtà confusa, complessa e
apparentemente statica. Abitiamo città, viviamo in edifici massicci, alti,
camminiamo lungo strade prestabilite e note; apparteniamo a questo mondo che
Bataille chiama "il mondo dei solidi".

Questa dimensione non dimentica la materia e la sua consistenza; noi ne
facciamo parte, ma siamo anche esseri attivi, e vivi, generiamo un forza
interiore che ci allontana da questo destino prestabilito di creature
mortali e distruttibili. Ognuno si abbandona all'altro; rinunciamo a parte
di noi stessi, ci separiamo dal "mondo dei solidi" per ritrovarci in una
dimensione piena di luce, elettrica: nel comunicare viviamo l'opposizione e
il contrasto di questa vita fatta di materia e del sospeso che ci circonda.

L'isolamento è la condizione dell'essere umano; la comunicazione permette il
contatto. Le impressioni che riceviamo dall'esterno possono rendere il mondo
meno angusto ai nostri occhi, ma quello che conta poi infondo non siamo noi,
ma il mondo stesso. La morte svela la menzogna in cui viviamo: l'individuo
non è altro che parte di questa realtà sfuggevole. Riportare tutto a noi
stessi è un tentativo vano.

L'essere umano è unico, ma la sua singolarità non può che cedere di fronte a
un destino ineluttabile. La morte cancella il singolo e azzera le
differenze: ritorna il mondo in primo piano. Per ironia della sorte viviamo
una condizione tragica: solo morendo raggiungo la completezza. La solitudine
si risolve nella perdita della vita stessa, l'individuo annienta il proprio
universo per abbandonarsi al tutto che lo circonda.

Viviamo nel paradosso, scissi da una costante irrequietezza: da un lato noi,
come individui singoli, che prendono come punto di vista sul mondo il
proprio; dall'altro il mondo, il tutto compatto in cui ogni parte si fonde e
si completa. Il binomio non si risolve, ma si accende e si infuoca, nessuno
può rinunciare al proprio io, al suo essere "particolare", ma allo stesso
tempo non può dimenticare l'altro, il desiderio di unire se stesso con ciò
che lo circonda e lo avvolge.

La forza di ciascuno risiede in questo perenne contrasto. Diventa grottesco,
però, pensare a questo uomo, che per istinto e natura vive solo; cosciente
del proprio essere singolo si ritrova parte del mondo, e allora cerca il
contatto, ma cade nell'errore. Sbaglia a credere che quello che vede segue
la sua privata necessità; è il mondo che domina questa energia, di cui
l'uomo
è sì parte, ma come spettatore.

La sfera d'isolamento è una prigione socchiusa: rinchiude e protegge. Una
piccola fessura rende questa condizione ancora più precaria: da un lato
illude, dona allo sguardo un'ipotetica via di fuga, dall'altro lato non
permette di allontanarsi da questo mondo interiore.

La morte non è altro che un goffo, ma efficiente tentativo di abbandonare
questa prigione per ritornare al mondo; la fine diventa un inizio a cui
l'uomo
non può sottrarsi. Credere nel proprio isolamento come condizione necessaria
di tutto ciò che è, diventa il vero orrore di questa esistenza, unica,
singolare, ma mai eterna.

SPAZIATORE bianco

Manina indica Giù Spaziatore Manina indica Giù
Spaziatore